Campari E De Maistre

Non solo Cristiada: Los ultimos Cristeros


di Federico Sesia
Anno 1935, Messico. E’ scoppiata ormai da diverso tempo una nuova Cristiada (la cosiddetta Segunda) a causa della politica anti-cattolica del Presidente Làzaro Càrdenas...

Il discorso di Paolo VI alle CEI (1964) in dieci punti


di Fabrizio Cannone
Durante il discorso fatto alla CEI il 19 maggio scorso, il Pontefice ha ricordato un analogo discorso tenuto da Papa Montini alla medesima Conferenza Episcopale...

Elezioni Europee: perché votare Fratelli d'Italia


di Marco Mancini
Come è noto, questa domenica (dalle 7 alle 23) si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Per quanto riguarda i 73 eurodeputati italiani...

La sinistra di Dio


di don Marco B.
«Una pace senza giustizia è un esercizio retorico destinato a un misero fallimento. Ma la giustizia, in questo caso, è tale se riconosce e rispetta i diritti di tutti...

Marcia per la Vita 2014: un successo e una gioia!


di Fabrizio Cannone
Come previsto da un anno, si è svolta a Roma, domenica 4 maggio u.s., la IV edizione nazionale della Marcia per la Vita. I numeri hanno ampiamente confermato...

San Giovanni XXIII: un Papa con la tiara (prima parte)


di Federico Catani
A poco più di cinquant’anni dalla morte, Papa Giovanni XXIII (1958-1963) è diventato santo. Di Angelo Giuseppe Roncalli si è arrivati a costruire...

Se Wojtyla e Ratzinger diventano massoni...


di Marco Mancini
Come è universalmente noto, nella giornata di ieri Papa Francesco ha proceduto alla canonizzazione dei pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II...

Non ci salverà certo Putin!


di Riccardo Facchini
Se non fosse che metto mano alla fondina ogni volta che leggo titoli tipo "il web impazzisce per [nome o fenomeno a vostra scelta]" inizierei...

Don Gallo: una brava persona, un prete discutibile


di Andrea Virga
Si è recentemente spento Don Andrea Gallo, un sacerdote genovese, assunto ad icona da parte dei cosiddetti “cattolici” progressisti...

Bowie, leggiti Greene, che è meglio!


di Paolo Maria Filipazzi
Il grande David Bowie, che un tempo fu un gigante della musica ma che da dieci anni non faceva una canzone, ritorna...

La Marcia per la vita 2013: un successo su tutta la linea


di Francesco Filipazzi
Successo su tutta la linea. Questa è l'unica analisi possibile riguardo la Marcia per la Vita che ha colorato ieri le vie di Roma...

I deliri in rosa di Boldrini e co.


di Marco Mancini
Doveva essere, come il precedente, il governo della sobrietà: il caso di Michaela Biancofiore, trasferita dalle Pari opportunità alla Pubblica amministrazione...

Le manif pour tous: alcune testimonianze


di Franciscus Pentagrammuli e Andrea Virga
Nonostante il silenzio pressoché totale della stampa e dei media italiani, qualcosa sta succedendo in Francia: da più di una settimana...

Quirinale: il 25 luglio dello smacchiatore


di Marco Mancini
Povero Bersani. Non più di due mesi fa era il vincitore annunciato delle elezioni politiche: restava solo da sapere se avrebbe avuto bisogno...

La morte di Maggie divide la destra


di Alessandro Rico e Andrea Virga
Chi ci segue avrà notato che – tra i nostri tavoli e su molte altre piattaforme simili – esistono diverse opinioni riguardo le opposte ricette economiche, politiche e sociali realizzatesi durante il XX secolo....

"The Passion" tra violenza e amore


di Giulia Dessena
Cosa accade, tra gli uomini, quando iniziano a compiersi meraviglie? Se c'è un film che nel 2004 fu criticato, deriso, rinnegato, è stato proprio "The Passion" di Mel Gibson......

Identikit di un Pontefice


a cura di Campari e de Maistre
L'elezione di Papa Francesco ha sorpreso molti ossevatori; tantissime sono state, inoltre, le reazioni "di pancia" da parte della blogosfera cattolica...

