26 aprile 2012

Even more taxation, without representation


di Marco Mancini
Non vi erano bastati il ripristino dell’IMU sulla prima casa e la rivalutazione delle rendite catastali, l’aumento delle addizionali IRPEF e delle tariffe, l’incremento di un punto percentuale dell’IVA (che salirà ulteriormente al 23% in autunno) e via tassando? Non preoccupatevi: l’esimio governo dei tecnici ha appena ideato per voi altri due balzelli. In caso di nuove emergenze, infatti, la Protezione Civile potrà attingere a uno speciale fondo ricavato dall’aumento delle accise sulla benzina, come se il prezzo di quest’ultima non avesse già raggiunto livelli intollerabilmente alti. Inoltre, torna la vecchia tassa di scopo già ideata da Prodi, che però da adesso i comuni potranno riscuotere anche sulla prima casa: insomma, una sorta di IMU-bis. Mosse davvero piene di creatività: i governi democristiani della Prima Repubblica non avrebbero saputo fare di meglio.

I salassi continuano ad essere approvati senza battere ciglio da un Parlamento che sembra sempre più svuotato delle proprie funzioni. L’istituzione parlamentare, infatti, nacque proprio come corpo rappresentativo dei sudditi, dei quali il sovrano doveva ottenere il consenso per stabilire nuove imposte a loro carico, secondo il noto principio No taxation without representation. Il re non era libero di finanziarsi a proprio piacimento attraverso il carico fiscale e la necessaria autorizzazione, peraltro, non era affatto scontata, come imparò a sue spese, ad esempio, Giovanni Senzaterra.

I monarchi inglesi del Medioevo, dunque, non erano onnipotenti quanto i democratici Monti e Napolitano. Questo va rimproverato ai nostri mille parlamentari: non i ricchi emolumenti e i privilegi, non più corposi di quelli di qualsiasi dirigente pubblico, ma l’aver rinunciato alla propria funzione primaria – il controllo, cioè, sulla politica di bilancio del governo –, anteriore e prevalente anche rispetto a quella legislativa, affermatasi solo successivamente. A fronte di questa loro totale inutilità dal punto di vista sociale, essi rischiano veramente di essere a buon diritto etichettati come “casta”.

Da parte sua, Monti prosegue imperterrito, riproponendo anzi con maggiore frequenza l’argomento che vorrebbe scacciare le critiche, ma che rischia invece di accrescere l’irritazione: “grazie a me non state come la Grecia”, “tutto questo è necessario per non fare la fine della Grecia”. Sembra il cieco che si avvia verso il precipizio tranquillizzando i compagni che lo seguono. Il pareggio di bilancio, che era l’obiettivo dell’orwelliano decreto salva-Italia e la ragion d’essere delle bastonate abbattutesi sulla schiena degli italiani, non sarà affatto raggiunto nel 2013, anzi tarderà almeno fino al 2017, secondo gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale. La pressione fiscale supererà quest’anno quota 45% del PIL, due punti in più dei tempi dell’Eurotassa di Prodi; il reddito nazionale calerà di quasi il 2% e la crescita si riavvierà solo nella seconda parte dell’anno prossimo, a meno che la situazione non peggiori ancora. Lo spread rimane a livelli preoccupanti, l’economia reale è a terra, le imprese chiudono, gli operai perdono il lavoro e precari, disoccupati e imprenditori continuano a suicidarsi tutti insieme appassionatamente, dando tragica concretezza alla “livella” di cui aveva parlato Totò. La Grecia, insomma, non è né alle spalle né dietro l’angolo: è qui ed ora, hic et nunc, e sono proprio lorsignori ad avervi condotto tutti noi, con feroce abnegazione.

Magari non è così: magari ci salveremo davvero, come nazione se non come singoli. Lo faremo, però, dopo esserci dissanguati, dopo anni e anni di stagnazione, senza alcuna prospettiva di vera rinascita, rinunciando al rispetto di noi stessi e della nostra libertà. Riusciremo a sopravvivere, forse: nulla di più. In bocca al lupo, Italia.
 

6 commenti :

  1. E dopo ci sentiamo dire dal presidente della CEI che evadere le tasse é un peccato.

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  2. Capisco l'irritazione, capisco meno l'ipocrisia di chi fa finta di non vedere i freddi numeri, che dicono : più dell 80% dgli aumenti della tassazione che stiamo pagando sono stati decisi dal precedente governo, che però riscuoteva l'approvazione di chi adesso critica Monti.
    Forse invece di tante divagazioni filosofico politiche si potrebbe tornare con i piedi per terra:
    Le variabili sono 4
    spesa pubblica
    debito pubblico
    spesa per interessi
    pressione fiscale

    La prima poteva essere ridotta solo gradualmente, altrimento lo shock sull'econima reale è esattamente lo stasso di un aumento della pressione fiscale.

    Il secondo può essere ridotto SOLO vendendo, ma le zecche che vivono di poltrone nei CDA o da Dirgente raccomandato non vogliono con la scusa idiota di NON SVENDERE.

