04 novembre 2012

Evoluzione e peccato originale. Monogenismo e poligenismo a confronto

di Riccardo Zenobi

Parte della diatriba suscitata dagli scientisti sull'origine dell’uomo verte sulla questione poligenismo/monogenismo, in relazione al dato biblico del peccato originale. Questi due temi sono strettamente connessi, poiché la Rivelazione biblica e il magistero susseguente vedono nella disobbedienza originale a Dio un atto personale dei progenitori, non solo un atto “figurato”, ma un avvenimento (per quanto misterioso) che dalla coppia originale si è spinto, con i suoi effetti, fino a noi. Prima di addentrarci nella questione, vediamo di chiarire alcuni termini in gioco.

Per monogenismo si intende l’origine di tutti gli esseri umani da una coppia primordiale, dalla quale deriverebbe tutta l’umanità, la quale sarebbe così apparentata. Per poligenismo si intende invece che l’umanità deriva da più individui originari, i quali sarebbero nati indipendentemente l’uno dall’altro. Sviluppiamo ognuna di queste due idee per vedere dove ci portano e che relazioni hanno con la scienza e la fede, partendo però dall’idea che Dio crea direttamente l’anima umana, mentre il corpo segue il corso delle cause seconde; dico questo per far capire cosa intendo quando parlo di creazione dell’uomo.

Il monogenismo si addice meglio al dato biblico: creazione dell’uomo e della donna, fratellanza universale degli uomini in senso sia spirituale (in quanto figli di Dio) sia in senso umano, come visione di qualcosa di fisico che ci unisce tutti quanti. In tal modo si spiega anche il peccato originale come peccato personale di entrambi i progenitori, cosa che rende più “facile” capire i suoi meccanismi di trasmissione a tutti gli esseri umani. Dal punto di vista scientifico è possibile che le condizioni che hanno portato a far sì che un corpo materiale potesse essere infuso di un’anima umana siano praticamente irripetibili. Detto in altri termini: le mutazioni favorevoli alla nascita del primo uomo erano sostanzialmente irripetibili, tanto che non è difficile immaginare che potessero aver portato alla nascita di una singola coppia invece che ad una moltitudine di individui. Di contro, c’è una conseguenza inevitabile a tutto ciò: anche ammesso che i progenitori non fossero nati dalla stessa coppia, ai loro figli si sarebbe subito posto il problema dell’incesto, per necessità. Se l’umanità è nata da una singola coppia, i primi discendenti erano fratelli in senso letterale del termine.

Il poligenismo invece evita questo problema, poiché se ci fosse stata una moltitudine di individui fin dall’origine dell’umanità, allora la parentela sarebbe stata solo spirituale. Ma si pongono altre questioni. Per prima cosa, questi individui dovrebbero aver avuto origine da individui diversi della stessa specie, i quali avrebbero dovuto portare in contemporanea gli stessi mutamenti favorevoli. Insomma, sarebbe come se la specie umana fosse nata non una volta, ma più volte in individui animali diversi. Anche dal punto di vista biblico le cose non si accordano molto: d’accordo, possiamo sempre dire che “in un senso” Adamo ed Eva simboleggiano una coppia e “in un senso” un insieme di individui; che il peccato originale è “in un senso” personale e “in un senso” collettivo, ma tutti questi doppi sensi creano più problemi di quanti ne intendano risolvere. Ammettendo che individui umani siano nati in tempi differenti da individui diversi della stessa specie, cosa ci eviterebbe di pensare che da questa specie siano nati altri esseri umani anche dopo gli eventi del peccato originale? Anche essi sarebbero capostipiti di una parte di umanità, poiché non sono nati da esseri umani precedenti; ma come si sarebbero propagate ad essi le conseguenze del peccato originale? Avrebbero essi compiuto un “altro peccato originale” che riguardava solo loro e la loro discendenza? Ciò non farebbe che complicare ulteriormente una situazione che chiara non è affatto.

Nell’enciclica Humani Generis di Pio XII si nota come “non si scorge nessuna possibilità di conciliare quest'ipotesi [poligenismo] con quanto insegnano le fonti della verità rivelata e gli atti del magistero della Chiesa sul peccato originale, che deriva da un peccato veramente commesso da Adamo personalmente e che si trova come proprio in tutti, a cui è trasmesso per generazione (cf Rm 5,12-19)”, e personalmente sono giunto alle medesime conclusioni in questo post. Alla luce di quanto sappiamo finora, il poligenismo complica la situazione anziché semplificarla. I dati attuali sullo studio del genoma tendono a mostrare che gli esseri umani sono nati da uno stesso ceppo, ed anche se una parola definitiva è difficile averla ritengo, per quanto già affermato, che la tesi monogenista sia preferibile al poligenismo.
 

7 commenti :

  1. perché è stato tolto il mio commento?
    perché non posso far sapere a tutti di esser sollevato dall'apprendere che Riccardo Zenobi preferisce la tesi monogenista al poligenismo?

    non è forse il mio sollievo importante?

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  2. non posso che essere d'accordo.

    anche secondo me una volta c'era un tizio che si chiamava proprio Adamo ed una tizia che si chiamava proprio Eva che erano in un posto chiamato proprio Paradiso Terrestre dove stavano soli soletti. Poi viene un coso chiamato Serpente che fa mangiare alla tizia chiamata Eva un frutto chiamato Mela la quale lo fa mangiare anche al tizio chiamato Adamo etc. etc.

    il mio sollievo è proprio derivante dal fatto di pensarla come Riccardo Zenobi. Per una volta infatti, Zenobi, Pio XII ed io siamo in perfetta sintonia.

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  3. Hai letto male l'articolo temo. Buon proseguimento e approfondimento.

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  4. In giro c'è un tizio anonimo che si chiama prorpio Anonimo e che ha proprio frainteso, perfino sul frutto che non si chiamava proprio Mela, ma, semmai, proprio "frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male". Proprio!

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  5. Perché non parla più se sa così tante cose? Mah...

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  6. un autore, sacerdote che tenta di conciliare magistero e poligenismo e Fiorenzo facchini;
    http://www.disf.org/Voci/121.asp
    Io personalmetne trovo la difficoltà più insormontabile nel superare il dogma del Concilio di trento della propagazione del peccato originale non per imitazione (ma per generazione e come favcevano quindi se erano già nati al tempo di Adamo?); le ipotesi proposte mi sono sembrate poco convincenti.

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