Infatuarsi di Chavez: una mancanza di realismo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo la morte di Hugo Chavez, si sono succeduti diversi giudizi. Interessante è la schizofrenia registratasi in seno alla cosiddetta Destra...

Ti piace Putin? Terrorista!


di Francesco Mastromatteo
Premessa importante: chi scrive non è certamente uno di quei complottisti affetti da dietrologia acuta, che vedono oscure trame dei servizi segreti...

Se il risultato delle elezioni è un grande vaffa...


di Marco Mancini
In principio fu la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, infrantasi contro la discesa in campo di un noto tycoon brianzolo...

Un Campari con... Magdi Cristiano Allam


a cura di Riccardo Facchini
Magdi Cristiano Allam (Il Cairo, 1952) è un giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano. Editoralista dal 2003 al 2008 del "Corriere della Sera"...

Vi presento i migliori alleati dei movimenti gay


di Riccardo Facchini
Notizia da poco comparsa in rete che merita due rapide battute: due candidati per Fratelli d'Italia in Veneto hanno girato uno spot considerato...

La lezione dell'Umile Servo


di Alessandro Rico
Un «umile servo nella vigna del signore». Così si era definito Benedetto XVI appena eletto pontefice, e in quella frase si trova forse...

Mons. Paglia e le coppie gay: molto rumore per nulla (oppure no?)


di Marco Mancini
Confesso che ieri, leggendo la notizia su Repubblica.it – è uno dei primi siti che apro la mattina, tanto per rovinarmi la giornata...

Se la Prima Repubblica non è mai finita


di Alessandro Rico
Qualcuno auspicava di andare, con il prossimo governo, Verso la Terza Repubblica. Ma ci ritroviamo col solito scontro Berlusconi-Sinistra...

La voce de lo Imperatore #1 - Il caso Monte Paschi


di Feudalesimo e Libertà
Con la presente invettiva, iniziano la loro collaborazione con noi i vassalli di Feudalesimo e Libertà...

La Russia, tra i gay e la Madonna di Fatima


di Federico Catani
Pare che dovrò imparare il russo. Così, in caso di emergenza, potrò espatriare a Mosca per avere un lavoro. E con l'aria che tira, non è poi un'ipotesi così assurda...

Lincoln contro il razzismo? Non esattamente


di Isacco Tacconi
Quando si parla di eroi americani, bisogna stare sempre attenti a prendere con le pinze la veridicità di quello che si racconta, specie se a raccontarlo sono proprio gli americani...

Il Guardian, il Vaticano e il "tesoro di di Mussolini"


di Marco Mancini
“Come il Vaticano ha costruito un impero immobiliare segreto usando i milioni di Mussolini”: più o meno così titolava ieri il quotidiano progressista britannico Guardian...

La marcia della Verità


di Franciscus Pentagrammuli
Domenica 13 Gennaio, a Parigi, un numero fra 300.000 (secondo la polizia) e 800.000 (riportato dagli organizzatori) persone di diverse culture, religioni...

Un Campari con... Mons. Livi


a cura di Giovanni Covino e Marco Massignan
Antonio Livi (Prato, 1938) è professore emerito di Filosofia nell'Università Lateranense, socio ordinario dell'Accademia di San Tommaso e presidente dell'ISCA...

Il Cavaliere, dalla Cei ai gay


di Riccardo Facchini
Che Berlusconi sia stato scaricato dai vescovi italiani è cosa nota. Che gli stessi prelati, col loro boss in testa, abbiano ormai benedetto l'avventura centrista di Monti...

Mamma li tradizionalisti!


di Satiricus
Siamo entrati in una nuova stagione di fervore tradizionalista: crollati un buon numero di taboo sessantottini, attenuato il furore del rinnovamento-a-tutti-i-costi e soprattutto sconfitta...

Qualche appunto sul "femminicidio"


di Marco Mancini
Non accennano a placarsi le polemiche provocate dall’affissione, da parte di un parroco di Lerici, di un volantino sul c.d. “femminicidio”. Il manifesto, contro il quale...

Quel cristiano dell'orso Baloo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo l’ultimo mio articolo sulla visione teologica dell'opera di Tolkien, ho ricevuto attacchi e critiche da ogni dove, per quella che alcuni hanno definito come...

