04 giugno 2012

Non puoi essere etero. Lo dice lo Stato

di Alfredo De Matteo
I campioni del “volemose bene” e del “ciascuno è libero di fare ciò che vuole” sono serviti: è al vaglio del Senato della California un disegno di legge che vieta alle persone omosessuali ego distoniche di accedere alle cure tese a correggerne l’orientamento sessuale. In pratica, se la norma verrà approvata i minori non potranno, neppure se lo desiderano, sottoporsi alle terapie “riparative” (inventate dal famoso psichiatra Joseph Nicolosi), mentre l’adulto che volesse avanzare una tale richiesta sarà costretto a presentare un consenso informato dove si afferma che “la terapia riparativa è sicuramente inefficace, se non pericolosa”. A presentare questo bello e soprattutto democratico disegnuccio di legge è stato il senatore Ted Lieu, appoggiato dall’Associazione Equality California, un gruppo di attivisti gay di San Francisco. L’unica terapia possibile per le persone omosessuali che vivono un disagio legato alla propria condizione sarà, a quel punto, quella “affermativa”, ossia quella che mira a fargli accettare, volente o nolente, il proprio orientamento sessuale.

In America, ad opporsi a questa norma sono anche coloro che si battono per l’autodeterminazione assoluta della persona. In effetti, essa si presenta come una incredibile ingerenza, degna di uno Stato totalitario (e qui non possono non venire alla mente le parole profetiche del beato Giovanni Paolo II che definì gli attuali Stati dei totalitarismi democratici), nella vita privata del paziente, di fatto obbligato ad accettare anche controvoglia la propria condizione.

Ciò che colpisce, ma non stupisce, è che dietro questa proposta di legge vi siano i fautori dei diritti per tutti, i paladini della non discriminazione, i gay appunto. Ma la contraddizione è solo apparente: il punto è stabilire se una condotta umana è buona o cattiva, lecita o illecita. Nel momento in cui si decide che essa è buona e lecita è logico e necessario agire di conseguenza incentivandola. Al contrario, se un comportamento è ritenuto cattivo e illecito si tenterà di reprimerlo (o quantomeno di racchiuderlo entro i confini della sfera privata) al fine di preservare la popolazione dal pericolo di una sua diffusione. La via di mezzo, ossia l’illusione di una pacifica convivenza tra due opposti sistemi di valori, non è logicamente possibile e prima o poi i nodi vengono al pettine. Ora, sono anni che nella nostra cultura si esalta il comportamento omosessuale e si decantano i gay come persone speciali, particolarmente intelligenti e sensibili: il mito del genio o dell’artista omosessuale al di là delle convenzioni sociali e superiore all’uomo medio è stato creato ad arte per traviare le menti di ragazzi e ragazze inevitabilmente attratti dai falsi modelli di libertà conditi in salsa politically correct. Gli Stati moderni hanno pedissequamente seguito il modello culturale egemone dapprima cancellando l’omosessualità dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, poi favorendo in ogni modo le unioni contro natura e perseguitando, anche penalmente, chi ad asse si oppone.


Il risultato? Se prima l’omosessualità era considerata - a torto o a ragione - una malattia, ora i malati da curare sono gli eterosessuali e con loro gli omosessuali che desiderano riappropriarsi della propria mascolinità. Il processo rivoluzionario non ha eliminato le disuguaglianze, semplicemente le ha invertite di segno. 
 

23 commenti :

  1. Ho commentato sul mio blog, http://italiaemondo.blogspot.it/2012/06/dal-blog-campari-e-de-maistre-non-puoi.html.
    Questa è una dittatura della minoranza e non una democrazia.
    Cordiali saluti.

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  2. Mah, sarebbe interessante leggere una fonte di quello che scrivi, giusto capire se è uno dei tanti disegni di legge o se ha qualche possibilità di essere approvato

    Magari, dal sito di Ted Lieu si potrebbe leggere che il senatore ha fatto questa proposta di legge a seguito di diversi suicidi di adolescenti gay che erano stati sottoposti ai trattamenti del "famoso psichiatra Joseph Nicolosi".

    per concludere, a me pare che la proposta di legge sia troppo blanda. Macchè consenso infomato!? quello si fa firmare per se si è sottoposti ad una operazione o ad una terapia vera.

