Campari E De Maistre

Non ci salverà certo Putin!


di Riccardo Facchini
Se non fosse che metto mano alla fondina ogni volta che leggo titoli tipo "il web impazzisce per [nome o fenomeno a vostra scelta]" inizierei...

Don Gallo: una brava persona, un prete discutibile


di Andrea Virga
Si è recentemente spento Don Andrea Gallo, un sacerdote genovese, assunto ad icona da parte dei cosiddetti “cattolici” progressisti...

Bowie, leggiti Greene, che è meglio!


di Paolo Maria Filipazzi
Il grande David Bowie, che un tempo fu un gigante della musica ma che da dieci anni non faceva una canzone, ritorna...

La Marcia per la vita 2013: un successo su tutta la linea


di Francesco Filipazzi
Successo su tutta la linea. Questa è l'unica analisi possibile riguardo la Marcia per la Vita che ha colorato ieri le vie di Roma...

I deliri in rosa di Boldrini e co.


di Marco Mancini
Doveva essere, come il precedente, il governo della sobrietà: il caso di Michaela Biancofiore, trasferita dalle Pari opportunità alla Pubblica amministrazione...

Le manif pour tous: alcune testimonianze


di Franciscus Pentagrammuli e Andrea Virga
Nonostante il silenzio pressoché totale della stampa e dei media italiani, qualcosa sta succedendo in Francia: da più di una settimana...

Quirinale: il 25 luglio dello smacchiatore


di Marco Mancini
Povero Bersani. Non più di due mesi fa era il vincitore annunciato delle elezioni politiche: restava solo da sapere se avrebbe avuto bisogno...

La morte di Maggie divide la destra


di Alessandro Rico e Andrea Virga
Chi ci segue avrà notato che – tra i nostri tavoli e su molte altre piattaforme simili – esistono diverse opinioni riguardo le opposte ricette economiche, politiche e sociali realizzatesi durante il XX secolo....

"The Passion" tra violenza e amore


di Giulia Dessena
Cosa accade, tra gli uomini, quando iniziano a compiersi meraviglie? Se c'è un film che nel 2004 fu criticato, deriso, rinnegato, è stato proprio "The Passion" di Mel Gibson......

Identikit di un Pontefice


a cura di Campari e de Maistre
L'elezione di Papa Francesco ha sorpreso molti ossevatori; tantissime sono state, inoltre, le reazioni "di pancia" da parte della blogosfera cattolica...

Infatuarsi di Chavez: una mancanza di realismo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo la morte di Hugo Chavez, si sono succeduti diversi giudizi. Interessante è la schizofrenia registratasi in seno alla cosiddetta Destra...

Ti piace Putin? Terrorista!


di Francesco Mastromatteo
Premessa importante: chi scrive non è certamente uno di quei complottisti affetti da dietrologia acuta, che vedono oscure trame dei servizi segreti...

Se il risultato delle elezioni è un grande vaffa...


di Marco Mancini
In principio fu la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, infrantasi contro la discesa in campo di un noto tycoon brianzolo...

Un Campari con... Magdi Cristiano Allam


a cura di Riccardo Facchini
Magdi Cristiano Allam (Il Cairo, 1952) è un giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano. Editoralista dal 2003 al 2008 del "Corriere della Sera"...

Vi presento i migliori alleati dei movimenti gay


di Riccardo Facchini
Notizia da poco comparsa in rete che merita due rapide battute: due candidati per Fratelli d'Italia in Veneto hanno girato uno spot considerato...

La lezione dell'Umile Servo


di Alessandro Rico
Un «umile servo nella vigna del signore». Così si era definito Benedetto XVI appena eletto pontefice, e in quella frase si trova forse...

Mons. Paglia e le coppie gay: molto rumore per nulla (oppure no?)


di Marco Mancini
Confesso che ieri, leggendo la notizia su Repubblica.it – è uno dei primi siti che apro la mattina, tanto per rovinarmi la giornata...

Se la Prima Repubblica non è mai finita


di Alessandro Rico
Qualcuno auspicava di andare, con il prossimo governo, Verso la Terza Repubblica. Ma ci ritroviamo col solito scontro Berlusconi-Sinistra...

La voce de lo Imperatore #1 - Il caso Monte Paschi


di Feudalesimo e Libertà
Con la presente invettiva, iniziano la loro collaborazione con noi i vassalli di Feudalesimo e Libertà...

