02 febbraio 2012

Il libero arbitrio non si tocca

di Riccardo Facchini

Giusto pochi giorni fa riflettevo sull'importanza che può avere la lettura di buona fantascienza per la comprensione del presente. A dire il vero lo spunto è provenuto dalla lettura di un articolo che con la fantascienza di "spessore" (Dick, Asimov...) ha poco a che fare. Su questo blog, infatti, potete scoprire come una saga leggera, pop, come "Ritorno al Futuro" abbia predetto ben dieci invenzioni che oggi usiamo comunemente, dalla videochiamata ai pagamenti senza soldi. Invenzioni che hanno avuto sì un impatto rivoluzionario sulle nostre vite ma che, almeno per ora, non hanno comportato conseguenze etiche devastanti.

La fantascienza "colta" ha però in passato sollevato dilemmi morali ben più profondi, uno su tutti quello sul rapporto tra uomo e libero arbitrio. Mi riferisco in particolare al romanzo "Minority Report" di Philip Dick, da cui è stato tratto nel 2002 un film avente per protagonista Sua Santità Scientologista Tom Cruise. Vi incollo parte della trama, direttamente da Wikipedia:



In un ipotetico futuro l'umanità ha completamente eliminato gli omicidi e la maggior parte delle azioni criminali. Ciò è possibile grazie all'istituzione della polizia Precrimine, che utilizza dei veggenti in grado di prevedere il futuro, i precog (abbreviazione di precognitivi), per sventare i crimini prima che questi possano essere commessi.


Bene, ora voi di domanderete: "Ma dove vuole arrivare Facchini?" Ve lo dico subito: il 31 gennaio, sul sito del "Corriere", è comparso un articolo, scritto da Massimo Pattelli Palmerini, dal titolo: Siamo pronti alla pillola della moralità? Se si cancella il libero arbitrio. L'autore ci racconta come, in seguito ad alcuni studi compiuti recentemente dall'Università di Chicago, sarebbe possibile, in un non lontano futuro, la creazione di una pasticchina che, aumentando in alcuni soggetti la possibilità di entrare in "empatia" con gli altri esseri umani, impedirebbe loro di compiere crimini o azioni violente. Insomma, roba da condizionamento in pieno stile Arancia Meccanica:





Leggendo bene l'articolo possiamo però notare due cose: la prima è che la notizia originale è stata diffusa dal blog di quel simpaticone di Peter Singer (chi è Peter Singer? Ma sì dai, quello che sostiene che "Né un neonato né un pesce sono persone, uccidere questi esseri non è moralmente così negativo come uccidere una persona" - Singer, Ripensare alla vita, Il Saggiatore 1996, p. 20).

La seconda è l'atteggiamento ambiguo (o confuso?) dell'autorePattelli Palmerini. Sebbene condivida infatti tutte le sue perplessità sull'utilizzo di un simile farmaco ("Personalmente ritengo che si sia tutti un po' succubi di una certa crescente neuromania e di una genetomania [non si può] adottare [...] un atteggiamento scientista e potenzialmente manipolatore") non posso però accettare la scelta del titolo dell'articolo. 

Quel "Siamo pronti alla pillola..." lascia infatti trapelare il tipico atteggiamento positivista che non giudica un fatto come nocivo in sé, ma solo rapportandolo al periodo storico, al contesto, a una umanità forse non ancora "pronta" a riceverlo. E che, ci auguriamo, rimarrà per sempre gelosa del proprio libero arbtirio.


 

1 commento :

  1. Beh! Molti di quelle invenzioni gia le aveva anticipato "Star Trek" cuando del computer non si parlava nemmeno. E di mesaggi etici devastanti "Ritorno al futuro" ne ha uno. Per avere successo nella vita devi prendere a cazzotti il bulo della classe.
    Il resto del articolo lo condivido.

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