06 aprile 2012

Il Venerdì Santo della Chiesa

di Federico Catani
Stiamo nella Settimana Santa, la più bella e spiritualmente ricca dell'anno. Nei giorni del Triduo, riviviamo la Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore. Al centro di questo periodo sta la Croce, dalla quale viene la salvezza. Gesù ci salva infatti con la sua crocifissione. Per risorgere, occorre necessariamente passare dal Calvario. E ricordando le sofferenze di Cristo, vengono alla mente le sofferenze che vive oggi il suo Corpo Mistico, la Chiesa. 

Questa povera Chiesa, ridotta in stato comatoso da diverse metastasi che ne hanno devastato le membra, sembra stia per morire da un giorno all'altro. Fortunatamente, benché i nemici di Dio interni ed esterni escogitino ogni piano per seppellirla, sappiamo come andrà a finire: "portae Inferi non prevalebunt adversus eam". I problemi tuttavia sono sotto gli occhi di tutti. Persino il Papa, alleggerendo la sua solita diplomazia, ha ritenuto opportuno, dopo mesi di silenzio, dirne quattro a chi, nella Chiesa, vuole distruggere tutto. Nell'omelia della Messa crismale, davvero monumentale, il Santo Padre ha rimproverato i preti ribelli austriaci, desiderosi di introdurre l'ordine sacro per le donne, un più compiti per i laici e la possibilità per i sacerdoti di sposarsi. Se il dramma di questi sovversivi eretici fosse circoscritto all'Austria, si potrebbe risolvere il tutto abbastanza facilmente. In realtà, il fenomeno è diffusissimo anche in Svizzera, in Germania, in Francia e chissà in quante altre parti del mondo. Comunione ai divorziati, riconoscimento delle unioni omosessuali, libertà di contraccezione, sfascio della liturgia e chi più ne ha più ne metta sono i cavalli di battaglia di queste membra malate della Chiesa. Ora, in tempi normali, questi arti in cancrena sarebbero stati tagliati senza tanti complimenti. Poiché però viviamo una situazione straordinaria e del tutto insolita, si permette che questi sacerdoti facciano il bello e il cattivo tempo. 

Il Papa, spiace dirlo, lancia qualche frecciatina (ed è già qualcosa, per carità), ma poi tutto prosegue come prima e i traditori continuano a convivere con le proprie compagne, a non credere ai dogmi e a spargere veleno tra i fedeli. Lo stesso cardinale Schoenborn, arcivescovo di Vienna, ne ha fatta un'altra delle sue senza che alcuno abbia detto mezza parola per redarguirlo. E pensare che viene catalogato come "ratzingeriano" (sic!). Lo scisma nella Chiesa non è ufficiale, ma esiste de facto. All'interno del mondo cattolico coesistono due diverse religioni, inutile negarlo. E la fede dei preti dissidenti austriaci non è la stessa di Benedetto XVI e dei buoni cristiani. La situazione è catastrofica e probabilmente solo un intervento soprannaturale potrà mettere le cose a posto. Forse si dovrà percorrere una via molto dolorosa, bagnata di sangue. Stiamo vivendo il Venerdì Santo della Chiesa. Questa è l'ora delle tenebre, e solo il Papa, con un atto coraggioso, può agire concretamente per placare il castigo divino. A noi è chiesto di vivere santamente, di amare  e far amare Dio. Non disperiamo. A Fatima la Madonna ha promesso il trionfo del suo Cuore Immacolato e un periodo di pace.  
 

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