25 settembre 2012

Testamento biologico: io tifo per Bersani


di Alfredo De Matteo

Legge sulle DAT, partiamo dal principio: Beppino Englaro e la sua cricca riescono nell’intento di far decretare la condanna a morte della povera Eluana, dopo diversi anni di tentativi falliti, attraverso una sentenza che ha dell’incredibile. La Costituzione italiana, infatti, non prevede l’eutanasia eppure un giudice compiacente calpesta impunemente il dettato costituzionale e permette che ad Eluana vengano sospesi i sostegni vitali, ossia l’alimentazione e l’idratazione. A questo punto, scatta, con colpevole ritardo, la reazione politica al disegno criminoso che si concretizza con l’elaborazione di un disegno di legge che renda nulli gli effetti della sentenza.

Tale disegno di legge, fortemente voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi, dice in un unico articolo che «in attesa dell' approvazione della completa e organica disciplina legislativa sul fine vita, alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzato ad alleviare la sofferenza non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi». Punto. Il resto della triste vicenda di Eluana Englaro consegna all’Italia la vergogna di un Presidente della Repubblica attualmente in carica, Giorgio Napolitano, che si rifiuta di controfirmare il decreto legge e così facendo decreta la condanna a morte di un innocente. Da lì a qualche giorno, infatti, Eluana muore di fame e di sete e c’è anche il (fondato) sospetto che la sua fine sia stata volutamente accelerata per scongiurare il pericolo che il ddl, nel frattempo presentato alle Camere, venisse approvato in tempi record da ambedue i rami del Parlamento.  

Venuta a mancare l’urgenza del varo di un provvedimento ad hoc per salvare la vita di una persona in stato cosiddetto vegetativo, un’ampia rappresentanza delle forze politiche presenti in Parlamento si è messa al lavoro per riempire quel presunto vuoto legislativo all’origine dello strappo costituzionale perpetrato dai giudici. Il problema è che, come al solito, si è cercata, e tuttora si sta cercando, una soluzione politica il più possibile condivisa. In poche parole, la legge sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento”, che da quattro anni balla fra Senato e Camera e che proprio a Palazzo Madama è ferma da uno, è il risultato di un atto compromissorio, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Ultimamente, il leader del Movimento per la Vita Carlo Casini ha sollecitato le forze politiche ad esprimersi in modo conclusivo sul testo di legge di iniziativa parlamentare dal momento che, a suo dire, veti, convenienze e calcoli politici non possono continuare a bloccare un iter legislativo frutto di una maggioranza che si è fatta via via più ampia e trasversale. Il Casini-pensiero è condiviso dalla gran parte delle rappresentanze cattoliche presenti in Parlamento e dalla stessa Cei e si fonda essenzialmente sulla necessità di evitare altri casi come quello della Englaro.

Eppure, alcune semplici considerazioni dovrebbero mettere sul “chi vive” coloro i quali sono deputati a difendere pubblicamente le ragioni della vita. Innanzitutto, la storia ci insegna che le soluzioni politiche cosiddette trasversali, ossia condivise da buona parte delle forze presenti in Parlamento, non portano a nulla di buono. O meglio, le leggi che sono il frutto di una mediazione politica su temi etici e morali se da un lato scontentano ambedue le forze schierate su posizioni estreme ed opposte, le quali non accettano compromessi e mirano al tutto o nulla, dall’altro finiscono, alla lunga, per sfavorire soprattutto la parte che si attesta sul versante del bene. In altre parole, una legge contenente alcuni buoni principi ma carente su altri ad essi collegati (oppure semplicemente ambigua e contraddittoria) tende a perdere progressivamente il traballante equilibrio originario ad esclusivo beneficio del male e dell’errore. Questo perché i buoni principi per essere mantenuti hanno bisogno di coerenza logica e di chiarezza esplicativa mentre lo stesso non vale per l’errore che si alimenta essenzialmente del caos e trae vantaggio dall’incoerenza e dalla vaghezza.

Detto ciò, non è difficile individuare in una legge che tratta di temi delicati come il cosiddetto fine vita un pericoloso grimaldello utile ad introdurre nel nostro ordinamento l’eutanasia, seppur sotto mentite spoglie. Diverso il caso in cui venisse approvata una legge contenente poche e chiare indicazioni come nel caso del ddl bloccato da Ponzio Pilato Napolitano.

