10 dicembre 2011

Rubare ai poveri per dare alle banche

di Federico Catani
Natale sta arrivando e il blog s'è agghindato per le feste. Ciò non toglie che, materialmente parlando, quest'anno gioiremo un po' di meno. Santa Claus Mario Monti ci ha stangato, c'è poco da dire. Ha tassato tutto quel che c'era da tassare. S'è comportato come il principe Giovanni di Robin Hood o come lo sceriffo di Nottingham. La parola d'ordine sembra essere quella di spremere fino all'ultima goccia gli italiani. A far cassa così sono bravi tutti. Non c'era mica bisogno di un colpo di stato come quello che si è consumato a metà novembre per ottenere risultati simili. I professori potevano restarsene nelle loro università senza scomodarsi tanto. E Napolitano avrebbe potuto evitare di fare il presidenzialista. Ma tant'è, ormai il latte è versato e ci tocca piangere lacrime amare. 

Chi si aspettava tagli e sforbiciate ai privilegi s'è dovuto ricredere. Super Mario ha saputo soltanto reintrodurre l'Ici, anzi, l'Imu sulla prima casa, infischiandosene del fatto che gli italiani sono proprietari ed hanno spesso ottenuto l'abitazione a prezzo di grandi sacrifici. E come se non bastasse, non soltanto andremo in pensione quando ormai non ci reggeremo più in piedi, ma ci salasseranno ogni volta in cui prenderemo la macchina per andare a lavoro (vedi i rincari delle accise sui carburanti). Potremmo continuare a lungo, ma preferiamo fermarci qui. Ovviamente, come in qualsiasi provvedimento, non tutto sarà sbagliato. Però non ci vengano a dire che questa è la manovra perfetta. Dobbiamo fare talmente tanti sacrifici che la povera Elsa Fornero non è riuscita a trattenere le lacrime: l'avesse fatto la Gelmini, i giornali avrebbero gareggiato nell'insultarla. Ma siccome a piangere è stato un ministro del governo impostoci con un golpe promosso dall'Unione europea, allora il gesto è stato definito un segno di grande partecipazione alle sofferenze del popolo. Lo stesso Monti, per mettere in bella mostra l'aureola che gli hanno dipinto sul capo, ha annunciato che rinuncerà agli stipendi di presidente del Consiglio e di ministro dell'Economia (ma si tiene stretto quello ben più sostanzioso di senatore a vita). 

Insomma, stando ai media italiani, siamo in buone mani e tutto va bene. Poi dicono che non dobbiamo credere ai poteri forti che detengono il monopolio dell'informazione e il controllo delle menti. Nessuno si indigna, nessuno protesta, nessuno abbaia. Addirittura nessuno ha trovato fuori luogo lo sfoggio di lusso alla prima della Scala di Milano, quando sul palco d'onore sono apparsi ben lustrati due comunisti e un massone, ovvero Napolitano, Pisapia e Monti. S'è parlato di sobrietà anche questa volta. Inutile dire che se in quel teatro si fosse fatto vedere Berlusconi, l'avrebbero preso come minimo a pernacchie. Per concludere, siamo tutti contenti del putsch che ha portato al potere un governo illegittimo che ci impone sacrifici senza alcuna vergogna e preoccupazione. Fortunatamente l'anno sta per terminare. Vedremo cosa ci riserverà il 2012. Per il momento abbiamo capito che a pagare saranno i soliti noti e che a guadagnarci saranno le banche. Come ha scritto Magdi Cristiano Allam, non resta che tornare alla lira o comunque ad una moneta nazionale, che ci permetta di riprendere in mano la sovranità statale. Altrimenti l'unica speranza sta nella profezia dei Maya.
 

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