Campari E De Maistre

Non solo Cristiada: Los ultimos Cristeros


di Federico Sesia
Anno 1935, Messico. E’ scoppiata ormai da diverso tempo una nuova Cristiada (la cosiddetta Segunda) a causa della politica anti-cattolica del Presidente Làzaro Càrdenas...

Il discorso di Paolo VI alle CEI (1964) in dieci punti


di Fabrizio Cannone
Durante il discorso fatto alla CEI il 19 maggio scorso, il Pontefice ha ricordato un analogo discorso tenuto da Papa Montini alla medesima Conferenza Episcopale...

Elezioni Europee: perché votare Fratelli d'Italia


di Marco Mancini
Come è noto, questa domenica (dalle 7 alle 23) si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Per quanto riguarda i 73 eurodeputati italiani...

La sinistra di Dio


di don Marco B.
«Una pace senza giustizia è un esercizio retorico destinato a un misero fallimento. Ma la giustizia, in questo caso, è tale se riconosce e rispetta i diritti di tutti...

Marcia per la Vita 2014: un successo e una gioia!


di Fabrizio Cannone
Come previsto da un anno, si è svolta a Roma, domenica 4 maggio u.s., la IV edizione nazionale della Marcia per la Vita. I numeri hanno ampiamente confermato...

San Giovanni XXIII: un Papa con la tiara (prima parte)


di Federico Catani
A poco più di cinquant’anni dalla morte, Papa Giovanni XXIII (1958-1963) è diventato santo. Di Angelo Giuseppe Roncalli si è arrivati a costruire...

Se Wojtyla e Ratzinger diventano massoni...


di Marco Mancini
Come è universalmente noto, nella giornata di ieri Papa Francesco ha proceduto alla canonizzazione dei pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II...

Non ci salverà certo Putin!


di Riccardo Facchini
Se non fosse che metto mano alla fondina ogni volta che leggo titoli tipo "il web impazzisce per [nome o fenomeno a vostra scelta]" inizierei...

Don Gallo: una brava persona, un prete discutibile


di Andrea Virga
Si è recentemente spento Don Andrea Gallo, un sacerdote genovese, assunto ad icona da parte dei cosiddetti “cattolici” progressisti...

Bowie, leggiti Greene, che è meglio!


di Paolo Maria Filipazzi
Il grande David Bowie, che un tempo fu un gigante della musica ma che da dieci anni non faceva una canzone, ritorna...

La Marcia per la vita 2013: un successo su tutta la linea


di Francesco Filipazzi
Successo su tutta la linea. Questa è l'unica analisi possibile riguardo la Marcia per la Vita che ha colorato ieri le vie di Roma...

I deliri in rosa di Boldrini e co.


di Marco Mancini
Doveva essere, come il precedente, il governo della sobrietà: il caso di Michaela Biancofiore, trasferita dalle Pari opportunità alla Pubblica amministrazione...

Le manif pour tous: alcune testimonianze


di Franciscus Pentagrammuli e Andrea Virga
Nonostante il silenzio pressoché totale della stampa e dei media italiani, qualcosa sta succedendo in Francia: da più di una settimana...

Quirinale: il 25 luglio dello smacchiatore


di Marco Mancini
Povero Bersani. Non più di due mesi fa era il vincitore annunciato delle elezioni politiche: restava solo da sapere se avrebbe avuto bisogno...

La morte di Maggie divide la destra


di Alessandro Rico e Andrea Virga
Chi ci segue avrà notato che – tra i nostri tavoli e su molte altre piattaforme simili – esistono diverse opinioni riguardo le opposte ricette economiche, politiche e sociali realizzatesi durante il XX secolo....

"The Passion" tra violenza e amore


di Giulia Dessena
Cosa accade, tra gli uomini, quando iniziano a compiersi meraviglie? Se c'è un film che nel 2004 fu criticato, deriso, rinnegato, è stato proprio "The Passion" di Mel Gibson......