Pannella, sciopero a fini elettorali


di Danilo Quinto
L’unico modo per comprendere fino in fondo Marco Pannella e la ragione delle sue azioni, è ascoltarlo. Questo vale soprattutto per quanto riguarda...

La casalinga sanguinaria se ne frega dell'animalismo


di Isacco Tacconi
Lo scorso 28 novembre due uomini, padre e figlio, sono stati assaliti di notte da quattro rottweiler mentre liberavano il giardino...

Se i massoni scrivono per la San Paolo


di Satiricus
Era da un po’ che attendevo di scrivere su questo tema, e pure di iniziare la mia collaborazione con la truppa di CampariedeMaistre, ma non mi decidevo mai a farlo – un po’ per pigrizia...

"It's a girl": il vero femminicidio


di Giulia Dessena
Quando ciò che genera la vita è causa di morte. "It's a girl" è un lungometraggio sulle donne, delle donne e per tutti noi: un documentario, firmato dal regista Christian Evan Grae Davis, sulla pratica...

23 settembre 2014

Un dittatore cattolico: il professor Antonio de Oliveira Salazar

di Enrico Maria Romano
Pochi sanno che lo storico e fenomenologo delle religioni Mircea Eliade (1907-1986), visse in Portogallo durante gli anni delicati 1941-1945 e dedicò un eccellente saggio alla storia portoghese e al suo figlio più celebre, nella prima metà del XX secolo (cf. Mircea Eliade, Salazar e la rivoluzione in Portogallo, Bietti, Milano 2013 [prima ed. 1942], pp. 320, € 24).
Si tratta di un saggio storico-critico, documentato e interessante, che ricostruisce l’intricata storia portoghese, specie a livelli socio-politico, praticamente dal ‘700 al ‘900, mostrando la peculiarità della cultura politica lusitana e restituendo, dopo anni di damnatio memoriae, la meritata fama ad uno dei più grandi politici cattolici del XX secolo.
Tutto il libro di Eliade denota la scientificità e la serietà dello storico rumeno, e l’interesse che egli nutrì per le vicende politiche europee. I suoi giudizi appaiono equilibrati e condivisibili, e vogliamo dirlo fin da subito, specie ai giovani ventenni di oggi: si tratta di un testo non solo per specialisti o appassionati di una nazione tutto sommato ‘periferica’, ma di un libro attualissimo in ordine alla formazione politica del militante cattolico italiano di oggi.
Cercherò in una breve presentazione del testo di citare alcuni dei suoi passaggi più significativi, desiderando ardentemente favorire l’acquisto e lo studio della dottrina sociale salazariana che contiene, la quale coincide, salvo particolari elementi legati al tempo e al luogo, con “la dottrina sociale del cattolicesimo moderno” (p. 241). Specie quella delle encicliche pontificie, dalla Rerum novarum (Leone XII) alla Quadragesimo anno (Pio XI).

