31 ottobre 2012

Il tradizionalista che "festeggia" Halloween e il fantasma di Casper


di Riccardo Facchini

Questo pezzo intende essere un'amichevole risposta a quello di Giuliano Guzzo, pubblicato su C&dM in due parti il 29 ottobre (vedi qui e qui)

La fine del mese è giunta, portandosi dietro le solite polemiche halloweenesche. Polemiche, precisiamolo, tutte interne al mondo cattolico. L'Italia modaiola (e non) ha infatti ormai accettato passivamente la festa di importazione anglosassone. Da quest'altra sponda del Tevere, però, è tutto un susseguirsi di genitori timorati in preda al dubbio: Halloween sì o Halloween no? 

Iniziamo precisando una cosa: per il sottoscritto, Halloween è poco più di una scusa per uscire con gli amici a gozzovigliare. Fughiamo quindi ogni dubbio: non ho addobbato casa con scheletrucci e affini. Passiamo ora al nocciolo della questione: volendo banalizzare il pensiero e le paure di moltissimi bravi sacerdoti e di cattolici in buona fede, miei amici, Halloween è una festa di ispirazione demoniaca, di matrice pagana, occasione per satanisti di ogni risma di adescare anime innocenti.

La carne al fuoco messa è così tanta che meriterebbe una puntualizzazione su ogni aspetto trattato: cercherò di sintetizzare in poche righe il mio halloween-pensiero.
Innanzi tutto, nessuno nega che tale ricorrenza rappresenti un revival, abilmente orchestrato a fini consumistici, di lontane usanze pagane. Tale accusa è però debole, poiché dalle "nostre parti" continuano a sopravvivere usanze simili, mai cristianizzate nel corso di duemila anni e mai messe in discussione. Una su tutte il Carnevale che, ancora fino a un secolo fa, non era affatto una festa per bambini ma, al contrario, per adulti coscienti che coscientemente peccavano da adulti (e ci siamo capiti di che peccati parlo). Le cronache ci hanno tramandato le sofferenze e le meditazioni di grandi santi per la corruzione che dilagava prima del Mercoledì delle Ceneri (mica coriandoli e stelle filanti), ma mai nessuno si è sognato di cancellare il Carnevale dal calendario. Un po' perché dopo ti beccavi quaranta giorni di vera Quaresima, altro che mangiarsi i bastoncini Findus il venerdì. Un po' perché – inconsapevolmente – anche i grandi santi avevano forse assimilato quel concetto antropologico di carnevale come "infrazione regolatrice", uno strappo alle regole necessario e tollerato anche da una società rigidamente gerarchica e ordinata per poter, paradossalmente, autolegittimarsi.

Altro cavallo di battaglia del fronte anti-Halloween è la critica al gusto del macabro e l'adesione di satanisti – veri o presunti – ai festeggiamenti. Accusa debole anche questa, se consideriamo che le rappresentazioni della morte (pensiamo alle danze macabre) sono presenti da secoli nelle nostre culture, che le utilizzano proprio per esorcizzare e sdrammatizare la morte stessa. La paura esasperata del trapasso e del mistero che lo circonda è, al contrario, propria del mondo contemporaneo materialista, che cerca in tutti i modi di renderla un fatto privato, da non esternare.
Per quanto riguarda l'appropriazione della festa da parte del mondo satanista – che in sé esiste e non deve essere affatto sottovalutato – bisogna ricordare che per esso ciò rappresenta una specie di wishful thinking. I satanisti, che vedono nel revival neopagano una ghiotta occasione per fare proseliti, "vorrebbero" che Halloween fosse roba propria, e per questo ci mettono la bandierina. Durante la notte del 31 compiono sicuramente riti sacrileghi, ma se è per questo conosco anche neopagani che festeggiano i fuochi di Beltane il primo maggio: non mi pare però che qualcuno voglia abolire la festa dei lavoratori. 

Insomma, potrei proseguire oltre e conosco molte delle obiezioni, anche argomentate, che mi si potrebbero muovere. Ad esempio che il gusto del macabro non deve essere fine a se stesso, ma indirizzato in un'ottica di sensibilizzazione cristiana al giorno della propria morte. In conclusione, però, mi preme sottolineare quale sia l'impostazione mentale che, in buona fede, porta tanti miei amici a scagliarsi veementemente contro la tanto temuta notte delle streghe. In sostanza, credo che essa risenta di una profonda infiltrazione moralista di stampo puritano (boom!).

Non me ne abbiano gli amici, tra cui il grande Giuliano Guzzo (ti linko pure il blog, vedi che bravo?!), ma leggendoli e ascoltandoli non posso non pensare a Ned Flanders che nega ai figlioletti Rod e Todd di comprare delle caramelle gommose perché raffiguranti dei diavoletti o a quelli che dicono che Dungeons&Dragons è il primo passo verso la pratica dell'esoterismo.
In particolare, mi viene però in mente quella tenerissima scena di "Un mondo perfetto", diretto nel 1993 da Clint Eastwood, in cui un galeotto – interpretato da Kevin Costner – ruba un costume da Casper per il suo piccolo ostaggio, un bambino figlio di Testimoni di Geova a cui era vietato festeggiare Halloween.


