25 maggio 2012

La cicogna eterologa

Con questo articolo inizia la sua collaborazione con noi Ilaria Pisa. Di origini genovesi ed ebraiche, che spiegano il caratteraccio, ma non la prodigalità. Dottoranda di Diritto Penale all’Università di Pavia, dove è nota per tenere accesa nello studiolo la stufa fino a maggio. Anacronisticamente guelfa, le sue posizioni in materia di fede, politica, economia e quant’altro sono appositamente studiate per poter ricevere aspre critiche da tutti. Si è molto risentita quando Berlusconi ha espresso l’inclemente parere sul sex appeal della Merkel: sperava di essere esclusiva titolare di quell’epiteto.

Premesso che non sono molte le cose “etero” ancora capaci di calamitare l’attenzione pubblica oggi, la fecondazione eterologa è senza dubbio una di queste.
I fatti sono noti: la Corte Costituzionale non ha ravvisato profili di illegittimità costituzionale nella nota legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA), laddove all’art. 4 prevede il divieto di fecondazione eterologa, ossia impedisce di effettuare la procedura utilizzando semi od ovociti provenienti da soggetti esterni alla coppia che ricorre a questa tecnica. Gli atti sono stati rinviati ai giudici di merito, che dovranno rivedere i termini della questione, dunque verificare una seconda volta la rispondenza della nostra legge ai parametri costituzionali invocati, tenendo ben presente la sentenza pronunciata, proprio sul tema, lo scorso 3 novembre dalla Corte Europea per i Diritti Umani.

Strasburgo locuta, quaestio (semi)soluta? Quel che sembra certo, è che se un Paese vieta l’utilizzo di gameti provenienti da donatori esterni, ciò rientra nella sua discrezionalità politica e non conculca il “diritto alla vita privata e alla famiglia” sancito dall’art. 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Nessuna violazione, quindi, è stata ravvisata nella legge 40, ma soltanto una legittima scelta, che alcuni definiscono prosternata ai diktatvaticani, ma che è semplicemente una scelta “di valore”.

Sì, valore: persino una legge che cozza frontalmente col Magistero cattolico in fatto di procreazione può infatti diventare un “presidio” contro rivendicazioni che più spesso rasentano il delirio di onnipotenza. Non saprei come altrimenti definire, in effetti, richieste che scavalcano e calpestano (per malafede o per semplice insipienza) il diritto naturale che portiamo inscritto nel nostro essere umani, che chiama la vita un regalo, e non il frutto di un esperimento di laboratorio; richieste che troppo spesso provengono da chi non ha alcuna difficoltà a liquidare una persona come grumo, e magari tratta la famiglia come un vezzo linguistico da barbogi, ma sa sfoderare il patetismo per giustificare una ricerca della maternità che non è più dono né vocazione, ma diventa un diritto di libertà a carattere assoluto, sciolto cioè da ogni limite diverso dalle frontiere scientifiche sinora raggiunte.

Così posto, un obiettivo di per sé encomiabile diviene prepotenza, cui non interessano le “remore” etiche poste dalla legge 40: non paghi di sostituire l’amplesso d’amore con una provetta di vetro che poco lascia alla privacy, si pretende che l’ordinamento consenta di chiedere l’“aiuto del pubblico”, quasi un “pietoso” adulterio, per cui chi ha due ovuli o due spermatozoi ne darà uno a chi non ne ha.

Un figlio desiderato, insomma, si trasforma in capriccio, in spunto per “battaglie” di male intesa libertà. Che venga richiamato proprio l’art. 8 CEDU è eloquente: la norma vieta ai Paesi aderenti di compiere illegittime interferenze con la “vita privata e familiare” dei cittadini, e chi l’ha invocata come parametro di legittimità mostra evidentemente di ritenere che in tal campo rientri un’autentica “pianificazione” del pupo, il quale è “cosa nostra”, va anzitutto voluto (altrimenti lo rispedisco al mittente), concepito come dico io e impiantato quando dico io (pazienza se devo crioconservarlo), infine cestinato se presenta qualche difetto di fabbricazione (e che sbattimento, non posso nemmeno estendere la garanzia). I commenti raccolti a caldo da alcune tra le coppie ricorrenti, all’indomani della sentenza, illuminano ancor meglio l’assurdo morale ed il monstrum giuridico che scaturisce dal ritenere diritto tutto ciò che si desidera, e bigotta oppressione tutto ciò che pone paletti al desiderio.

