16 ottobre 2011

I soliti, "pochi" facinorosi. Cinque aspetti da non dimenticare

Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo)
ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.


Pier Paolo Pasolini



di Riccardo Facchini
Le manifestazioni sono ormai come i Gran Premi di Formula 1: diventano interessanti solo quando si verifica qualche incidente. A pensarla così forse non è solo il sottoscritto ma anche coloro che ieri hanno messo a ferro e fuoco per cinque ore la Capitale.
Ma andiamo con ordine: la giornata del 15 ottobre 2011 merita di essere analizzata, per quanto possibile, con freddo distacco. Cosa che non sarei riuscito a compiere ieri, quando per più di un istante mi sarebbe quasi piaciuto essere un agente della celere.



Punto primo: ci hanno detto che questa sarebbe stata una manifestazioni di indignados, apartitica e apolitica. Ci mentivano. Tutti ci hanno mentito. Gli "indignati" (non le persone indignate, che è altra cosa) non esistono. Sono una ridicola invenzione giornalistica al pari dei black bloc, nata sull'onda del successo di un banalissimo e disarmante pamphlet pubblicato nel 2010, le cui origini sono state ben descritte Massimo Introvigne. Il termine è stato creato ad hoc per dare una ritinteggiata a quei movimenti in cui i protagonisti sono sempre gli stessi: gentiluomini antigovernativi, antisistema, anticapitalisti... fino a comprendere quella complessa e variegata galassia che è il mondo antagonista.

Punto secondo: sono sempre gli stessi. Se a New York o a Madrid ballano e cantano a Roma rompono e incendiano. Ma sono sempre le stesse idee ad animarli. Odiano il "sistema" di cui fanno puntualmente parte, odiano il capitalismo e il liberalismo che gli permette quotidianamente di manifestare. Negli ultimi cinque anni avranno cambiato nome dozzine di volte, il loro trucco consiste in questo: da "Onda" nelle università, fino a  "No Tav", "No Vat"... per finire con "Indignati".

Punto terzo: nonostante mi ritenga idealmente più vicino alle posizioni di un rabbino jedi pastafariano che alle loro, altrove i manifestanti (a New York e Madrid in particolare) hanno fatto solo i burloni. Da noi no ed è chiaro a tutti il perché. Qui nel Belpaese si inneggia da tempo, in ambiente antagonista, alle rivolte di Atene. E' quella la stella polare: la rivolta violenta, incontrollata, contro il sistema. Fa nulla che poi i pischelli che bersagliano le forze dell'ordine abbiano i loro North Face da 300 euro, i loro iPhone e la maschera di Guy Fawkes che fa tanto alternativo. Loro devono essere "contro", è quello che gli dicono ovunque, a partire dalle loro famiglie di ex sessantottini, passando dai licei del centro fino ad arrivare ai centri sociali.

Punto quarto: non erano pochi. Erano sì minoranza, ma anche fossero stati l' 1% di tutta la manifestazione sarebbero comunque stati un paio di migliaia. Anzi, se gli dite che erano pochi e che hanno "rovinato una manifestazione pacifica" si incazzano anche, e fanno bene.
Il numero che preoccupa non è però quello di chi si è sporcato le mani coi sanpietrini, ma quello di chi applaudiva, in piazza o da casa. Gente "normale". Persone che Alessandro Orsini, nel suo "Il Rivoluzionario Benestante", identifica come il partito delle "Brigate Rosse però", ovvero quella larga fetta di popolazione che durante gli Anni di Piombo condannava sì gli estremisti, "però" dovevamo capire le loro ragioni. Non mi pare che il clima sia poi così diverso.

Punto quinto: manca in loro l'ideologia forte, la bandiera. Se avessimo chiesto a uno studente di Valle Giulia nel Sessantotto per cosa combatteva, ci avrebbe risposto "la dittatura del proletariato", "l'abbattimento della società patriarcale" o qualche boiata simile. Seppur sbagliato, avevano un ideale forte, una ortodossia a cui riferirsi. Ora, e lo so che sembra un discorso da "non esistono più le mezze stagioni", tutto ciò è assente.
La piazza è anarchica, non solo perché composta anche da anarchici, ma perché non vuole darsi un'identità.
E' una piazza figlia del pensiero debole post-ideologico, che dopo aver rifiutato la religione, rifiuta ora anche i suoi surrogati Novecenteschi. Una piazza in cui trovi fianco a fianco l'anarchico col veteromarxista, il ragazzino un po' fascista, la femminista e l'anticlericale.
Tutti "contro" qualcosa, qualcuno. Non importa cosa o chi. Basta che gli occupi il pomeriggio.  