La Russia, tra i gay e la Madonna di Fatima


di Federico Catani
Pare che dovrò imparare il russo. Così, in caso di emergenza, potrò espatriare a Mosca per avere un lavoro. E con l'aria che tira, non è poi un'ipotesi così assurda...

Lincoln contro il razzismo? Non esattamente


di Isacco Tacconi
Quando si parla di eroi americani, bisogna stare sempre attenti a prendere con le pinze la veridicità di quello che si racconta, specie se a raccontarlo sono proprio gli americani...

Il Guardian, il Vaticano e il "tesoro di di Mussolini"


di Marco Mancini
“Come il Vaticano ha costruito un impero immobiliare segreto usando i milioni di Mussolini”: più o meno così titolava ieri il quotidiano progressista britannico Guardian...

La marcia della Verità


di Franciscus Pentagrammuli
Domenica 13 Gennaio, a Parigi, un numero fra 300.000 (secondo la polizia) e 800.000 (riportato dagli organizzatori) persone di diverse culture, religioni...

Un Campari con... Mons. Livi


a cura di Giovanni Covino e Marco Massignan
Antonio Livi (Prato, 1938) è professore emerito di Filosofia nell'Università Lateranense, socio ordinario dell'Accademia di San Tommaso e presidente dell'ISCA...

Il Cavaliere, dalla Cei ai gay


di Riccardo Facchini
Che Berlusconi sia stato scaricato dai vescovi italiani è cosa nota. Che gli stessi prelati, col loro boss in testa, abbiano ormai benedetto l'avventura centrista di Monti...

Mamma li tradizionalisti!


di Satiricus
Siamo entrati in una nuova stagione di fervore tradizionalista: crollati un buon numero di taboo sessantottini, attenuato il furore del rinnovamento-a-tutti-i-costi e soprattutto sconfitta...

Qualche appunto sul "femminicidio"


di Marco Mancini
Non accennano a placarsi le polemiche provocate dall’affissione, da parte di un parroco di Lerici, di un volantino sul c.d. “femminicidio”. Il manifesto, contro il quale...

Quel cristiano dell'orso Baloo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo l’ultimo mio articolo sulla visione teologica dell'opera di Tolkien, ho ricevuto attacchi e critiche da ogni dove, per quella che alcuni hanno definito come...

Pannella, sciopero a fini elettorali


di Danilo Quinto
L’unico modo per comprendere fino in fondo Marco Pannella e la ragione delle sue azioni, è ascoltarlo. Questo vale soprattutto per quanto riguarda...

La casalinga sanguinaria se ne frega dell'animalismo


di Isacco Tacconi
Lo scorso 28 novembre due uomini, padre e figlio, sono stati assaliti di notte da quattro rottweiler mentre liberavano il giardino...

Se i massoni scrivono per la San Paolo


di Satiricus
Era da un po’ che attendevo di scrivere su questo tema, e pure di iniziare la mia collaborazione con la truppa di CampariedeMaistre, ma non mi decidevo mai a farlo – un po’ per pigrizia...

"It's a girl": il vero femminicidio


di Giulia Dessena
Quando ciò che genera la vita è causa di morte. "It's a girl" è un lungometraggio sulle donne, delle donne e per tutti noi: un documentario, firmato dal regista Christian Evan Grae Davis, sulla pratica...

15 aprile 2014

Pavia ripara il crimine dell’aborto

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dell'amico Giorgio Vedovati, che ringraziamo, e ne approfittiamo per invitare tutti alla Quarta Marcia per la Vita, domenica 4 maggio a Roma.


