23 luglio 2012

I Radicali sono il male. Combattiamoli!


di Federico Catani

Non si può dialogare con il male. Questo il messaggio lanciato da Danilo Quinto nel suo libro Da servo di Pannella a figlio libero di Dio” (Fede&Cultura, p. 208, 18 €, prefazione di mons. Luigi Negri). L’ex tesoriere del Partito Radicale racconta la sua esperienza politica assieme a Marco Pannella ed Emma Bonino, confessando di aver alimentato per circa vent’anni il male con il suo lavoro. I radicali infatti si sono resi responsabili della disgregazione morale della società italiana, elevando il desiderio a diritto e contrabbandandolo per libertà. Basti pensare alla vera e propria manipolazione della coscienza collettiva avvenuta con le battaglie in favore dell’aborto, della droga, del divorzio, dell’eutanasia, della fecondazione assistita, dei matrimoni omosessuali e delle unioni civili, oltre che con l’opposizione nei confronti della possibilità di seppellire i bambini non nati e con la lotta accanita contro l’aumento demografico.

Tema centrale del libro è narrare la propria esperienza personale, il proprio cammino di conversione al cattolicesimo e le ombre del Partito Radicale, quei punti oscuri che vengono sistematicamente ignorati dai mass media. Per esempio il suo finanziamento: Quinto parla delle paradisiache pensioni dei parlamentari radicali, in barba alle loro battaglie di facciata, dei continui introiti statali al partito indipendentemente dal colore della maggioranza di governo, del sostegno economico di Soros. E allora viene da domandarsi: a quando un'inchiesta seria su questi temi? 

Ma ciò che maggiormente addolora è l’appoggio di cui i radicali godono anche nel mondo cattolico. L’ex tesoriere del Partito Radicale cita per esempio il caso del direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian, il quale nel 2010 invitò a dialogare con Pannella e la Bonino. Ma lo stesso fanno certi vescovi, come quelli della Basilicata, recentemente schieratisi a favore della battaglia radicale sulla giustizia, per lo svuotamento della carceri, di cui in realtà a Pannella non importa nulla se non per ottenere visibilità mediatica. Altro fatto scandaloso è il sostegno dei parlamentari cattolici al finanziamento di Radio Radicale, che riceve decine di milioni di euro. Anche il governo Monti, nonostante la crisi economica e le famiglie in difficoltà, ha dato fior di quattrini all'emittente di Pannella. Quel Pannella che nei suoi discorsi si rifà sempre a una vaga spiritualità, citando passi biblici e ponendosi come interlocutore di un certo mondo cristiano: è un vero peccato che i cattolici ne vengano spesso ammaliati. Eppure con l’ideologia radicale non si può scendere a compromessi.

* * *

Quinto racconta la storia della sua conversione, avvenuta dopo aver conosciuto Lidia, molto cattolica e ora sua moglie. Nel 2003 si sono sposati ma nessun membro del Partito Radicale ha partecipato alle nozze. È stata proprio Lidia, come lei stessa ha testimoniato, a spiegare con semplicità al marito che non è possibile servire due padroni. Certo, uscire dal mondo radicale non è stato facile, ma ciò è stato letto da Quinto come una forma di purificazione. Nel 2005 egli ha iniziato il percorso della causa di lavoro, nella quale chiedeva il riconoscimento economico dei suoi vent’anni di attività svolta con prestazione occasionale, senza maturazione della pensione e di quant’altro corrispondeva ai suoi diritti. La risposta dei radicali fu una denuncia con l’accusa di indebita appropriazione di circa 200mila euro. La battaglia giudiziaria prosegue. Nonostante la vendetta personale di Pannella e i suoi e nonostante le difficoltà economiche in cui versa, Quinto ha però confidato di aver perdonato chi gli ha fatto del male e di pregare continuamente il Rosario per la conversione dei suoi vecchi compagni di partito. Il lavoro da fare è quindi tanto. Ciascuno è invitato ad aiutarlo.

