10 novembre 2011

Silvio e Champagne!

di Federico Catani

"Ai nostri dolor
insieme brindiam
col tuo bicchiere di barbera
col mio bicchiere di champagne"

Così cantava il signor G. Ebbene, anche noi, che siamo un po’ chic e un po’ popolani, unendo vino e champagne, ci imbuchiamo alla festa. Silvio nostro se ne andrà e probabilmente non lo vedremo più a rappresentare il nostro Paese. E questo ci dispiace. Ma cerchiamo di affrontare la tristezza a modo suo: scanzonatamente.

In ogni caso, nonostante i media cantino già la Messa da Requiem, la notizia vera delle ultime ore è che Berlusconi non si è dimesso. Non ancora. Il presidente, con la solita zampata da leone che tanto piace alla Zanicchi, ha beffato ancora una volta ex comunisti e neodemocristiani bavosi e smaniosi di poltrone: se ne andrà, si, ma solo dopo l’approvazione della legge di stabilità. Inutile negarlo: le opposizioni sono rimaste con un palmo di naso. Si aspettavano che il sultano se ne andasse subito, dopo il tradimento di dieci deputati pidiellini. E invece no. Perché in fondo, come titolava il sito del Giornale ieri, il rendiconto è stato approvato. Ora vedremo che succederà.

Bisogna attuare quel che ci ordina l’Europa e il governo vorrebbe farlo. Ma Bersani e gli utili idioti di centro voteranno contro il maxiemendamento in questione. Ergo, quale affidabilità potrebbe avere un eventuale governo di larghe intese se sarà composto da questi tizi anti-italiani? E che senso avrebbe scaricare tutto sulle spalle di un gruppo di tecnocrati che nessuno conosce? Come si può facilmente capire, l’unica strada sono le elezioni anticipate. Subito, il più presto possibile. Capito Napolitano? Quindi aspettino i signori rabbiosi a cantar vittoria. Qualora si andasse a votare, l’esito è tutt’altro che scontato.

Ragionando con la pancia, Silvio, l’uomo che ha sparigliato le carte della politica italiana e che si è bene o male opposto ai poteri forti nazionali e mondiali, dovrebbe ricandidarsi, vincere e stare a Palazzo Chigi per un altro lustro. Varrebbe la pena solo per vedere tanti compagnucci suicidarsi o cadere in depressione. Tuttavia, pare che l’era berlusconiana sia ormai finita. E questo mi addolora. Ma come si fa a dire addio ad un leader così? Quante battute, quante risate! Chi mai ce le farà rivivere? Eppure, molti tradiscono, rinnegano e si affrettano a mettersi in salvo. Io no. Io, che berlusconiano non sono mai stato, continuo a restare sul Titanic. Continuo ad ascoltare l’orchestra e a sorseggiarmi un buon drink. Si, dobbiamo festeggiare la fine di una storia. E se Silvio si consolerà con Francesca Pascale, noi, un tantino più sobri, berremo un bicchiere di champagne. O di barbera, che è più maschio e più economico. 
Perché se c’è una cosa che il Cavaliere ci ha lasciato in eredità è l’allegria, la gioia di vivere, l’ottimismo. La politica sarà pure importante, ma non deve diventare un’ossessione. E allora cantiamo, balliamo, ridiamo. Silvio forever sarà. Cameriere, champagne!


 

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