Non abbiamo lo spazio per ripercorrere la storia portoghese descritta nel libro, e neppure la parabola ascensionale del Salazar: nato in una famiglia modesta nel 1889, seminarista per 8 anni, studente di giurisprudenza e poi docente universitario di Economia a Coimbra, giornalista, politico, ministro delle Finanze, capo del Governo, dittatore. Basti questo schizzo sul fanciullo per cogliere una personalità d’eccezione: “Tutte le informazioni biografiche a nostra disposizione parlano d’un bambino modello, dotato di quelle virtù tanto più antipatiche quanto più precoci, come mitezza e temperanza – è il figlio ideale e l’amico esemplare” (p. 128). E tale resterà sempre: un esempio di integrità morale senza falla e senza infingimenti. Da parte nostra, vorremmo, attraverso citazioni salienti, ricostruire un’atmosfera spirituale, quale quella in cui visse un grande uomo, un vero intellettuale, che scelse di vivere come un monaco nel mondo, facendosi servitore di Dio e del suo popolo, senza demagogia e senza esibizionismi, tutto dedito alla causa della sua rivoluzione: una rivoluzione spirituale, e quindi, logicamente, anche politica.
Mircea Eliade fin dall’introduzione chiarisce il senso della sua ricerca, attraverso alcune domande: “E’ storicamente realizzabile una rivoluzione che abbia come protagonisti uomini che credono, anzitutto, nel primato dello spirituale?” (p. 11). Inoltre, “Come è stato possibile arrivare a una forma cristiana di totalitarismo, in cui lo Stato non confisca la vita di coloro che lo costituiscono ma fa sì che la persona umana (la persona – non l’individuo) conservi tutti i suoi diritti naturali?” (pp. 11-12). La risposta, che Eliade anticipa fin dall’introduzione sembra meramente sentimentale ma non lo è: “Lo Stato salazariano, cristiano e totalitario, si fonda prima di tutto sull’amore”; è una “comunità organica fondata sull’amore”. “L’intera concezione sociale e statale di Salazar si fonda sulla famiglia e, in quanto tale, sull’amore. Le corporazioni, le municipalità e la nazione non sono altro che forme più elaborate di quella stessa famiglia portoghese” (pp. 12-13).
Fin da piccolo ha conosciuto “la gloriosa servitù del contadino” (p. 128), ma non ne ha tratto pretesti per una lotta tra classi, ma per una stima lucida sull’importanza dell’agricoltura e della vita di campagna, contro l’urbanizzazione e l’iper-industrialismo novecentesco.
Da giovane studente si pone un problema che per lui sarà di vitale importanza: l’educazione della gioventù, cosa ben diversa però dalla laurea per tutti o l’alfabetizzazione coatta delle campagne. “L’educazione, scrive, è la formazione dell’individuo, ovvero lo sviluppo integrale e armonico di tutte le sue facoltà. L’uomo ha un’intelligenza, che va guidata dalla verità; ha una volontà, che va indirizzata al bene; ha uno scopo, che deve essere vigoroso e sano… A poco serve la scienza, se non aiuta l’uomo a diventare migliore…” (pp. 137-138).
Come universitario, “amava soprattutto il silenzio delle biblioteche e la solennità della Città universitaria, le passeggiate solitarie, nei parchi e nelle valli, dove poteva continuare in stato di quiete le conversazioni con se stesso; amava il cielo calmo, i paesaggi luminosi (…): il raccoglimento per le cose che durano – la Chiesa, la stirpe, l’opera del pensiero” (p. 144). Come ministro delle finanze porterà nel 1913 al pareggio del bilancio, e poi ad un miglioramento completo dell’economia che rasentava il collasso. Ma “a nulla sarebbe valso un pareggiamento [del bilancio] se la gente avesse continuato a credere nei vecchi miti liberali di ricchezza, produzione, individuo” (p. 211).
Nel 1922 tenne al Congresso cattolico di Lisbona una relazione sui principi della sua azione politica in cui ribadisce di non voler a tutti i costi la monarchia o il ripristino delle dinastie tradizionali, ma di voler una società coesa, sana e cristianamente ispirata. La forma dello Stato, monarchica e repubblicana, è questione accidentale e storica, necessario è che ci si fondi sui veri principi, cioè Dio e il bene comune della patria. Rifiuterà sempre, con grande coerenza, il marxismo e il liberalismo, il socialismo e il capitalismo, il consumismo e il nichilismo, in nome della vita semplice, familiare, popolare e cristiana, conforme alla secolare tradizione lusitana.
Nel 1930 parlerà dei Principi fondamentali della rivoluzione politica. Tra essi, il cardine è la tutela della famiglia, la quale, contro l’individuo esaltato “dal liberalismo politico del XIX secolo”, è la vera “cellula sociale irriducibile, nucleo originario del villaggio, della città e quindi della nazione” (p. 223). “Vogliamo costruire lo Stato sociale e corporativo in stretta corrispondenza con la costituzione naturale della società. Le famiglie, i villaggi, le città e le corporazioni nella quali si trovano tutti i cittadini, con le loro libertà giuridiche fondamentali, sono organismi costitutivi della nazione e, in quanto tali, devono intervenire direttamente nella formazione dei corpi supremi dello Stato” (p. 223).
Secondo il dittatore, “solo un’autentica e fertile vita spirituale è in grado di garantire l’ordine politico, l’equilibrio sociale e il progresso economico” : parole tutte da meditare e da affiancare a queste non meno attuali: “E’ la crisi morale, prima ancora di quella materiale, a rendere infelice il mondo” (pp. 229-230).

