28 settembre 2012

Il triangolo (procreativo) non l'avevamo considerato...

di Andrea Virga

Questa breve riflessione parte dal caso di due signore americane, madre e figlia, quest’ultima riuscita dopo tanto tempo e varie difficoltà a rimanere incinta del marito all'età di 29 anni. Purtroppo, poco tempo dopo la lieta notizia era stato diagnosticato un cancro uterino alla giovane madre, che si era trovata quindi di fronte alla dura scelta se portare a termine la gravidanza, mettendo a rischio la propria vita, oppure procedere con le cure e rinunciare per sempre ad avere un figlio.

Naturalmente, con grande altruismo, scelse se stessa: ha ucciso il figlio che portava in grembo e si è sottoposta ad isterectomia. Senonché, come è tipico dell’atomo individualista che è l’uomo moderno, volendo la botte piena e la moglie ubriaca, ha deciso di avere comunque un bambino.

A questo punto, la soluzione più immediata sarebbe stata quella di adottare uno dei tanti orfani che languiscono in brefotrofi o istituti, dando a questo bambino tutto l’amore di una famiglia, come ha suggerito Ilaria in un suo recente articolo. Invece no, il figlio deve essere per forza del proprio stesso sangue, come se non fosse l’amore materno, ma la discendenza di sangue, l’elemento determinante. La natura, con le sue leggi, si oppone? Ma allora tanto peggio per la natura! I due sposi hanno optato così per la fecondazione artificiale: i medici avevano già provveduto a congelare due dei suoi ovuli, e uno di questi è stato fecondato in vitro con lo sperma del marito.

Qui si presentava un altro problema: non potendo la madre partorire, c’era bisogno di un grembo altrui che si prestasse ad essere impiantato e a portare a termine la gravidanza (di un figlio non suo). La cosa non è difficile da farsi, ma può rivelarsi costosa; d’altronde, ormai si è formato un vero e proprio racket degli uteri in affitto, specie in India. A questo punto però la nonna si è offerta di mettere a disposizione il proprio, proponendosi di diventare la madre uterina di sua nipote. Nonostante l’età non troppo avanzata (53 anni portati bene), ha potuto affrontare e portare a termine la gravidanza, sia pure con una bella dose di ormoni e un cesareo. Così è nata la piccola Elle, frutto di un vero e proprio “triangolo procreativo” tra madre, padre e nonna.

Le affermazioni dei tre genitori, riportate dal Daily Mail, parlano in maniera sdolcinata di amore famigliare e di altruismo disinteressato. La figlia afferma: «Questa è la continuazione di tutto quello che lei ha fatto per me per tutta la sua vita, ovvero assicurarsi che io avessi la migliore vita possibile» (leggi: “mia madre ha sempre assecondato le mie frivolezze”). La mamma-nonna rilancia: «Quando guardo loro due tenere quella bambina e guardarla in faccia, è come se lei fosse tutto quello che io avrei potuto immaginare di volere per loro – meglio di quanto avrei potuto immaginare» (traduci: “mia nipote è solo il culmine dei capricci di mia figlia”). In realtà, è l’ennesima prova di come, dietro la patina del sentimentalismo, si nascondano solo egoismo e individualismo.

Non c’è qui lo spazio per trattare nel dettaglio di come, a partire dal romanticismo letterario e filosofico, si sia diffuso questo individualismo passionale e volontaristico, che spazia dal titanismo superomistico di Byron fino al sentimentalismo borghese dei Baci Perugina; di come lo stesso matrimonio da serio impegno sociale sia diventato la formalizzazione più o meno temporanea di un legame affettivo più o meno effimero; di come la retorica sui diritti e i desideri dei singoli individui abbia ammorbato ogni aspetto della vita sociale e intellettuale, ponendo le basi per il consumismo più sfrenato e per l’abolizione di quei doveri e quei legami che rendono una vita degna di essere vissuta.

Il principio morale kantiano del guardare all’uomo come un fine e non come un mezzo, è stato quindi rovesciato ampiamente. Infatti, tutta la storia di Emily Jordan rivela un continuo perseguimento dei propri fini egoistici: prima uccidendo il proprio figlio pur di salvarsi la vita, poi sfruttando di buon grado la madre come utero surrogato per un altro figlio (come se fossero giocattoli intercambiabili e non esseri umani) concepito in provetta con i propri geni, quasi come fosse un homunculus alchemico in funzione dei genitori, e non una nuova persona, da accogliere nella propria famiglia.

