24 ottobre 2011

Ognuno ha lo Scilipoti che si merita

di Riccardo Facchini
Il titolo del post potrebbe suonare come una minaccia, ma tranquilli: non c'è nessun Mimmuzzo Scilipoti dietro l'angolo pronto a tenderci un agguato con i suoi strumenti da agopunturista. Mi riferisco piuttosto al fatto che tutti noi possiamo cadere prima o poi nel tragico errore che, con diabolico (o ingenuo) zelo, sta compiendo ormai da mesi il Cavaliere: quello di circondarsi di imbecilli.


E' una tentazione a cui sono particolarmente soggetti tutti gli autocrati, e per un certo periodo ci è andata anche bene. Ma nel momento in cui inizia la sua parabola discendente, l'autocrate in questione deve comprendere che ha bisogno al suo fianco di fidi consiglieri capaci di guidare la transizione e non di una Minetti o di uno Scilipoti qualsiasi.
La misura è ormai colma. Lo show offerto venerdì durante il congresso del "Movimento di Responsabilità Nazionale" non rende onore a coloro che hanno creduto, a suo tempo, nella ormai mitologica "Rivoluzione del '94" e a tutto l'elettorato di centrodestra che ancora spera nel progetto di un Pdl aggregatore di diverse tradizioni politiche.
Il discorso pronunciato dal Premier di fronte alla colorita platea scilipotiana è consistito infatti in un susseguirsi di temi stanchi, ripetitivi, mai propositivi. Il riferimento alla minaccia "comunista" era sacrosanto nel '94, nel '96, e forse ancora nel 2001. Ma ora suona un po' come un aneddoto di guerra raccontato da un vecchietto al bar.

Certo, in confronto alle sparate di un Mimmuzzo in grande spolvero, quella di Berlusconi è stata un'arringa da pelle d'oca. Il "Re dei Peones", mai stanco di parlar di sé in terza persona, non si è fatto mancare tutto il repertorio degno di un vero Cetto La Qualunque. Dalla preghiera di apertura (chissà cosa ne pensa il Padreterno di un movimento che ha per simbolo lo gnostico Taijitu...) alla sparata contro le coppie omosessuali, passando per il demagogico e sempre fortunato attacco contro "i poteri forti" (Di Pietro almeno gli ha insegnato qualcosa).


Mimmuzzo però un pochino mi fa tenerezza: in fin dei conti non fa altro che battere il ferro finché è caldo, cogliere la palla al balzo e via di luoghi comuni. Sta sfruttando il suo potere politico di ago della bilancia parlamentare per poter far parlare di sé, dell' olismo (che non c'entra nulla con l'onanismo) e del suo buffo movimento. Punta a guadagnarsi i suoi "quindici minuti di celebrità", che c'è di male?
Il problema politico consiste ormai nella leadership del Pdl. Tanto per riprendere il paragone con un autocrate, il Cavaliere ricorda ormai sempre più un Luigi XV alle prese con madame Pompadour/Ruby e con i vizi di Versailles/Arcore e sembra non voglia pensare affatto al delfino Alfano (cazzuto, ma giovane) e alla costruzione di un nuovo Pdl.
Fortuna che dall'altra parte, al momento, non ci sono giacobini e girondini all'altezza. Altrimenti verrebbe veramente da pensare: "dopo di lui, il diluvio".  

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