Non si può non provare compassione e misericordia con una coppia che, senza successo, cerca di avere un figlio. Però mi piacerebbe telefonare a queste persone, che affermano di aver affrontato un “doloroso turismo procreativo” o di non avere le risorse economiche per farlo; vorrei ascoltare che voce hanno, magari guardarli in faccia; e poi portarli in uno degli istituti che ospitano minori orfani ed abbandonati, qui in Italia, eh, mica in Moldavia, e chiedere se magari anche il “doloroso” percorso di questi bambini merita attenzione, se magari anche il loro “desiderio” (o era un diritto?) di avere una famiglia, un’educazione, l’affetto e la cura per la loro fragilità, merita di essere soddisfatto. O se la retorica per cui il dna è mio, l’utero è mio, il figlio è mio, conta più della felicità di un essere umano.

 

18 commenti :

  1. Mi piace proprio questa nuova collaboratrice!Condivido in toto quanto ha scritto!Spero continui a scrivere in modo così chiaro, lungimirante e senza peli sulla lingua!

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  2. Cara Ilaria, complimenti per la "vis polemica", però per mettimi due veloci osservazioni:
    1) preferirei che la Chiesa, oltre che scrutinare le abitudini sessuali e procreative dei suoi fedeli, si ocupasse anche di altro, magari di etica pubblica: troppi credenti danno scandalo assai più che una coppia che, per ignoranza, cerca in ogni modo di avere un figlio senza porsi interrogativi sui mezzi per arrivarci;
    2) quando si svolse il referendum sulla legge 40 feci presente, nel mio piccolo, che l'astensione avrebbe finito con l'indebolire la legge, mentre sarebbe stato possibile vincere spiegando le ragioni del NO: purtroppo lo stratega Ruini non aveva nessuna fiducia nel suo gregge e questi sono i risultati...
    Con simpatia,
    Riccardo

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  3. "il quale è “cosa nostra”, va anzitutto voluto (altrimenti lo rispedisco al mittente), concepito come dico io e impiantato quando dico io (pazienza se devo crioconservarlo),"

    ma perchè vedere il male in tutto? perchè essere ossessionati dalla malafede in tutto? e perchè fare sempre,sempre di tutta un'erba un fascio??
    Tu hai conoscenza precisa della materia? sai quante vite, VITE si potrebbero salvare ad esempio se si potesse impiantare uno o 2 embrioni anzichè 3? perchè forse per te 3 è solo 2 + 1....certo banale matematica! peccato che quando si parla di feti e gravidanze questi numeri facciano un tantino la differenza. vai in un reparto di ginecologia e in uno di terapia intensiva neonatale poi mi dici. e questi bambini concepiti non hanno forse il diritto di vivere una vita sana serena e non meritano tutte le possibilità di ogni altra creatura, tanto più che dai propri genitori sono stati voluti desiderati e amati forse più di altri bambini (non certo più di altri da parte di Dio!)??
    ma è possibile essere ciechi su tutto solo perchè so ha paura della lobby gay che avanza!?!? ma dove viviamo?!?

    senza contare come si potrebbero migliorare le condizioni della donna e della coppia che vive un percorso di PMA, ma di questo a te sembra non fregartene!! o sbaglio? "bravi bravi che vogliono un figlio ma perchè non lo adottano!??!!?" ma chi sei tu per sindacare il desiderio di maternità paternità e famiglia della gente?? e non dirmi che è la Chiesa che lo dice.... la Chiesa non gode delle sofferenze altrui.
    cmq chiamale davvero quelle coppie! prova!
    con simpatia
    chiara moriggi

