22 novembre 2011

Sovranità limitata

di Federico Catani
Tutto è compiuto. Il governo tecnico s'è insediato. I professori e i banchieri ora guidano l'Italia. La piazza esulta, i giornali e le televisioni incensano, l'Europa guarda soddisfatta. Adesso finalmente si apre una stagione nuova per il nostro Paese. Persino le forze politiche, ad eccezione di quegli zoticoni dei leghisti, stanno tutte insieme appassionatamente.


Non importa se abbiamo un esecutivo composto da uomini che nessuno ha eletto. Non importa se Napolitano nei fatti ha compiuto una mossa presidenzialista imponendoci chi voleva lui. Non ci interessa il fatto che l'Unione europea, che sembra tutelare solo gli interessi franco-tedeschi della premiata ditta Sarkozy-Merkel, abbia ormai oltrepassato ogni limite violando sfacciatamente la sovranità nazionale. Così come ce ne infischiamo della sudditanza dovuta a organismi come la Banca centrale europea o il Fondo monetario internazionale, che decidono le sorti degli Stati intervenendo massicciamente nei loro affari interni. Qui in Italia non ci curiamo di simili questioni. Roba da complottisti, da pasdaran berlusconiani come Giuliano Ferrara, sconfessati o traditi dal loro stesso leader. Preferiamo piuttosto acclamare l'uomo della Provvidenza Monti, adularlo, magnificarlo  e celebrarlo a prescindere, ancor prima che abbia iniziato a combinare qualcosa. E perché? Semplicemente perché è un professore che ha messo in piedi un governo di professori. Tutti competenti e rispettabilissimi, come ripete chiunque in questi giorni. Peccato che nessuno li abbia votati. Peccato che molti, alla faccia della neutralità, abbiano simpatie per la sinistra. Ma che importa? Abbiamo abbattuto il tiranno, il sultano, il libidinoso Berlusconi. E questo basta.

Persino la Chiesa ha tirato fuori dalle sagrestie i turiboli per adorare Monti e i suoi. Eppure ci sarebbe ben poco da festeggiare. Il professore, senatore e ora presidente del Consiglio Mario Monti andrà pure a messa tutte le domeniche (come Andreotti che ha firmato la legge sull'aborto e come il cattolico adulto Prodi), ma frequenta pure circoli poco raccomandabili e in odore di massoneria come il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale: inutile che faccia il santarellino negando di appartenere ai cosiddetti poteri forti. Quanto agli altri ministri, l'unico cattolico degno di questo nome è il rettore dell'Università Cattolica Ornaghi, ma l'hanno relegato ai Beni culturali e non all'Istruzione come si sperava. Di Riccardi, il sinistro e sinistrorso Riccardi, capo della Comunità di sant'Egidio ed espressione più alta del cattolicesimo politicamente corretto, preferiamo non parlare. Ha già scritto molto il bravo vaticanista Sandro Magister. C'è poi Renato Balduzzi, membro dell'Azione cattolica e consigliere di Rosy Bindi, nonché strenuo sostenitore dei Dico, al quale è stato invece affidato un dicastero delicato e importante come la Sanità. Vi sono si altri cattolici, come il banchiere Passera o la giurista Severino, ma non hanno mai assunto posizioni pubbliche coraggiose in tal senso. Perché allora rallegrarsi tanto? 

È vero che siamo abituati alle dominazioni straniere. Ma questo è troppo. Una roba del genere si chiama colpo di stato. Ed effettivamente il golpe c'è stato. Soft, delicato, in borghese, ma c'è stato. E i sacrifici che ci aspettano dimostreranno che non sarà indolore. Con la scusa dell'euro e dell'integrazione europea, non siamo più padroni a casa nostra. Almeno non ci vengano più a parlare di democrazia.



 

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