Identikit di un Pontefice


a cura di Campari e de Maistre
L'elezione di Papa Francesco ha sorpreso molti ossevatori; tantissime sono state, inoltre, le reazioni "di pancia" da parte della blogosfera cattolica...

Infatuarsi di Chavez: una mancanza di realismo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo la morte di Hugo Chavez, si sono succeduti diversi giudizi. Interessante è la schizofrenia registratasi in seno alla cosiddetta Destra...

Ti piace Putin? Terrorista!


di Francesco Mastromatteo
Premessa importante: chi scrive non è certamente uno di quei complottisti affetti da dietrologia acuta, che vedono oscure trame dei servizi segreti...

Se il risultato delle elezioni è un grande vaffa...


di Marco Mancini
In principio fu la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, infrantasi contro la discesa in campo di un noto tycoon brianzolo...

Un Campari con... Magdi Cristiano Allam


a cura di Riccardo Facchini
Magdi Cristiano Allam (Il Cairo, 1952) è un giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano. Editoralista dal 2003 al 2008 del "Corriere della Sera"...

Vi presento i migliori alleati dei movimenti gay


di Riccardo Facchini
Notizia da poco comparsa in rete che merita due rapide battute: due candidati per Fratelli d'Italia in Veneto hanno girato uno spot considerato...

La lezione dell'Umile Servo


di Alessandro Rico
Un «umile servo nella vigna del signore». Così si era definito Benedetto XVI appena eletto pontefice, e in quella frase si trova forse...

Mons. Paglia e le coppie gay: molto rumore per nulla (oppure no?)


di Marco Mancini
Confesso che ieri, leggendo la notizia su Repubblica.it – è uno dei primi siti che apro la mattina, tanto per rovinarmi la giornata...

Se la Prima Repubblica non è mai finita


di Alessandro Rico
Qualcuno auspicava di andare, con il prossimo governo, Verso la Terza Repubblica. Ma ci ritroviamo col solito scontro Berlusconi-Sinistra...

La voce de lo Imperatore #1 - Il caso Monte Paschi


di Feudalesimo e Libertà
Con la presente invettiva, iniziano la loro collaborazione con noi i vassalli di Feudalesimo e Libertà...

La Russia, tra i gay e la Madonna di Fatima


di Federico Catani
Pare che dovrò imparare il russo. Così, in caso di emergenza, potrò espatriare a Mosca per avere un lavoro. E con l'aria che tira, non è poi un'ipotesi così assurda...

Lincoln contro il razzismo? Non esattamente


di Isacco Tacconi
Quando si parla di eroi americani, bisogna stare sempre attenti a prendere con le pinze la veridicità di quello che si racconta, specie se a raccontarlo sono proprio gli americani...

Il Guardian, il Vaticano e il "tesoro di di Mussolini"


di Marco Mancini
“Come il Vaticano ha costruito un impero immobiliare segreto usando i milioni di Mussolini”: più o meno così titolava ieri il quotidiano progressista britannico Guardian...

La marcia della Verità


di Franciscus Pentagrammuli
Domenica 13 Gennaio, a Parigi, un numero fra 300.000 (secondo la polizia) e 800.000 (riportato dagli organizzatori) persone di diverse culture, religioni...

Un Campari con... Mons. Livi


a cura di Giovanni Covino e Marco Massignan
Antonio Livi (Prato, 1938) è professore emerito di Filosofia nell'Università Lateranense, socio ordinario dell'Accademia di San Tommaso e presidente dell'ISCA...

Il Cavaliere, dalla Cei ai gay


di Riccardo Facchini
Che Berlusconi sia stato scaricato dai vescovi italiani è cosa nota. Che gli stessi prelati, col loro boss in testa, abbiano ormai benedetto l'avventura centrista di Monti...

Mamma li tradizionalisti!


di Satiricus
Siamo entrati in una nuova stagione di fervore tradizionalista: crollati un buon numero di taboo sessantottini, attenuato il furore del rinnovamento-a-tutti-i-costi e soprattutto sconfitta...

