12 giugno 2012

Vietare il sesso ai teenager? Meglio educare


di Giulia Tanel
“India, sesso vietato ai teenager – La legge punisce con 7 anni di prigione”.
Titolava così, in maniera magistralmente accattivante, un articolo apparso il 2 giugno sul Corriere della Sera[1] e suppongo che molti italiani, ancora prima di leggere il pezzo, avranno pensato: “In India vogliono tornare al Medioevo, che retrogradi!”.
Personalmente, invece, il primo pensiero che ho formulato una volta scorso il titolo è stato: “Magari lo vietassero anche in Italia!”. E questo non perché desideri che una folta schiera di minorenni italiani venga incarcerato, bensì perché ritengo che la concezione posta alla base del libertarismo sessuale che si è esteso in maniera capillare a seguito del Sessantotto sia profondamente errata.
Mi spiego meglio. Il femminismo e i movimenti studenteschi degli anni Sessanta hanno contribuito a diffondere una visione della sessualità secondo la quale il rapporto sessuale consiste in un atto puramente fisico, non è necessariamente influenzato dal legame che si ha con il partner con il quale tale gesto viene compiuto. Ebbene, questa concezione – che, ahimè, ha ormai pervaso la mentalità occidentale, anche grazie al determinante contributo del mondo televisivo e cinematografico e della pubblicità – ha come proprio fondamento l’idea che il corpo sia un “oggetto” che è lecito usare a proprio piacimento.

All'opposto, una visione integrale dell’uomo, come è quella propria della dottrina cristiana, considera le persone come l'inscindibile somma di anima e corpo; nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al capo 362, si legge infatti: “la persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale” [2].
Questa concezione ha come diretta conseguenza quella di considerare l'atto sessuale come molto di più che un mero gesto fisico volto a provocare piacere: l’unirsi con un'altra persona, infatti, è un’azione carica di significati e portatrice di svariate conseguenze (fisiche, psicologiche, emotive…).
“La persona umana, a giudizio degli scienziati del nostro tempo, è così profondamente influenzata dalla sessualità, che questa deve essere considerata come uno dei fattori che danno alla vita di ciascuno i tratti principali che la distinguono. Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che sul piano biologico, psicologico e spirituale la fanno uomo o donna, condizionando così grandemente l'iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società. È questa la ragione per cui – come chiunque può agevolmente costatare – ciò che riguarda il sesso è oggi una materia che frequentemente e apertamente è trattata da libri, riviste, giornali e gli altri strumenti di comunicazione sociale. Frattanto, s'è accresciuta la corruzione dei costumi, di cui uno dei più gravi indizi è la smoderata esaltazione del sesso, mentre con la diffusione degli strumenti di comunicazione sociale e degli spettacoli, essa è arrivata ad invadere il campo della educazione e ad inquinare la mentalità comune”[3]. Così si legge al primo paragrafo del testo “Persona Humana – Alcune questioni di etica sessuale”, redatto dalla Congregazione per la dottrina della Fede nel 1975 e ratificato da papa Paolo VI.

Paradossalmente, oggi viviamo in una società che da un lato esalta il sesso, mentre dall’altra lo considera un tabù di cui non bisogna parlare. Ed ecco infatti che nelle scuole la tanto esaltata “educazione sessuale” molto spesso viene ridotta ad un corso di istruzioni per l’uso corretto del preservativo, onde evitare una gravidanza indesiderata e rischiare di “rovinarsi l’adolescenza”. Guai a considerare la sessualità come un atto che coinvolge integralmente la persona, nel suo aspetto corporeo, come in quello spirituale.
Da ultimo, è doveroso ricordare come per i cristiani la sessualità sia considerata lecita esclusivamente all’interno del matrimonio. Solo in virtù di tale sacramento, infatti, un uomo e una donna possono donarsi totalmente l’uno all’altro e, nel contempo, perseguire il fine ultimo della loro unione, ossia la procreazione.

Certo, mantenere la castità – soprattutto per le giovani coppie di fidanzati, ma anche all’interno del matrimonio – non è cosa affatto facile. Tuttavia è questo il comportamento che ogni cristiano dovrebbe perseguire, e non solo a livello esteriore: “<la castità> deve rendere puro il cuore dell'uomo, secondo la parola di Cristo: «Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Mt 5,27-28). E la castità è compresa in quella continenza che Paolo annovera tra i doni dello Spirito santo, mentre condanna la lussuria come un vizio particolarmente indegno del cristiano e che esclude dal regno dei cieli (cf. Gal 5,19-23; 1 Cor 6,9-11). «Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello... Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo santo Spirito» (1 Ts 4,3-8; cf. Col 3,5-7; 1 Tm 1,10). «Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi... Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolatri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce» (Ef 5,3-8; cf. 4,18-19)”[4].


Come si è visto, dunque, parlare della sessualità umana apre alla trattazione di moltissimi argomenti ad essa correlati: il fidanzamento, il matrimonio, la castità, eccetera… tutte tematiche che meriterebbero un articolo a sé. Ma quel che premeva porre in evidenza con questo breve pezzo è che la sessualità interessa integralmente la persona, ossia coinvolge sia il suo corpo che la sua anima. Evidenza, questa, che nella nostra società viene troppo spesso negata.



[1] http://www.corriere.it/esteri/12_giugno_02/burchia-india-sesso-vietato-ai-teenager_545dd870-acd4-11e1-9fc1-b5e83ca3680b.shtml
[2] CCC, 362. 
[4] Ibidem, par. 12. 
 

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