    Dato che l'omosessualità non è una malattia chi tenta di curarla dovrebbe far firmare al "paziente" un foglio dove è chiaramente spiegato questo e si dà del ciarlatano al terapista..

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  3. ma scusa a te risulta che esista l'opposto? cioè una cura che consenta ad un eterosessuale di cambiare la propria sessualità? magari perchè non si accetttta come etero e vuole a tutti i costi essere gay perchè loro sono cooosììì seensiiibilii...
    a me non risulta! scusa, sarebbe come dire che una persona che avverte un disturbo a livello psichico/psicologico, vada dallo psichiatra facendo lui diagnosi & terapia! e a che serve allora lo psichiatra?
    Lo psichiatra così come ogni medico è tenuto a attuare terapie che godono del consenso della Comunità Scientifica, se un trattamento MEDICO viene ritenuto privo di fondamento a mio avviso è una garanzia per tutti che esso non possa essere praticato. Si è assolutamente liberi di rifiutare le cure, ma non di decidere a quale cura essere sottoposti!
    Scusa eh...è come se un malato di Tumore volesse a tutti i costi farsi curare con la cura Di Bella perchè crede fermamente che sia la migliore...eh no! la Comunità Scientifica ha stabilito che quella cura non è valida...
    Penso che il disegno di legge sul divieto di tali cure (in merito a omosessualità) sia anche a garanzia di minori (come dici tu), magari figli di genitori che ignorano che l'omosessualità non è una malattia, che si vedono spinti dallo psicologo-che-cura-l'omosessualità perchè gay.

    e poi baasta con sta stooria dei miglioori...i seensiibili...gli intellettualii...ma che omosessuali conosci?? a me sembrano assolutamente persone con percentuali di mediocrità (alte), sensibilità (poche), genio (da contarsi sulla punta delle dita), falsità (altissime) ecc esattamente identiche alle persone eterosessuali.
    chiara moriggi

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  4. Che io sappia ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine.

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  5. @Riccardo

    facciamo finta di essere su wikipedia... "citazione necessaria"

    ps. "mio cugggino" non vale come fonte.

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  6. Prima le tue, grazie. Ah, l'arcigay non vale come fonte, in quanto *decisamente* poco imparziale ;-)

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  7. Faccio il cavaliere, e porto le mie fonti: http://www.uccronline.it/2012/04/12/lomosessuale-matthew-todd-il-mondo-gay-e-un-inferno-di-infelicita/

    Dirai "è l'UCCR, non è imparziale". L'articolo l'hanno scritto loro, ma lo studio riportato è di un omosessuale inglese.

    P.s. Salutami tuo cugggggggggino

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  8. @Riccardo

    scusa, mie fonti per cosa?

    in ogni caso noto che hai seri problemi di comprensione della lingua italiana: l'articolo dice che vi sono più suicidi tra i gay che tra gli eterosessuali. in nessuna parte è scritto che

    "ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine. "

    ps. mio cugggino mi ha detto che una volta ha visto un gay vestito da nazista che inneggiva a pol pot mentre faceva uno sgambetto ad una vecchietta che attraversava la strada facendola finire sotto un autobus pieno di bambini che è sbandato finendo in un burrone.

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  9. @riccardo, beh grazie. io cerco semplicemente di essere me stesso, pratico la mia omosessualità e poi magari la mama, il papà, amici, il mio amico riccardo, la società non fa altro che ricordarmi che sono un malato schifoso, beh se ho una personalità fragile (più tutte le varie fragilità che può avere una persona che si suicida, ora semplifico) alla fine mi suicido.
    se mi affido a queste cure facendo training autogeno: "sono etero, sono etero, w la patatina ecc" e la mama è contenta, il papà è contento, ecc ecco magari non mi suicido. ma come vivo?
    A mio avviso ciò che è da epurare è il comportamento sociale che fa sì che un ragazzo che capisce di essere gay si senta malato schifoso peccatore e quant'altro.
    poi quando ho più tempo leggerò bene quell'articolo, ma ricordiamoci che i dati vanno interpretati! le statistiche possono essere delle fantastiche donne a cui affidarsi per la vita ma anche le più luride puttane, da usare a proprio piacimento! (cit. da un Maestro chirurgo, non ricordo il nome ma condivido in pieno)
    poi certo con l'autoconvincimento e il training autogeno si può ottenere di tutto....vedi scientology.... (sparando una cosa a caso nel mucchio)
    cmq ripeto un concetto importante: tra il vivere male e il suicidio c'è un abisso. alcune persone potrebbero vivere meglio essendo ciò che la società vuole che siano, piuttosto che vivere come davvero sono. potrei citare dei nomi e cognomi di conoscenti! e ti assicuro che nn stanno benissimo!
    chiara