9 commenti :

  1. Indignatos, comunque li chiami, inventato che sia, sono quello che sono. Non sminuirli. ALCUNI (esclusi i poliziotti infiltrati pagati per raziare e depredare) sono scesi in piazza con la triste esigenza di mettere in discussione se stessi e lo stato in cui vivono. Non tutti stanno bene come noi caro ric. Mettiti nei panni di un padre di famiglia precario che non arriva a fine mese, e più che indignatos saresti incazzatos neros!!!!
    Il tuo banalizzare un problema sociale reale è alcuquanto fastidioso.
    Il fatto che tu ti senta più vicino a un jedi piuttosto che a un lavoratore precario la dice lunga sulla verosimilità della tua fede cattolica. Non dovresti sostenere i disagiati in senso lato?? No perchè qualcuno lo fa, tipo quei preti che hano aperto le chiese per far riparare la gente al suo interno.
    Il fatto che tu applauda alla carica dei celerini (perchè è questo che ho capito) ti schiera irreparabilmente dalla parte di chi non ha la minima conoscenza dello stato reale delle forze dell'ordine (Dimmi un po, cucchi è forse inciampato riccà?). Che poi tu voglia prendere distanze dalla folla ed ergerti al di sopra della plebaglia che protesta è un fatto evidente. Saresti stato più coerente se avessi detto almeno UNA parola a favore della manifestazione. Ma sei troppo catto-destro-fino-capi-menefreghista per porti qualche domanda. Preferisci accettare le cose per come te le hanno insegnate. Non leggere solo, pensa pure. E chiedi scusa a tutti quelli che hai offeso criticando un'espressione del malessere pubblico. (E non difenderti puntando il dito contro il 18 enne fascio con l'iphone e il giubbotto da 300 euro; ti piace vincere facile?)

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  2. E' bello vedere, è stavolta uso un linguaggio che si avvicina al tuo, che come al solito non hai capito una ceppa. Insulti la tua intelligenza ogni qual volta porti attacchi personali senza mai affrontare il problema. Ah, visto che sono catto-destro amico delle guardie ecc. alla prossima incursione simile inizia la censura. Non per i contenuti, ma per la forma.
    Passo e chiudo.

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  3. "Non erano pochi. Erano sì minoranza, ma anche fossero stati l' 1% di tutta la manifestazione sarebbero comunque stati un paio di migliaia."
    Citare una fonte per questi numeri..

    "Il numero che preoccupa non è però quello di chi si è sporcato le mani coi sanpietrini, ma quello di chi applaudiva, in piazza o da casa."
    Citare una fonte pls. non ho visto nessuno che applaudiva nelle foto o nei video. ho visto video di manifestanti che gridavano "VIA" o "str**zi".

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  4. Per Dalia: circa la seconda parte della tua domanda: non so se hai visto il trattamento riservato a Pannella. E quelli non erano black bloc: era gente "normale" che protetta dalla piazza non ci ha pensato due volte nell'insultare, spintonare etc un uomo di 80 anni. Non mi stupisco che quella gente "normale" armata di violenza "verbale" abbia potuto anche applaudire o pensare di applaudire quelli che la loro violenza l'hanno messa in pratica. Non servono altre prove. Guarda Pannella.

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  5. Io gradirei avere dei video o delle foto di quello che stai assumendo. Ripeto che che ho visto video o foto che mostrano il contrario, cioè persone che cercano di isolare il gruppo violento. Inoltre non ho visto "spintonare pannella", ma solo offenderlo verbalmente. la violenza verbale è un cosa ben diversa dalla violenza fisica. E di certo dire che persone che insultano verbalmente sono capaci anche di mettere a ferro e fuoco una città mi sembra un passo un pò troppo lungo e ingiustificato.Il giornalismo non si fa su assunti, si fa con affermazioni documentate di cui si cita la fonte. Poi se questo sono solo opinioni personali allora ben venga.

