06 febbraio 2012

Lezioni di (ri)educazione (omo)sessuale

di Marco Mancini
Ecco, dunque, la tanto attesa “svolta” di Pisapia: far leggere negli asili “Piccolo Uovo”. Speculatori e palazzinari vari, insomma, possono stare tranquilli. Meno i nostri pargoli e i genitori che ancora si preoccupano di fornire loro un’educazione improntata ai principi della legge naturale. Il racconto, illustrato da Altan, narra infatti la storia di un pinguino alla ricerca della famiglia ideale, che alla fine troverà – manco a dirlo – in una coppia di omosessuali della sua stessa specie. 

Il libriccino è pubblicato da “Lo Stampatello”, casa editrice a conduzione “familiare” gestita da una coppia lesbo e incentrata proprio sui temi della cosiddetta “omogenitorialità”. Insomma, come convincere la società, ma soprattutto i bambini, che in fatto di famiglia “non esiste un unico modello, e che la ricchezza e la bellezza della vita stanno nella varietà”. Indicativo è l’incipit di un altro racconto per bambini, di sapore autobiografico, scritto da una delle due: “Meri e Franci si amavano e volevano una famiglia. Ma per fare un bimbo ci vogliono un uomo e una donna: la donna ha l'ovino nella pancia e l'uomo mette il semino. Meri e Franci erano due donne, avevano solo ovini. Mancava il semino!”. Ovviamente, neanche il raccontino può smentire il dato oggettivo della procreazione come frutto dell’unione feconda di uomo e donna: tale dato, tuttavia, viene accantonato, sacrificato sull’altare della faustiana volontà di “Meri e Franci” di avere una “famiglia”. Il tutto si riduce a tecnica, farcita e edulcorata da tanti buoni sentimenti, il che è la cifra peculiare dell’attuale civiltà. Resta fermo, ovviamente, il rispetto per la “famiglia tradizionale”: infatti anche Francesca e Maria Silvia, che grazie alla fecondazione eterologa praticata in Olanda sono riuscite ad “avere” tre bambini, vanno a trovare i nonni nel fine settimana. Insomma, il pranzo della domenica è salvo; poi, chissenefrega se il dato naturale e antropologico per il quale i bambini nascono da una mamma e da un papà viene buttato nel ces…tino.

Tale strategia ha indirettamente ricevuto nei giorni scorsi anche il placet della ministra Fornero, la quale ha avvisato che "i semi [aridaje...] si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole, [perché] la diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli”, se si vogliono superare i ritardi culturali enormi, anche geografici che ci sono nel Paese". Forse anche la ministra deve aver letto il nostro nume tutelare De Maistre: “dateceli dai cinque ai dieci anni, e saranno nostri per tutta la vita”.

Come nella Spagna che fu zapaterista, dove il codice civile contempla le indifferenziate figure “Genitore A” e “Genitore B”,  senza troppe specificazioni sul genere, anche da noi l’ideologia omosessualista avanza dunque a grandi passi. Ma per taluni non è mai abbastanza: l’ILGA-Europe, vale a dire l’associazione-ombrello delle lobby gay a livello continentale, ha appena lamentato che l’Italia non tutela abbastanza i diritti delle persone omosessuali, data l’assenza di norme che riconoscano giuridicamente le unioni tra persone dello stesso sesso o che consentano loro l’adozione di bambini. Questo, sottolineano gli esponenti della lobby, nonostante la Costituzione del Bel Paese vieti discriminazioni di ogni sorta. Vagli a spiegare che il principio di uguaglianza stabilisce che la legge è uguale per tutti gli individui, ma non che situazioni diverse debbano essere trattate in modo uguale. Quello sarebbe il contrario del principio di uguaglianza, oltre che dell’immortale principio di giustizia “Unicuique suum”, che campeggia ancora sulla prima pagina dell’“Osservatore Romano”.

