06 settembre 2011

Ghetto o quartiere multietnico? I miracoli del politicamente corretto

di Riccardo Facchini

Breve premessa: lo scrivente vive in uno dei quartieri di Roma con più alto tasso di immigrazione. Si è rotto le scatole e molto presto, a malincuore, si trasferirà altrove. Se gli date dell'islamofobo, xenofobo o quellochevepare, se ne frega altamente.
Ci sono alcune cose che noi italiani apprezziamo soltanto quando ci troviamo al di fuori dei nostri confini, da bravi esterofili che siamo, tipo gli Starbucks, che però non vorremmo mai in Italia "perchè-il-nostro-caffè-vuoi-mettere?"e l'architettura contemporanea (viva la piramide del Louvre, ma la teca dell'Ara Pacis è orrenda). La contraddizione più macroscopica è però rappresentata dall'insensato fascino che il radical chic italiano, che in Patria vive in un borghesissimo loft, nutre per i "quartieri multietnici" di Londra, Parigi o Berlino.
Si assite così a un prodigioso miracolo del politicamente corretto: quelli che a Londra sono quartieri "multietnici" in Italia diventano dei ghetti, i "profumi" della multiculturalità si tramutano all'improvviso in fastidiosi miasmi e gli economici negozietti cinesi si delineano come una seria minaccia per il made in Italy, che di questi tempi va molto di moda.
Ecco, dal momento che il sottoscritto vive in uno di questi distretti "multietnici" - il VI municipio, se non erro quello col più alto tasso di immigrazione della Capitale - mi sento in diritto di dire la mia e di urlare ad alta voce che sti quartieri fanno schifo ovunque essi nascano.

Fortunatamente ho la coscienza abbastanza pulita da poter rispedire al mittente qualsiasi accusa di presunto razzismo o xenofobia. Anzi, se dovessi essere razzista verso qualcuno lo dovrei essere verso noi europei e verso la nostra classe dirigente, che con le sue arrendevoli politiche in tema di immigrazione ha fatto sì che questi ghetti nascessero e proliferassero. L'immigrazione selvaggia ci è stata prospettata come un dato di fatto ineluttabile, da accettare passivamente; chiunque si fosse opposto sarebbe stato, neanche a dirlo, un razzista, uno xenofobo. La conseguente nascita di ghetti, dove la parola "integrazione" non si sa manco che voglia dire, ha così prodotto rigurgiti di vera intolleranza tra coloro che non hanno i mezzi e la voglia di ragionare pacatamente sul problema, e che cercano spesso la soluzione alla questione nei movimenti estremisti. D'altronde il razzismo, come ha affermato Magdi Cristiano Allam in seguito all'eccidio di Utoya, non è che l'altra faccia del multiculturalismo.

Guardandosi intorno viene quindi da chiedersi dove cercare la soluzione non tanto all'immigrazione, di cui spero se ne occupino i politici prima o poi, ma almeno alla nascita di enclaves dove lo Stato si fa vedere con la stessa frequenza di un Sei al Superenalotto.
Nei servizi sociali dei comuni? Nei corsi di italiano per immigrati? Nella concessione incondizionata di licenze? Nella proliferazione di mini moschee fai-da-te gestite da sedicenti Imam?
Nulla di tutto ciò. Potrà apparire un ritornello noioso e già sentito, ma la soluzione risiede solo in noi occidentali, immersi in una crisi morale e religiosa di cui continuiamo ostinatamente a negare l'esistenza. Un Occidente che non sa da dove viene, che misconosce il grande ruolo e i grandi meriti avuti in passato, che ha svuotato la sua anima in cambio dell'abbonamento a Sky, quale modello può offrire a coloro che arrivano in Europa con le loro identità (una su tutte quella islamica) così forti e prorompenti? Quale verità comunicare loro, su quali valori confrontarsi se il nostro relativismo ci ha fatto dimenticare l'esistenza di un'unica Verità? E' inutile lamentarsi, come ho sentito fare dalle mie parti, dicendo che la fine del Ramadan ha sostituito ormai le feste di quartiere poiché, come ha scritto il buon Camillo Langone , "Chiese ridotte a musei e seminari deserti non possono che condurre all’erezione di moschee".

E allora riempiamole queste chiese e questi seminari e, perché no, riscopriamo anche le nostre radici culturali, storiche e filosofiche. Leggiamo più Dante e Platone invece dei libri del Dalai Lama. Solo così potremo offrire un modello da imitare, un terreno di incontro, un'identità nella quale integrarsi.
E chissà, forse un giorno vivere in questi quartieri non sarà poi così male...



