24 agosto 2012

Celestino V e il Giubileo annuale della Perdonanza


di Marco Mancini 
Ancora L’Aquila. Perdonate l’insistenza, ma tra gli allegri compari di Campari siamo in due a provenire dalla città capoluogo d’Abruzzo e, dunque, un'attenzione particolare può risultare giustificata.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un ottimo contributo di Giulia Tanel sulla pratica delle indulgenze: come, dove e quando ottenerle. Beh, non tutti sanno che proprio all’Aquila si ripete ogni anno quello che può essere considerato il primo Giubileo della storia, vale a dire la Perdonanza Celestiniana: ieri sera sono iniziate, con la tradizionale accensione del “fuoco del Morrone”, le celebrazioni della manifestazione, che si protrarranno per diversi giorni – con eventi religiosi e civili, anche piuttosto “mondani” – e culmineranno il pomeriggio del 28 agosto con l’apertura della Porta Santa.

La Perdonanza fu istituita da papa Celestino V, forse a torto associato con la figura dantesca di “colui che fece per viltade il gran rifiuto”. Celestino, al secolo Pietro Angeleri, eremita sul monte Morrone, era particolarmente legato alla neonata città dell’Aquila: qui aveva soggiornato in più di un’occasione, ad esempio durante il suo viaggio di ritorno dal concilio di Lione del 1274, dove si era recato per difendere il proprio ordine dai progetti di soppressione. Proprio in quella circostanza gli apparve in sogno la Vergine, invitandolo a dedicarle una chiesa nella località in cui si trovava, denominata Colle di Maggio. I lavori per la costruzione della Basilica cominciarono nel decennio successivo ed essa fu consacrata nel 1288. Sei anni dopo, Celestino fu eletto Papa al termine di un lunghissimo e tormentato Conclave, che aveva lasciato il trono di Pietro vacante per circa due anni. Decise di farsi incoronare il 29 agosto proprio all’Aquila, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio che si era impegnato a far costruire, alla presenza del re di Napoli Carlo II d’Angiò e di suo figlio Carlo Martello.

Il pontificato di Celestino V non durò neanche quattro mesi: egli si dimise nel dicembre, sentendosi forse inadeguato a sostenere il peso dell’incarico che gli era stato affidato, in un momento in cui il Papato si trovava al centro della lotta tra le potenze temporali dell’epoca. Aveva avuto tempo sufficiente, tuttavia, per donare all’intero popolo cristiano la Bolla “Inter sanctorum solemnia: per dare maggiore lustro alla festività della decollazione di San Giovanni Battista, che ricorre proprio il giorno in cui Celestino era stato incoronato Pontefice, essa decreta l’assoluzione “dalla colpa e dalla pena, che meritano per tutti i loro peccati, commessi fin dal battesimo”, di tutti coloro che “veramente pentiti e confessati saranno entrati nella predetta Chiesa [la Basilica di Santa Maria di Collemaggio] dai vespri della vigilia della festività di S. Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività”, vale a dire dalla sera del 28 agosto a quella del 29. In realtà, per lucrare l’indulgenza oggi occorre, oltre che visitare della Basilica, recitare il Credo, il Padre Nostro e la Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, accostandosi alla Confessione sacramentale e alla Comunione eucaristica nell'arco degli otto giorni precedenti o seguenti.

Si tratta, in sostanza, di un vero e proprio Giubileo, peraltro a cadenza annuale: Bonifacio VIII, nell’indire l’Anno Santo del 1300, si ispirò con tutta probabilità all’esempio del (da lui non troppo amato) predecessore, tentando peraltro di annullare, contro la resistenza dei monaci di Collemaggio e della cittadinanza aquilana, l’indulgenza celestiniana. Non a caso, da allora la Bolla del Perdono è gelosamente custodita all’interno del Palazzo comunale ed è proprio il potere civile a farsi carico, ogni anno, dell’organizzazione dell’evento. Questo, insieme alla problematicità del personaggio di Celestino V, ha determinato in passato da parte di Roma un atteggiamento a tratti freddo nei confronti della Perdonanza, definitivamente archiviato però con la piena conferma dell’autenticità della Bolla da parte di papa Paolo VI e con l’omaggio reso alla figura del Papa eremita da parte di Benedetto XVI nella sua visita successiva al sisma del 2009.

Il momento centrale della manifestazione è, come dicevamo sopra, il pomeriggio del 28 agosto, quando si tiene un imponente Corteo storico, in cui sfilano centinaia di figuranti e in cui una Dama, accompagnata da un Giovin Signore, porta la Bolla del Perdono (meglio, una sua copia) dal Palazzo comunale alla Basilica di Collemaggio. Qui, al termine del Corteo, il sindaco dà lettura della Bolla e un Cardinale officia il rito dell’apertura della Porta Santa, bussando per tre volte con un ramo d’ulivo consegnatogli dal Giovin Signore. Da quel momento, fino ai vespri del giorno successivo, quando la Porta sarà nuovamente chiusa, è possibile lucrare l’indulgenza plenaria. Durante l’intera giornata, ovviamente, si celebrano diverse Sante Messe e all’interno della Basilica sono presenti numerosi confessori.

Si tratta, dunque, di un’ottima occasione per poter beneficiare anche noi del tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi e per rispondere affermativamente all’invito di San Paolo: “vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio!” (2Cor 5, 20). Siete tutti invitati.
 

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