14 maggio 2012

La #MarciaperlaVita fa discutere perché ha vinto

di Riccardo Facchini
Con i tempi che corrono, pubblicare un aggiornamento sulla Marcia per la Vita soltanto adesso può sembrare tardivo. Ma il ritardo è dovuto, oltre che alla stanchezza, anche all'aver voluto farsi un giro sui vari siti  e quotidiani che tra ieri pomeriggio e stamattina hanno trattato l'argomento, nonché su Twitter, dove l'hashtag #marciaperlavita, sebbene non sia entrato tra i TT, è stato comunque seguitissimo.

I risultati sono stati al di sopra delle aspettative: e non parlo solo delle 15.000 persone scese in piazza ieri per ribadire che quella nel grembo materno è, fin dal concepimento, una vita sempre degna di venire alla luce. Parlo piuttosto del fiume di bile riversato in rete da qualche sparuta veterofemminista da tastiera che ancora straparla di "libera scelta", infischiandosene di riflettere su cosa - anzi, "chi" - la donna incinta porta dentro di sé durante quei nove mesi.

Da Repubblica (con uno spassoso schemino delle "anime" della Marcia, roba che manco i plastici di Vespa), al Corriere (con un Melloni altrettanto spassoso), passando per i deliri del Sussidiario.net (misteriosamente scomparsi da internet poco fa) che ha parlato di una "iniziativa neopagana" (!!), fino a giungere agli  insulti veri e propri su Twitter, è da ieri che il mondo laicista tenta di capire che diavolo sia successo la mattina di domenica 13 maggio. Ce la mettono davvero tutta, poverini. Parlano di fascisti, di talebani, di falsi cattolici, di integralisti, di "donne pagate per manifestare" (ovvero otto ragazzi/e retribuiti/e che facevano fundraising, leggetevelo tutto l'annuncio di Infojobs, capre), ma proprio non ce la fanno a capire una cosa semplice semplice. Ovvero che ieri in piazza è sceso il mondo prolife italiano; nessuna trovata "politica", come ha scritto Melloni, ma la libera espressione di una realtà che non si sente più rappresentata dalle "vecchie" reti prolife. Una realtà da tempo sopita, composita, divisa, sfaccettata, trasversale, ma che ha deciso di unirsi (sul modello della Marcia americana e di altre iniziative simili nel mondo) per proclamare una semplice verità: ovvero che una madre porta dentro di sé, fin dall'inizio, una vita vera e propria e che nessuna circostanza e nessuna legge può permettere l'eliminazione di quest'ultima.
Tipici esemplari di fascisti xenofobi alla Marcia per la Vita #1

Gli articoli velenosi dei giornali "che contano" (per una sana rassegna stampa controllate lo speciale di Corrispondenza Romana), gli insulti dei blog, il silenzio di un mondo che in teoria dovrebbe essere amico della Marcia, non sono quindi nient'altro che medaglie che gli organizzatori e i partecipanti devono appuntarsi con orgoglio. Il vespaio ormai si è alzato e dovrà essere attizzato ogni anno, per evitare che sul tema dell'aborto scenda la più pericolosa delle maledizioni: ovvero quel silenzio che lo accompagna dal 1978

Appuntamento quindi per il prossimo anno, il 12 maggio, sempre a Roma. La vera Marcia è appena iniziata.


P.S.


Grazie a tutto lo staff di CampariedeMaistre presente alla Marcia: Marco Piazza, Marco Mancini, Giulia Tanel, Giuliano Guzzo e Alfredo de Matteo e Federico Catani.

Tipici esemplari di fascisti xenofobi alla Marcia per la Vita #2


 

2 commenti :

  1. ma non avete parlato nel mio video :-( http://www.youtube.com/watch?v=uTJgfQR4BXk

    RispondiElimina
  2. Guarda forse è meglio, di fronte a uno che ancora dice che Eluana era in "coma" ci sarebbero cascate le braccia...

    RispondiElimina