Qualche appunto sul "femminicidio"


di Marco Mancini
Non accennano a placarsi le polemiche provocate dall’affissione, da parte di un parroco di Lerici, di un volantino sul c.d. “femminicidio”. Il manifesto, contro il quale...

Quel cristiano dell'orso Baloo


di Paolo Maria Filipazzi
Dopo l’ultimo mio articolo sulla visione teologica dell'opera di Tolkien, ho ricevuto attacchi e critiche da ogni dove, per quella che alcuni hanno definito come...

Pannella, sciopero a fini elettorali


di Danilo Quinto
L’unico modo per comprendere fino in fondo Marco Pannella e la ragione delle sue azioni, è ascoltarlo. Questo vale soprattutto per quanto riguarda...

La casalinga sanguinaria se ne frega dell'animalismo


di Isacco Tacconi
Lo scorso 28 novembre due uomini, padre e figlio, sono stati assaliti di notte da quattro rottweiler mentre liberavano il giardino...

Se i massoni scrivono per la San Paolo


di Satiricus
Era da un po’ che attendevo di scrivere su questo tema, e pure di iniziare la mia collaborazione con la truppa di CampariedeMaistre, ma non mi decidevo mai a farlo – un po’ per pigrizia...

"It's a girl": il vero femminicidio


di Giulia Dessena
Quando ciò che genera la vita è causa di morte. "It's a girl" è un lungometraggio sulle donne, delle donne e per tutti noi: un documentario, firmato dal regista Christian Evan Grae Davis, sulla pratica...

18 dicembre 2014

Se le femministe, sotto sotto, giustificano l'infanticidio

di Marco Mancini

Come è noto, questo blog non è solito dare spazio alle vicende di cronaca nera, che occupano invece con sempre maggiore frequenza le prime pagine dei quotidiani e i palinsesti delle televisioni. Questa volta ce ne occuperemo, seppure per vie traverse.

17 dicembre 2014

“Povero” Benigni, si è perso sul più bello


di Alessandro Rico 

C’era quasi riuscito a piacermi. La prima serata di Benigni era stata magistrale, al netto di qualche inciampo. E pure l’avvio della seconda puntata sui Dieci comandamenti pareva promettente. Fino al quinto comandamento. Poi, il Roberto nazionale è caduto sulle marchette.

16 dicembre 2014

Boldrin, l’Immacolata e un inarrestabile declino


di Alessandro Rico

Come diceva il filosofo, su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. E parlare di Michele Boldrin diventa sempre più difficile, man mano che le sue sortite sui social network gli fanno rasentare l’umano annichilimento. L’ultimo triste episodio delle baruffe virtuali, Boldrin l’ha scritto lunedì 8 dicembre. Livoroso e stizzito, se l’è presa con l’Immacolata Concezione, dedicandole ben tre post su Facebook.

Prima la stoccata: «Ma gli italiani sanno che c**** festeggiano oggi?»; poi ha pubblicato una vecchia foto della sua bella madre, «che ha fatto il suo dovere senza essere immacolata» e infine, il giorno dopo, è tornato sulla diatriba per spiegare la sua idea di festività nazionale, di cui ovviamente le ricorrenze cristiane, in quanto «divisive», non fanno parte. Non è dato capire perché il leader di Fare – setta, più che partito, ormai scivolato nell’oblio politico – occupi un intero festivo a discutere dell’8 dicembre. Forse voleva fare i regali di Natale e ha trovato i negozi chiusi, o il tabaccaio era di riposo e il distributore automatico di sigarette non funzionava. Le ragioni psichiatriche del disagio rimangono insondabili. Manifeste, e manifestamente penose, invece, le argomentazioni che Boldrin ha proposto nella sua crociata anticristiana. Festa divisiva, si diceva. E quali sarebbero le feste degne di essere celebrate, che uniscono il popolo attorno a un patrimonio di valori comune? Il 25 aprile? Il 2 giugno? Ci sarebbe qualcosa da dire sull’uso politico della liturgia antifascista, oltre che sul significato di quel referendum monarchia/repubblica, che certo non fu un plebiscito contro la corona. Potremmo tornare indietro, per cercare qualche celebrazione meno divisiva. Che so, le Idi di Marzo – ma poi ci sarebbe da fare i conti con i cesariani – o le calende greche, magari con tanto di obolo corrisposto ai lavoratori per andare a teatro a guardare Sofocle ed Euripide, come ai bei tempi dell’Atene classica. L’impressione, in realtà, è che a certi anticlericali d’accatto, figli storpi della secolarizzazione, marxisti convertiti a un liberalismo superficiale, andrebbe bene festeggiare pure l’anniversario della nascita della Coca-Cola, pur di depennare tutto ciò che evoca la religione. Al punto che il Boldrin furioso ha avuto persino il coraggio di negare le origini cristiane del Thanksgiving, che forse celebrerebbe al posto dell’Immacolata, perché fa tanto americano e le italiche usanze sono da trogloditi. Che dire di Halloween? Scommetterei che a Boldrin, del dissenso di alcuni cattolici, non interesserebbe nulla: l’Immacolata Concezione è un dogma privo di prove scientifiche, mentre che Jack O’Lantern scorrazzi per i crocicchi abbiamo solide evidenze.