Ora, che differenza avrebbe fatto se ad essere impiantato e partorito in un grembo affittato fosse stato un bambino selezionato geneticamente per avere determinati caratteri, oppure frutto del seme (o dell’ovulo) di uno sconosciuto? Che senso avrebbe stupirsi se a volere questo figlio su misura sia una coppia sterile oppure due uomini o due donne, o un single? Grazie anche a persone come queste donne, la maternità risulta sempre più ridotta ad una sorta di “mercato degli schiavi”, tra bambini indesiderati che vengono abortiti, e bambini troppo desiderati che non sono concepiti più con un atto d’amore, ma con una fredda procedura biomedica, ossia, in entrambi i casi, semplici oggetti, poco più che bambolotti nelle mani dei genitori (carnali o putativi non importa), le ennesime vittime di un sistema che mercifica e distrugge la vita e la natura umana. Questa è la realtà, a spregio delle belle parole di entrambe.
 

22 commenti :

  1. "Naturalmente, con grande altruismo, scelse se stessa: ha ucciso il figlio che portava in grembo e si è sottoposta ad isterectomia"

    ma come ti permetti di giudicare la scelta della donna?
    che ne sai delle pene che ha sofferto e di come ha maturato la sua decisione? chi ti credi di essere?

    perché con un gesto di altruismo non vai a scavar pozzi per l'acqua in africa o a sminare le risaie in cambogia invece di scrivere fesserie su internet?

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  2. Anonimo, gli argomenti sentimentalistici sono chiacchiere. Non si poteva pretendere l'eroismo della madre ma nemmeno che in seguito si comportasse come una capricciosa. Il giudizio di egoismo del suo agire è quindi globale.
    Le scelte possono benissimo giudicarsi.

    Perché con il tuo altruismo open-minded non vai anche tu a sminare la Cambogia invece di commentare in modo sterile un articolo che non hai neppure capito?

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  3. Forse sei tu tu non hai capito il testo, e questo mi dispiace. Come può comprendre chiunque legga il post il giudizio è espresso nella prima riga del secondo paragrafo ben prima della descrizione di quei comportmenti che tu giudichi (e ridaje) da "capricciosa".

    Per l'autore, cioè, una donna che neanche conosce di cui neanche sa come ha maturato la sua decisione è una egoista se sceglie di curare il suo tumore e se per fare queste cure perderà il suo bambino.
    Allo stesso modo potrei dire (ma non lo faccio) che lui è un egoista perché non corre per le risaie cambogiane per saltare su mine che sarebbe state attivate dai piedini di bambini locali.


    Io non vado in Cambogia perché, cara Ilaria Pisa, a differenza dell'autore di questo post non mi permetterei mai e poi mai di dare dell'egoista (e praticamente di madre che uccide il proprio bambino) ad una persona che neanche conosco e di cui ho solo letto un articolo sul daily mail.
    Sono un egoista? forse. Quindi non vado in cambogia.
    L'autore evidentemente si sente una persona migliore della donna dell'articolo, quindi è un altruista... che ci fa davanti al pc? la cambogia è grande e ci sono sempre un sacco di mine da togliere! (nota che potrei far la stessa domanda a te, che dai della capricciosa a donne che neanche conosci, ma evito)

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  4. Sì, vabe', in effetti i passaggi

    "Naturalmente, con grande altruismo, scelse se stessa: ha ucciso il figlio che portava in grembo"

    e

    "Infatti, tutta la storia di Emily Jordan rivela un continuo perseguimento dei propri fini egoistici: prima uccidendo il proprio figlio pur di salvarsi la vita (...)"

    sono davvero infelici (eufemismo). Va bene dire no all'aborto, ma mi pareva che in simili condizioni fosse tollerato persino dal Magistero cattolico. Viene proprio da dire "ma mettiti tu in condizioni simili e vedi se sei in grado di fare l'eroe". Il resto della riflessione è più generale (condivisibile o meno) e ci può anche stare, però davvero, che sgradevolezza quelle frasi.

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  5. Il Magistero cattolico ammette l'aborto come conseguenza non voluta di cure mediche necessarie a salvare la vita della madre. Da quanto riportano gli articoli che raccontano questa storia, però, la madre ha abortito deliberatamente, prima di sottoporsi a determinate cure.

    Per il resto, se si ammette la scelta soggettiva di questa donna di ammazzare il proprio figlio e si pretende che non sia giudicata. Allora, per gli stessi motivi, l'anonimo lettore, che non mi conosce, non potrebbe permettersi di giudicare me per le mie scelte soggettive. ;)

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  6. "ma mettiti tu in condizioni simili e vedi se sei in grado di fare l'eroe" Ci sono delle donne Sante che l'hanno fatto in effetti, e quelli sono i nostri esempi :) http://www.campariedemaistre.com/2012/06/di-isacco-tacconi-13-giugno-festa-di.html

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  7. @Andrea Virga

    non cercar di girar la frittata.
    come TU ti permetti di giudicare chi non conosci, IO mi permetto di giudicare te, che non ti conosco.

