18 agosto 2012

Il Ferragosto cattolico, tra chiese gonfiabili e Chiesa missionaria

di Riccardo Facchini

Mentre CampariedeMaistre procede a gonfie vele, animato da una masnada di blogger stacanovisti e mantenendo così fede al proposito di non chiudere per ferie, il sottoscritto se ne sta in panciolle sulle spiagge nei dintorni di San Teodoro, portando avanti con zelo una dieta a base di porceddu e Cannonau.

Nonostante il necessario break, i doveri di un fedele non vanno ovviamente in vacanza e il 15 agosto - giorno dell'Assunta, che non mi vergogno di chiamare "anche" Ferragosto - mi sono recato a Messa in un villaggio turistico a due passi dal residence in cui mi trovo al momento. Devo ammetterlo: sono giunto nella piazzetta dove si svolgeva l'improvvisata celebrazione con non poche remore. D'altronde, chi conosce buona parte (se non tutte) le firme di Campari, sa quanto siano rompiscatole in materia di liturgia.

Con mio sommo piacere ho potuto invece constatare la sobrietà del rito, l'assenza di canti scomposti e la presenza, al contrario, di una predica ben fatta e incentrata totalmente (e "ortodossamente") su Maria Assunta. Il tutto chiuso dall'intonazione del Salve Regina, rigorosamente in latino.
La sorpresa nell'assistere a una celebrazione del genere in un contesto a dir poco vacanziero mi ha fatto venire alla mente la reazione che un c.d. tradizionalista duro e puro avrebbe avuto di fronte a dei fedeli riunitisi per ricevere l'Eucarestia in infradito e bermuda. Già immagino lo scandalo, lo stupore, nello scorgere uomini e donne indossare il pantaloncino del peccato. E magari, quegli stessi tradizionalisti, non avrebbero notato l'impeccabile omelia del sacerdote e l'attenzione e la cura con cui ha celebrato nonostante l'altare consistesse in due tavolini di plastica: probabilmente avrebbero puntato il dito contro l'imperdonabile assenza di pizzi e merletti.

E' vero: durante la celebrazione è stato molto difficile ritagliarsi momenti di preghiera e meditazione interiore, soprattutto a causa dello yacht di qualche nababbo che, dalla baia prospiciente il villaggio, pompava musica a tutto volume. Ma l'alternativa sarebbe stata lasciare quei fedeli senza Messa

Conosco già l'obiezione che mi si potrebbe muovere: a pochi chilometri da quel covo di borghesi in ferie c'è la cittadina di San Teodoro, con una chiesa vera, delle panche e dei confessionali. "E' il fedele che deve avvicinarsi alla Chiesa e non il contrario" e bla bla. Tutte obiezioni che sono solito condividere quando si tratta di mettere alla berlina strategie pastorali "alla moda", contemplanti Messe rock e preti operai. Ma in questo caso non c'era nessuna chiesa gonfiabile stile luna park montata sul bagnasciuga nella speranza di attirare natanti, nessun sacerdote in occhiali da sole a dirti quanto sia cool Gesù. L'unica sorpresa riscontrabile in quel tardo pomeriggio del 15 agosto 2012 è stata solo un po' di ortodossia portata a dei pigri vacanzieri. 
Il minimo sindacale per una Chiesa che, non dimentichiamolo, è e deve essere soprattutto missionaria. Anche tra infradito e bermuda.
 

3 commenti :

  1. Come dice l'apostolo Paolo: "mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno" (1Cor 9,22b). Per questo il sacerdote, come anche il religioso è chiamato ad essere missionario "al momento opportuno e non opportuno" (2Tm 4,2) e non ricusare né spiagge né vette, né palazzi né stamberghe, né santi né peccatori, né moderni né antichi. Cristo è la sola vera novità della Storia dell'umanità: tutto il resto è vecchio e già stato.

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  2. concordo pienamente con "anonimo" :) bell'articolo!

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