06 marzo 2012

Quelli che... lo scandalo o niente

Con questo articolo inizia la sua collaborazione con noi Giuliano Guzzo, classe 1984, sociologo. E’ veneto, ma lavora a Trento. Appassionato di bioetica, scrive per il mensile “Radici Cristiane”, per il sito www.libertaepersona.org e per tutti quelli che ne amano ed odiano le opinioni. Soffre di grafomania ma non ha alcuna intenzione di farsi curare. Occasionalmente tiene   conferenze e dibattiti.

·      Quando lo scandalo c’è, va enfatizzato; quando lo scandalo non c’è, ne va scovato uno. Costi quel che costi: purché scandalo sia. E’ la regola fondamentale del laicismo, che gode da matti laddove può gettare fango - e scandalo - contro la Chiesa cattolica. E se qualcuno che si potrebbe allineare alla causa non lo fa, male. Scatta subito la rappresaglia. Proprio come sta succedendo a Lucio Dalla, morto solo da pochi giorni e già – tra le righe, ma non troppo – accusato di essere stato omosessuale ma non gay. Di aver vissuto liberamente, ma non in piazza la sua affettività con Marco Alemanno, il suo “amico”. 

Il più arrabbiato di tutti è Grillini, (per non parlare della Annunziata) furioso perché «se Dalla si fosse sposato con Marco a New York o a Oslo o a Madrid non avrebbe mai avuto funerali a San Petronio». E allora? Se il cantante avesse voluto sposarsi a New York o a Oslo o a Madrid, lo avrebbe fatto. E' forse ipocrisia, come ha sentenziato anche Michele Serra (a cui ha ben risposto però Mario Adinolfi su Europa)? Semplicemente, non ha ritenuto di farlo. Esattamente come non ha ritenuto di unirsi pubblicamente alle lotte per i “diritti civili” così care a Grillini. Mentre ha rilasciato dichiarazioni importanti su altri versanti. Per esempio, dichiarandosi cattolico: «Sono cristiano, sono cattolico, credo fermamente in Dio e professo la mia fede sempre. La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho». Che scandalose devono risuonare queste parole, per i cercatori di scandali.
 

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