di Giorgio Vedovati
Mentre si diffondono sempre più in tutta Italia le lodevoli iniziative delle Sentinelle in Piedi con annesso – ahinoi – schiamazzo osceno delle solite congreghe sodomitiche, c’è anche chi si affida costantemente alla preghiera. L’esempio viene da Pavia, dove nella prima mattina di mercoledì 9 Aprile centinaia di passanti hanno potuto vedere celebrata una Santa Messa in riparazione al crimine dell’aborto proprio davanti all’ingresso principale del Policlinico cittadino.
Il segno è stato potente. Non siamo generalmente più avvezzi a incontrare il sacro nelle nostre vite quotidiane, avendo la modernità sancito inderogabilmente che tra tutte le libertà solo quella cattolica debba restare relegata nella sfera privata o all’interno delle chiese, tanto che diventa sempre più raro incontrare e riconoscere per strada un prete o una suora. Volendo invece portare all’attenzione pubblica il dramma dell’aborto, che qualsiasi persona razionale di buona volontà può riconoscere come un vero e proprio delitto, si è deciso che una Santa Messa fosse il metodo migliore per attirare l’attenzione e indurre alla riflessione. Ma non basta: per comunicare al meglio il valore di espiazione e di riparazione della celebrazione, è stato utilizzato il rito romano vetus ordo (la volgarmente detta “messa in latino”), sommamente sobrio, composto e grave. È così che, all’interno della Quaresima e in particolare della Settimana di Passione, il sacrificio di Cristo s’è fatto carico anche del sacrificio di tutti quegli innocenti che, a poca distanza, vengono immolati all’altare dell’utilitarismo, dell’egoismo e dell’indifferenza.
Oltre alla ventina di fedeli che sono accorsi di proposito a questa celebrazione antelucana (la Santa Messa è iniziata, dopo un Rosario, alle 7), sono stati diversi i passanti che si sono fermati ad assistere, anche solo per qualche minuto, al rito, colpiti dalla sua autenticità sacrale e – vogliamo sperare – dal pensiero alle vittime innocenti. Si è avuta così la dimostrazione di come bisogni superare paure e scrupoli eccessivi e non esitare nel far sentire pubblicamente, con forza ma con compostezza, la nostra voce di cattolici: la gente, almeno in parte, è ancora pronta a recepire i messaggi, non è ancora inevitabilmente persa.
L’iniziativa di questa Santa Messa contro l’aborto è arrivata dopo ben 29 appuntamenti settimanali durante i quali ogni mercoledì alle 6:50 – in barba a nebbie, gelo, oscurità e pioggia – Marco Crevani e un manipolo di fedelissimi si radunano davanti al Policlinico di Pavia per la recita del Santo Rosario, nel giorno settimanale assegnato allo svolgimento di questa carneficina. È Marco, vero pro-life in parole e opere, il fulcro organizzativo di queste iniziative, che hanno come corollario l’impegno radiofonico sulle frequenze della diocesana “Radio Ticino”: ogni giovedì pomeriggio, infatti, conduce “La Grande Guerra. L’umanità contro se stessa”[1], un programma di attualità e di approfondimento sulle tematiche della difesa della vita, dal Magistero dei Pontefici alla cronaca quotidiana dell’assalto alla famiglia, al matrimonio e, appunto, alla vita dal suo concepimento alla morte naturale. Invito tutti all’ascolto, soprattutto quei “cattolici adulti” che nulla temono o sospettano circa il gramo destino verso cui si sta incamminando la società contemporanea.
Ora che abbiamo il supporto chiaro e netto anche da parte di Papa Francesco, che ha finalmente pronunciato parole incontrovertibili circa l’aborto e i temi scottanti della genitorialità e dell’educazione (ovviamente ignorate dai media), usciamo dai nostri cortili, scuotiamoci di dosso la nostra colpevole indifferenza e leviamo insieme la voce. Facciamolo per pregare e per evangelizzare, o almeno per unirci al coro del neo-duce Adinolfi: «Vi piace un mondo così? A me fa cagare un mondo così!».






[1] Il programma possiede un archivio complete di tutte le puntate, riascoltabili in podcast al seguente indirizzo: https://drive.google.com/folderview?id=0B7rMDJDKIRSmUGR6ZF9zMzJINjg&usp=sharing. Segnalo inoltre il blog della trasmissione curato dallo stesso Crevani: http://lagrandeguerraradioticinopavia.blogspot.it/.