Visse e morì povero e semplice, conducendo un’esistenza fuori dal comune, in cui però le sue ricchezze principali furono i suoi ideali: “Dio, il primato dello spirito, il Portogallo e la famiglia” (p. 232). Amico intimo del cardinale arcivescovo di Lisbona (con cui visse da studente) e di suor Lucia di Fatima (la quale lo stimava molto), non ostentò mai la sua profonda religiosità, ma si servì della dottrina cattolica e delle massime del Vangelo per essere un buon servitore dei cittadini, specie dei poveri, dei semplici e dei marginali.
Insegna a tutti noi che è sempre possibile, malgrado l’odio e la potenza dei nemici, “la passione calma di compiere il proprio dovere, vivere verticalmente, accettare con serenità il proprio destino, senza chiedere ricompense” (p. 237)
“Salazar ha tentato di salvare il Portogallo attraverso una rivoluzione cristiana, vale a dire attraverso una rivoluzione che partisse dalle cose piccole e ben fatte – e ci è riuscito” (p. 14).
Resta uno dei politici più puri, più coerenti e più dignitosi del XX secolo.

22 settembre 2014

Siamo tutti Nazareni. Continua la solidarietà ai cristiani iracheni

di Campari&deMaistre

Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul", la raccolta fondi organizzata dalla testata AsiaNews (Pontificio Istituto Missioni Estere) per donare un aiuto umanitario ai nostri fratelli perseguitati in Medioriente. Asianews ha già inviato in Iraq una prima tranche dei fondi ricevuti fino al 31 agosto: 279.219,96 euro.

Campari&deMaistre già dal mese scorso ha aderito alla campagna, contribuendo alla raccolta fondi diffondendo delle spillette con la lettera nun (la n araba), il ricavato delle quali è destinato ad aiutare i cristiani iraqeni perseguitati e “marchiati” come “Nazareni” (nei prossimi giorni forniremo un dettagliato resoconto).


Questo mese vi chiediamo di aderire ad una nuova iniziativa per cercare di aiutare il più possibile i nostri fratelli.
Dal 17 settembre al 24 ottobre sarà possibile partecipare all'asta relativa ad un quadretto raffigurante la lettera Nun, realizzato a mano in ottone a sbalzo e cesello e donatoci dal giovane artigiano Conte Ruggero. Potete partecipare all'asta inviando un'offerta (la base d'asta è pari a 50 euro, il costo del pannello) all'indirizzo email catani.facchini@gmail.com. Scaduto il termine del 4 ottobre, il vincitore dell'asta verrà contattato dalla redazione per l'invio del quadretto.
 


19 settembre 2014

“Liberaci dal male”


di Cecilia McCamerons

Dopo la visione del film “Liberaci dal male” di Scott Derrickson ho decisamente cambiato idea sul genere “thriller-horror” da me ritenuto inutile spreco di tempo e voglia di vivere. Quando però ho letto che il regista sostiene che “è il genere perfetto con cui confrontarsi per un cristiano perché prende il mistero che esiste nel mondo molto seriamente” mi si è accesa una lampadina.

17 settembre 2014

La Novena delle Rose a S. Teresina

di Campari&deMaistre

In questi tempi difficili su tutti i fronti dobbiamo fidarci più dell'intervento divino che di quello puramente umano. Mentre in alcune parti si è dato il via alla encomiabilissima recita del Santo Rosario per l’Italia, anche noi di Campari&deMaistre vogliamo offrire ai nostri fedeli lettori un agile strumento per ottenere delle grazie particolari: la coroncina di Santa Teresa del Bambin Gesù. Si tratta di una novità unica che abbiamo pensato di realizzare. La coroncina è finalizzata alla preghiera della Novena delle Rose in onore della piccola grande santa la quale, prima di morire, promise che avrebbe passato l’eternità a fare del bene sulla terra, facendo scendere su di essa “una pioggia di rose”. 