Secondo, occorre considerare il fatto che benché siano trascorsi quasi quattro anni dal brutale assassinio nessun altro episodio simile si è verificato e ciò perché, evidentemente, non è affatto facile ripetere con speranza di successo l’incredibile iter della vicenda Englaro, fatto di estenuanti e costose battaglie legali e di clamorosi appoggi politici e mediatici che hanno sovvertito l’esito di una partita persa in partenza.  
Terzo, pare del tutto improbabile che una siffatta legge vada a costituire un insormontabile diga nei confronti della deriva eutanasica, quando è bastato un giudice senza scrupoli a scavalcare norme già presenti che vietano, senza mezzi termini, il ricorso all’eutanasia del malato. Anzi, se prima lo sforzo teso a rompere gli argini è stato di eccezionale intensità, in seguito all’approvazione della legge tale sforzo sarà decisamente inferiore vista la possibilità per avvocati e giudici scaltri e senza remore morali di infilarsi tra le larghe maglie normative della legge stessa.

Tuttavia, il mondo cattolico (o meglio, quello più in vista) sembra non scorgere il pericolo e spinge in maniera decisa verso l’approvazione in tempi brevi della legge sulle DAT. Il paradosso è che a rompere le uova nel paniere non ci si è messo un pericoloso integralista cattolico ma un eterno perdente: l’esponente del PD Pierluigi Bersani, che non spicca per capacità intellettuali e speculative ma semmai si distingue per essere un politico mediocre che non riesce a farsi valere nemmeno in casa propria. Forse, è proprio per le sue “doti” che il buon Bersani sta facendo ostruzionismo ad una legge che evidentemente egli considera clericale ed oscurantista al contrario di come la giudica, a ragione, la maggior parte degli esponenti del suo stesso partito. 
E i politici cattolici cosa fanno? E cosa fanno i vescovi italiani? Se la prendono col povero esponente del PD, reo di attentare ai principi democratici del nostro paese. Ma guarda un po’ che ci tocca fare il tifo per Bersani!

 

24 commenti :

  1. "un giudice compiacente calpesta impunemente il dettato costituzionale"

    ecco, è arrivato il principe del fòro.
    Peccato che giudici di tre gradi di giudizio, corte europea dei diritti dell'uomo il Capo dello Stato nonché tutti i giudici che hanno esaminato i ricorsi la pensassero diversamente.

    ps. il primo che scrive "diritto naturale" vince un orsacchiotto.

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  2. Peraltro un principe del fòro così competende da confondere decreto-legge con disegno di legge.

    Inoltre se il fine giurista ha il "fondato sospetto" che la fine di Eluana sia stata accellerata può sporgere denuncia che andrà ad aggiungersi ai "numerosissimi esposti a volte deliranti, privi tuttavia di rilevanza penale o di precise accuse" già pervenuti alla procura.

    ps. "un innocente" come Eluana, merita l'apostrofo.

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  3. No, un'innocente come Eluana meriterebbe rispetto non lo sciacallaggio postumo. Nelle sue parole c'è avversione per il bene. Che Dio l'aiuti...

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  4. Caro anonimo, in primo luogo ti ricordo che l'iter giudiziario che ha portato alla morte di Eluana Englaro è stato molto più contrastato e molto meno pacifico di quanto tu affermi. Ad esempio, sia in primo che in secondo grado il ricorso del padre era stato respinto. Poi la Cassazione ha ordinato la ripetizione del giudizio d'appello, al termine del quale (quasi contraddicendo i paletti molto rigidi fissati dalla stessa sentenza) è stata concessa l'autorizzazione ad uccidere la Englaro (sì, uccidere).

    ps: visto che facciamo i maestrini della situazione, "accelerare" si scrive con una sola "r".

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  5. @Marco Mancini
    sì, la vicenda è stata molto tormentata. Ma poi la corte di cassazione ha confermato il secondo processo di appello. E nessun altro tribunale (italiano o europeo) ha cambiato la sentenza anche a fronte di ricorsi presentati dai migliori giuristi sulla piazza (gente che, per capirsi, non confonde decreto-legge con disegno di legge).

    Comunque, se credi che sia stato un omicidio ti consiglio di rivolgerti all'autorità giudiziaria: la tua denuncia andrà ad aggiungersi ai "numerosissimi esposti a volte deliranti, privi tuttavia di rilevanza penale o di precise accuse" già pervenuti alla procura.

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  6. Se permetti l'omicidio (ed il suo giudizio) non è di competenza *solo* dell'autorità giudiziaria o del legislatore (sennò stiamo freschi)...

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  7. @Anonimo
    e di chi sarebbe competenza allora?