C’è da pensare che quelle/i dell’ILGA-Europe esprimano un giudizio decisamente più lusinghiero nei confronti del Regno Unito, dove un pover’uomo, che risponde al nome di Adrian Smith, ha subito una retrocessione di carriera e una decurtazione dello stipendio per aver espresso giudizi ritenuti discriminatori sulla propria pagina di FB. Il malcapitato, lungi dall’auspicare persecuzioni all’indirizzo degli omosessuali, o anche dal manifestare semplicemente contrarietà nei confronti del riconoscimento pubblico delle unioni gay, si era limitato a esprimere perplessità verso la decisione del Governo di consentire la celebrazione di nozze tra persone dello stesso sesso in Chiesa. Libero lo Stato di legiferare sul matrimonio civile tra omosessuali, aveva affermato, ma qual è il senso di introdurre il matrimonio gay nelle funzioni religiose, considerato che la Bibbia è molto chiara nello stabilire che “marriage is for men and women”? Deferito, grazie alla zelante delazione di un collega, davanti all’orwelliano “Responsabile dell’uguaglianza e della diversità” della propria azienda, Smith è stato prontamente sanzionato. Non vorremmo che, nel giro di qualche anno, persone come lui finiscano in appositi campi di rieducazione.

Non è il caso di invocare roghi, che fanno gridare allo scandalo e hanno l’unico risultato di invertire ragioni e torti (e qua d’invertito c’è già troppo…); è giunto, però, il momento di combattere una durissima battaglia culturale, per difendere l’autentica libertà: non quella di trasformare l’arbitrio e il desiderio in diritti, ma quella di essere testimoni della Verità e della ragione nell’epoca del totalitarismo della dissoluzione. 
 

8 commenti :

  1. “dateceli dai cinque ai dieci anni, e saranno nostri per tutta la vita”

    ¿Perche allora il mondo non é pieno di cattolici credenti? Qui in sudamerica il 50% dei bambini vanno a scuole cattoliche.

    Secondo me le discussioni su questi argomenti sono inutili, la gente non ragiona o non vuole ragionare. A questo punto io passerei ad una tattica completamente diffensiva, abrogherei per l´eliminazione di tutta la legislazione di famiglia. Che il matrimonio civile sia un contratto libero tra privati. Noi cattolici ci prepareremo per il prossimo medioevo in cui vivremmo isolati in citta attorno a monasteri.

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  2. A quando l'articolo storico su Hitler vittima dell'espansionismo polacco?

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  3. A quando un commento che entri nel merito delle questioni ed eviti di fare dell'ironia piuttosto banale?

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  4. Bell'articolo Mancio. Il titolo un po' meno c'e' da dire.

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  5. In questo articolo si espongono dei fatti. Peccato che a certi omosessualisti i fatti sono subordinati alle teorie. Se si contraddicono tra loro, tanto peggio per i fatti, no?

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  6. Il commento serio arriverà in calce ad un post che parla di omosessualità e educazione infantile senza vaneggi di gay lobbies.

    Mi piace la tua risposta, comunque: lamentarsi dell'ironia (banale, per carità) in un blog che ha come motto «mai prendersi sul serio».

    #fail.

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  7. Insomma, il pranzo della domenica è salvo; poi, chissenefrega se il dato naturale e antropologico per il quale i bambini nascono da una mamma e da un papà viene buttato nel ces…tino.

    ma visto che i figli sono "un dono di Dio", è meglio che nascano 3 bambini in più e che due donne in più siano felici di crescere i loro figli nell'amore , o che il dato antropologico sia salvo?? Ma per favore!!!Ma ragiona come mangi!!Cristianucolo limitato! L'amore va visto in una prospettiva un pochino meno ristretta della vostra! Non conoscete l'amore omosessuale e vi permettete di parlarne!
    Ah comunque la parola coppia LESBICA la puoi dire, non è una parolaccia. Ma continua a dire lesbo se ti fa paura! tanti saluti!
    Carlissima

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  8. non ce la potete proprio fare comunque...

    "è giunto, però, il momento di combattere una durissima battaglia culturale, per difendere l’autentica libertà: non quella di trasformare l’arbitrio e il desiderio in diritti, ma quella di essere testimoni della Verità e della ragione nell’epoca del totalitarismo della dissoluzione."

    Ma vi sentite quando parlate? Ma siete rimasti all'epoca delle crociate?
    Il totalitarismo. la dissoluzione, ma vi sembrano provenire dalle battaglie per i diritti degli omosessuali questi Mali del nostro secolo?? Siete illeggibili.

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