La Novena delle Rose si è diffusa in tutto il mondo cattolico grazie allo straordinario dono di una rosa che si riceve durante i nove giorni della preghiera come segno dell'intercessione della Santa. Infatti, tantissime persone sono rimaste stupite e meravigliate per questo gesto dolcissimo di Santa Teresa ai suoi devoti che si affidano alla sua preghiera. Non si tratta di un culto superstizioso, ma di una fede che conta sull'intervento concreto del Signore nella nostra vita. Un cattolico crede nei miracoli. La Santa Messa è quello più grande. Chi non dubita che il Figlio di Dio scende sui nostri altari, non avrà problemi a chiedere un piccolo fiore ad una Santa nei cieli. Chiediamo a Dio una rosa per noi e per i nostri cari. Chiediamo una pioggia di rose per la Chiesa e per i popoli che soffrono.

Le coroncine sono distinte per uomini e donne (alla faccia dei teorici del gender!): scure per i primi, bianche per le seconde All’interno della bustina che le contiene, troverete tutte le indicazioni utili per recitare con frutto e devozione questa potentissima preghiera. Vi invitiamo a riferirci - anche anonimamente - circa le grazie ricevute e il modo in cui Santa Teresa vi ha regalato una rosa, sia un fiore vero, sia un'immagine per rafforzare la vostra fiducia. Volentieri ne diamo notizia per gli altri lettori.

Chiediamo come al solito una ragionevole libera offerta (oltre alle spese di spedizione, che sono di 2 euro per chi richiede sino a due coroncine; di 5 euro per chi ne chiede da tre a sei e di 10 euro per chi superi le sei) da versare sul nostro conto paypal (catani.facchini@gmail.com). I ricavati serviranno per coprire le spese che abbiamo sostenuto.



COME ORDINARE LE CORONCINE (ad uso dei meno esperti)

1) Aprite il sito www.paypal.com. 
2) Se non siete già registrati, cliccate in alto a destra sul pulsante "Registrati".
3) Registratevi aprendo un conto personale. Il conto personale è totalmente gratuito e non comporta comunicazione di alcun dato finanziario.
4) Una volta registrati, potete effettuare l'accesso con le vostre credenziali e, una volta entrati nella schermata principale del vostro profilo, cliccare sul pulsante "Invia denaro".
5) Nello spazio riservato al destinatario, inserite l'indirizzo e-mailcatani.facchini@gmail.com, corrispondente al conto da noi utilizzato per la ricezione delle vostre offerte.
6) Specificate l'importo e il motivo dell'invio (trattandosi non di attività commerciale ma di raccolta fondi senza scopo di lucro, selezionate "Invio di denaro a familiari o amici"). 
7) Proseguite, inserendo i dati relativi al vostro strumento di pagamento (es. carta prepagata), come per un qualsiasi acquisto on line.
8) Ricordate, nella parte relativa al messaggio per il destinatario, di inserire IL NUMERO DI CORONCINE di cui avete bisogno e L'INDIRIZZO al quale dovranno essere spedite. Senza questi dati, non potremo soddisfare la vostra richiesta.
9) Seguite tutti i passaggi fino all'invio finale dell'offerta. Una volta ricevuta la vostra richiesta, provvederemo all'invio delle coroncine.

15 settembre 2014

Un Rosario per l'Italia

di don Marco B.
Brescia, città vivace e un po' ingessata, provinciale e all'avanguardia, pudica e sfrontata, la città che si prepara a veder beatificato il suo Montini, ma intanto invita Kung l'eretico a discettare; la città che dà i natali alle Sentinelle in Piedi, ma dove la Giunta vota iniziative gay-friendly a porte chiuse e ne diffonde gli esiti con due mesi di ritardo in barba a trasparenza, rappresentanza e spirito della democrazia. In questa città trascurata e promettente venerdì sera si è avviata una nuova iniziativa di piazza: Rosario per l'Italia.

Venerdì, 12 settembre, data in cui ricorre la memoria della decisiva battaglia tra le truppe del principe polacco Giovanni III Sobiesky e le armate islamiche, scontro in cui non tanto gli uomini, quanto la potente mano di Maria Ausiliatrice è stata mossa a soccorso della civiltà. Mi piacerebbe che questo fosse chiaro e precisato: Vienna, Lepanto, Poitiers non sono nostalgici ricordi di guerre sante e  massacri più o meno benedetti, sono tappe di gratitudine verso il Cielo, per la protezione accordata di volta in volta al Popolo di Dio, quel Popolo chiamato a testimoniare la Carità e la Pace che è Cristo, ed a subire la persecuzione fino alla fine dei tempi. Questo popolo di era in era, onde non lasciarsi travolgere dalla apostasia o dalla violenza, torna a rivolgersi a sua Madre, al sicuro aiuto che il Figlio stesso ci ha lasciato mentre pendeva in croce. Ora a Brescia, urbe di Arnaldo e dei Tovini, qualcuno ha deciso di riprovarci, con la tenacia grezza ma mirata tipica di queste zone, qualcuno ha deciso che è giunto nuovamente il momento di invocare Maria per risolvere un problema che non è fatto primariamente di tasse, scuole, partiti, arcobaleni e veglie in piedi, ma piuttosto di fede, di civiltà e di spirito.

