23 settembre 2012

Disegno Intelligente? Mica tanto...



Il mio ecumenismo è così spinto da costringermi spesso a dialogare anche con i testimoni di Geova. Dialogare? Vi anticipo nell'incipiente critica: in realtà non si tratta di vero e proprio dialogo perché il Logos sta da una sola parte: diciamo che ci si confronta su varie questioni più o meno interessanti. L’ultima discussione, di qualche sabato fa, ha riguardato il Disegno intelligente (Intelligent Design in lingua madre): all’interno del numero agostano di Svegliatevi!, uno dei due periodici che i TdG distribuiscono per le strade (l’altro è La Torre di Guardia), compariva un articolo che, dopo aver presentato la complessità del sistema di propulsione della medusa, chiudeva con la seguente domanda: “Si tratta di un prodotto dell’evoluzione, o piuttosto del frutto di un progetto?”
In questo modo vengono implicitamente contrapposte le teorie dell’evoluzione ed il messaggio biblico, confondendo così le differenti letture (scientifica e teologica) della realtà. Mi ero già occupato di questa commistione in un articolo precedente, a proposito della creazione ex nihilo: qui cercherò di approfondire qualche aspetto a proposito dell’evoluzione biologica, mostrando come un dialogo intelligente tra le scienze e la teologia possa permettere di superare vecchie contrapposizioni, dovute, da entrambe le parti, spesso più ad esasperazioni umane che non a questioni dottrinali o scientifiche.

Per prima cosa, le posizioni del Magistero nei confronti delle teorie evolutive non si sono mai fermate ad un creazionismo letterale biblico, opposto alle evidenze degli studi sull’evoluzione (checché se ne dica): come ebbe a sottolineare Sua Eccellenza il Card. Ravasi durante un convegno dal titolo L'evoluzione biologica: fatti e teorie, organizzato nel 2009 dalla Pontificia Università Gregoriana, “Non c'è incompatibilità a priori tra le teorie evolutive ed il messaggio della Bibbia e della teologia. […] Darwin non è stato mai condannato dalla Chiesa, e l'Origine delle specie non è all'indice, ma soprattutto ci sono stati sulla teoria dell'evoluzione pronunciamenti significativi da parte del magistero ecclesiale". Tra i quali si sottolinea l'Humani Generis (1950), in cui Pio XII incoraggia le ricerche e le discussioni degli esperti, oppure il discorso tenuto da Giovani Paolo II all'Accademia delle Scienze nel 1996, in cui si parlò di evoluzione come di una teoria che si era progressivamente imposta all'attenzione della ricerca.
Passiamo ora alla questione scientifica e filosofica, partendo dalla definizione di alcuni concetti. Evoluzione è un termine tecnico che sta ad indicare una teoria scientifica (quindi più di un’ipotesi), ormai praticamente accertata, che considera le varie specie oggi viventi come il risultato di un lungo e complesso processo di trasformazione e diversificazione avvenuto nel tempo: in quanto tale, essa non implica una visione filosofica del mondo, anche se è stata spesso utilizzata per una lettura metafisica della realtà. È nato così il concetto di evoluzionismo come sistema filosofico, di stampo materialista, che si è trovato spesso a doversi scontrare con il suo rivale religioso, il creazionismo, altrettanto ideologico e fondamentalista, oltre che a dialogare (quando ha potuto e voluto) con le scienze filosofiche.

Superando queste contrapposizioni, negli ultimi anni molti scienziati hanno notato che l’evoluzione, in quanto manifestazione di un ordine, potrebbe rappresentare una sorta di rivelazione di un progetto (attenzione, non la dimostrazione del progetto). La questione quindi è quella di capire se si può concludere che in natura vi sia finalità, e quindi un progetto di una Mente Ordinatrice ed Intelligente: l’evoluzione sarebbe così il modo attraverso il quale Dio creerebbe nel tempo, mediante le leggi di natura. Detto questo, rimarrebbero comunque altre domande sulle quali scienza e teologia dovrebbero ragionare (ognuna senza invadere la sfera dell'altra): la questione della comparsa della vita sulla terra, e soprattutto la "nascita" dell'anima umana. Inoltre, per quanto riguarda le questione meramente teologiche, lascio al futuro la discussione sul peccato originale.

Riprendendo la questione della medusa, alcuni scienziati hanno proposto in epoca recente una teoria alternativa a quella dell’evoluzione, il cosiddetto argomento del disegno intelligente, una variante antiscientifica del neodarwinismo.
L’argomento dell’Intelligent Design nasce negli anni ’90, in un contesto di conflitto ideologico fra esponenti del cosiddetto neoatheism (di matrice materialista) e pensatori credenti, questi ultimi afflitti da un profondo odio verso la teoria dell’evoluzione (in quanto confusa con il pensiero evoluzionista), e convinti che quest'ultima potesse screditare il fatto della Creazione. Gli esponenti dell’Intelligent Design hanno tentato (vanamente) di dimostrare che la teoria evolutiva è nella sua essenza difettosa, attraverso l’introduzione del concetto di complessità irriducibile, a loro avviso scientificamente inspiegabile. Tra i vari difetti metodologici che presenta l'ID, l’errore principale è la confusione tra i due piani distinti della finalità (spettante alla filosofia) e del meccanismo (di competenza della scienza), cioè nella mescolanza tra causa finale e causa efficiente. Oltre alla confusione fra ordine e progetto (il progetto è deducibile filosoficamente, ma non dimostrabile empiricamente come l’ordine), l’ID impedisce alla scienza il suo sano progresso: presentando un Dio “tappabuchi” (di ciò che non riusciamo – per ora? – a  spiegare) questa ideologia (perché alla fine altro non è) mostra un’incompatibilità fra teismo ed evoluzione, inaccettabile per un credente: la teoria scientifica non può infatti affermare che l’ordine è prodotto da Dio, e nemmeno contrapporre causalità divina a leggi di natura (confondendo ancora causa prima e cause seconde): in questo modo, si concepirebbe una natura incompiuta, che ha continuamente bisogno di Dio per evolvere, e un Dio non onnipotente, che dovrebbe continuamente "ricaricare" il suo "giocattolino".
 

2 commenti :

  1. Da profano qual sono, resto un po' confuso: seguo il sito di enzo pennetta (critica scientifica) in cui si argomentano le falle del neodarwinismo, e non riesco a capire se la sua posizione e la vostra, in merito, siano divergenti oppure possano integrarsi. Sarebbe utile continuare con articoli su questo argomento, grazie

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  2. La nostra visione è abbastanza convergente. Nei prossimi giorni uscirà un articolo di Zenobi in tal senso! Ciao e grazie della fiducia

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