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  8. Confondere decreto-legge con disegno di legge è una innegabile carenza, diciamo così. Non saper discernere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto è ben più grave. Soprattutto se tale "mancato" discernimento è il frutto di un volontario e libero atto di volontà. Francamente, è preferibile l'ignoranza culturale all'aridità spirituale...

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  9. Non *solo* di sua competenza ho scritto...

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  10. @Anonimo 2 post sopra

    sisi, io sono spiritualmente arido etcetc... ma non mi permetterei mai di dare lezioni
    di spiritualità.
    chi ha scritto questo post si permette invece di dare lezioni di diritto!

    e questo, se permetti, va fatto notare.

    perché poi attacchi la mia spiritualità (?) invece di contestarmi per quello che scrivo?

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  11. Ho solo detto (implicitamente) che la legge dell'uomo non è la legge di Dio.
    Non leggere attacchi che non ho scritto...

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  12. ah, ok.
    dato che ogni promessa è debito, hai visto un orsacchiotto.
    (v. mio primo commento)

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  13. Non ti si può contestare per quello che hai scritto, perché non hai detto nulla. Che la legge, purtroppo, non tuteli l'innocente ma anzi lo esponga alla perversa volontà omicida altrui è un dato di fatto: vedi legge 194 sull'aborto, vedi legge 40 sulla fecondazione artificiale ecc. Tuttavia, sono leggi che vanno palesemente contro la nostra Costituzione (comunque imperfetta ma difesa a spada tratta da quelli come te solo quando fa comodo) ma soprattutto contro le leggi inscritte nel cuore dell'uomo (non parlo di diritto naturale sennò mi ritrovo con un orsacchiotto..). Non ci vuole un fine giurista per capire che uccidere un innocente è una grave violazione delle più elementari norme della convivenza civile. Dunque, cosa hai affermato di così importante da meritare una confutazione? Che Eluana è morta in nome della legge? Lo diciamo anche noi, ma in nome di una legge ingiusta. Secondo te, invece, l'omicidio dell'innocente è del tutto legittimo, pare di capire. Per questo hai bisogno di un aiuto "importante". Per questo non te ne farai niente di conoscere la differenza tra disegno di legge e decreto legge. Pensaci...

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  14. E invece non serve un fine teologo, ma basta anche un mediocre cristiano come il sottoscritto,per capire che mettere sullo stesso piano l'aborto e il caso Englaro vuol dire che di carita' si e' compreso poco, di primato della coscienza meno e di rispetto della sofferenza e della concreta dignita' altrui(della englaro e dei suoi genitori,nella concreta e 'particolare drammaticita' della loro situazione, non la generica 'dignita' della persona umana') meno ancora. E che si farebbe bene a chiedere le intercessioni 'alte' per se stessi e magari accettare l'orsacchiotto dell'anonimo , meglio baloccarsi con quello che con farisaiche crociate un tot al grammo fatte ovviamente sempre sulla pelle degli altri.

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  15. Claudio, la dignità della persona umana non è così generica, perché è alla base di tutti i diritti fondamentali dell'uomo. Poi, perché parlare di carità generica (ed è questo che tu fai) quando noi parliamo di Carità nella Verità (Verità che include la risposta alla domanda "Chi è l'uomo?")?
    Comunque, credo che le nostre visioni antropologiche siano così diverse da impedire il dialogo, soprattutto perché "di carita' si e' compreso poco, di primato della coscienza meno e di rispetto della sofferenza e della concreta dignita' altrui(della englaro e dei suoi genitori, nella concreta e 'particolare drammaticita' della loro situazione, non la generica 'dignita' della persona umana') meno ancora".

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  16. basta, basta sto finendo gli orsacchiotti!

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  17. e come me la difendi la Carita' nella Verita', cosi'?
    http://www.youtube.com/watch?v=OvqCsdlz1j4

    In quell'ambulanza c'era un padre che per 17 anni ha visto sua figlia ridotta a un vegetale, alimentata da macchine. Capitato mai di pensare a cosa avra' provato quell'uomo?

    e c'era una donna che per 17 anni (17 ANNI!) e' stata costretta contro la sua volonta' e contro natura (altro che i 'contro natura' di cui si ciancia allegramente in questo sito) ad una non-vita artificiale.
    Ti piacerebbe?

    e che sedicenti cristiani abbiano usato questa vicenda, e la usino ancora, per fare una guerra ideologica insana, curandosi poco e niente della sofferenza provata dai genitori e da eluana stessa , come cristiano mi fa rabbrividire.
    quindi si, c'e' poco da dialogare; ma per piacere smettila di dire cose tipo 'Noi parliamo di Carita' nella Verita' implicando che l'unica posizione cristiana possibile sul caso englaro sia quella dei dementi del video di cui sopra.