14 aprile 2014

Appunti sulle nuove forme di protesta contro l'omosessualismo

di Fabrizio Cannone
Nel 2013 la Francia ha ricevuto un colpo mortale con l’elezione del premier François Hollande, probabilmente il peggior presidente degli ultimi decenni, tanto da far rimpiangere non solo Sarkozy, ma perfino Chirac e Mitterand. Il leader socialista infatti sta mantenendo, alla lettera, tutte le più gravi promesse elettorali: varo del matrimonio tra omosessuali con annessa adozione di bambini, destabilizzazione della famiglia e rilancio dell’aborto di massa, indottrinamento omosessista delle nuove generazioni nelle scuole di Stato, permissivismo su droga e alcool, euro-mondialismo tecnocratico, asse del male col presidente americano Obama, persecuzione della Chiesa e di tutti i recalcitranti. Le recenti elezioni francesi hanno però registrato un crollo netto della popolarità del presidente – nel frattempo giunto già alla terza relazione sentimentale (senza matrimonio né religioso né civile) – e hanno visto l’affermazione della destra anti-socialista e dell’astensionismo. Segno che la società civile inizia a scuotersi e a comprendere chi è davvero dalla parte del popolo e chi dalla parte delle élite.

Ma la Francia del 2013-2014 è anche il paese in cui si sono registrate le più grandi proteste di piazza contro la dittatura liberal-socialista in atto in tutta Europa. La Manif pour tous (Manifestazione per tutti, contro le nozze gay), il Jour de Colère (Giorno di Collera, contro la repressione del dissenso), la Marche pour la vie (Marcia per la vita, contro aborto ed eutanasia) e la stessa manifestazione per la soppressione delle Femen (il gruppo terrorista che ha interrotto messe, profanato chiese, sradicato crocifissi, colpito a sangue pastori della Chiesa nel silenzio-assenso dei giornali del sistema) hanno dato voce ai milioni di francesi scontenti dalla politica mondialista e massonica dei poteri forti imperanti. Abbiamo già fatto cenno alla creatività e alla fantasia con cui i nostri commilitoni gallici hanno sfidato l’oppressione e hanno risollevato il cuore dei buoni e degli onesti. Tra le tante forme di protesta quella degli Hommen (gli anti-Femen) ha colpito nel segno: molti ragazzi col volto coperto,  intervengono, anche se non invitati, nei contesti più vari per imporre una voce diversa, e ciò attraverso scritte applicate sul dorso e sul petto. Un’altra riuscitissima idea è quella dei Veilleurs, ovvero Coloro che vegliano, i quali si ritrovano in un luogo simbolico di una città francese, e silenziosamente esprimono il loro dissenso dalla cultura di morte egemone. Ma esistono altre forme di lotta come Les Antigones, Printemps Français, etc. Di recente è sorta perfino una televisione su internet, TV-Libertés, per contrastare le menzogne dell’informazione ufficiale e che non a caso ha sede in Russia, terra di libertà e di non conformismo.

Nella nostra Penisola molti giovani volenterosi hanno preso il testimone e hanno creato prima la Manif pour tous Italia e poi le Sentinelle in piedi, assimilabili ai Veilleurs francesi.

I giovani della Manif hanno adottato sia il nome che il logo dei patrioti transalpini, ed hanno espresso l’intenzione di ripetere la vibrante protesa francese contro ogni legge che permetta l’unione tra due persone dello stesso sesso. I militanti delle Sentinelle in piedi invece si ritrovano periodicamente in una piazza centrale di una provincia d’Italia (finora Cremona, Trento, Perugia, Milano, Brescia, Firenze, Piacenza, Terni, etc.) e si mettono a leggere un libro per un’ora circa, mostrando ai passanti compattezza e dignità. Il messaggio che si vuole veicolare sta nell’opposizione silenziosa e ragionata (il libro infatti è simbolo del pensiero, del tutto assente nella propaganda gay), ma anche ferma come statue contro leggi e decreti che, dichiarando di voler punire l’inesistente omofobia, in realtà mirano alla repressione dell’eterosessuale, specie del cattolico e del patriota.

E’ nota a tutti l’opposizione della Chiesa cattolica all’omosessualità – e non solo alle nozze gay e così gli anticlericali di sempre vorrebbero prendere due piccioni con una sola fava: decretando l’illegalità dell’omofobia, si desidera sia spingere il pensiero della gente nel senso dell’accettazione del matrimonio tra invertiti, sia perseguitare tutti coloro che credono al Vangelo e alla comune morale dei popoli.