    Dato che per ragioni biologiche non potrai mai trovarti nei panni della donna, ti ho proposto una scelta "simile": dare la propria vita per quella di un bambino. E non parlo tipo di lanciarsi nel traffico per salvare un bambino da un camion (che può essere un gesto istintivo) ma di ragionare e deliberatamente andare in cambogia per saltare su mina ed evitare che questa uccida un bambino.
    E, se posso permettermi, sarebbe un gesto ancor più nobile della donna che non si fa curare per non far morire suo figlio, dato che tu doneresti la tua vita ad un bambino sconosciuto.

    Se tu non avessi giudicato la donna, io non avrei mai giudicato il tuo egoismo nello startene davanti al pc mentre i bambini cambogiani saltano sulle mine.

    @Campari e de Maistre

    ed io credo proprio che queste donne-sante non si sarebbero mai permesse di dare dell'egoista e dell'omicida ad donna che ha fatto una scelta diversa.

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  8. "Naturalmente, con grande altruismo, scelse se stessa: ha ucciso il figlio che portava in grembo e si è sottoposta ad isterectomia."

    Uno Che scrive questa stronzata non vedo come possa definersi cattolico.Forse dovrebbe leggere meglio il vangelo.

    Frank77

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  9. Per l'Anonimo: l'omicidio è un dato di fatto. Per l'egoismo non saprei dirti cosa potessero pensare i santi sull'argomento, anche se credo che abbiano avuto certamente un'alta comprensione di cosa potesse essere il dono di sé per gli altri (che è più di altruismo, e diverso da egoismo, da interpretare più come amore per sé).

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  10. Questa donna ha deciso di anteporre la propria vita a quella di suo figlio, non di un perfetto sconosciuto.

    Non vedo cosa le impedisse di rimandare di 8-9 mesi l'isterectomia, considerando che questo tipo di malattie ha un decorso relativamente lento.

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  11. «Uno Che scrive questa stronzata non vedo come possa definersi cattolico.Forse dovrebbe leggere meglio il vangelo.»

    Il cattolicesimo si giudica secondo l'aderenza alla dottrina cattolica e al Magistero di S. Romana Chiesa, non certo secondo l'interpretazione personale del Vangelo (quelli sono i protestanti, semmai).

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  12. «Non vedo cosa le impedisse di rimandare di 8-9 mesi l'isterectomia, considerando che questo tipo di malattie ha un decorso relativamente lento.»

    Ah, ora sei pure un oncologo esperto!

    non solo con poche righe di un articolo del daily mail ti permetti di giudicare le scelte di una donna dandole della egoista e dell'omicida, ma dalle stesse poche righe riesci pure a capire lo stato di avanzamento del tumore, la gravità dello stesso e ad indovinare il decorso che avrebbe avuto rimandando le cure di 8-9 mesi!

    Perché hai sprecato i tuoi talenti studiando storia e filosofia?
    Quanto bene avresti potuto fare al mondo se solo ti fossi dedicato alla medicina?
    Chissà che luminare della medicina (per corrispondenza) avremmo oggi!

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  13. Non pretendo di occuparmi del risvolto medico, su cui gli articoli in questione non forniscono però sufficiente materiale.

    Ma dal momento in cui ci si occupa di etica, si entra decisamente nel mio campo. La scelta giusta da fare era portare avanti la gravidanza, e al contempo seguire le cure necessarie, cercando il più possibile di salvare entrambe le vite.

    «della egoista e dell'omicida» Ha ucciso suo figlio per salvare la propria vita, dimostrando di essere entrambi.

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  14. e anche nel campo dell'etica cattolica mi sa che sei scarsino, dato che stando all'articolo che citi questo e' un classico caso in cui vige il Principio del Doppio effetto di Tomista memoria: il bene ricercato e' il salvarsi la vita, viene ottenuto con l'isterectomia , che ha la tragica controindicazione di implicare la morte del feto.
    Tragico, ovviamente, ma 'lecito', per la Dottrina di Santa Romana Chiesa da cui si dovrebbe desumere il grado della tua cattolicita' ( e che secondo te ti esime dal leggere i Vangeli).
    Non sapendo quanto fosse avanzato il tumore, ne quante effettive possibilita' ci fossero di salvare il bambino non sottoponendosi alle cure (informazioni che sono NECESSARIE per dare un giudizio morale su questo caso specifico), il meglio sarebbe tacere, e al massimo rallegrarsi di quella che a dritta e a storta adesso e' una vita (Elle), invece di mettersi a trinciare giudizi sulla capricciosa & omicida natura della signora.
    Per quanto riguarda l'ispirarsi ai santi,cari fratelli in Cristo di Campari e De Maistre, e'cosa buona e giusta; ma ai santi ci si ispira cercando di vivere come loro, non usandoli come metro di paragone per giudicare le vite...degli altri, sulla base poi di un articolo.Senno' si rischia di ricordare i dottori della legge che caricavano gli uomini di pesi insopportabili, senza toccarli con un dito (LC 11, 46).