Sto giocando sporco buttandola sui sentimenti? Forse. O forse voglio solo mettere in guardia tanti amici da non impelagarsi in battaglie di retroguardia care, fino a ieri, solo al mondo evangelico americano. Siamo cattolici, e su certi temi dovremmo solo ridere un po' di più, senza aver paura dei fantasmi. Neanche di quello di Casper.

 

9 commenti :

  1. "Innanzi tutto, nessuno nega che tale ricorrenza rappresenti un revival, abilmente orchestrato a fini consumistici, di lontane usanze pagane. Tale accusa è però debole, poiché dalle "nostre parti" continuano a sopravvivere usanze simili, mai cristianizzate nel corso di duemila anni e mai messe in discussione. Una su tutte il Carnevale che, ancora fino a un secolo fa, non era affatto una festa per bambini ma, al contrario, per adulti coscienti che coscientemente peccavano da adulti (e ci siamo capiti di che peccati parlo). Le cronache ci hanno tramandato le sofferenze e le meditazioni di grandi santi per la corruzione che dilagava prima del Mercoledì delle Ceneri (mica coriandoli e stelle filanti), ma mai nessuno si è sognato di cancellare il Carnevale dal calendario. Un po' perché dopo ti beccavi quaranta giorni di vera Quaresima, altro che mangiarsi i bastoncini Findus il venerdì. Un po' perché – inconsapevolmente – anche i grandi santi avevano forse assimilato quel concetto antropologico di carnevale come "infrazione regolatrice", uno strappo alle regole necessario e tollerato anche da una società rigidamente gerarchica e ordinata per poter, paradossalmente, autolegittimarsi."

    Qui sembra si confonda "lecito" con "tollerato". Con questa logica si arriva a difendere come buone e lodevoli le case chiuse. Il carnevale non era proibito semplicemente perché si temeva la trasformazione in una festa peggiore, con riti magici e orgiastici. Del resto la reazione dei santi dovrebbe far riflettere... se ne proibiva, ovviamente, la partecipazione a tutti i cattolici.
    Parlo del carnevale vero, ovviamente, non quello odierno, banalizzato come la quaresima.

    "Altro cavallo di battaglia del fronte anti-Halloween è la critica al gusto del macabro e l'adesione di satanisti – veri o presunti – ai festeggiamenti. Accusa debole anche questa, se consideriamo che le rappresentazioni della morte (pensiamo alle danze macabre) sono presenti da secoli nelle nostre culture, che le utilizzano proprio per esorcizzare e sdrammatizare la morte stessa. La paura esasperata del trapasso e del mistero che lo circonda è, al contrario, propria del mondo contemporaneo materialista, che cerca in tutti i modi di renderla un fatto privato, da non esternare."

    Non mi risulta che il modo di esorcizzare la paura della morte, per un cattolico, sia stata la "danza macabra". Un errore non si combatte con uno di segno opposto. Piuttosto esistono gli "esercizi per la buona morte", l'"apparecchio alla morte" di S. Alfonso, e altre innumerevoli devozioni...


    "Per quanto riguarda l'appropriazione della festa da parte del mondo satanista – che in sé esiste e non deve essere affatto sottovalutato – bisogna ricordare che per esso ciò rappresenta una specie di wishful thinking. I satanisti, che vedono nel revival neopagano una ghiotta occasione per fare proseliti, "vorrebbero" che Halloween fosse roba propria, e per questo ci mettono la bandierina. Durante la notte del 31 compiono sicuramente riti sacrileghi, ma se è per questo conosco anche neopagani che festeggiano i fuochi di Beltane il primo maggio: non mi pare però che qualcuno voglia abolire la festa dei lavoratori. "

    A me questa pare un'osservazione totalmente gratuita. Sembra il contrario: Halloween come data cara agli esoteristi proprio per dissacrare e paganizzare Ognissanti. Che poi possa essere un trampolino per l'occulto è un'altra evidenza. Inoltre non mi pare che nel primo Maggio si vedano comportamenti come per Halloween.

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  2. Nel film "Un Mondo Perfetto" è il bambino che ruba il costume da Casper, non il bandito (Kevin Costner). Bello anche il paragone con Ned Flanders. Condivido. Non al puritanesimo. Diciamo anche noi come Terenzio "Homo sum. Nihil humani a me alienum puto". Pace e bene a tutti e auguri!