 

6 commenti :

  1. Pannella è (stato, purtroppo) un grande politico.
    Un grande politico che per sua sfortuna si è sempre circondato di figure non certo alla sua altezza: terrosti, Cicciolina, Capezzone e questo Quinto.

    Chi ha fatto l'articolo poi confonde (volontariamente?) le pensioni degli ex parlamentari radicali (introito personale) con il finanziamento pubblico ai partiti (tutti i partiti, compresi i radicali) con il finaziamento a radio radicale per il servizio pubblico che svolge (trasmissione di sedute parlamentari etc).

    Ecco, se una tale confusione si fosse verificata in un articolo in cui si attaccavano i lauti finanziamenti alla Chiesa si sarebbe parlato di demagogia, populismo, faciloneria etc. mentre qua... beh, meglio dedicarsi ai rosari.

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  2. @Anonimo: è chiaro che le entrate di cui si parla hanno natura variegata, come è chiaro che molte di esse siano perfettamente legittime. Quello che si rimprovera ai Radicali è una certa mancanza di coerenza tra le loro battaglie contro la partitocrazia e i finanziamenti pubblici ai partiti e i lauti introiti che continuano a percepire dallo Stato. Non si capisce bene, peraltro, per quale motivo debba essere Radio Radicale a trasmettere le sedute parlamentari.
    Ecco, se insieme ai mille articoli sui lauti finanziamenti alla Chiesa di cui parli ve ne fosse anche uno che affronti la questione dei Radicali, potremmo ritenerci soddisfatti.

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  3. Caro Campari e de Maistre,

    premetto che per me i finanziamenti ai partiti dovrebbero essere tutti aboliti immediatamente.

    Ai radicali non è concesso niente di più di quello che è concesso agli altri partiti. Alla chiesa cattolica è dato molto di più di quello che viene dato alle altre religioni.

    Forse per questo si scrivono 1000 articoli sui lauti finanziamenti alla Chiesa.

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  4. La chiesa dovrebbe fare un Te Deum perché Pannella resti in vita il più a lungo possibile, e lo dico da Cattolico tradizionalista, ovvero da quanto di più lontano vi sia dalle posizioni (se così le si può definire) dei radicali.

    Gli italiani, infatti e purtroppo, sarebbero più o meno tutti radicali impliciti, ovvero più che ben disposti a votare chiunque garantisse loro quella dispensa anche giuridica da tutto ciò che avesse un minimo rapporto con la responsabilità.
    La narcotizzazione del senso di responsabilità d'altra parte è proprio la cifra del movimento radicale.

    Solo la monumentale incompetenza di Pannella ha permesso ad oggi di evitare la catastrofe del partito radicale di massa, tenendo i suoi a percentuali risibili. Ripeto: ad multos annos, caro Giacinto detto Marco...

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  5. Tiziano Torresi26 luglio 2012 19:48

    Una decina del rosario però diciamola perchè il fuoco divoratore che scenderà dal cielo ad annientare il Male risparmi almeno l'archivio di Radio Radicale. Coi suoi 350 mila media sarebbe una bella perdita per chi studia la storia degli ultimi trent'anni.

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  6. Mi trovo ad essere fondamentalmente d'accordo con Giampaolo, ma attribuisco piuttosto la mancata "catastrofe del partito radicale di massa" al fatto che il male è inesorabilmente destinato all'insuccesso, proprio come è ben espresso da quel detto popolare che dice: "il diavolo fa le pentole, ma non fa i coperchi".
    D'altronde nella Bibbia è detto in più punti che Dio maledice l'empio fino alla terza generazione, ma benedice il giusto fino a mille generazioni. C'è dunque un'incolmabile disparità fra bene e male poiché quest'ultimo è incoerente di per sé ed è Dio stesso che garantisce con la sua Provvidenza affinché il male non prevalga.

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