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  15. Mentre è lecita (anche per la Chiesa) l’isterectomia (asportazione dell’utero) per salvare la vita ad una donna incinta affetta da carcinoma all’utero, non è invece lecito l’aborto, anche se il risultato dei due atti è il medesimo (la morte del concepito). L’isterectomia ha il duplice effetto di salvare la vita della madre (effetto positivo), ma, nel contempo (a causa dell’asportazione dell’utero) di certo comporta anche l’effetto della morte del concepito. In questo caso, sebbene l’eccellenza morale sia rappresentata dalla scelta di proseguire una gravidanza e di sacrificare la propria vita in favore di quella del concepito, è moralmente buona anche la scelta di sottoporsi all’isterectomia, perché: 1) l’atto chirurgico di asportazione che interviene direttamente sulla madre di per sé è buono; 2) la morte del concepito non è voluta come fine (cosa, naturalmente, che dipende dall’intenzione interiore del chirurgo e della donna); 3) la morte del concepito non è voluta nemmeno come mezzo (non è infatti un anello causale intermedio che produce la salvezza della madre); 4) c’è una proporzione tra la vita della madre e quella del feto
    (da La bussola quotidiana)
    A questo punto bisognerebbe capire la pericolosità del tumore (e le intenzioni della madre). Andrea ha ragionato informandosi sulla mortalità (media) di questo tipo di tumori, che non è così alta da ricorrere all'isterectomia (secondo lui).

    Inoltre non ho giudicato le vite degli altri prendendo come metro i santi, ma ho scritto che hanno "avuto certamente un'alta comprensione di cosa potesse essere il dono di sé per gli altri", comprensione che dovremmo imitare.

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  16. 1- 4 diciamo le stesse cose.
    Il 'secondo lui' vale poco,
    a)perche' per sua stessa ammissione non e' entrato nel campo medico, ma ha dato comunque un giudizio preciso
    b) perche' basta una semplice wikipediata per rendersi conto che quel tipo di patologia purtroppo si cura cosi' ( e dato il luogo, non la lingua come nel caso ricordato da Tacconi ma l'utero, non curarsi avrebbe ucciso mamma e bambino).
    quindi, viene a cadere tutto il discorso sull' 'egoismo omicida ' della signora, almeno stando alla Dottrina Cattolica di cui Virga si e' proclamato paladino.
    quindi, per un prossimo pezzo, consiglierei all'autore di approfondire prima di dare dell'omicida-egoista-espressione-di-un-atomismo- che-veramente-signora-mia-che-tempi-non-ci-sono-piu'-le-mezze-stagioni' a sta' povera Crista.

    Il dono di se etc, ok, dal contesto sembrava piu' una roba tipo 'cosi' dovremmo fare tutti in questi casi!',
    ma non lo intendevi quindi ok.
    Comunque, cosi' come ci sono diversi carismi, ci sono molti modi di 'donarsi agli altri', e quello della mamma/nonna (che si e' sottoposta ad un intervento comunque rischioso per dare alla figlia la possibilita' di essere madre) magari e' uno di questi, e non nasconde il piu bieco egoismo individualista come per Virga (cosi' come la madre non e' un'egoista assassina).
    ma vabbe' io sono sentimentalista...

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  17. Io sottolineavo il fatto che "l’eccellenza morale sia rappresentata dalla scelta di proseguire una gravidanza e di sacrificare la propria vita in favore di quella del concepito".

    Poi, l'articolo trattava come punto principale il tema del "triangolo procreativo", questo più dubbio moralmente. Perché non adottare, per esempio, invece di utilizzare queste tecniche? Ilaria ha scritto un paio di articoli interessanti a proposito, quindi rimando a questi per spunti: http://www.campariedemaistre.com/2012/05/la-cicogna-eterologa.html
    http://www.campariedemaistre.com/2012/09/ladozione-come-unalternativa-allaborto.html

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  18. Muore Sansone con tutti i filistei con quel tipo di tumore ,mamma e pupo, era all'utero, non sulla lingua!