Siamo né più né meno che ai consueti deliri di un pensiero antistoricista e costruttivista, che disprezza la Tradizione e la Cultura, ma finisce col propinare un’altra tradizione e un’altra cultura, inventate di sana pianta. Come i rivoluzionari francesi, che per disperdere il ricordo di ogni cosa anche lontanamente associabile al cristianesimo, cambiarono il nome ai mesi, introdussero nuovi sistemi di misurazione e sostituirono i monumenti alla Madonna e ai santi con le statue dedicate alla dea Giustizia e alla Libertà. Sterminarono qualche migliaio di contadini vandeani, ma oggi la Francia della Manif pur tous è capace di mobilitare altrettanti difensori della famiglia tradizionale. A un piccolo uomo come Boldrin, sicuramente più piccolo di Marat o Robespierre, che passa le giornate a insultare i suoi “amici” di Facebook e a imbastire puerili e pretestuose campagne contro la Vergine Maria, non bisognerebbe dare alcuna importanza. Il mio, infatti, è piuttosto un appello intellettuale a chiunque corra il rischio di confondere liberalismo e anticlericalismo, laicità e laicismo, progresso e progressismo: abbandonate l’illusione che personaggi come Boldrin possano recare un qualsiasi contributo alla battaglia per le libertà economiche e la civiltà politica di questo Paese. E quando pontificano su quanto faccia schifo l’Italia e su quanto desiderino tornarsene negli USA, fate una colletta e comprate un biglietto aereo di prima classe. Viaggino comodi, così che non abbiano più voglia di tornare. Qui abbiamo già troppo declino e non sarebbe male se insieme ai cervelli, iniziassimo a esportare qualche testa di legno.
 

15 dicembre 2014

“Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica” (II parte)


di Francesco Filipazzi 

La seconda parte del libro “Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica” si occupa della figura del monaco Gregor Mendel, padre della genetica e dell’orticoltura, grande appassionato di apicoltura e meteorologia. L’approfondimento della figura del monaco austriaco è preceduta da una lunga digressione sul monachesimo e sull’importanza dei frati nella storia d’Europa, che deve il proprio sviluppo sia spirituale che materiale proprio ai vari ordini nati nei primi secoli dell’era cristiana, con le prime regole scritte già nel quinto secolo.

Mentre tutto il continente era in preda al caos, dopo la caduta dell’impero romano, i monaci rappresentarono un elemento di stabilità. Bonificarono le paludi, dissodarono terreni incolti e posero le basi per una rinascita dell’Europa cristiana. Per San Benedetto la coltivazione dei campi era doverosa sulla base di quanto detto dai padri della Chiesa: “Sant’Agostino aveva asserito che il lavoro dei campi non era soltanto una conseguenza del peccato originale e della caduta dell’uomo, ma che esso faceva parte della sua vocazione naturale quale giardiniere dell’Eden, ed era perciò in accordo con la sana vita del monaco.”