A Roma, sabato 5 aprile 2014, nella piazza del Pantheon, oltre 500 persone hanno manifestato assieme alle Sentinelle in piedi. In silenzio, dopo che uno speaker aveva ricordato le ragioni di civiltà per cui si era scesi in piazza, ragazzi e ragazze, hanno passato un’intera ora leggendo un libro, senza muoversi, e formando delle lunghe colonne umane, accanto a quelle maestose della Chiesa dei Santi e dei Martiri (ex Pantheon romano). I libri più gettonati erano quelli di autori come Gianfranco Amato, Costanza Miriano, Francesco Agnoli, etc. Segno che una contro-cultura cattolica oggi esiste, anche per il merito di case editrici come Fede & Cultura, Sugarco, Lindau, D’Ettoris, Mimep, Amicizia Cristiana e altre. Una decina di omosessuali hanno protestato a poca distanza dalle Sentinelle, usando la squallida arma del ricatto morale. Infatti esponevano un triangolo rosa sul petto, simbolo che, secondo alcuni storici, sarebbe stato usato nei campi di concentramento tedeschi per individuare i prigionieri con tendenze omosessuali. Grazie a queste forme di ostentato vittimismo, questi soggetti vorrebbero divenire intoccabili e al riparo da ogni critica: chi li critica infatti non capirebbe il loro sofferto dramma interiore! Ma in realtà, quei giovanotti arzilli e maleducati, non parevano affatto provenire da un tetro Lager tedesco, ma piuttosto da uno dei loro malsani club e circoli, in cui come noto si offende Dio e la morale in ogni modo possibile.

Ci auguriamo che queste proteste anti matrimonio gay e più in generale anti sistema continuino, si diffondano per ogni dove e divengano l’inizio di una rivolta spirituale che ricacci nell’ombra gli artefici della dilagante cultura di morte. Ma tutte le cose umane hanno dei limiti e anche queste forme di protesta ne hanno. Benché si leggano libri in piazza, temo che a casa si facciano pochi studi di approfondimento sulle questioni familiari ed etiche. Non basta però “navigare” e saltare da un sito all’altro per rispondere ai nostri avversari sul piano giuridico, filosofico, morale, teologico, scientifico, etc. Secondariamente non basta essere contro il Decreto Legge Scalfarotto e le altre leggi bavaglio. Queste leggi sono sbagliate anzitutto perché promuovono l’omosessualità e solo poi perché cercano di censurare i loro critici e i cattolici. La battaglia è già persa se viene giocata sul mero campo della libertà di espressione, concetto troppo equivoco e generico per essere il terreno dello scontro e della vittoria. E se i pedofili manifestassero per la libertà di espressione della pedofilia su internet, noi cattolici dovremmo sostenerli o lottare strenuamente per la sacrosanta censura? La risposta è fin troppo ovvia, e dunque non tutte le libertà di espressione sono equivalenti; certo la libertà di dire la verità va sempre salvaguardata, ma non sempre va protetta la libertà di insegnare l’errore. Immaginiamo che lo Stato stabilisca così: l’insegnante cattolico è libero di insegnare che esistono solo due sessi (maschile e femminile), ma l’insegnante laico è libero di insegnare la teoria del gender e l’esistenza di molte forme di sessualità (gay, trans, queer, etc.). Ebbene dovremmo accettare questa visione in nome della libertà di espressione o dovremmo lottare per il trionfo della verità (ovvero del matrimonio monogamico indissolubile)? Ci auguriamo che tra le zelanti Sentinelle italiche non ci siano dubbi al riguardo e che se si è scelto di partire dalla difesa della libertà di espressione è solo per far breccia nel muro di gomma del sistema, per poi annichilirne a poco a poco le pretese e le folli derive ideologiche.


Nel 1976 Gianfranco Morra scriveva: “[la religione] si trova di fronte a un angoscioso aut-aut: o essa si adegua alla mentalità dell’epoca, mettendo da parte tutto ciò che la caratterizza in quanto religione, per ottenere in tal modo un piccolo inefficace sterile spazio nella cultura, come fenomeno meramente psicologico o come strumento di progresso sociale; oppure essa si mantiene ferma alla propria ineliminabile vocazione soprannaturale, scontando con l’emarginazione e la persecuzione la propria eroica e coerente fedeltà” (Marxismo e religione, pp. 14-15). La Manif, le Sentinelle e le altre forme di lotta che Dio ispira siano il sussulto di una nuova coerenza con la logica del Vangelo e non un ennesimo sterile compromesso con il mondo e il potere.

