30 gennaio 2012

In marcia a Parigi. Verso Roma

di Alfredo de Matteo
Il 22 gennaio scorso si è svolta a Parigi l’ottava Marcia per la Vita con la partecipazione di circa 30.000 manifestanti. Come consuetudine erano presenti diverse organizzazioni impegnate nella lotta all’aborto, tante famiglie con bambini e molti membri del clero. Numerosi e di forte impatto gli slogan e i cartelli che hanno caratterizzato la Marcia, tutti con un comune denominatore: la condanna esplicita di aborto ed eutanasia di Stato.

In particolare, le associazioni organizzatrici hanno reclamato l’abrogazione della legge Veil del 1975 che ha legalizzato in Francia l’omicidio dei non nati. Malgrado decenni di aborto legale le coscienze di molti sono tutt’altro che sopite, come dimostrano il progressivo aumento delle manifestazioni pubbliche a favore della vita e dei simpatizzanti pro-life. Infatti, le due marce più importanti a livello mondiale e cioè quelle di Parigi e di Washington, vedono ogni anno aumentare in modo significativo il numero dei manifestanti, soprattutto giovani.


E in Italia? Fino ad ora, malgrado la buona volontà e l’impegno di tanti volontari, gruppi ed associazioni, nulla è stato fatto a livello di manifestazioni pubbliche contro l’aborto. A colmare tale lacuna ci hanno pensato l’Associazione Famiglia Domani e il Mevd (Movimento Europeo Difesa Vita) che il 28 maggio del 2011 hanno promosso la prima edizione della Marcia Nazionale per la Vita, svoltasi a Desenzano sul Garda e rilevatasi un grande ed inaspettato successo. Il 13 maggio di quest’anno è in programma la seconda edizione della Marcia che stavolta si svolgerà a Roma, centro della cristianità e del potere politico.

L’occasione per rendersi visibili è ghiotta e la macchina organizzativa è in moto già da diversi mesi. L’obiettivo è dare visibilità a quel variegato e niente affatto arrendevole popolo della vita che non intende restare a guardare mentre si consuma lo sterminio programmato dei bambini nel grembo materno. I numeri della strage sono impressionanti e nuovi strumenti di morte (in primis gli abortivi chimici) minacciano la stessa sopravvivenza del genere umano. C’è la consapevolezza che la battaglia contro l’aborto di Stato è di eccezionale difficoltà ma la determinazione e la perseveranza del popolo della vita possono ribaltare una partita il cui esito appare scontato. C’è bisogno dell’aiuto di tutti gli uomini di buona volontà per poter arrivare, un giorno, al ripristino della vera legalità, con l’abrogazione dell’iniqua legge 194. Possiamo contare sull’aiuto della Provvidenza che non mancherà di sostenerci e regalarci opportunità inaspettate. Appuntamento dunque al 13 maggio prossimo.

 

2 commenti :

  1. Un consiglio, quello che ferma una controriforma antiabortista in America é la percezione che sia un imposizione religiosa. Se volete eliminare la legge 194 dovete usare argomenti civili non basate, o almeno non direttemente basate, su argomenti religiosi.

    RispondiElimina
  2. Ho dei dubbi che in America sia così come dice lei. Il fronte antiabortista è estremamente vario e raccoglie diverse impostazioni e sensibilità. Comunque è vero che occorre usare bene la ragione (illuminata dalla fede)e portare argomenti, diciamo così, laici a quello che è, obiettivamente, uno sterminio di Stato

    RispondiElimina