28 aprile 2012

Ridateci la morte cattolica!

di Federico Catani
Non è bello fare critiche quando c'è di mezzo un morto. Eppure a volte diventa necessario. In questi pazzi tempi vanno di moda i funerali-show, forse perché in questo modo si crede di ricordare meglio il defunto e di mostrare maggior dolore e maggior amore verso il caro scomparso. Peccato che il tutto avvenga in contrasto con ogni norma della Chiesa e della sua liturgia. Se è vero, come è vero che la lex orandi esprime la lex credendi, allora è chiaro che di fronte alla spettacolarizzazione, alla banalizzazione e alla paganizzazione delle esequie cristiane, siamo di fronte a un'altra religione e alla distruzione della "morte cattolica". 

Per capire meglio ciò di cui stiamo parlando basti tener presente i funerali del giovane Piermario Morosini, quando, durante la Messa, il clero ha permesso si cantasse Ligabue. Ma, per chi non ha la memoria corta, basti pensare anche all'addio dato a Marco Simoncelli oppure ai funerali di Pavarotti o a quelli di qualche altro personaggio dello sport, del cinema o della televisione. A criticare questo triste e dissacrante andazzo è stato, da par suo, il grande Antonio Socci, al cui articolo rimandiamo. Purtroppo, però, il giornalista toscano è stato attaccato dal direttore di Avvenire (il cui pezzo volutamente non riporto: andatevelo a cercare, se v'aregge). Marco Tarquinio, non pago di difendere il santone Enzo Bianchi, di sostenere a oltranza la legge 40 e pure la 194 e di accattivarsi le simpatie dei vescovi che gli danno lo stipendio, si è permesso di dire che i funerali con le canzoni di Ligabue sono un piccolo (sic!) strappo alla regola fatto in segno di amore. Socci ha risposto da par suo. E con Socci noi diciamo: perché non si usa la stessa misericordia verso coloro che amano la Messa di sempre, ovvero quella celebrata in rito gregoriano? Perché non si mostra la stessa comprensione, in casa cattolica ovviamente, verso chi difende la Tradizione? Perché Tarquinio e compagni non hanno usato lo stesso zelo per difendere Benedetto XVI dagli attacchi subiti nel 2009 per la remissione della scomunica ai vescovi lefebvriani e nel 2010 per i casi di pedofilia? 

Una cosa è certa: Avvenire non va letto! Un parroco ha pubblicamente dichiarato di aver disdetto l'abbonamento al cosiddetto quotidiano cattolico. Ha fatto bene e noi lo sosteniamo! Noi vogliamo che la Chiesa torni a fare la Chiesa. Vogliamo che il Papa torni ad essere il Papa e che i vescovi siano pastori fermi e viglianti e soprattutto cattolici! Io, ormai lo sanno tutti, aspetto quella che in certi ambienti chiamano la bagarre. Solo così potremo venir fuori da questa situazione maleodorante e putrescente.

E comunque, a conclusione di tutto, voglio mettere per iscritto qui le mie ultime volontà. In caso di dipartita, io voglio essere seppellito nel cimitero di campagna di Santa Maria del Colle, vicino Jesi, sotto terra e con funerali in rito antico, fatti con paramenti neri e senza canti, perché la morte è una cosa seria. E il prete è pregato, anziché di farmi l'elogio funebre, di celebrare tante messe per la mia anima, cosicché possa fare meno Purgatorio possibile. Ma stia tranquillo: finché avrò vita cercherò di fare del mio meglio per togliergli un po' di lavoro!
 

1 commento :

  1. "In caso di dipartita"....

    Cavani...ti ricordo che la morte, a differenza di tutti i vari riti funebri, non è opzionale

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