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  18. Anch'io ho i miei esempi di carità (e non è l'unica), non preoccuparti http://www.tempi.it/mio-figlio-max-come-eluana-la-vita-vera-non-e-un-film-di-bellocchio. Comunque, Eluana sarebbe stata costretta contro la sua volontà (sua di chi scusa?) e contro la natura (quale natura prego?). "Non-vita artificiale"? Ma cos'è la vita? Rispondendo a questa domanda (o solo avendola posta) mi confermi che abbiamo due visioni antropologiche diverse, quindi come dicevo prima un dialogo non è possibile.
    Non capisco inoltre perché mi equipari ai "dementi" del tuo video (i giudizi ovviamente li puoi dare solo tu), e perché non posso esprimere la mia visione senza essere tacciato di demenza, di essere un sedicente cristiano che fa rabbrividire, o di avere poco comprendonio? Abbi almeno la cortesia di non offendere, visto che io non l'ho fatto. Comunque non mi straccio le vesti come fai tu.

    Per l'erogatore di orsacchiotti, io non ho citato le parole "diritto naturale", quindi, visto che fai tanto il leguleio, non mi posso meritare un orsacchiotto... Poi se proponesse anche qualche ragionamento magari sarebbe anche meglio.

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  19. Io ti ho mostrato un video in cui dei fanatici ululavano insensatezze (Eluana svegliati ti vogliono uccidere'a una donna in stato vegetativo d 17 anni), urlando 'assassino!' a un padre che da 17 anni (no lo ripeto caso mai fosse sfuggito) si ritrova sua figlia costretta a una vita contronatura
    http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_07/sopravvivere_contro_natura_eluana_reale_4b2f63b8-f4ef-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml
    e contro la sua volonta', si, per come e' stata possibile ricostruirla in base alle testimonianze del padre e degli amici.
    Anche se probabilmente a tuo avviso mentivano tutti, anzi il padre dell'Englaro e' un' assassino il cui unico scopo sarebbe stato levarsi 'l'impiccio di una figlia scomoda'.
    A quest'uomo, alla sua sofferenza e a quella di sua figlia non mi sembra siano stati evitati 'insulti gratuiti (io al massimo 'insulto' le idee, non le persone; a parte nel caso dei gibboni di cui sopra, che a mio avviso hanno anche volontariamente abdicato al loro status di 'persona')

    Tu mi porti un articolo in cui una signora si sente offesa dal modo in cui un film (che nessuno le chiede di vedere) a suo dire l'avrebbe rappresentata.
    Non vedo il legame, cosi' come, ne convengo, non vedo ulteriori possibilita' di dialogo

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  20. Non ho detto che mentivano. Penso che abbiano un concetto diverso dal mio di vita e anima umana. Penso sia quello il nodo centrale, come sempre metafisico, che poi si riversa sull'aspetto antropologico ed etico.

    L'articolo (che va letto TUTTO) non è affatto (solo) la protesta di una signora che si sente offesa, in realtà il pezzo spiega che la vita è soprattutto relazione e che quindi nessuno vuole morire se non è solo. E le "suorine" non hanno mai lasciato sola Eluana. Così come Max non è mai stato lasciato solo. E alla fine si è risvegliato

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  21. Vedi, il problema e' che in etica non si puo' sempre andare per assoluti; o meglio, se si divorzia la ragion teoretica da quella pratica si scivola facilmente nell'ideologia (non mi ricordo dove l'ho letta:).
    'Nessuno vuole morire se non e' solo' dici tu, e io potrei essere anche d'accordo in linea generale.
    Ma senza andare troppo lontano il controargomento ce l'ho in casa; mio padre((tumore al polmone con metastasi all'encefalo e alle ossa) voleva morire , me lo disse anche parecchie volte sia con i dolori che da 'sedato', e credimi non e' stato solo (dal punto di vista fisico ed emotivo) neanche un secondo!
    E non era manco un 'libero pensatore'; solo un cristiano cattolico di medio bassa cultura, con dolori allucinanti e una patologia incurabile.

