17 ottobre 2012

God save the Queen? I cattolici e le rivendicazioni etno-nazionaliste

di Luca Gili

Lunedì scorso David Cameron ha firmato a Edimburgo un documento, in cui si stabilisce che il Parlamento scozzese potrà indire entro la fine del 2014 un referendum per stabilire se la Scozia debba diventare uno stato indipendente.

In Belgio, alle comunali di Anversa, lo scorso fine settimana, la Nuova Alleanza Fiamminga ha battuto gli altri partiti, cristiano-liberali e socialisti, alleatisi per l'occasione tra loro a sostegno del sindaco uscente: il nuovo sindaco della città dei diamanti sarà quindi il carismatico leader della NVA, Bart De Wever. A Bruxelles il governo federale è un governo di coalizione, che esclude l'NVA (fortissima nelle Fiandre, dove raccoglie mediamente il 38% dei voti, cioè un 20% su base nazionale). Si inizia già a vociferare che il gabinetto Di Rupo rischi parecchio, ora che l'NVA ha affermato ancora di più la sua forza politica. L'NVA non è un partito estremista, come il Fronte nazionale francese o il Vlaams Belang, i cui connotati fascistoidi e xenofobi destano in chi scrive più di una preoccupazione. E' certamente un partito di 'destra', ma una destra moderna e democratica. Sulle posizioni etiche non mi pare si mostri molto vicino alla dottrina di Santa Romana Chiesa, ma ha comunque l'innegabile appeal di essere un partito detestato dall'élite radical chic di Bruxelles.
Quel che contraddistingue l'NVA è il disegno di uno stato fiammingo indipendente: un obiettivo che il partito si propone di ottenere gradualmente - e senz'altro l'ultima riforma dello stato belga, che dava ancora più poteri alle regioni federate, va senz'altro nella direzione auspicata dall'NVA, che pure non prese parte a questi colloqui.

Sia nel caso scozzese che nel caso fiammingo ci sono problemi pratici piuttosto spinosi. Nel caso della Scozia ci si chiede a chi andrà il petrolio del mare del Nord: a Londra o a Edimburgo? O sarà spartito in modo ragionevole? Nelle Fiandre il problema è Bruxelles: geograficamente incastonata nel Brabante fiammingo, ma a maggioranza francofona, a chi andrà la capitale attuale del Belgio? Ai valloni o ai fiammighi? O resterà essa pure indipendente, come una città stato (soluzione pare auspicata dagli abitanti di Bruxelles, secondo gli ultimi sondaggi)? Accanto a questi nodi, ce ne sono innumerevoli altri: le Fiandre e la Scozia saranno automaticamente membri dell'UE? Pare di no. Se saranno ammesse in un secondo tempo, dovranno adottare l'euro, il che per la Scozia potrebbe essere problematico (il 66% dell'export scozzese è diretto verso l'Inghilterra).

Al di là di queste complicate questioni pratiche, ciò che mi interessa è capire quale debba essere il giudizio del cattolico di fronte a questi mutamenti che sono oggi in atto.
Credo ci siano due opzioni, a seconda della 'lente' che si adotta.
a) I cattolici che hanno simpatia per valori come il radicamento etno-territoriale verosimilmente guarderanno con favore queste eventuali indipendenze.
b) Chi invece vede la nostra religione come 'universale' e capace di abbattere ponti e divisioni, vedrà come preoccupanti segnali di egoismo i tentativi fiamminghi di staccarsi dai più poveri valloni e scorgerà un preoccupante sciovinismo nel tentativo scozzese di affrancarsi dal governo di Westminster.

Gli stati, a ben vedere, sono realtà umane, destinate a tramontare. Come Regno Unito e Belgio, anche le eventuali Scozia e Fiandre non rappresentano, a mio avviso, un valore assoluto per un cattolico, che si trova a casa sua in ciascuna di queste realtà.
Secondo me i punti da tenere presente sono questi:
1. Bisogna ricordarsi che 'cattolico' significa 'universale'. Si veda questo bel pensiero di san Josemaria Escrivà: "Essere “cattolico” è amare la Patria senza lasciarsi superare da nessuno in questo amore. E, allo stesso tempo, è fare proprie le nobili aspirazioni d'ogni paese. Quante glorie della Francia sono glorie mie! Egualmente, molti motivi d'orgoglio dei tedeschi, degli italiani, degli inglesi..., degli americani, degli asiatici e degli africani, sono, anch'essi, mio vanto. – Cattolico! Cuore grande, spirito aperto" (Cammino, 525).
2. Bisogna ricordarsi del fatto che la Chiesa ha sempre guardato con favore quella sussidiarietà che avvicina il governo alle persone e ha sempre avuto una predilezione per quella organizzazione sociale che, ad esempio nel medioevo, rispettava i cosiddetti 'corpi intermedi'. Questo sembra potersi inferire, ad esempio, dall'enciclica Immortale Dei, in cui Leone XIII accenna al 'tempo in cui la filosofia del vangelo governava la società' e, soprattutto, il magistero più recente ha sempre difeso una organizzazione sussidiaria.