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  3. Credo che buona parte del successo di Halloween, soprattutto presso le generazioni più giovani, sia determinato anche dalla loro attrazione nei confronti del Mistero. Una Chiesa che talvolta tende a dimenticare proprio la dimensione sacrale e verticale fa sì che si vada a ricercare tale dimensione altrove, in certo neopaganesimo o nell'esoterismo a buon mercato, per non dire di peggio.
    A mio avviso, è del tutto inutile demonizzare o ricorrere alla "caccia alle streghe": cerchiamo piuttosto, come la Chiesa ha sapientemente fatto per secoli, di "ricristianizzare" la festa, spiegando ai ragazzini il suo senso e sottolineandone limiti e rischi da una prospettiva cattolica. Se si educano cattolici consapevoli, non ci sarà nessun rischio ad andare in giro per le case, mascherati da fantasmi, a chiedere "dolcetto o scherzetto".

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  4. Vorrei sottolineare che accidentalmente pure i tdg possono azzeccarne una ogni tanto, e condannare la loro falsa e moralistica religione non significa necessariamente agire in tutto all'opposto loro.

    Condivido l'osservazione di Mancini, a parte il fatto della necessità di "cristianizzare" la festa: esiste già la festa cristiana di cui H. abusa. Il dilagare di H. deve spingere da una parte a riprovare l'impostura neopagana, e dall'altra a far nuovamente approfondire Ognissanti, come alcune splendide iniziative cattoliche del resto contribuiscono a fare. Il dolcetto/scherzetto lasciamolo da parte.

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  5. Condivido in pieno il pensiero di Taddeus

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  6. Ricristianizzare la festa caro Marco? già fatto! fin dal V secolo dai monaci irlandesi e da san Colombano con l'istituzione della festa di tutti i santi diffusa poi nel continente europeo dagli stessi missionari venuti dall'Irlanda, al precipuo scopo di "scalzare" la tradizionale festa pagana originaria dell'isola di smeraldo.

    Noi oggi dobbiamo riappropriarci della festa di Ognissanti, non scendere a patti con la festa di Halloween, per non apparire bigotti o "puritani", ma conciliatori con il mondo...questo se permettete non è molto "tradizionalista".

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  7. Ci sono molte tradizioni anche di dolci popolari che ricordano il giorno dei defunti, se è per quello. Sono feste e tradizioni che addolcivano un rapporto con la morte. Molto bello questo, di una "innocentista su Halloween": http://unapennaspuntata.wordpress.com/2012/10/17/mnestra-anime/
    Non è la stessa cosa che piazzare ovunque scheletrini, mostri e fantasmini (di plastica o mangiabili) che esorcizzano la morte banalizzando, infantilizzando.

    Il rapporto cristiano pregando e ricordando la morte con fiducia e speranza, da un lato. Dall'altro, l'associare invece la ricerca dell'eccesso, dell'esoterico, la paura, il brutto e l'orrido.
    E' chiaro che si tratta di un imbarbarimento.
    Che poi banalizzi anche streghe, magia e demoniaco, rendendole un prodotto considerato innocuo e fruibile da tutti (ma più attraente rispetto alla barbosa "religione") è solo un aspetto, ma da non trascurare.
    Al fondo, però, per me il vero punto è il fatto che nel giro di un paio d'anni, a freddo, per ragioni commerciali, si è passati da una festa quasi sconosciuta se non per gli appassionati di horror e di Peanuts, a qualcosa di inevitabile e definitivo, che tutti devono festeggiare perchè... sai, i bambini... hai visto mai che non si svaghino abbastanza come i loro compagni e mi crescono complessati... Non posso negargli la festa, hanno vinto i bottegai...
    Ecco, tutto questo darebbe solo un po' fastidio, nella sua artificialità, se non fosse per la sensazione che si innesti su di un terreno di coltura velocemente ed improvvisamente scristianizzato.
    Ed è dunque ozioso andare a scovare ragioni storiche ed antiche usanze locali in qualche modo ricollegabili, per voler vedere il lato buono, quando invece il punto è quello di bambini, ragazzi, giovani ed adulti che trovano più attraente sentire parlare di demonio che di Dio, non si sognerebbero mai di partecipare alla messa di Ognissanti, nè di non partecipare ad una festa in costume macabro... proprio quando meno hanno voglia di sentire parlare di morte, la esorcizzano trasformandola in qualcosa di puerile.
    Alpha T

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  8. sono COMPLETAMENTE D'ACCORDO con ALPHA T! senza troppi giri di parole. Le altre elucubrazioni sul "rilevare" positivamente questa "festa" è solo FLATUS VOCIS.

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  9. A me più che la storia del festeggiamento demoniaco... di festeggiare il giorno in cui è INIZIATO LO SCISMA PROTESTANTE non va affatto! di festeggiare qualcosa che prende per il c.... il Cattolicesimo perché esso crede nella preghiera per i defunti non va affatto! perché questo è Halloween: una presa per il c... dei protestanti verso i cattolici che non credono nelle preghiere per i defunti visto che il Purgatorio per loro non esiste e che per loro tutto è già scritto!

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