03 dicembre 2011

Non glorifichiamo il suicidio

di Federico Catani
“Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell’essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un’offesa all’amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all’amore del Dio vivente”. Parola del CCC, ovvero il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2281.


La posizione che un cattolico deve assumere davanti al suicidio non può che essere questa. Tale atto, gravemente contrario alla legge morale, deve venire pertanto condannato senza se e senza ma. Tuttavia, le parole del Catechismo possono e dovrebbero esser fatte proprie da qualsiasi persona ragionevole e sensata, che non abbia gettato alle ortiche la sua umanità. Si, perché prima di tutto siamo uomini e vi è una legge naturale scritta nel cuore di ciascuno e seminata dal buon Dio, che agli atei piaccia oppure no. Non resta che ascoltarla. 


Da questa premessa si deve partire per affrontare il caso dell'intellettuale comunista Lucio Magri, fattosi ammazzare in una clinica svizzera perché soffriva di depressione e non aveva più voglia di vivere. Il fatto ha riaperto il dibattito su eutanasia e derivati, anche se il tutto è stato condito da una dose massiccia di ipocrisia. Gli esponenti del mondo politico hanno gareggiato nell’usare i termini più soft, cercando di evitare qualsiasi polemica. La parola d’ordine sembra essere l’evangelico non giudicare. Questo può andar bene se riferito alla psicologia e alla coscienza della singola persona, ma la sua scelta va giudicata eccome


Ciò che ha compiuto Magri con piena consapevolezza è un atto orribile, aberrante, ingiustificabile. Che poi in Svizzera, in un Paese cosiddetto civile, esistano delle cliniche e dei professionisti dediti ad ammazzare la gente che lo richiede è altrettanto raccapricciante. Non facciamo di Magri, così come di Monicelli (suicidatosi l’anno scorso), un eroe. Non tributiamogli onori per il gesto estremo che ha compiuto. Chi pretende di poter decidere da solo sulla fine della propria vita non può mai diventare un modello. Piuttosto, è e sarà sempre un cattivo maestro. Chi in nome dell’individualismo più estremo, della laicizzazione sfrenata e del nichilismo più turpe lotta per introdurre nel sistema giuridico l’eutanasia o qualche suo surrogato lavora in realtà per la dissoluzione non solo e non tanto di ciò che resta della cultura e della spiritualità cristiane, ma della civiltà umana in generale. Pertanto, non possiamo non guardare con sospetto e terrore i paladini di questa nuova umanità senza Dio, che pretende di manipolare se stessa e di autodistruggersi. Non possiamo non inorridire di fronte alla diffusione sempre più capillare di idee intrinsecamente perverse, votate a sostenere un pensiero mortifero, che ha in odio la vita. Quando l’uomo si emancipa da Dio e crede di stare al centro di tutto, è allora che nascono le più grandi tragedie della storia. 


Oggi le personalità ammirate dai salotti chic e dall’opinione pubblica ipnotizzata sono i Beppino Englaro e le Mina Welby. Ebbene, se questa è la società che ci aspetta, molto meglio tornare indietro di qualche decennio, quando eravamo più poveri, si, ma più sani. Quando una persona malata o con problemi la si curava, la si confortava e la si sosteneva. Adesso si pretende addirittura che un medico venga pagato per ammazzare, in barba al giuramento di Ippocrate, che dovrebbe pur valere ancora qualcosa. Se l’avessero raccontato anni e anni fa, nessuno ci avrebbe creduto.  

1 commento :

  1. Vi dovete rassegnare, chi ha i soldi per farlo potrà sempre fregarsene delle leggi bigotte e fasciste fatte per cercare di guadagnarsi l'appoggio dei preti alle lezioni.
    La cosa divertente è che proprio la pretesa di imporre per legge il rispetto di convinzioni morali le degrada a puri obblighi imposti dall'alto e ne mina alle radici la credibilità, io ho i soldi per farlo per cui in caso di necessità approfitterò senza scrupoli delle posiibilità offerte dalle cliniche private svizzere, fecondazione assistita, somministrazione della RU486 ( il servizio completo costa meno di un otturazione dentaria ), e al limite anche la possibilità di morire in pace senza che qualche demente pensi di potersi masturbare davanti al mio corpo senza più coscenza tenuto in vita artificialmente con una pompetta che manda prodotti chimici nello stomaco.......
    La pretesa dei bigotti di decidere per la MIA vita è ridicola e totalitaria e per fortuna assolutamente inutile.
    Liberi di giudicare, ma l'idea che la LEGGE debba imporre il rispetto delle vostre rispettabili opinioni è il miglior modo di degradarle a farneticazioni senza senso, se una scelta etica non nasce da dentro ma è imposta dal potere terreno è vana, anche il vostro caro Cristo ci teneva a dire che bisognava dare " a cesare quello che era di cesare", che il suo regno non era di questo mondo, e che chi rispettava esteriormente le leggi della morale era il peggior caso di abiezione .
    Ciao SEPOLCRO IMBIANCATO.

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