    Voleva morire per il dolore atroce, l'umiliazione che non riusciva a sopportare, il sentirsi intrappolato in un corpo diventato una gabbia etc.
    E si e' praticamente lasciato andare, non voleva neanche il respiratore (anzi il suo ultimo gesto cosciente e' stato levarsi il respiratore che gli avevo messo io), e alle mie insistenze anche i cattolicissimi medici (eravamo alla Casa Rifugio della Sofferenza) mi hanno detto di lasciar stare...
    Ora non ti dico sta' storia per 'prenderti per i sentimenti'; ma per farti una domanda. Mio padre e' morto dopo 8 giorni di incoscienza, ma tecnicamente sarebbe potuto andare avanti per mesi, in quella non-vita che lui non voleva, resa possibile da una tecnologia che ha il solo potere di ritardare l'inevitabile e prolungare l'agonia.

    In questi casi che si fa?Chi decide? Chi conosce davvero la persona in questione, e' stata al suo capezzale, vede una persona amata ridotta a un vegetale, e in coscienza sa di starne interpretando la volonta'?O la CEI , o Militia Christi,o l'illuminante contributo intellettuale che all'epoca dei fatti diede Berlusconi?
    Le patologie delle due buonanime(papa' ed Eluana) sono diverse; nel mio caso si poteva parlare di accanimento terapeutico , in quello di eluana no , ma praticamente solo per un vuoto amministrativo, sfruttato ad arte per montare una battaglia mostruosa dimenticandosi che in tutto questo c'era una giovane donna in stato vegetativo permanente (e con tali danni cognitivi che non avrebbe potuto 'svegliarsi'), e un padre che ha perso una figlia per DUE volte ( dopo l'incidente e quando ha finalmente potuto attuarne la volonta'). e che si e' pure sentito dare , all'epoca e anche adesso ('Beppino englaro e la sua cricca') dell'assassino bastardo che si vuole liberare di un peso.

    Comunque , non so Beppino Englaro e gli amici di Eluana, ma posso parlare per me, sono cristiano (mai abbastanza ma credo parecchio) e cattolico (abbastanza dissenziente su 'materia sicura') ma in questi casi l'ultima parola ce l'ha il rispetto per la volonta'e la sofferenza della persona (che, ne converrai, fanno parte del rispetto che si deve avere per la dignita' dell'essere umano e per cui, ad es, la tortura non e' ammessa)invece di una, per forza di cose generica e ideologica concezione di 'vita'.Spero che la CEI non me ne voglia, ma francamente me ne frego.

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  22. Claudio, ti ringrazio per averci raccontato la tua storia, che mostra come noi possiamo solo provare (se vogliamo) a seguire le (buone secondo me) "regole" che la Chiesa ci propone (e la difficoltà del cristiano sta proprio nella conciliazione *concreta* tra la visione di Dio e di quella dell'uomo); però mostri anche che la vicinanza della famiglia può essere di grande aiuto.

    Però come dici la storia è diversa, quindi faccio fatica a trovare delle similitudini.
    E non posso non correggerti sul fatto che quello di Eluana era stato vegetativo persistente, non permanente (cosa diversa, che però -non so perché- non viene mai tenuta in considerazione) e che comunque Eluana respirava da sola, non era malata (men che meno terminale), ecc.

    Secondo me anche questa definizione di vita è ideologica, perché chi si può arrogare il diritto di definire la dignità di una vita? "Chi ce l'ha l'ultima parola?" ti chiedi. la Chiesa trasmette una risposta, si può accettare o meno.

    Per la questione CEI, mi sembrano più quelli disallineati che quelli allineati, però è un discorso che non voglio affrontare.

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  23. La similitudine e' data dal fatto che in entrambi i casi la tecnica permette un''allungamento della vita' forzoso, forzato, che ha poco della cura ma molto della tortura.e sopratutto, in entrambi i casi c'e' la volonta' dell'interessato/a, testimoniabile da parte dei suoi cari.

    Il punto comunque e'; siamo di fronte a sviluppi tecnologici pazzeschi, queste situazioni purtroppo si ripresenteranno sempre piu spesso, e in questi casi e' sempre piu' difficile capire se l'ultima parola ce l'abbia la 'natura' (uno tra i concetti piu' ideologici che esistano:),la tecnica, la visione del mondo vera o presunta dei parlamentari e piu' generalmente qualche battaglione ideologico.
    Mi sembra piu' sensato che la parola ce l'abbia il diretto interessato e i suoi cari. Hence, testamento biologico (magari firmato toccandosi :)
    Investighero' sui non allineati della CEI, va la' che l'hai detto solo per farmi piacere!
    Alla prossima

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  24. Sul primo capoverso dissento fortemente, sul secondo sono d'accordo, ma preferisco seguire una saggezza di più di 3000 anni (e che continua). Ciao

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