11 aprile 2014

L'americanismo di certi cattolici è duro a morire

di Andrea Virga
Nel presente decennio, l’atteggiamento del mondo cattolico conservatore verso gli Stati Uniti appariva in parte cambiato. Da una parte, risultava difficile anche agli americanisti più convinti sostenere un Presidente come Obama, progressista e nemico dichiarato dei principi non negoziabili. Dall’altra, l’affermarsi sulla scena internazionale del russo Vladimir Putin e la sua presa di posizione a favore dei valori tradizionali, che gli era valso il favore di molti conservatori occidentali, sembravano aver portato ad un superamento delle logiche da Guerra Fredda. Naturalmente, non ci si poteva aspettare chissà quale cambiamento repentino, però si sperava che questi schemi logori fossero stati abbandonati.
Tuttavia, in occasione del golpe di piazza che ha rovesciato il governo ucraino e il conseguente intervento russo in Crimea a tutela delle minoranze etniche, le posizioni di alcuni cattolici (quelli veri, non quelli “adulti”!) sono state segnate da una netta inadeguatezza a livello di strumenti per comprendere la questione. Esattamente come i neofascisti sono stati fuorviati dalla forte presenza nazionalista tra i manifestanti, allo stesso modo si è stati tratti in inganno dal fatto che i greco-cattolici si sono schierati contro Yanukovych. Ciò non deve stupire, dato che le regioni ucraine più intensamente nazionaliste, la Galizia e la Volinia, sono a maggioranza cattoliche, retaggio di secoli di dominazione polacca, la quale, dopo l’Unione di Brest (1596) aveva perseguitato gli ortodossi.
Nel resto del Paese, la percentuale di cattolici è minima, ma questo non ha impedito ad alcuni di parlare di persecuzioni da parte russa. Si cita, ad esempio, il caso di un sacerdote greco-cattolico in Crimea, trattenuto, interrogato ed espulso dalle nuove autorità. Ebbene, lo stesso articolo ammette che il religioso era in possesso di un ritratto di Stepan Bandera (capo dei collaborazionisti ucraini filonazisti) e di scritti di propaganda nazionalista. È evidente che se i sacerdoti, in spregio alla loro veste, si fanno attivisti politici, non possono poi farsi scudo della medesima e lamentarsi di essere trattati come tali.
In generale, comunque, i toni assunti da commentatori come Magni e Introvigne (vedi ad esempio qui e qui) riecheggiano la propaganda occidentalista della Guerra Fredda, dimostrando come la Presidenza di Obama non abbia posto fine all’ala neocon e alle infatuazioni americaniste. Stralciando le lodi mosse fino a poco tempo fa a Putin “difensore della famiglia”, ecco riesumato tutto l’armamentario maccartista e russofobo. Si ha avuto buon gioco, ad esempio, ad insistere sulla presenza dei comunisti ucraini tra le forze popolari che sono insorte a difesa del legittimo governo, tacendo il fatto che costoro sono stati in questi giorni vittima di violente aggressioni da parte degli squadristi ucraini. Oppure si è parlato di fantomatiche aggressioni russe, ignorando che il trattato di partizione della Flotta del Mar Nero autorizzava la presenza militare russa in Crimea e a Sebastopoli.
È chiaro però che qui non si tratta solo d’ignoranza, ma c’è una cospicua dose d’interesse e malafede. Si pensi alla presentazione del libro di Nicholas Gruner e Christopher Ferrara “Europa vs. Russia: la Madonna di Fatima e la pace” il quale sostiene che la Russia di Putin continui a diffondere i suoi errori, allo stesso modo dell’URSS, e costituisca quindi un pericolo per l’Occidente cristiano. La diffusione gratuita di 400.000 copie di questo libro in ambienti cattolici attesta che questo tipo di operazione ha dei finanziatori. Del resto, non sarebbe una novità la strumentalizzazione dei cattolici, specie in Europa, in chiave filostatunitense, con il pretesto dell’anticomunismo. Alcune organizzazioni cattoliche, lungi dall’essere state manovrate, hanno abbracciato di buon grado la causa dell’imperialismo a stelle e strisce.
Al di là del flusso di dollari e veline informative, è particolarmente interessante riconoscere e affrontare le aporie storico-filosofiche nel pensiero cattolico conservatore che hanno consentito questo corto circuito, a partire dalla subalternità culturale al conservatorismo laico e liberaldemocratico. Un altro grave errore è l’identificazione del cattolicesimo con l’Occidente e la confusione tra questo e l’Europa, in un’epoca poi in cui il cattolicesimo extraeuropeo acquisisce man mano influenza e potere. Il punto cruciale, tuttavia, è il mancato riconoscimento della rivoluzione liberale (tra il XVII e il XIX secolo) come una tappa fondamentale della sovversione, con il passaggio dalla riforma protestante e dall’umanesimo ad una teoria compiuta dell’individualismo, matrice di tutte le storture successive.