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  6. http://www.repubblica.it/politica/2011/10/17/news/black_bloc_piani-23345453/

    Questa intervista conferma tutto quello che chi conosce, anche in maniera indiretta, il movimento, sa benissimo. Il resto è fuffa.
    Pannella, guarda se lo devo difendere, è stato strattonato e ha ricevuto uno sputo in faccia. La violenza fisica trova complicità in parte del movimento, nel partito dei "però".
    Ricordiamoci: "Ora i "capetti" del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno".
    Ric

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  7. Aggiornamenti:
    http://www.francescocosta.net/2011/10/17/i-black-bloc-non-esistono/

    Andate a leggere cosa si dice delle violenze di sabato sui siti Internet dei centri sociali, su Militant, su Indymedia, sui siti dei No Tav. Andate a parlare con queste persone, se ne conoscete, chiedete loro cosa pensano dei fatti di Roma: vedete se vi parlano di “infiltrati” o di “rivoluzionari”. Ricordatevi di quanto era successo qualche mese fa in Val di Susa, oppure il 14 dicembre dello scorso anno. Certo, ci sono tante sfumature: ci sono quelli armati fino ai denti, ci sono quelli che tirano le pietre, ci sono quelli che si limitano a fare il tifo, ci sono quelli non violenti che però sputano in faccia a Pannella (a Berlusconi cosa avrebbero fatto? Pensateci), ci sono quelli che corrono a diventare fan di Massimo Tartaglia su Facebook. Ma ci sono, esistono.

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  8. "Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare." E' una affermazione di un tale, non può essere considerata un fatto. Anche io posso affermare che sono in comunicazione telepatica con i grigi.

    "Certo, ci sono tante sfumature: ci sono quelli armati fino ai denti, ci sono quelli che tirano le pietre, ci sono quelli che si limitano a fare il tifo, ci sono quelli non violenti che però sputano in faccia a Pannella (a Berlusconi cosa avrebbero fatto? Pensateci)"
    Da quello che ho visto io c'erano una forte divisione tra quelli vestiti di nero e il resto. A me non capita mai di andare in giro con una maschera a gas nella pochette. Tra le sfumature scordi di dire quelli (a mio avviso la maggioranza, anzi ancora non ho visto foto/video che mostrano il contrario) che urlavano slogano CONTRO. Di nuovo: cosa avrebbero fatto a Berlusconi? se la storia si facesse coi se...

    Rimango coi miei dubbi nel mettere nella stessa categoria persone che insultano un politico, persone che manifestano e persone che vandalizzano la città. Mi sembra di capire che questi sono assunti vostri. Purtroppo non mi intendo di filosofia, nè la matematica è il mio cavallo di battaglia, ma con i miei poveri rudimenti di logica, mi sembra di percepire che A=B=C è falso.

    Citate l'articolo di qualcun altro. Devo parlare con qualcuno che era alla manifestazione? Ma non sono mica io che devo provare la vostra tesi. Siete voi che dovreste fornire le prove di quello che scrivete. Quando uno scienziato pubblica su Nature mica scrive: i grigi sono tra no! ora provatelo!

    Continuo a non ricevere le fonti che avevo richiesto, ma solo opinioni. Concludo che i numeri sono stati tirati coi dadi, che le persone che applaudivano ai vandali sono invisibili agli obiettivi?

    Io penso sarebbe meglio ammettere di aver tratto delle conclusioni di parte (dicesi opinioni) e di averle spacciate come fatti. Visto che penso nessuno abbia i mezzi per poter dire quante persone erano contro/a favore/neutrali ai tizi vestiti di nero. I video e le foto possono offrirci una panoramica, ma sono un campione statistico non rappresentativo,in quanto non casuale, bensì scelto (in forma di scatti fotografici o scene riprese) da chi stava dietro le camere (essendo essere umani, per forza di parte).

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  9. é molto semplice:

    in piazza centinaia di migliaia di persone.

    facinorosi (o come volete chiamarli) qualche centinaio.

    Di cosa parlate? Dei secondi. Le minoranze vi interessano solo quando vi fanno comodo!

    E sia chiaro che non ho espresso pareri sulla manifestazione, ma solo sul vostro modo di scrivere. Perchè finchè continuerete ad essere così faziosi questo sarà un luogo dove venirsi a fare due risate (non volute dagli scrittori...)

    p.s. la tua risposta a IronGiulio è un auto goal clamoroso.

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