I monaci salvarono dalla fame e dalle carestie milioni di persone e rivoluzionarono l’alimentazione, creando nel corso di tutto il Medioevo aziende agricole e innovando continuamente il lavoro dei campi e la produzione del cibo. Introdussero la pesca in molte zone dove non era praticata, utilizzarono i mulini ad acqua, svilupparono la produzione del vino e dell’olio, la lavorazione del latte per creare moltissimi tipi di formaggi. Modernizzarono la produzione della birra, tanto che ancora oggi le birre d’abbazia e trappiste sono fra le più pregiate. Tutto ciò era dovuto alle molte eccedenze di prodotti che erano nelle disponibilità dei monaci in virtù dei loro metodi di coltivazione moderni e all’avanguardia.

Insomma, i frati hanno insegnato l’agricoltura agli europei ponendo le basi della loro ricchezza.



Ne solco della creatività monacale troviamo dunque Gregor Mendel, monaco che viveva nell’attuale Repubblica Ceca. Durante la dittatura comunista, il monaco, proprio perché cristiano, è stato sottoposto a damnatio memoriae, nonostante sia stato il primo a studiare in modo scientifico la trasmissione dei caratteri ereditari, facendo quindi nascere la genetica. Una genetica eticamente buona, che intendeva conoscere il creato (e secondariamente produrre cibo migliore), non come la genetica moderna, l’eugenetica, volta a produrre esseri umani in laboratorio sostituendosi a Dio.

Un altro ambito in cui Mendel ebbe grande influenza fu la meteorologia di cui può essere considerato uno dei padri.  Gli autori fanno notare come questa scienza faccia parte della tradizione monastica già da molti secoli prima di Mendel, in quanto è legata allo sradicamento delle superstizioni nell’Europa post-pagana, ad opera dei cristiani. “Svincolarono così l’agricoltura, il tempo, i fulmini, le tempeste ecc. dalla presenza di divinità immanenti e dalla necessità di riti magici, espiatori e propiziatori.”

Mendel quindi, applicandosi alla meteorologia, acquisì molta fama in vita, più che per gli studi sui caratteri ereditari, che gli valsero una fama più tardiva e postuma.



In generale, possiamo concludere che Lazzaro Spallanzani, di cui ho parlato nel precedente articolo, assieme a Gregor Mendel è uno di quegli studiosi che hanno dimostrato come l’uomo animato dalla luce della fede possa produrre una scienza vera e di qualità, senza giungere a derive distruttive e nemiche della persona. Derive che oggi mettono a rischio l’armonia e la pace fra l’Uomo e il Creato.

