09 ottobre 2012

Cellule staminali adulte? Sì, ma con cautela...

di Marco Gabrielli

La vittoria del premio Nobel per la Medicina conseguita da John Gurdon e Shinya Yamanaka sembra essere la rivincita di chi ha sostiene l'eticità sulle cellule staminali “adulte” rispetto a quelle “embrionarie”. I due Nobel hanno scoperto che, anziché indirizzare le cellule embrionarie verso la produzione dei tessuti desiderati è possibile “riprogrammare” le cellule adulte fino ad ottenere delle cellule totipotenti. Questo va bene perché si evita l'uccisione di embrioni.

Bisogna, tuttavia, essere più prudenti: potrebbe infatti capitare, almeno in linea teorica, che “riprogrammando oggi, riprogrammando domani” si riesca ad ottenere delle cellule in tutto simili ad uno zigote, la prima cellula di un embrione. Vi gira un po' la testa? Girandoci intorno siamo tornati al punto di partenza, con una differenza: questo nuovo embrione è un clone della persona da cui abbiamo preso la cellula poi riprogrammata. La qual cosa rende ancora più “interessante” (e preoccupante) il procedimento. 

Anche in questo caso, dunque, il problema è fissare un limite, ma nessuno ci pensa ed in tanti hanno interesse che nessuno ci pensi... Per ora il limite è costituito dalla mancanza di conoscenze e di tecnologia, ma un domani?
 

2 commenti :

  1. Scusate, ma non capisco il senso di questo articolo. Simili caveat sono validi per qualsiasi ricerca, per qualsiasi esplorazione. E' un po' come dire: "attenti ragazzi con l'esplorazione dello cosmo, non sia mai che attirassimo l'attenzione di qualche remota civiltà aliena che ci scopre e ci viene a mettere in catene e ad allevarci come cibo".
    Insomma... Non fasciamoci la testa prima che sia rotta e confidiamo in Dio.

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  2. Il senso lo spiega bene invece.
    Anche io non ci avevo riflettuto, e mi sembra interessante avere degli strumenti per non sbattere la testa, come dici te.
    Saba

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