Non è, perciò, solo una questione di geopolitica, ma il problema è più profondo. Questi cattolici conservatori collaborano apertamente con l’imperialismo statunitense e occidentale, persino quando alla Casa Bianca siede Barack Obama, paladino della contraccezione, dell’aborto e dei matrimoni omosessuali, e l’Unione Europea si è palesata nel suo volto di Moloch burocratico-finanziario e progressista. C’è da chiedersi con quale faccia possano condannare le imposizioni sovversive e mondialiste di Bruxelles o di New York, quando nella pratica remano contro quelle realtà politiche, come la Federazione Russa, che tentano di difendersene!

09 aprile 2014

Fecondazione eterologa: la Consulta eversiva e il cancro della democrazia liberale

di Marco Mancini

E’ arrivata, dunque, l’ultima picconata alla legge 40 del 2004, che regola la procreazione medicalmente assistita. La Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale il divieto di servirsi della fecondazione eterologa, cioè di ricorrere a gameti esterni alla coppia. D’ora in avanti, dunque, le coppie con problemi di sterilità potranno rivolgersi a donatori esterni per ottenere gli agognati ovuli/spermatozoi, come già accadeva prima dell’approvazione della legge.

La bufala estremista in Francia e Ungheria

di Andrea Virga
Nelle scorse settimane, ci sono stati due importanti eventi elettorali in Europa: le municipali francesi e le parlamentari ungheresi. Entrambe hanno visto, a detta dei media generalisti, “un’avanzata delle destre populiste”. È il caso tuttavia di vederci meglio, senza lasciarsi fuorviare dal chiasso di giornalai e politicanti. 

08 aprile 2014

Indipendentismo Veneto: farsa o disperazione?

Tenendo fede alla pluralità che contraddistingue i collaboratori del nostro blog in merito ad alcune tematiche, pubblichiamo due diverse opinioni sul movimento indipendentista veneto e sui recenti fatti di cronaca a esso collegati.

Papa Francesco non scioglie lo IOR: fine del mito pauperista?

di Francesco Mastromatteo



Braccia listate a lutto, sguardi funebri, cuori infranti e fegati devastati dalla bile. Di che parliamo? Ovviamente, della notizia che ha gettato nello sconforto più nero milioni di papolatri neoconvertiti sulla via di Buenos Aires, gli atei devoti di sinistra, capitanati da Scalfari&co: Papa Francesco non scioglierà lo Ior. L'Istituto per le opere religiose, infatti, non sarà soppresso ed il Papa, riaffermandone "l'importanza della sua missione per il bene della Chiesa cattolica”, ha sostenuto che cui continuerà a fornire servizi finanziari specializzati in tutto il mondo, con l'impegno di realizzare un allineamento sostenibile alle norme internazionali.

06 aprile 2014

Divorzio breve: perché è una pessima idea

di Giuliano Guzzo
Sorpresa: il problema non è più il divorzio, ma i suoi tempi. Non l’agonia di un matrimonio, ma la rapidità delle procedure di sepoltura. Non il fatto che ci si lasci, ma che si perda troppe energie nel farlo. Questo, almeno, il significato che emerge dal testo bipartisan depositato alla Camera dalla democratica Moretti e dal forzista D’Alessandro, che prevede la riduzione ad un anno del periodo di separazione per ottenere il divorzio, ridotto ulteriormente a nove mesi in caso di coppia senza figli minori, e lo scioglimento della comunione dei beni nel momento in cui il giudice autorizza moglie e marito a separarsi.

04 aprile 2014

Sabato tutti al Pantheon!

a cura di Luigi Corsello

Sabato 5 aprile, dalle 17 alle 18, le Sentinelle in Piedi veglieranno in Piazza del Pantheon per difendere la libertà di espressione, messa in pericolo dal ddl Scalfarotto. Ne parliamo con Enrico, il giovane portavoce dell’incarnazione romana delle Sentinelle in Piedi.