12 dicembre 2014

Aborto, un modo per uccidere i poveri


di Giuliano Guzzo

Se coloro che meritoriamente si battono per l’accoglienza degli immigrati e contro la povertà fossero coerenti, non dovrebbero lasciare ai cosiddetti “cattolici integralisti” – pleonasmo tornato ultimamente in auge – l’esclusiva sulla battaglia contro l’aborto. Questa, anche se ci si guarda bene dal sottolinearlo, è infatti pratica particolarmente efficace proprio per l’eliminazione prenatale di bambini che, se fossero nati, avrebbero corso un alto rischio di crescere in una condizione di povertà.
Trattasi di un fenomeno talmente evidente che perfino gli studiosi del Guttmacher Institute – nota organizzazione abortista – in una ricerca pubblicata lo scorso anno sono stati costretti ad ammetterlo [1]. Il dato significativo, emerso anche in questo studio, è che l’aumento degli aborti tra le donne povere si è verificato in un contesto che, dal 2000 al 2008, ha invece registrato negli Stati Uniti un lieve calo (-0,8%) dei tassi di aborto complessivi; aumento assai consistente per giunta: + 17,5%.
Il dato è così imbarazzante che gli autori di questo studio, Jones e Kavanaugh, hanno tentato di spiegarlo arrampicandosi sugli specchi e ragionando sulla difficoltà che le donne povere potrebbero aver incontrato nell’accesso alla contraccezione a causa della recessione economica del 2008 [2]. Peccato che l’ipotesi sia assai inverosimile per almeno tre ragioni. Anzitutto perché la crisi è iniziata nel 2008, mentre l’aumento degli aborti tra le donne povere esaminato prende avvio dal 2000.
Prendersela con la crisi quindi convince poco anche se indubbiamente l’impoverimento può contribuire non poco alle difficoltà che molte donne incontrano nel portare a termine la loro gravidanza. A questo riguardo, si segnala la pubblicazione, anche in Italia, di numerosi articoli stampa volti proprio a sottolineare il rischio che la crisi economica possa costituire un nuovo ostacolo alla maternità [3].
Il punto – dicevamo – è però un altro: lo studio del Guttmacher Institute esamina i tassi di aborto dal 2000 al 2008, dunque con l’aumento degli aborti tra le donne povere la crisi non c’entra. Anche perché altri studi statunitensi segnalano già per l’anno 2000 una decisa crescita del fenomeno abortivo tra le giovani meno abbienti [4]
Una seconda ragione per cui è improbabile che la crisi in quanto tale possa determinare o aver determinato un aumento significativo degli aborti procurati tra le donne povere, è che essa – per ragioni facilmente comprensibili – incide primariamente, aumentandola, sulla percentuale di donne povere più che nel loro tasso di ricorso all’aborto procurato. La crisi può quindi spiegare un aumento di aborti sul quantitativo totale di un campione, ma non su quelli che già si verificano tra donne povere, sottogruppo preso in esame dallo studio di cui stiamo parlando.
Un terzo argomento contro l’ipotesi che l’aumento di aborti tra donne povere possa essere stato determinato da una nuova difficoltà di accesso alla contraccezione è che essa – contrariamente a ciò che comunemente si pensa – non determina alcun calo del fenomeno abortivo. Anzi, ci sono studi che hanno messo in luce come un maggior accesso alla contraccezione, anche se nell’immediato può arginare i tassi di gravidanza e conseguentemente gli aborti, nel lungo periodo, a causa della mentalità sessualmente disinvolta che indirettamente incoraggia, finisce col favorire un aumento delle gravidanze [5]. Un dato suffragato dal fatto che oltre la metà delle donne intenzionate ad abortire in precedenza facevano regolare ricorso alla contraccezione [6].

Come spiegare l’aumento degli aborti tra le donne povere? Le ipotesi possono essere varie. Tuttavia, posto che la variabile contraccettiva, come abbiamo visto, gioca un ruolo molto più marginale del previsto – o può addirittura essere considerata concausa dell’aumento degli aborti -, è realistico, in consonanza con altri studi, ritenere che a pesare su questo fenomeno siano una sempre più precaria stabilità affettiva, oltre che lo scarso sostegno istituzionale offerto alla maternità [7]. Di qui la necessità di maggiori e concreti aiuti alle donne in gravidanza difficile o indesiderata.
Con ciò – si badi – non s’intende ridurre la maternità a questione economica, né tanto meno asserire che le donne in gravidanza indesiderata meritino di essere sostenute solo se povere, giacché l’aborto, ogni aborto, rappresenta un crimine contro il nascituro e una violenza contro la donna. Solo, si vuole evidenziare come in misura crescente a ricorrere a questa pratica siano donne e coppie povere o immigrate [8].
Ragion per cui battersi contro l’aborto – oltre che espressione della difesa del fondamentale diritto alla vita – sta diventando sempre un più una frontiera della lotta alla povertà [9]. Ed è un vero peccato che, da un lato, taluni facciano un gran parlare della necessità di prestare aiuto ai più poveri salvo poi, d’altro lato, dimenticarsi che una donna gravida, magari straniera e senza sostegni è – insieme al bambino che porta in grembo – il nuovo volto della povertà.