    Gli interssi sul debito erano artificialmente bassi prima ed è stupido pensare che qualsiasi prudente e oculato aministratore possa prestare soldi ad un paese nelle condizioni dell'Italia senza chiede un interesse adeguato al rischio.

    La pressione fiscale è la variabile più facile da ritoccare, ma mi sembra ipocrita ( o vassallaggio alle seigenze di partito ) incolpare Monti del fatto che i governi precedenti ( per il 3/4 del tempo di centro destra )non abbiano fatto niente e con la politica imbecille dello struzzo (LA CRISI NON ESISTE DICEVANO BERLUSCONI CICCHITTO LA RUSSA BRUNETTA E TREMONTI ) abbiano accuratamente evitato quegli interventi che potevano notevilmente alleviare la crisi ( ma dovevano toccare categorie protette da questo o quel partito di governo ).
    Ma si sa affrontare i problemi concreti è molto più faticoso che fare arrampicate sugli specchi per scaricare su questo governo i danni fatti dai precedenti.....
    CHISSENEFREGA di chi è la colpa, la cosa che mi fa più schifo è l'affermazione "i ricchi emolumenti e i privilegi, non più corposi di quelli di qualsiasi dirigente pubblico" il termine di paragone dovrebbe essere lo stipendio di un dipendente di impresa privata di pari produttività, e in quel caso il 90% dei politici e dirigenti della PA doverbbe essere pagato come un lavacessi.

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  3. Prima di tutto cerchiamo di darci una calmata. In secondo luogo, gli aumenti di IMU e addizionali IRPEF sono stati stabiliti dal decreto salva-Italia e non dal Governo precedente. Detto questo, nessuno sta dicendo che Berlusconi era un genio, anzi: sono lui e Tremonti che si sono sciaguratamente impegnati al pareggio di bilancio entro il 2013, senza avere la capacità di opporsi a una gestione demenziale della crisi europea operata dall'asse Merkel-Sarkozy.
    Il punto è che Monti rappresenta proprio il garante (oltre che uno degli ispiratori) di questa gestione criminale, che sta strangolando i popoli europei. E' lui che la sta attuando in questo Paese in maniera feroce, con chi me la dovrei prendere? Peraltro, ci è stato presentato come l'uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare: se non ci pensa il governo tecnico a tagliare la spesa pubblica improduttiva e a prendere decisioni impopolari, chi lo dovrebbe fare?
    Quanto ai parlamentari, il punto che voglio sottolineare è che tutta la retorica demagogica degli ultimi tempi non coglie affatto nel segno: non sono i 15000 euro al mese il problema (considerato che sono i rappresentati eletti dalla Nazione italiana), ma il fatto che siano completamente incapaci di tutelare la generalità dei cittadini/contribuenti.

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  4. Lo so, ma in numeri non cambiano, il problema secondo me è alla base, vendere vendere vendere, lo stato fuori dall'economia, si riduce il debito pubblico, si smette di assumere deficenti raccomandati nei CDA e le imprese vendute smettono di essere favorita e protette dalla concorrenza, non si fa un miracolo, ma un miglioramento c'è.
    Logico che di fronte ad assurdità per cui mentre nel resto d'europa il numero di dirigenti è circa il 5% della forza lavoro, nelle imprese statali e nella PA è del 13%, significa che almeno l'8% della forza lavoro è un peso morto, e sono centinaia di migliaia di dirigenti, altro che un migliaio di parlamentari.....
    Secondo me Monti si è solo preso in carico di fare quello che comunque avrebbe fatto Berlusconi ( che si è dimesso per questo ), l'osservazione che facevo io era:
    Monti sta sbagliando ma che cosa dovrebbe fare effettivamente , IN PRATICA?

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  5. pierino60 ha detto...

    "Monti sta sbagliando ma che cosa dovrebbe fare effettivamente , IN PRATICA?"

    Vendere proprietá e partecipazione statali, ricevendo come pago titoli del debito pubblico.
    Vedrai come cresce il PIL italiano.

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  6. Monti non npotrà MAI vendere niente, perchè l'oppisizione da parte di tutti i partiti sarà inflessibile, troppi amici e parenti incompetenti e inutili riempiono CDA e occupano poltrona da dirigenti, la scua sarà sempre la risibile scemenza di "non svendere" ma proprio l'esempio classico di svendita, cioè TelecomItalia è adesso un gioiellino rispetto al brontosauro di inefficenza, di costi esorbitanti, di corruzione e di assunzioni clientelari che era la SIP.
    Questo vale per TUTTE le società statali, senza considerare che una vendita fatta come si deve porterebbe incassi molto maggiori di quanto dicono gli oppositori dell'uscita dei lacchè di partito dall'economia, ma sopratutto se gli aqcuirenti fossero esteri porterebbe ad un taglio del debito pubblico e della spesa pubblica senza nessun effetto recessivo, cosa che molti non capiscono.

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