 

3 commenti :

  1. "Quale verità comunicare loro, su quali valori confrontarsi se il nostro relativismo ci ha fatto dimenticare l'esistenza di un'unica Verità?"

    l'esistenza di un'unica Verità?
    l'esistenza di un'unica Verità?
    l'esistenza di un'unica Verità?
    l'esistenza di un'unica Verità?

    Non mi è chiaro quale tipo di confronto possa prevedere una simile affermazione.

    Basta poco per accorgersi che il tuo discorso non vuole avere nulla di xenofobo nè di razzista. è semplicemente un discorso cattolico.

    Ce l'hai con l'islam perchè la chiesa® non ha più nulla da offrire, l'inferno non fa più paura a nessuno e a poco a poco le masse si sottraggono al giogo mettendo statisticamente in mostra quei pochi elementi negativi che inevitabilmente porteranno la chiesa all'implosione. E non mi riferisco solo ai preti pedofili.

    Tra l'altro mi sembra che tu stia commettendo un errore grossolano: inviti alla lettura di platone quando è evidente che l'influsso che il mondo ellenico può aver avuto su quello romano è dipeso da un processo di integrazione, grazie al quale i nostri suddetti avi furono capaci di diventare ciò che noi oggi osanniamo. Fossero stati tutti chiusi di mente come sei stato capace di dimostrarti in poche parole probabilmente ci chiameremmo ancora albalonga.

    Foooorse, piuttosto che incitare alla lettura di dante o chicchessia, dovresti prendere tu per primo in mano il corano o i ramayana o il necronomicon, e cercare di capire quanto di estremamente saggio ed egualmente civile ci sia nelle culture diverse, provando a svolgere un reale confronto privo della pretesa di insegnare alcuna verità ad alcun individuo.

    Magari vivresti meglio col tuo vicino di casa, vi bestemmiereste amorevolmente a vicenda, o forse finiresti definitivamente per decidere di cambiare quartiere. In entrambi i casi avresti preso una decisione saggia, seguita ad un'analisi degna di chiamarsi tale, dunque inattaccabile.

    Ben venga sky dunque, che permette al gregge di alzare lo sguardo e aprirsi al mondo intero piuttosto che rimanere imbamboloati a giocare con il proprio pisellino.

    se il tuo discorso fosse sufficentemente valido mi aspetterei di vederti criticare lo sbarco dei padri pellegrini in america, l'espansionismo cinese e la metamorfosi australiana... ma è troppo ristretto. Non a caso nelle tag c'hai messi islam, e non tutte le religioni che potrebbero interessarti nel contesto del tuo quartiere. Tra l'altro... i Bangla sotto casa tua probabilmente sono hindu.

    RispondiElimina
  2. Il discorso è molto semplice, ma non pretendo che possa essere compreso da un'ottica relativista. Si basa su presupposti elementari:
    - L'immigrazione è a maggioranza islamica (e informati, il Bangladesh è una nazione profondamente islamica)
    - L'identità islamica è forte, consapevole e, a modo suo, propositiva.
    -La scomparsa della Chiesa e della sua eredità che sembra tu stia auspicando non farebbe altro che lasciare spazio a una diffusione su larga scala dell'unica identità forte in giro, quella islamica
    - Quella occidentale è una non-identità, fondata sul pensiero relativista, secondo cui non esistono valori universalmente validi
    - In uno "scontro tra civiltà" (di cui non ne parlo io, leggiti Huntington) inevitabilmente "vince" quella più coesa e sicura di sé.
    - L'integrazione è possibile solo se si offre un modello da imitare, altrimenti non c'è nulla in cui integrarsi, nulla da assimilare.
    -La sintesi plurisecolare tra pensiero classico, cristianesimo, germanesimo e illuminismo è una cosa, l'accettazione passiva di altre identità solo perchè non se ne ha una propria è tutt'altro paio di maniche

    Detto questo, de che stamo a parlà? Ci conosciamo e sappiamo che tra un relativista e un oggettivista non ci potrà mai essere incontro, è questa la discriminante. Quindi evitiamo i soliti flame...

    RispondiElimina
  3. Wonderful blog & good post.Its really helpful for me, awaiting for more new post. Keep Blogging!
    ----------------------------------------------------------------------------------------
    Immigrazione australiano

    RispondiElimina