22 dicembre 2011

Auguri senza scontrino

di Saba Giulia Zecchi
Se è lo Stato a fare la predica come ci difendiamo? Già non è facile lo slalom tra certe prediche domenicali,  figuriamoci se ci si mette addirittura lo Stato con l'aurea di sacralità che gli viene attribuita.  
Vi ricordate le prediche sul pacifismo? La retorica pacifista è stata uno di quei messaggi tanto generali e vaghi da essere utile per ammantare di bontà qualsiasi causa. Il gioco del pacifismo era fin troppo facile: "chi si può dire contro la pace?" Chi non ostenta la bandiera della pace è per forza un guerrafondaio o bene che vada un individualista cinico. Il problema ovviamente non è la domanda in sé, ma il vuoto intorno a essa. Il cristiano della domenica, poi, non si può dire contro la pace, "Cristo stesso è venuto a portare la pace". Ed ecco sfregiati secoli di magistero e martirii..  

Una cosa analoga sta accadendo con la campagna sulla lotta all'evasione. "La lotta all'evasione è cosa buona e giusta", ci ripetono. Se è vero che pagare le "tasse bellissime" è un dovere civico, concludono che non farlo è un furto. E chi si direbbe mai a favore del furto? Suvvia, c'è anche il  comandamento "non rubare". Poi l'italiano mediamente non vuole farsi fregare - almeno in modo evidente -, ed  ecco in due mosse come nascono e si alimentano la guerra tra poveri, il sospetto e l'invidia sociale, come ha spiegato benissimo Ostellino in un recente editoriale. Ecco come in nome della lotta all'evasione consegnamo la nostra libertà allo Stato-padrone: nonostante il controllo dei conti correnti sia roba da Stato di Polizia, chi si ribella - dicono - è sicuramente un evasore.
E così nascono le App per Iphone per stanare gli sporchi evasori, e seminare paura e sospetto... cosa vuol dire se non denuncio il mancato lo scontrino? Che voglio alimentare l'evasione per campare alle spalle degli altri, come i parassiti. Allora come per il pacifismo, un briciolo di cultura, di analisi e di libertà di pensiero, dovrebbero portare a dire: "non sarà mica che lo Stato ha da nascondere qualche furto ben maggiore di uno scontrino al ristorante?" Perché se lo Stato ci dà del parassita per non aver richiesto o emesso lo scontrino, cosa dobbiamo dirgli noi per la sua spesa pubblica elefantiaca, inutile, clientelare, quella sì parassitaria, e causa prima del debito pubblico? Può uno scontrino levarci dal baratro e ripianare il debito, se non si pensa prima a tagliare la spesa pubblica enorme che ci ritroviamo? Anzi, solidarizzo volentieri con chi non alimenta la bulimia dello Stato con ulteriori scontrini, anche perché onestamente, mi riempono la borsa inutilmente.

La cosa grave è quando il predicozzo, impregnato della solita retorica falsa e deviata, non proviene da una campagna di volontariato, una lobby o un partito, ma dallo Stato-in-persona, inteso laicamente come l'ultimo idolo a cui credere, favorito oltretutto dal pulpito che ha a disposizione e da media asserviti e acritici, mezzi di propaganda e, cosa ancora più grave, dalla solita aura di sacralità che l'avvolge.

Almeno i miei auguri di Natale ve li regalo e saranno senza scontrino. Un buon Campari a tutti!! 
 

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