26 novembre 2012

Non è un Paese per cristiani: ultime da laicolandia

di Riccardo Facchini

Dire che l'Europa sia ormai secolarizzata e scristianizzata potrebbe suonare come il solito motivetto cantato da noi calimeri cattolici: peccato che sia vero. A volte ci proviamo a difenderla, raccontando a noi stessi la storiella della differenza tra laicità e laicismo. Ma non prendiamoci in giro, sta fiaba ce la siamo un po' inventata per non spaventare nessuno. Se è infatti vero che sarebbe possibile una laicità non nemica della fede, sappiamo anche che – nei fatti – quasi tutti quelli che oggi ne fanno una bandiera hanno un solo scopo: estirpare, con più o meno veemenza, ogni residua traccia di cristianesimo dal vecchio continente.

Ovviamente non si parla di persecuzioni brutali: figurarsi se si desidera una reazione delle masse stile Cristeros (e poi la violenza è così volgaVe, mica sono incivili come i nigeriani). L'emarginazione è però più infida, e avviene principalmente attraverso due canali: la ridicolizzazione dei cattolici sui media e la damnatio memoriae verso tutto ciò che odori lontanamente di cristianesimo, anche a costo di scadere nel patetico. 



Sul ridicolizzare, purtroppo, ai laiconi spesso piace vincere facile. Non pochi uomini di Chiesa, politici cattolici o semplici fedeli ce la mettono tutta per farsi sbertucciare a causa della loro crassa ignoranza e/o dell'incapacità di comunicare. Problemi a cui si potrebbe facilmente rimediare leggendo buona stampa (pare che come pulisca le cacchine dei pappagallini Famiglia Cristiana non lo faccia nessuno) e interiorizzando a pieno il messaggio di quel furbacchione di Nostro Signore: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10, 16-18).

La cancellazione di ogni traccia di cristianesimo dalla scena pubblica, però, è ben più difficile da contrastare e, chissà per quanto, ci resta quindi solo una cosa da fare: denunciare, denunciare, denunciare (e anche incazzarsi un po'). 
Denunciamo quindi, riassumendo in alcuni flash – o shots, per gli amici di C&dM – le ultime da laicolandia:

- L'Unione Europea ha sentenziato: la moneta da due euro che la Slovacchia ha deciso di coniare per i 1.150 anni dalla predicazione di Cirillo e Metodio è troppo cristiana e deve essere modificata. Quegli integralisti barbuti che hanno convertito mezza Europa erano infatti raffigurati, nei bozzetti iniziali, con aureola sulle capocce e croce sulle vesti. Gli euroburocrati hanno proposto, in alternativa, dei paramenti arcobaleno gay friendly, ma poi si sono resi conto che i colori sul conio non rendevano.

- La "coordinatrice pedagogica" (aridatece i bidelli) di un asilo in Trentino ha proibito ai bambini di farsi il segno della Croce a mensa prima di mangiare. Ha poi aggiunto "Ora scusatemi, ma devo stilare i menù halal".

- La preside di una scuola di Caorso (PC) vieta di esporre il presepe per «non connotare in un senso religioso univoco le feste». Il sindaco ne regala comunque quattro all'istituto e si guadagna un posto come Re Magio.

Se questa è la laicità, tenetevela pure.



 

3 commenti :

  1. E sulla di vicenda del Commissario Europeo Tonio Borg?

    http://www.europeandignitywatch.org/it/day-to-day/detail/article/european-commission-vacancy-no-christians-need-apply.html

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  2. non fate di tutta un' erba un fascio, sono laico ma nello stesso tempo Cristiano.

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