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  10. ah fantastico, l'articolo diceva un'altra cosa!
    beh ma è lo stesso....(es.) in iran ci sono più lapidati fra gay che fra etero, perchè per i gay c'è anche il reato di omosessualità che prevede lapidazione, che ovviamente per gli etero non sussiste.
    soluzione: convertiamo i gay così non verranno più uccisi? o forse la causa di morte è altra rispetto alla omosessualità?...
    chiara

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  11. Io ho semplicemente portato le prove che il mondo gay non è così "gaio" come sembra. Se volete continuare a ritenere che TUTTI i gay sono felici dalla mattina alla sera, mi dispiace, ma andate contro la realtà. Ma poi non date la colpa ai cattolici o alla terapia riparativa.

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  12. @Riccardo

    @Riccardo

    Riccardo, ma stai delirando? chi ha mai detto che "TUTTI i gay sono felici dalla mattina alla sera"? sicuro di non aver sbagliato blog.

    comunque, porta pure le "prove" (?) di quello che ti pare... peccato che il dialogo vertesse su altro e ti fosse richiesto di portare un altro tipo di fonte.

    comunque ti dò un 6- per l'impegno.

    per la frase "ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine. ", invece meriti 2 (e solo perché sono buono)

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  13. Peccato che tu abbia, partendo dalle affermazioni rioortate nel tuo primo commento, insinuato che la terapia riparativa fa più danni che altro, anzi che è la causa dei suicidi tra i gay. E io ti ho portato le prove che molti gay sono infelici di per sé stessi, quindi la causa dei suicidi va ricercata anche lì. Ma il tuo voler a tutti i costi aver ragione mi fa pensare che non ti importa nulla della realtà, tantomeno ti frega qualcosa degli omosessuali.

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  14. @Riccardo

    io ho semplicemente riportato la motivazione ufficiale del sen Lieu. Che, è bene ribadirlo per chi evidentemente non comprende bene la lingua italiana non dice che la terapia (?) provoca suicidi ma che vi sono stati casi di suicidio tra i soggetti in terapia.

    e ancora una volta eviti di rispondere della tua frase:

    "ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine. "

    ma tanto io continuerò a riproporla ad ogni commento!

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  15. Ci sono casi di suicidi tra tutti i tipi di persone, compresi i gay. E poiché, come riportato, il mondo gay è composto da molte persone infelici, ci sono suicidi anche in esso. Quindi anche tra gli adolescenti gay. Che ritengo essere molti più di quei relativamente pochi che vanno in terapia.

    Detto questo, sei libero di sbattermi in faccia quanto ti pare la mia affermazione, ma io ho altro da fare, mentre tu evidentemente sei uno che ha mooooolto tempo libero. Ciao!

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  16. @Riccardo

    vedo che non vuoi capire. Ok, ti lascio nel tuo mondo.

    Comunque se dopo aver fatto "altro" trovi 5 minuti per rispondere della tua frase:

    "ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine. "

    non solo te ne sarei grato, ma potrei forse pensare che non scrivi a vanvera.

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  17. Quando leggo che l´omosessualitá non é una anomalia mi ricordo di: " Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"
    Era un visionario questo Chesterton.