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  4. Cara Ilaria, mi dispiace che il tuo debutto in questo blog debba essere contraddistinto dal tono cinico, disumano e inquisitore che trasuda da questo tuo articolo. Mi chiedo per quale arrogante senso di superiorità ti prendi il diritto di giudicare il dolore delle persone. La frustrazione e la disperazione di una coppia che vuole un figlio e in cui uno dei due è sterile. Il dolore delle persone non può essere trattato con tanto teorico cinismo, in nome della naturalità dell'amplesso! Volere un figlio non è un capriccio, e il fatto che arrivi da una provetta non sminuisce una vita. E' forse diverso quel bambino agli occhi di Dio? Non ti auguro assolutamente di dover affrontare nella vita un travaglio e un dolore come quello che affrontano queste coppie in Italia, che io ho conosciuto da vicino in un' amica di famiglia. Ma sicuramente un'esperienza del genere ti farebbe crescere e ammorbidirebbe la tua penna, infuocata come la torcia della Santa Inquisizione gettata ai piedi delle streghe. Mi chiedo come possiate definirvi cristiani. Voi che trattate questi temi senza un minimo di umanità e pietà, voi che credete di combattere una crociata contro la dissolutezza e invece ve la prendete solo coi soggetti più deboli, due omosessuali che si amano, due eterosessuali che vogliono un figlio! E' il male questo? E' davvero questo che dissolve la società? La dissolutezza non è forse altrove? Non è nella corruzione e nella menzogna, di cui la politica, l'economia e persino la Chiesa ai suoi più alti vertici, come vediamo ancora una volta in questi giorni, sono intrise? E se sei così sicura che combattere questa crociata per la naturalità dell'amplesso sia la cosa giusta da fare, chiamale davvero quelle coppie! Convincile ad adottare un orfano se ritieni sia la stessa cosa, o meglio, quando e se deciderai di fare un figlio non farlo!Adotta tu un orfano se ritieni che "il “doloroso” percorso di questi bambini merita attenzione" più di ogni altra cosa! Incredibile sapere che idee del genere abitino la mente di persone colte, giovani, brillanti e non di contadini del 1600 coi forconi o anche solo di federalisti della bassa padana.
    Cordialmente, Carlotta Miceli

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  5. Gilles de Rais29 maggio 2012 12:53

    Cara Ilaria, non fai proprio onore al tuo nome, anzichè ridere e scherzare vuoi costringere tut ti a fare penitenza; perchè non ti ritiri in convento di clausura a meditare per crescere spiritualmnte?
    Il tuo abitus mentale è più adatto al diritto canonico, sopratutto quello della Santa Inquisi zione, che non al diritto penale romano o moder no, comunque, ricorda sempre il vecchio brocar do latino "nulla poena sine iniuria".
    Paterni saluti, Gilles.

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  6. @Gilles: grazie, farò tesoro del suggerimento :)
    @Carlotta: personalmente non giudico, io descrivo. la conoscenza e la comprensione del dolore altrui non implica automatica adesione e accettazione di tutto quello che l'altro fa. poi guarda, per iscritto è facile fraintendersi perché non si vede l'espressione, non si coglie il tono di voce, etc.: ma il cinismo e la disumanità sono quanto di più alieno da me, chi mi conosce lo sa.
    @Chiara: non ho sottolineato un punto importante, la PMA non è moralmente accettabile comunque, l'eterologa rappresenta in questo senso un "peggio" di qualcosa che già comunque è "male", ma non perché venga al mondo una persona, ma perché essa viene progettata, stilata come un contratto. alla luce di ciò, se dovessi rispondere alla domanda su quanti embrioni impiantare, io direi nessuno ^_^ in un'ottica de lege lata, invece, posso dirmi d'accordo con te: meno embrioni si fabbricano, meno problemi presenta l'impianto, e quantunque il trigemellare non sia impossibile, di certo come osservi tu non è tra le condizioni più auspicabili in cui trovarsi (specie per il nascituro).
    @Riccardo: grazie mille del tuo commento!! sul punto 2) ti do pienamente ragione; sul punto 1) mi permetto di osservare che l'insistenza sui costumi sessuali dei fedeli è anche un po' una leggenda nera, o se vogliamo un cane che si morde la coda, nel senso che è il presente ad essere intriso di sessualismo, e così non se ne esce mai... quanto all'ignoranza, essa determina la buona fede fino al momento in cui vengono forniti i mezzi per uscirne ;)

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  7. Un'ultima cosa @Carlotta: adottare uno o più bambini è il mio sogno. Se il mio ragazzo sarà d'accordo, non esiterò a farlo.

