10 novembre 2012

Una scuola d'arte sacra a Firenze

di Luca Taddei

Dony Mac Manus è uno scultore irlandese che esercita la sua attività a Firenze, culla del RinascimentoLo abbiamo intervistato nella sua bottega, dove è nata l'idea di una scuola d'arte particolare, la Sacred Art School - Firenze. Il proposito è quello di riportare Cristo al centro dell'arte - dopo una lontananza plurisecolare - in modo che essa ritorni a comunicare la bellezza.


Qual è stato il motore di questa iniziativa?

Io e i miei collaboratori stiamo per partire con una scuola di arte sacra, la Sacred Art School - Firenze, perché vogliamo affrontare la crisi della cultura occidentale. Quando guardo alla storia dellʼarte vedo che la più alta manifestazione di ogni cultura è nell'arte sacra, sia essa greca, egizia, azteca, indiana o africana. Quindi, se vogliamo affrontare la crisi culturale dell'occidente, il modo più efficace è quello di recuperare lʼarte sacra. Tutte le culture derivano dalla fede e quindi, prima di recuperare la nostra cultura, dobbiamo ritrovare la nostra fede (cristiana). La cultura occidentale poggia su quattro pilastri: il mondo greco, quello romano, quello giudaico ed infine quello cristiano, che trovano la massima sintesi nella Chiesa Cattolica, il luogo dove l'artista "sacro" cerca l'ispirazione. Abbiamo scelto Firenze come principio di questo Rinascimento dell'arte visuale per la sua ricca tradizione e la sua capacità di ispirare: è il luogo dove gli artisti si sentono più a loro agio, è la Mecca dellʼarte! Ed il primo passo di questa Scuola sarà il Corso in Artigianato e Arte Sacra, che comincerà qui a Firenze a dicembre. Per i giovani che hanno intenzione di specializzarsi in un percorso culturale, professionale e artistico con al centro lʼarte sacra è offerta fino al 16 novembre l'opportunità di iscriversi beneficiando di 15 borse di studio.

Cos'è la arte sacra oggi e perché oggi è in crisi?

Lʼarte sacra di oggi è la stessa di sempre, siamo noi piuttosto ad aver perso la capacità di comprenderla, a causa della nostra poca fede. Per capire qualsiasi idea abbiamo bisogno di un linguaggio e, se lʼidea è buona, viene comunicata al destinatario attraverso quel linguaggio, che ne permette l'assimilazione. Allo stesso modo, il messaggio cristiano si diffonde attraverso la bellezza, con la stessa logica dell'Incarnazione: la Bellezza si fa opera d'arte. Il nostro compito è quindi quello di ricostruire il linguaggio, rappresentato dall'arte figurativa, con il suo fondamento nella logica anatomica e nella poesia della forma. La ragione per cui siamo in crisi è perché abbiamo de-costruito questo linguaggio in maniera eccessiva, perdendo l'accesso a tutte quelle idee che gli hanno dato vita: è lo stesso motivo per cui, se non si comprende la lingua italiana, non si può apprezzare la cultura italiana, e con essa i suoi maggiori esponenti: Dante, Petrarca... Tutti i linguaggi provengono dalle idee! Chi ha de-costruito lʼarte occidentale ha disconnesso la cultura dalle proprie fondamenta ed essa, come ogni organismo vivente senza radici, ha rischiato di morire. Per dare nuova linfa a questa cultura dobbiamo riconnetterci alle nostre radici, il che non significa tornare ad una tradizione ormai anacronistica o proseguire senza di essa, ma vuol dire andare avanti nella tradizione.

Qual è il rapporto tra fede e arte?

La fede è lʼidea, lʼarte è il linguaggio. Senza unʼidea non abbiamo niente da comunicare. Questa è la radice della crisi nell'arte contemporanea, come abbiamo visto prima. Ci sono molti artisti che non hanno niente da dire perché non credono in niente, e ci sono altri artisti che credono, ma non possiedono un linguaggio che consenta loro di comunicare questa fede. Ciò che proponiamo nella nostra Scuola è l'insegnamento del linguaggio artistico, potenziato dallo studio della filosofia e della teologia dei Grandi Maestri del passato. In questo modo gli studenti che amano per esempio i lavori di Michelangelo e di Velàsquez possono imparare sia il linguaggio artistico, sia le idee che hanno dato vita a quel linguaggio, così da poter penetrare con forza la nostra tradizione culturale. La nostra sfida è quella di risolvere i gravi problemi dell'arte contemporanea, diffusi soprattutto nelle scuole: quelle pubbliche fanno fatica a tramettere un linguaggio artistico, mentre nelle scuole private non si è capaci di utilizzare le "parole" dell'arte per approfondire le tematiche religiose. Risultato: gli studenti sono frustrati a causa dell'incapacità di usare questo linguaggio per relazionarsi con la cultura contemporanea.

Ha un ricordo particolare della sua storia di artista?

Il motivo per cui insegno anatomia ai miei studenti è quello di illustrare la differenza tra logica anatomica e poesia della forma, e a questo scopo utilizzo un approccio scientifico, poetico e mistico. Un mio allievo giapponese, Osamu Tanimoto, ascoltando le lezioni ha rielaborato il concetto di arte come ispirazione spirituale in forte relazione con la fede: da questa intuizione ha iniziato a studiare il Cristianesimo, e nel giro di qualche mese ha ricevuto il battesimo nel Duomo di Firenze dal Cardinal Betori, durante la Veglia Pasquale.
 

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