    Gli articoli lessi illo tempore, e rimando al commento di Yael sul primo articolo.. '

    Tecnica piu' dubbia moralmente: perche'? Perche'il concepimento e' avvenuto 'fuori dal naturale atto del connubio?'
    Una bruttissima malattia ha privato questa donna della possibilita' di essere madre (o vuoi dire che 'questo era il volere di Dio?'), una procedura medica (sia pure estrema) gliel'ha reso possibile, e' nata una bimba, evviva evviva evviva.
    L'adozione sarebbe stata 'moralmente eccellente'? Probabile. A questo punto sarebbe anche piu' moralmente eccelso fare come tutti come Don Zeno..

    Ti ripeto: a me non interessa/ non ho l'autorita' per far scattare il processo di beatificazione per questa signora. Mi basta aver segnalato come non ci siano gli estremi per la scomunica latae sententiae :)
    Alla prossima

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  19. Dalla canonizzazione alla scomunica! :D

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  21. Non sento di giudicare con così pochi elementi la cura-aborto della signora, ma mi sento di dire qualcosa sull'argomento della mamma-nonna.
    La signora in questione si è rivolta alla propria madre per avere un utero semplicemente perché quello di un'altra donna sarebbe costato assai di più. Se, infatti, avesse avuto una maggiore disponibilità economica quasi certamente non avrebbe esitato a prezzolare una donna più giovane per l'affitto dell'utero, piuttosto che mettere in un qualsiasi pericolo la propria mamma. E questa giovane donna, poi, non sarebbe stata certamente una ricca e generosa signora dell'alta borghesia mossa da disinteressata filantropia, ma una donna di umili condizioni in cerca di qualche espediente per "tirare avanti". Magari sarebbe stata un'immigrata o una donna dell'India: qui, infatti, si trovano organi e uteri a gogo e a basso prezzo fra i miserabili che non hanno nessuna possibilità economica.
    In poche parole, il fatto che sia stata la madre a portare avanti la gravidanza è derivato da un fattore economico, non già da un fattore di generosità. "Utero in affitto" significa sfruttare il corpo di una donna per nove mesi per poi abbandonarlo senza troppi riguardi quando non serve più. In questo caso, siccome era la madre, allora non c'è l'abbandono, ma c'è comunque tutto il resto.

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  22. @ Philosophus Minimus; scusa per il ritardo

    'La signora in questione si è rivolta alla propria madre per avere un utero semplicemente perché quello di un'altra donna sarebbe costato assai di più.'Se, infatti, avesse avuto una maggiore disponibilità economica quasi certamente non avrebbe esitato a prezzolare una donna più giovane per l'affitto dell'utero, piuttosto che mettere in un qualsiasi pericolo la propria mamma.'

    Perche' sei cosi' sicuro? Chi accetta ad esempio un rene da un fratello/amico/donatore compatibile, starebbe solo tendendo alrisparmio
    , e se solo avesse potuto si sarebbe allegramente rivolto al mercato nero degli organi, pagando qualcuno per avere un rene fresco magari da un'adolescente sudamericano?Evidentemente no

    'Se, infatti, avesse avuto una maggiore disponibilità economica quasi certamente non avrebbe esitato a prezzolare una donna più giovane per l'affitto dell'utero, piuttosto che mettere in un qualsiasi pericolo la propria mamma. E questa giovane donna, poi, non sarebbe stata certamente una ricca e generosa signora dell'alta borghesia mossa da disinteressata filantropia, ma una donna di umili condizioni in cerca di qualche espediente per "tirare avanti". Magari sarebbe stata un'immigrata o una donna dell'India: qui, infatti, si trovano organi e uteri a gogo e a basso prezzo fra i miserabili che non hanno nessuna possibilità economica.'

    Il problema che sollevi e' verissimo e gravissimo, ed infatti io stesso hop parlato di tecnica estrema. Pero': anche il trapianto degli organi ha creato un business, in cui persone vendono i loro organi e ancora peggio vengono ammazzate per essere vendute 'a tranci' nei paesi sviluppati. demonizzeresti per questo il trapianto d'organi, non solo quello di organi presi da defunti ma anche quello di chi decide di offrire, per esempio, un rene per aiutare un'altra persona?
    Il mio punto e': nuove tecniche pongono problematiche nuove e nuovi abusi, questo e' un fatto, ed e' sempre avvenuto. Fare presente e mettere in guardia di fronte agli abusi, e' legittimo; vedere il male ovunque. e' ideologico.

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