[1] Jones R.K. – Kavanaugh M.K. (2011) Changes in Abortion Rates Between 2000 and 2008 and Lifetime Incidence of Abortion. «Obstetrics & Gynecology»; 117 (6): 1358-1366; [2] «The economic recession that was occurring in 2008 may have made it harder for poor women to access contraceptive services, resulting in more unintended pregnancies»; [3] Per esempio: Simbula C. Una conseguenza della crisi? L’aumento degli aborti. «Il Fatto Quotidiano» 15.1.2011: 10; Venni F. Aborto «per far quadrare i conti». «Libero». 19.3.2009:14; [4] Cfr. Jones R. K. – Darroch J.E. – Henshaw S.K. (2002) Patterns in the socioeconomic characteristics of women obtaining abortions in 2000-2001. «Perspectives on Sexual and Reproductive Health»; 34(5):226-235; [5]Cfr. Arcidiacono P. et al. (2005) Habit Persistence and Teen Sex: Could Increased Access to Contraception Have Unintended Consequences for Teen Pregnancies?, Working Paper, Duke University Department of Economics: 1-38 at 31; http://www.econ.duke.edu/~psarcidi/teensex.pdf; [6] Cfr. Guttmacher Institute (2008), Facts on Induced Abortion in the United States, http://www.guttmacher.org/pubs/fb_induced_abortion.html; [7] Cfr. Finer L.B. et al. (2005) Reasons U.S. women have abortions: quantitative and qualitative perspectives. «Perspectives on Sexual and Reproductive Health»; 37(3):110–118; [8] Questo vale con particolare evidenza anche per il nostro Paese. Non a caso la più recente relazione del Ministro della Salute sulla attuazione della Legge 194/’78 sottolinea, con riferimento al tasso di abortività complessivo, «il sempre più rilevante contributo delle donne straniere». http://www.mpv.org/mpv/allegati/10202/relazione2011.pdf; [9] Cfr. Yuengert A. – Fetzer F. (2005) Economic research into the abortion decision: A literature review and a new direction. «Life and Learning»; 15: 421-439.

http://giulianoguzzo.com/2012/07/26/aborto-un-modo-per-uccidere-i-poveri/

10 dicembre 2014

“Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica” (I parte)


di Francesco Filipazzi

La storia della scienza è molto appassionante e soprattutto in epoca di mistificazione generale, trovare un volume che racconti i fatti e descriva le persone protagoniste di quella storia in base a criteri di verità è certamente piacevole. Il volume “Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della Biologia e della Genetica”, di Francesco Agnoli ed Enzo Pennetta appartiene a questa categoria. Il libro, edito da Cantagalli e disponibile ad esempio su Ibs, racconta in modo completo la biografia di due grandi scienziati che hanno rivoluzionato la scienza, oltre a fornire una bella digressione riguardante il monachesimo e il suo valore economico e sociale, oltre che spirituale, da cui deriva la grandezza dell’Europa.