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  8. scusate, un'ultimissimissima cosa @Chiara.
    dici bene: la Chiesa non gode delle sofferenze altrui. in generale io non amo richiamarmi esclusivamente al Magistero perché sono un po' allergica all'argomento d'autorità e prediligo i fondamenti giusnaturalisti. ma a parte questo, chi sono io per sindacare i desideri...etc? in effetti nessuno, ma siamo sicuri che un desiderio "buono" sia per ciò stesso insindacabile? sappiamo tutti, perfettamente, che in una coppia il desiderio di felicità e di amore di uno può tradursi anche - in casi estremi, ma non così infrequenti - nella morte dell'altro. purtroppo il desiderio non rende immuni dagli errori. riflettiamoci.

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  9. @Ilaria Pisa

    "ragazzo"!?!? come "ragazzo"!?!?

    "MARITO"!

    peccatrice!

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  10. attualmente ragazzo, in futuro marito! bacchettoni!! :D :D :D :D :D

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  11. @ilaria pisa
    "in effetti nessuno, ma siamo sicuri che un desiderio "buono" sia per ciò stesso insindacabile? sappiamo tutti, perfettamente, che in una coppia il desiderio di felicità e di amore di uno può tradursi anche - in casi estremi, ma non così infrequenti - nella morte dell'altro. purtroppo il desiderio non rende immuni dagli errori. riflettiamoci."

    non credo di aver capito.
    secondo me, un conto è parlare in generale di un desiderio "buono", che certo non è insindacabile per ciò stesso. Però come esempio mi porti casi in cui il "desiderio" di uno si traduce nella morte nell'altro...(?) fai riferimento a quei casi di "amore" malato culminati in omicidi e quant'altro? perchè se è così, io qui non vedo desideri buoni ma solo disagi psichici! se però non sono questi casi cui tu ti riferisci, allora non ho capito.

    Nella fattispecie poi, il desiderio da parte di una coppia di avere un figlio e quindi provarci anche con aiuto medico che grazie a Dio abbiamo oggi a disposizione, liberissima di giudicarlo, anzi descriverlo, atto di egoismo,male ecc ma mi chiedo come tu faccia! come ci riesci?! cosa ne sai di tutto quello che ci può essere dietro una coppia che fa questa scelta....per questo dico che il loro desiderio da parte nostra è insindacabile!
    poi, come rispondi a carlotta, conoscenza e accettazione non vogliono per forza dire adesione...sì certo, tu liberissima di non agire così qualora ti trovassi in queste condizione! Io mica dico che uno debba aderire per forza, andando contro le proprie personali convinzioni su cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa fare e non fare, ma dico che il rispetto delle persone che vivono questo percorso doloroso per me deve venire prima della comprensione, e deve esserci anche se la comprensione proprio non arriva!
    Poi ok uno si può anche rifiutare di provare a comprendere...benissimo...l'importante è esserne consapevoli!
    però tu dici anche che la PMA è male....allora credo che non ci siano basi proprio comuni di dialogo...male perchè una persona viene progettata...scusa, sarò io terra terra, ma mi sembra che il progetto sia sempre presente...non è che i popi nascono per caso!

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  12. @Chiara: sì, mi riferivo a quei casi. oppure a casi di amore morboso di certi genitori verso i figli, anche.