Che si deve concludere da questi principi? Onestamente non saprei. Mi pare anzi illegittimo voler trarre una conclusione pratica e concreta ('voto sì/no al referendum del 2014') a partire dalla dottrina della Chiesa, dato che non stiamo parlando dei 'valori non negoziabili'. In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas.
 

6 commenti :

  1. In effetti il cattolicesimo ha ricoperto in questo campo un ruolo storico ambivalente, stretto tra la sua vocazione universalistica e il contributo offerto alla definizione di una forte identità nazionale, ad esempio nei casi irlandese e polacco (lo notava già Schmitt in "Cattolicesimo romano e forma politica").
    Non credere, però, che tutti i cattolici "identitari" siano a favore di queste rivendicazioni: molti di loro le considerano uno strumento per scavare la fossa agli Stati, che vengono difesi per il loro ruolo di "argine" di fronte al processo di globalizzazione.

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  2. "Che si deve concludere da questi principi? Onestamente non saprei"

    direi la miglior conclusione di sempre. Ovvero come scrivere 2000 parole invece di tre.

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  3. Le nazioni come le conosciam oggi sono un invento illuminista. Uno era scozzeze governato da un sovrano inglese o normando, vallone governato dai Asburgo della Spagna o da un re della confederazione, veneto sotto Venezi, gli Ausburgo o i Savoia. Perció salvae le "nazioni" non credo sia una necessità. In principio i governi piú vicino sono dei governati meglio sono. Le identitá si mantengono di piú dentro piccole comunitá, sempre che non porti all´isolamento questo dovrebbe essere buono. L`isolamento nel mondo globale e di più dentro della Comunità Europea è difficile.
    Per iproblemi tra comunitá overe é ricche, forse questa sará un ocasione per vedere se i ricchi aiutavano i poveri a lasciar di esserlo o li mantenevano poveri perche gli conveniva.

    Blas

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  4. Non capisco l'ostilità dell'autore (decisamente poco demaistriana)nei confronti della cosiddetta "estrema destra" e in particolare verso il Front National e il Vlaams Belang. Conosco poco quest'ultimo (comunque l'erede di un movimento indipendentista e identitario precedentemente sciolto, in nome della democrazia, dell' "antirazzismo" e dell'odio contro le identità, dal regime "democratico" olandese), ma posso assicurare che nel Front National militano fior di cattolici. Tutto il tradizionalismo cattolico francese è praticamento schierato con il partito di Le Pen. Il quotidiano cattolico tradizionalista "Present" (eh sì, i cattolici tradizionalisti francesi hanno un quotidiano)fiancheggia il Front National, con la prestigiosa penna di Madiran, intellettuale storico della destra francese. Nella migliore tradizione di de Maistre, de Bonald, Peguy, Maurras...Riguardo a espressioni quali: "connotati fascistoidi e xenofobi" (che tanto preoccupano l'Autore), posso permettermi di dire che suonano stucchevoli e datate quanto un volantino del '68?. Ultima osservazione, tanto per provocare: siamo certi che la definizione "destra democratica", tanto graziosamente politically correct e che può certamente piacere a un Fini o a un Alfano non sia un ossimoro, una contraddizione in termini, un ircocervo? La Destra, se è veramente tale, può dogmatizzare la democrazia (qualsiasi cosa essa sia e mi sembra che il tema sia storicamente assai dibattuto)?

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  5. Errata corrige: ovviamente là dove ho scritto "dal regime "democratico" olandese" si deve intendere: "dal regime "democratico" belga".
    Gli olandesi hanno tanto tanti difetti ma, almeno recentemente, non hanno sciolto alcun partito... Chiedo scusa.

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