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  18. heeeeeey heeeeeeeey heeeeeeeeeeey!!! Riccardo,
    chi ha mai detto, pensato, visto, riscontrato, conosciuto che tutti i gay sono felici?!?!?!?! ma quando mai!??!?!

    ti ricordo che viviamo in una società un tantino omofoba...se sei cattolico come minimo ti vedi già il posto prenotato nel girone dei sodomiti....se sei cattolico poco praticante e credente cmq la maggior parte delle volte hai una famiglia che ti schifa...ambiente che fin dall'infanzia riporta la parola "gay" come un insulto...uuna malattiia incurabile!! vorrei vedere a essere felice all'inizio! ma mi pare palese che il problema è in chi criminalizza (fortunatamente in italia no) e discrimina e schifa questa condizione. non certo in chi nasce così.
    prima di raggiungere la consapevolezza e la gioia per ciò che si è (e non sempre ciò arriva), chi più chi meno passa un tempo in cui disprezza il modo in cui Dio l'ha creato! ti sembra una bella condizione?! poi purtroppo c'è chi è più fragile...di fronte a una condizione che sembra irreparabile non ce la fa...

    ma dimmi...tu pensi forse che l'omosessualità sia migliore dell'eterosessualità? perchè uno dovrebbe ostinarsi a rimanere gay se si potesse sul serio cambiare orientamento?
    inoltre ho conosciuto indirettamente casi di gente che si è imposta di seguire le regole del paese...della "società"...sposati...figli... e poi...quanto si può fingere? separazione e vita omosessuale con partner omosessuale!! bella roba la terapia riparativa!

    ma non hai nessun amico/a o conoscente gay/lesbica? prova a chiedere a loro se sono felici e se in passato lo sono o no stati e perchè! al di là delle tue opinioni, dico proprio a scopo conoscitivo...

    tornando all'argomento della terapia riparativa però ripeto,non essendo riconosciuta come terapia, dai medici non deve essere eseguita punto. ma meno male che è così. se uno si vuole autoconvincere -poverino, mi farebbe anche pena- però ricerchi aiuto in figure preposte a questo, NON medici.
    chiara

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  19. Eh beh, se i gay stanno male, la colpa è SICURAMENTE degli altri omofobireazionarifascisticattoliciassolutisti. Comodo dare la colpa agli altri, assolve dal fare autocritica e dall'introspezione.

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  20. Specialmente poi tenuto conto che lo studio che ho riportato è relativo all'Inghilterra, che non mi pare un paese tanto "cattolico e reazionario". E nemmeno omofobo.

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  21. @Riccardo

    tu non hai riportato alcuno studio, hai riportato il link di un articolo (scopiazzato dal Guardian) in cui si intervista un tizio che dice di aver letto lo studio.

    comunque, visto che hai trovato il tempo per scrivere, puoi trovare anche il tempo per rispondere della tua frase:

    "ci sono più suicidi tra gli adolescenti gay "praticanti" che tra quelli che hanno affrontato la terapia riparativa e che magari non hanno voluto condurla fino alla fine. "

    (guarda che va bene anche una risposta del tipo "scusate ragazzi, ho scritto una cazzata")

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  22. articolo molto interessante perché getta obliquamente la luce su una serie di problemi:
    1) esiste l'omosessualità egodistonica?
    2) può/deve curarsi?
    3) le cure finora sperimentate funzionano?

    problemi che in ultima analisi investono l'annosa questione: l'orientamento sessuale è frutto di una scelta conscia, di un'opzione inconscia, di un condizionamento ambientale o sta scritto nel nostro DNA?

    personalmente non ho risposte preconfezionate a questo interrogativo, ma quello che mi sembra innegabile è che vietare ad una persona l'accesso ad una psicoterapia presso professionisti è una misura legislativa incongrua e che rischia davvero di mostrare come "migliore" un modello comportamentale che purtroppo è contro natura.
    a ciò si aggiunga che se io fossi lesbica, da cattolica desidererei fortemente cambiare: quindi, prima di accettare la mia condizione come irreversibile (e prendermi le relative conseguenze, sul piano morale, delle mie azioni), vorrei sperimentare se per caso il mio orientamento non derivi da un qualche bug psicologico da eliminare. non imporrei a nessuno queste cure, ma non vorrei nemmeno che fossero presentate come Il Male.

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  23. evviva l'ecologia

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