13 settembre 2011

Dopo Atreju un solo invito: daje Angelì!

di CampariedeMaistre
È fatta. Almeno a livello giovanile, la tanto auspicata fusione tra gli Azzurri e la celtica si è realizzata. Ad Atreju 2011, la festa dei giovani del Pdl (nei fatti la festa dei giovani ex An), tra un immancabile stand tolkeniano e una maglietta con la citazione di Ezra Pound, si possono trovare ormai a loro agio anche le bellissime e liberal militanti ex forziste. Certo, c'è ancora molto da fare. Ad esempio, uno dei più grandi misteri della destra di inizio decennio rimane capire come Annagrazia Calabria sia finita a capo della Giovane Italia. In molti permane poi quel lontano sentore di cameratismo nepagano che meriterebbe di finire nel ripostiglio. E tutto questo, ovviamente, ci piace poco. Nonostante ciò, il materiale umano su cui lavorare non manca, sebbene si trovi in mano ad una classe dirigente vecchio stampo e priva dei riferimenti etici che una "vera" destra (che per noi si avvicina molto a quella "divina" di Langone) dovrebbe avere.

Ma andiamo agli eventi succosi di questa edizione, che poi sarebbero gli unici a cui abbiamo assistito. Quello che doveva essere il clou, ovvero l'epifania del Cavaliere, ci ha lasciato insoddisfatti. Un po' come quelle cene in cui ci si alza da tavola ancora affamati. Innanzi tutto, manco è arrivato e già stava inciampando sui gradini di fronte alla suddetta Calabria. Come immaginavamo, Berlusconi è apparso stanco, provato e a corto di barzellette (sebbene un gesto dell'ombrello l'abbia concesso). Ci ha pure detto che è uno che fa fioretti (sta a vedere che la Began ha ragione) e che non gioca manco più al Totocalcio, forse il vero motivo per cui si è comprato il Milan.
Ormai è un po' come quei nonni che, giunti al capolinea, dispensano consigli ai nipoti su come cavarsela in avvenire. Terminata la legislatura, il suo ruolo dovrà essere uno solo: quello del padre nobile, che dispensa consigli e tira fuori i quattrini.

Ci siamo sentiti molto meglio acoltando Alfano (mitiche le magliette con la scritta "Daje Angelì!"). Pur premettendo che consideriamo il Pdl il male minore, pur ribadendo che siamo dei disillusi e che deve accadere proprio qualcosa di moooolto eclatate per farci entusiasmare, non possiamo non prendere atto che il discorso del Delfino ha infiammato il cuore di chi militante del centrodestra italiano lo è davvero. Il segretario del Pdl, nonostante sia diventato tale con metodi bulgari, può davvero conquistare la fiducia e la stima di tutti. Ne ha le capacità e sembra persino ben formato. Non sarà proprio il cattolico ideale, ma di certo rappresenta un passo avanti rispetto a Berlusconi. Se davvero riuscirà a realizzare quel che ha promesso - e a tenersi stretto Formigoni - sarà un successo e il centrodestra vincerà almeno per i prossimi dieci anni. Di una cosa sola lo preghiamo: cominci a fare pulizia e a togliere di mezzo o quantomeno a mettere ai margini personaggi alquanto imbararzzanti che non fanno certo onore al popolo di area vagamente conservatrice.

P.S. Non possiamo non complimentarci con Giorgia Meloni, una donna vera e genuina, la cui freschezza e spontaneità devono fungere da esempio per tutti i pischelli di Roma Nord con la puzza sotto il naso che vogliono buttarsi nell'agone politico.  

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