09 ottobre 2011

Falsi liberali che non sanno perdere

di Federico Catani
C’è chi si professa liberale a parole e poi dimostra di non esserlo nei fatti e chi invece liberale lo è per davvero. Nella prima categoria di persone rientra sicuramente il chiarissimo e illustrissimo, nonché esimio, professor Guido Pescosolido, già preside della facoltà di Lettere alla Sapienza di Roma e divenuto celebre per il sequestro subito da parte di alcune zecche che popolano quell’università, non caso frequentata dal noto teppista Facchini.
Non crediate che scriva questo post per motivi personali. Certo, ho avuto la sventura di seguire le lezioni di Storia moderna del Pescosolido alla Luiss (lì ci sono i radical-cic, mica le zecche,  e lui stava una crema!) e ricordo ancora le sue soporifere lezioni a base di patate (quelle che si mangiano), grano e industrie (l’esimio spiegava più che altro storia economica). E non posso nemmeno dimenticare il mio piccolo scontro con lui all’esame, quando esprimemmo posizioni un tantino diverse sul Risorgimento.
Perciò, il motivo per cui mi dedico a questo professore uso a indossare cravatte improponibili è che in questi giorni ha scatenato un putiferio. Si è infatti dimesso da presidente della giuria del premio Acqui Storia, che per la sezione storico-scientifica, è stato assegnato al libro “Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta”, del professor Roberto de Mattei. De Mattei, chi per un motivo, chi per un altro, lo conoscono tutti, almeno i lettori abituali di questo blog. Quindi non c’è bisogno di elencare tutti i suoi titoli. E ovviamente chi visita queste pagine sa benissimo come la pensiamo sul Concilio e su tutto il resto. Concentriamoci quindi sul caso in questione. Pescosolido, nonostante a giugno avesse riconosciuto la scientificità e l’alto valore dei cinque testi finalisti, tra cui quello del prof. de Mattei, rendendosi conto che il libro dell’orco reazionario cattolico avrebbe vinto, ha preferito andarsene, bollando quel lavoro meritorio come opera di un militante.
Il bello è che Pescosolido rivendica il suo essere laico e liberale. Ma, a quanto pare, secondo il chiarissimo docente, tutti possono esprimersi liberamente tranne i cattolici tradizionalisti. Che restino nel loro ghetto! Già è tanto che li si ammetta a partecipare a una competizione culturale. Ma che pretendano pure di arrivare primi è il colmo!
Ebbene, questo sarebbe il liberalismo? Questo sarebbe il pensiero democratico? Da che mondo è mondo, in democrazia, chi ottiene la maggioranza dei voti vince. Ma forse questo non vale per chi non la pensa come Pescosolido. Il suo è il tipico atteggiamento dei liberali ottocenteschi che hanno fatto il Risorgimento e dei giacobini francesi che hanno fatto la Rivoluzione. Ben diverso è stato il comportamento degli altri membri della giuria, che hanno votato tutti a favore del libro del professor de Mattei, tranne uno, il quale però non ha trovato nulla da obiettare e, anzi, ha criticato la mossa di Pescosolido. E, bisogna precisarlo, non si trattava affatto di una giuria composta da cattolici. A parte il professor de Leonardis, gli altri erano tutti riconducibili all’area laica. Però sono stati intellettualmente onesti. Pescosolido, invece, a quanto pare, non ha saputo perdere. E poi il militante sarebbe de Mattei?   

  
 

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