Rosario per l'Italia raccoglie un appello, l'appello che più di un intellettuale cattolico ha promosso negli ultimi mesi: pregare la Madonna per la salvezza dell'Italia e degli italiani, disperando ormai di qualsiasi troppo corrotta risorsa umana; un invito che in fondo nasce dalle stesse promesse di Maria a Fatima e non solo. Già don Bosco, che dell'Ausiliatrice dei cristiani fu devoto senza pari, e tanti santi con lui ricordavano il potere di intercessione pressoché smisurato che si lega alla preghiera del santo Rosario. E allora ecco lo scorso venerdì un drappello pronto a sfidare pioggia e freddo per radunarsi di fronte al portone del Duomo cittadino, incurante degli schiamazzi della movida in piazza, a pregare Maria e pregarla per l'Italia. Disposti a semicerchio, anzi, a dirla tutta, disposti a file di tre come le schiere angeliche del Giotto nella Cappella degli Scrovegni, i cinquanta convenuti, gente coinvolta alla spicciolata tra bacheche virtuali e parrocchiali, popolo che sale dal basso, giovani e adulti di ambienti diversi ma di fede condivisa, si sono lasciati guidare in una recita calma e meditata, aderente alle indicazioni della Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae di san Giovanni Paolo II. Un lumino in mano, strappato dal vento; un'icona mariana verso cui rivolgersi; una lista di intenzioni preparate dagli organizzatori e annunciate dalla guida; la gioia di lucrare l'indulgenza plenaria per sé o per i propri defunti; un minuto di silenzio ad ogni mistero: Rosario per l'Italia non vuole essere una improvvisata né un gesto circoscritto, vuole essere invece una formula ben codificata, che possa diffondersi in tutta la Penisola secondo uno schema comune e facilmente riconoscibile, deve essere un impegno a promuovere simili preghiere nei nostri ambienti religiosi e domestici. Per questo le dedichiamo un articolo, vantando l'anteprima della notizia, ma soprattutto auspicando che possa essere un evento sempre più diffuso.
Fine della predica, sperando di avervi convinti, e di vedere presto in tutte le piazze e i cortili d'Italia i gruppi a semicerchio col lumino che si affidano alla Madonna, per strappare al Cielo quel soccorso invincibile, senza il quale è probabile che il nostro Paese non possa più farcela

Certo, mi direte, ma come si fa a promuovere Rosario per l’Italia? Su questo e sulle varie indicazioni tecniche ritorneremo a parlare fra pochissimi giorni, quando gli ideatori ci indirizzeranno al sito e a simili supporti. Per oggi basti esserci addentrati nello spirito della faccenda.


14 settembre 2014

"La famiglia è una sola" di Giuliano Guzzo


di Marco Piazza

“La famiglia è una sola” (ed. Gondolin, con prefazione di Eugenia Roccella) è il titolo del primo libro di Giuliano Guzzo, collaboratore instancabile di questo blog, oltre che carissimo amico. Un giovane studioso che da anni si occupa con particolare attenzione di questioni bioetiche, partecipando attivamente (mi permetto di segnalare il suo aggiornatissimo blog) alla paziente e coraggiosa opera di sana divulgazione, di cui questo libro rappresenta un encomiabile esempio. Un libro che difende il concetto di famiglia dagli attacchi che il mondo contemporaneo le sferra in continuazione.

13 settembre 2014

La gaya cialtronata

di Paolo Maria Filipazzi

Apprendiamo dal sito “Notizie Pro Vita” il lieto annunciodelle nozze fra Travish McIntosh e Matt McCormick, entrambi maschi, che hanno detto il fatidico “Si” il 12 settembre 2014 a Dunedin in Nuova Zelanda. A loro le nostre migliori felicitazioni.

