27 settembre 2012

Renzi e i valori più che negoziabili

di Riccardo Facchini
"Civil partnership". Che roba è? Semplice: l'ennesimo tentativo di certa politica di indorare la pillola e attentare ai valori non negoziabili. A provarci, stavolta, non è però un Pisapia o un Vendola qualsiasi (giusto per citare due che ultimamente non perdono occasione per stare zitti) ma il cattolicissimo - parole sue - boy scout del Piddì, Matteo Renzi.

La nemesi di Pierluigi Gargamella Bersani intende infatti rottamare, insieme alla nomenklatura Democratica, anche quei pochi bastioni del diritto naturale che in Italia ancora resistono, uno su tutti la famiglia. Sono quindi finiti i tempi in cui il primo cittadino toscano sfilava al Family Day di Roma del 2007, e per farsene un'idea basterebbe dare un'occhiata al suo sito dalle tinte obamiane, sotto la voce "Diritti all'altezza dei tempi".
Per non passare sempre come i soliti malfidati, facciamo parlare il suo programma:

b. Civil partnership.
Creazione di un istituto che riconosca giuridicamente il legame d'amore ed il progetto di vita delle coppie dello stesso sesso garantendo da questo impegno pubblico diritti e doveri assimilabili a quelli discendenti da matrimonio: di cittadinanza, di assistenza, di successione e di equiparazione a livello fiscale e pensionistico. Una risposta concreta che supera divisioni strumentali e conferisce pari dignità ad ogni tipo di coppia.
c. Convivenze.
Registrazione delle coppie di fatto di qualunque orientamento sessuale al fine di riconoscere diritti, doveri ed interessi di carattere patrimoniale ed amministrativo.
d. Divorzio veloce.
Una forte riduzione dei tempi per divorziare quando c’è il consenso fra le parti e in assenza di figli.


Ci piacerebbe ricordarlo così

Ora, lungi da noi giudicare la fede di Renzi: il problema è un altro. Da tutte le sue dichiarazioni traspare infatti quell'ipocrita visione della politica, figlia della sinistra democristiana, secondo cui un politico può essere cattolico solo tra le mura di casa, ma in parlamento deve adeguarsi a tutto ciò che il mondo impone. Guai a portare con sé i propri valori in Transatlantico, sarebbe un osceno attentato alla laicità dello Stato: e chissene di ciò che ha ribadito ultimamente quell'omino bianco (il Santo Padre ci perdoni la licenza) che vive in Vaticano.

Peccato che qui l'unico attentato sembra essere quello alla famiglia naturale; e non solo. Il sindaco fiorentino, che punta così sia al voto laico che a quello dei cattolici "adulti", dopo aver fatto trenta ha infatti pensato bene di fare trentuno. La sezione del suo programma sui "diritti civili" si chiude con un esplicito riferimento alla legislazione italiana in tema di embrioni (da noi già criticata, ma da un altro punto di vista), sostenendo che essa dovrebbe essere adeguata "alla giurisprudenza europea" con la "Costituzione di una apposita autorità sul modello della Human Fertilisation and Embryology Authority" (per capire cosa sia la HFEA dare un'occhiata qui).
Et voilà, la rottamazione (dei valori) è servita. Neanche la Fiat avrebbe fatto di meglio.

 

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