02 settembre 2012

GKC: gioia, humour e ortodossia


Con questo contributo - dedicato a uno degli ispiratori di C&dM - inizia a collaborare con noi Marco Massignannato ad Arzignano (VI) il 26 dicembre 1983. Studia Filosofia all'Università di Verona. Trascorre una vita semplice e discreta, ritmata dalla preghiera e dallo studio, tra molti libri e pochi (ma buoni) amici. Devoto figlio della Chiesa Cattolica, politicamente milita sotto la bandiera della regalità sociale di Cristo. Il suo motto è quello del Papa veneto San Pio X: Instaurare omnia in Christo.

Osservò una volta quello scettico che parlava in spagnolo e pensava in inglese, l'argentino Jorge Luis Borges: “La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton”. I suoi racconti sono infatti intriganti, ironici e carichi di una fantasia pirotecnica che sa sempre sorprendere per le atmosfere che produce.

Non si stupisca, dunque, il lettore di Campari e De Maistre nell'apprendere che quest'inglese, “l'Uomo-Montagna - come lo definì l'amico-nemico G.B. Shaw -, un cherubino gigantesco... che sembra allargarsi sotto i nostri occhi in tutte le direzioni”, venne stimato come devoto figlio della Santa Chiesa, difensore ricco di doti della Fede Cattolica” da parte del Papa Pio XI. Era la seconda volta che un Pontefice attribuiva il titolo di defensor Fidei ad un inglese (l'altro era stato Enrico VIII: un ironico accostamento che avrebbe fatto esplodere Gilbert in una delle sue proverbiali risate).

Ma chi fu GKC (come veniva chiamato) - in Italia riduttivamente conosciuto solo come il creatore di Padre Brown, il semplice pretino che riusciva grazie al dono della fede a risolvere i casi più intricati? Pittore in gioventù, giallista, romanziere, umorista, acuto critico letterario, insuperabile apologeta. Certamente un uomo dal cuore grande come una mongolfiera. Senza ombra di dubbio Egli fu... - chiosando Borges – Chesterton! E non possiamo che essergliene grati. Optò (coraggiosamente) per la felicità e dall'anglicanesimo passò alla fede cattolica. Si convertì nel 1922 in una Londra indifferente, protestante e antiromana.

Nelle poche righe che seguiranno, più che tracciarne un profilo - il che sarebbe come addentrarsi in un vero e proprio labirinto - vorrei semplicemente far assaporare a chi legge alcune tra le migliori pillole della filosofia chestertoniana, che poi non è nemmeno “sua”. Come ebbe a chiarire: “Non la chiamerò la mia filosofia, perché non l'ho fatta io: l'hanno fatta Dio e l'umanità; ed è questa filosofia che ha fatto me”. Ce ne sono per tutti i gusti.

Per i cercatori del Superuomo (come Shaw): “ciò che è prezioso e degno d'amore ai nostri occhi è l'uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e  rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fondate sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite”. Spendere la propria vita a scrivere, a voler bene, a bere birra e a rendere gloria a Dio: ecco l'innocenza dell'uomo vivo!

Per gli eretici (come Kipling): “È facile essere pazzi; è facile essere eretici; è sempre facile lasciare che un'epoca si metta alla testa di qualche cosa, difficile è conservare la propria testa”. In realtà l'eretico non è che ami troppo la verità, più che altro si aggrappa con le unghie e con i denti alla “sua” verità, frammentandola in mille pezzi, riducendola ad equazione personale, dimenticando la Verità Una che sola è data dallo Spirito Santo e quindi insegnata da chi, da questo dono immenso, è infallibilmente assistito (la Santa Chiesa).

Per le filosofie della disperazione e le secche del nichilismo: “Tenete per voi il vostro Byron che commemora le disfatte degli uomini. Io verserò lacrime di orgoglio leggendo l'orario delle ferrovie”L'uomo non è solo un essere fisico-temporale, ma una realtà spirituale che comunica insopprimibili istanze di “significato” - esigenze cioè di verità, amore, gioia e conoscenza.

GKC, crociato fuori tempo massimo, scelse l'Ortodossia - perché l'essere saggi è più drammatico che l'essere pazzi: “Non c'è invece niente di così pericoloso e di così eccitante come l'ortodossia... La Chiesa non scelse mai le strade battute, ne accettò i luoghi comuni, non fu mai rispettabile”. Suscitò difatti scandalo la pubblicazione nel 1930 de “La resurrezione di Roma”: una difesa del papato compiuta ripercorrendo la storia del CristianesimoChesterton nell'introduzione scrive: “Nessuno può capire i trionfi o i trofei se non ha mai sentito parlare delle battaglie combattute e le battaglie furono quasi tutte spirituali e combattute con la spada dello Spirito”. Ne segue un affascinante racconto che entra nel cuore dei secoli dove Roma conosce l'oblio, l'umiliazione, la sconfitta ma mai la morte. Nei momenti più drammatici, quando tutto sembra precipitare, eccola rianimarsi e “risorgere”. La resurrezione avviene mentre infuria l'aggressione iconoclasta d'Oriente; si rinnova in pieno Umanesimo quando la Cristianità del nord avvia la frattura protestante; si ripete dopo gli attacchi dell'Illuminismo e l'onda nazionalista. C'è sempre un Papa con la sua Chiesa che ferma le mani degli imperi, vince le astuzie del pensiero, smaschera la furia della ragione. Il segreto dell'eternità di Roma riposa in quel lembo di terra che ha preso il nome di Città del Vaticano. La Chiesa Cattolica: “il luogo dove tutte le verità si danno appuntamento”!

Vorrei chiudere con l'immagine che Chesterton child (come lo chiamava l'amico Padre O'Connor) ci lascia di sé nel suo capolavoro, Ortodossia appunto. E cioè quella di un bambino che nella meraviglia del quotidiano scopre - “come in qualche epoca ebraica dove le profezie si avveravano una dietro l'altra” - la veridicità degli avvenimenti che gli ruotano intorno (dalle rose che hanno un dolce profumo alla neve che cade d'inverno). Siamo qui al cuore della poetica chestertoniana, come amava ricordare Borges: “Tutto passerà, resterà solo lo stupore e soprattutto lo stupore per le cose quotidiane”.
 

5 commenti :

  1. Questo blog sta diventato come "Il Foglio" di Ferrara: ha più giornalisti che lettori.

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  2. hahaha grande anonimo
    Per fortuna i nostri commentatori ci superano in ironia ed intelligenza (nonché conoscono molto meglio di noi il numero dei nostri lettori)

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  3. Una preghiera per Chesterton; http://www.catholicgkchestertonsociety.co.uk/Printable-Prayercards.html

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  4. Non leggo " Il foglio " nè so quanti lettori ha: Però leggo questo blog e mi piace ( indipendentemente dal numero dei suoi lettori che, posso dire con certezza è => 1 ).

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