No, tranquilli, non siamo impazziti. Il fatto è che il “matrimonio” fra Travish e Matt è molto, ma molto particolare: i due, infatti, non si amano, anzi, non sono neppure omosessuali. Il loro sarà il primo matrimonio fra eterosessuali dello stesso sesso. Galeotto fu il concorso “The Edge Radio Station”, che mette in palio un viaggio in Gran Bretagna in occasione della prossima Coppa del Mondo di rugby che ivi si terrà l’anno prossimo. Il problema è che tale concorso è riservato alle coppie sposate. Ecco, allora, che i due amici hanno deciso per il grande passo.
Eppure, non tutti, inspiegabilmente, sembrano accodarsi ai festeggiamenti. Le associazioni omosessuali, per esempio, sono su tutte le furie. Per esempio, un tal Neil Ballantine, della “Otago University Students’ Association Queer” ha tuonato che tale matrimonio è un “insulto”. A sua detta, infatti, la battaglia per il matrimonio dello stesso sesso era stata combattuta solo per i gay.

Come, come? E dove è finita tutta la retorica dei nuovi diritti, delle nuove libertà, offerte a tutti? Adesso si scopre che il matrimonio fra persone dello stesso sesso era solo un privilegio per una cerchia ristretta? Ma come, signor Ballantine, ma non lo sapeva che, da che mondo è mondo, il matrimonio combinato è sempre stato praticato? Quanta gente si è sempre sposata per interesse? Ha minimamente idea di quante signore si siano trovate a dividere, ahiloro, il letto con un consorte un po’ frou-frou e quanti uomini abbiano dovuto, loro malgrado, constatare che la loro mogliettina preferiva la migliore amica a loro? Possibile che davvero non se lo aspettasse, che ci sarebbero stati uomini che avrebbero sposato altri uomini solo per vincere un concorso, persone che avrebbero diviso il letto con persone dello stesso sesso pur essendo eterosessuali? Ma signor Ballantine, in che mondo vive? Se lo lasci dire: lei proprio non è un buon conoscitore dell’umana natura.
E poi, mi scusi, dovrei chiederle un chiarimento: in base a quello che lei dice, ne deduco che si dovrebbe ora introdurre una nuova norma di legge che riserva ai soli omosessuali la possibilità di usufruire dell’istituto. Ma come si fa a capire a priori se uno che vuole sposare una persona dello stesso sesso è davvero gay, a meno che non lo dica egli stesso, come i novelli sposini neozelandesi? Gli si fa firmare una dichiarazione giurata, paventando conseguenze penali se ha dichiarato il falso? Gli si fa la fatidica prova del campanello, di cui parlano tante barzellette? Ma si, facciamo così: un bel campanello legato al membro, si fa entrare un bel maschione nerboruto e se il campanello suona si da il nulla osta al matrimonio. Se non suona, cartellino giallo e si fa entrare un’avvenente e provocante fanciulla. Se a quel punto, il campanello si mette ad andare all’impazzata, cartellino rosso e a casa senza matrimonio! E poi, mi scusi, l’identità sessuale non era mica mutevole, sicchè un uomo sposato con una donna può diventare gay di punto in bianco? Ed allora, perché un uomo sposato con un uomo non potrebbe diventare gay dopo il matrimonio? Boh…

Evidentemente, mister Ballantine non deve avere questo grande senso dell’umorismo. Non pago di quanto riportato più sopra, egli ha sbraitato: “Questo evento banalizza ciò per cui abbiamo combattuto”. Ecco, forse il punto sta proprio qui. La verità è che Travish e Matt sono forse i primi al mondo a trattare il matrimonio omosessuale per ciò che è effettivamente: una delle tante sfaccettature dell’atavica tentazione dell’uomo ad escogitare cialtronate. Perché, alla fin fine, l’idea che due uomini si sposino cos’è se non uno dei massimi prodotti della cialtroneria di tutti i tempi? I gay tremano: una risata fragorosa potrebbe travolgere tutte le loro battaglie in un colpo solo. Per quanto ci riguarda, abbiamo già iniziato a ridere.