    sul resto, stiamo facendo un po' di caos, allora: a) il fatto che io non sappia cosa c'è dietro l'atto sbagliato di X non significa che io non possa dire che X ha sbagliato.
    b) infatti la PMA è cattolicamente inaccettabile perché fa diventare il figlio non un dono che completa l'amore dei coniugi ma un'appendice di realizzazione personale cercata a tavolino e programmata tipo pacco celere. con questo non voglio ovviamente dire che una coppia che procrea per vie naturali ami i suoi figli più di una che ricorre alla PMA, o che questi ultimi siano cattivi genitori, o pazzi squilibrati! dico solo che quanto fanno è ETICAMENTE SBAGLIATO. della loro anima non posso dire nulla. se le loro motivazioni li discolperanno davanti a Dio, ne sarò più che felice!!
    c) il rispetto e la comprensione non sono in discussione, infatti se leggi senza bias le mie parole, esse non sono ciniche e disumane come Carlotta suggerisce.
    d) con la conclusione creiamo una Ringkomposition :) i popi nascono proprio per caso invece. se io faccio l'amore con mio marito per una settimana di seguito e poi rimango incinta so forse quale delle 7 volte è stata fonte del concepimento? no. ma a parte questo, nella PMA il figlio non viene prodotto anche materialmente dall'amore dei coniugi, viene semplicemente creato in provetta unendo due gameti, né più né meno che durante un qualunque esperimento di laboratorio con muffe o alghe... sarò naif, ma mi sembra un contesto molto diverso da quello in cui augurarsi di nascere. se poi il o i semi vengono anche da illustri sconosciuti, beh, peggio che andar di notte.

    detto questo, perdonami ma non capisco lo scandalo che la mia opinione suscita. è minoritaria e i commenti dimostrano ampiamente che non è condivisa nemmeno dalla maggior parte dei cattolici (purtroppo). quindi non temere, non sarò in grado di instaurare nessuna dittatura... ^_^

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  13. d)ammappete, dagli un po' di tregua a sto povero marito!!!! :)

    vabbè ho capito più o meno il tema...non credo cmq che una persona se scoprisse di essere nata in provetta si augurerebbe di non essere mai nato ... anzi, io ringrazierei ancora di più i miei genitori che non si sono fermati a un problema di salute, e ringrazierei la scienza che ha permesso ciò! sarò io sostanziale ma non vedo grandi differenze solo perchè i gameti si incontrano in un luogo diverso! il "caso" che intendi tu poi è sempre presente...

    c)oook...
    b)secondo me la verità è che il desiderio di avere un figlio più come se fosse un completamento della realizzazione della propria vita c'è in parti uguali in entrambi i gruppi di coppie, i fertili e quelli con problemi-ricorsi a pma! il fatto che una delle 2 vie sia più complicata, non rende x forza ostinato ed egoista chi la persegue!

    a)ci mancherebbe che nn si potessero esprimere opinioni personali!

    per il resto cosa vuol dire,io contesto la tua opinione/un'opinione perchè secondo me non è giusta, anche se fossi solo tu a pensarla cos'! non acquista importanza e dignità di contestazione solo se è condivisa da tanta gente!
    cmq ringkomponiamoci...con la parola ringkomposition (un mio caro ricordo) hai vinto da parte mia un bonus di 10 post non commentati!

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  14. ahahaha! ma Chiara discutere con te è un piacere. buon proseguimento! ^_^

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  15. p.s. @Chiara:
    non fraintendermi. il tuo discorso lo capisco molto bene; ma che alla fine la PMA sortisca esiti "felici" perlomeno in apparenza per tutti non è garanzia che si tratti di un bene (purtroppo), e se io figlia (in ipotesi ottenuta così) sapessi che per avermi i miei genitori hanno commesso un peccato di una certa gravità, ecco non ne sarei esaltata.
    poi che Dio sappia trarre il bene anche dal male che commettiamo è indubbio: anche da un atto sbagliato può scaturire una conseguenza bellissima, cioè una persona. però il problema a monte rimane, e secondo me si può eliminare. pensiamoci