La prima parte del libro si occupa di Spallanzani, facendo notare che egli era sia scienziato che sacerdote dell’ordine dei gesuiti. In vita fu uno degli uomini più noti del suo tempo, stimato e ammirato da atei e avversatori della fede del calibro di Voltaire, che di fronte alle sue scoperte non potevano fare altro che inchinarsi e riconoscere la genialità dell’uomo. Successivamente però Spallanzani cadde nel dimenticatoio, in quanto il sopravvento delle tesi scientiste imponeva di negare qualsiasi rapporto fra scienza e fede che non fosse di opposizione.
I fatti si possono distorcere o tacere, come nel caso della “Storia del pensiero filosofico e scientifico” di Ludovico Geymonat, nel quale il naturalista emiliano non viene minimamente citato, ma basta grattare la superficie per scoprire i meriti enormi di un uomo che dedicò alla scienza tutta la sua vita.
Spallanzani è il fondatore del naturalismo moderno, capace di imporsi sulla scena europea sin dai primi studi. Egli confutò la teoria, molto in voga fino alla metà del ‘700, secondo cui la vita è in grado di auto generarsi dalla materia inanimata, sotto forma di batteri. La generazione spontanea si basava sugli studi di Buffon e Needham, il primo considerato all’epoca il più grande naturalista d’Europa e il secondo un gesuita, che stavano fornendo agli avversatori del creazionismo molto materiale. Le loro teorie vennero confutate in modo molto semplice e Voltaire declassò Needham al rango di “imbecille”.
Il mondo scientifico sarà continuamente scosso dagli studi di Spallanzani, evidentemente persona di intelligenza sopraffina. Lo studio sulle rigenerazioni della testa delle lumache infiammò l’Europa e le riviste scientifiche, tanto che comparvero appelli accorati per chiedere di concludere la mattanza delle lumache, a quanto pare massacrate in gran quantità.
Nell’ambito della biologia, numerosi sono stati gli studi di successo, tanto da fare sembrare il ‘nostro’ un Re Mida della scienza, visto che conseguiva scoperte epocali a conclusione di ogni studio cui si interessava. E’ considerato addirittura uno dei padri della vulcanologia, avendo studiato il Vesuvio e Vulcano, scoprendo e osservando l’ossidiana.
Uno scienziato dalle mille sfaccettature che non aveva paura di confrontarsi con i problemi che vedevano altri brancolare nel buio, in virtù di una spregiudicatezza non comune e di uno sprezzo del pericolo che poteva portarlo a conseguenze gravi. Per compiere studi sulla biologia arrivò a fare esperimenti sul proprio corpo o ad estrarsi i succhi gastrici, mentre per studiare i vulcani si calò, secondo nella storia, nel cratere di uno di essi, Vulcano.

Un personaggio che andrebbe quindi riscoperto sia a scuola che in ambito apologetico, guidato dalla fede cattolica e da un’intelligenza non comune, che in vita era considerato il “principe dei biologi” e oggi è sconosciuto ai più.

09 dicembre 2014

Quell’odio contro il Natale


di Giuliano Guzzo

Nei giorni scorsi due attiviste di estrema sinistra travestite da agenti di polizia hanno assalito, devastandolo a colpi di manganello, il grande presepe nella Gran Place di Bruxelles. In un istituto di Bergamo, invece, il presepe è stato direttamente vietato dal preside perché a suo dire discriminerebbe e ieri un giovanotto, noto come “il nazista dell’Illinois”, ha condiviso su facebook inviando i suoi seguaci a fare altrettanto fotografie di se stesso insieme ad una pornoattrice intenta a scimmiottare la Madonna. Mancano ancora più di due settimane al giorno di Natale, ma l’odio anticristiano è già protagonista indiscusso delle cronache, nazionali e non.

Naturalmente si può benissimo giocare la carta della minimizzazione, ma i fatti – per chiunque non abbia i paraocchi – parlano chiaro. E confermano che il sociologo Philip Jenkins ha ragione da vendere quando rileva che l’anticattolicesimo, ormai, è «l’ultimo pregiudizio accettabile»; non puoi muovere critiche all’immigrazione incontrollata che subito scatta l’accusa di razzismo, non puoi sollevare perplessità verso le rivendicazioni LGBT che c’è già lì, pronto ad aspettarti, il marchio infamante di omofobia. Però contro la Chiesa e i cattolici non solo tutto è permesso, ma financo la più escrementizia delle provocazioni viene elevata a gesto eroico, a solenne esercizio di critica.

E le responsabilità di tutto questo di chi sono? Di più d’uno, ovvio. Certo è che i diretti interessati, vale a dire i cristiani, da un po’ di tempo hanno smesso, per così dire, di fare il loro mestiere. Che non è quello di appiccare roghi o scatenare crociate, ma non è neppure quello di porgere a priori l’altra guancia o di ignorare quel vento preoccupante che oggi permea parlamenti e università, redazioni e scuole. Il livore anticristiano e contro il Natale, infatti, c’è ed è esibito sguaiatamente. Vogliamo dividerci sulla risposta da dare? Dividiamoci pure – anche se una strada non esclude l’altra – fra preghiera e reazione, fra silenzio e parola. Non facciamo però più finta di nulla; perché martiri sì, se tocca: ma fessi no.

http://giulianoguzzo.com/2014/12/07/quellodio-contro-il-natale/