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  16. Non si può proporre l'adozione e coppie che vogliono un bambino. L'adozione non è la stessa cosa di un figlio nato da te. C'è comunque una storia di abbandono alle spalle, una storia che ti porti dietro per sempre, anche da adulta, e che ti condiziona. Essere figli adottivi vuol dire amare alla follia chi ti ha 'raccolto' dopo che qualcuno ti aveva buttato via pur continuando ad amare proprio quella persona che tu speri un giorno possa cambiare idea. E' un sentirsi sempre un po' fuori, un appartenere mai completamente. E viceversa, essere genitore adottivo significa amare qualcuno che continua ad amare anche un'altra persona, anche se questa persona, al contrario di te, l'ha fatta soffrire. E' amare un figlio anche se questo continua a dirti 'tu non sei mio padre, mi hai solo ospitato'. Bisogna essere davvero persone speciali (oppure pazzi incoscienti) per riuscire ad amare davvero in una situazione simile. E c'è un sacco di gente che si accorge di non farcela quando ormai sta già affogando nel mare, ormai incapace di chiedere aiuto.
    Io sono sterile (conseguenza di Aushwitz, forse), il mio compagno ha una grave malattia genetica nella sua famiglia. Lui avrebbe anche accettato di sposarci per adottare. Io non sono in grado. Avere a che fare con un altro abbandono aprirebbe le ferite del mio. Abbiamo così optato per un'eterologa.
    Un'eterologa è tutta un'altra cosa. Il bambino è amato e desiderato fin dal concepimento. La sua nascita è talmente voluta che siamo andati fino all'estero per poterla permettere. Non è nato per sbaglio. Mia figlia, di 7 anni, è consapevole che né io né il mio compagno siamo stati i suoi 'semini' e non se ne preoccupa. Ogni tanto guarda le 'palline che erano me', cioè lei in stadio embrionale e poi le varie ecografie e la mia panciona in cui dormiva beata (allora era calma e tranquilla, il contatto con l'aria l'ha svegliata). Da brava bimba 'multiculturale' è contenta di avere mamma di Boston, papà italiano, e semini di un altro paese, che visitiamo spesso. Sa che normalmente i bambini nascono da un abbraccio speciale che si fanno la mamma e il papà, ma sa anche che questo abbraccio non sempre funziona e allora, come sempre quando qualcosa del corpo non funziona, si va dal dottore e si prendono le medicine. Abbiamo amiche lesbiche che hanno avuto figli tramite l'eterologa , e vi assicuro, nessuno ha avuto un'adolescenza così difficile come la mia. I figli delle nostre amiche (conosciute nelle nostre peregrinazioni all'estero) sono assolutamente normali: alcuni 'bravi' altri meno, alcuni svegli, altri meno. Tutti però sanno di essere stati amati alla follia ancora prima di essere nati. Nell'adozione sai di essere solo stato un impiccio, quando sei nato.

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  17. Yael, rispetto molto la tua storia e apprezzo tantissimo che tu ci abbia permesso di conoscerla, ma dire "non si può proporre l'adozione" è assolutamente apodittico. Se tutti abbiamo sensibilità diverse, come del resto affermi anche tu, ci sarà un mucchio di gente per cui adottare è perfetto.
    E, permettimi, forse a parlare di "volere" un bambino come si "vuole" una macchina o un cane si pecca un po' d'egoismo.
    Detto questo, non capisco come si possa asserire che un bambino nato da PMA eterologa, ovvero un bambino de facto adottivo (perdipiù violentando la natura), risulti più desiderato di un bambino adottivo. Se si ama tanto da accogliere un abbandonato, come sarà possibile non desiderarlo come figlio per sempre? E non sto negando che il rapporto possa presentare delle difficoltà (ma è anche vero che molti bambini sono resi adottabili quando ancora molto piccoli).
    Infine, vorrei farti notare che se tutti i genitori sterili (o a rischio malattia genetica) ragionassero come proponi tu, gli orfani resterebbero tali per sempre. E forse non è il massimo!
    Ti formulo queste critiche con rispetto e affetto e mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.
    Infine: tutti i figli sono amati dal vero Padre, anche se i genitori biologici non li hanno voluti (o potuti tenere).

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  18. Un'ultima nota. Se le adozioni fossero più snelle e semplici, sarebbe finalmente possibile sfruttare a pieno regime quello strumento "salva-vita" che è il non riconoscere il figlio partorito in ospedale, e lasciarvelo. Cosa possibile da anni e che forse molti ignorano.
    Migliaia di neonati salvati dall'aborto, e posti in condizione di essere adottati quando sono ancora piccolissimi. Meglio di così!

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