28 dicembre 2012

La vie en rose



di Valentina Ragaglia

Donne in cerca di guai, cantava Zucchero nel 1985.
La polemica questa volta è stata innescata dall’affissione nella bacheca di San Terenzo in Lerici di un editoriale pubblicato su Pontifex.it il cui titolo a lettere cubitali afferma: Le donne e il femminicidio. Facciano sana autocritica. Quante volte provocano?

Don Piero Corsi, parroco della chiesetta ligure, che ha peccato di superficialità, ha ben pensato che un articolo di per sé insignificante, soprattutto nella sostanza, in quanto manca di chiari riferimenti dottrinali, potesse scuotere le anime dei fedeli a riflettere sul tema in questo tempo di festa. Ed invece impazza la polemica. Tv, giornali, social network, come sempre si muovono sull’onda del caso giornalistico per gridare allo scandalo.  

Pontifex.it si pone in maniera rude nei confronti non solo della realtà nel suo complesso, ma anche della questione specifica, che ha un peso ed una portata sociale non indifferente. Al di là dei ricami giornalistici, spesso esagerati, non è da sottovalutare il clamore che un avviso simile, senza previa preparazione dei parrocchiani, possa suscitare. Nell’articolo si legge, a detta dell’autore, Bruno Volpe, che il problema di fondo starebbe nell’esagerata eco che sui mass media si dà ai fatti di stupro e violenza sulle donne. Queste azioni violente - da condannare - sembrerebbero trovare la loro origine in uno smodato uso di abbigliamento provocante, lingerie in bella vista nelle vetrine dei negozi di intimo; tutto ciò inevitabilmente finirebbe per stuzzicare e solleticare l’appetito dell’uomo. La colpa sarebbe da ricercare in queste donne sempre più impegnate a guardare se stesse che a badare alla famiglia, perché: “si può credere che gli uomini siano tutti impazziti”? 

Gli attivisti di Telefono Rosa condannano l’azione del parroco, ritenendola pericolosa e fuorviante e chiedono l’intervento del premier Monti e del Papa in persona. Al di là dell’articolo, che ha un retrogusto bigotto in stile vittoriano, la riflessione merita attenzione. Secondo dati ministeriali, ogni due giorni una donna è vittima di violenza e non si tratta di soprusi fatti da estranei o da sconosciuti, bensì da membri della famiglia: mariti, fidanzati, parenti. Non è un problema che nasce sempre e comunque da circostanze esterne alla vita quotidiana delle vittime, quanto piuttosto all’interno delle stesse mura domestiche. E’ questa la tragedia. I casi accertati sono un dato statistico oggettivo, perché non tutte hanno la forza di denunciare, di scoprirsi per timore e per paura. 

E’ il mondo che è cambiato ed il guaio è che molti uomini e molte donne decidono di farsi cambiare dalle mode estemporanee e dalle tendenze. E’ un mondo troppo veloce, che non procede più a passo d’uomo, portandolo così a perdere la bussola, a disorientarsi. Dietro lo stupro si nasconde una grave forma d’insoddisfazione, di desiderio di dominio, di controllo. L’uomo deve provare di essere il più forte, di poter possedere carnalmente. Perché ci si stupisce se un romanzo erotico di bassa lega come 50 sfumature di grigio riscuota successo ed appalusi? Mister Gray incarna il prototipo  dell’uomo insoddisfatto ed assuefatto di questi tempi: «Devi sapere che appena varchi la mia soglia per essere la mia Sottomessa, io farò di te quello che voglio. Devi accettarlo e desiderarlo… Ti punirò quando mi ostacolerai. Ti addestrerò a compiacermi». D’altro canto le donne, con la rivoluzione sessuale, hanno alienato se stesse. Hanno rinunciato, a volte, alla loro chiamata alla bellezza della maternità per barattarla con un’effimera libertà: una minigonna per una gravidanza. In un mondo così ammalato di erotismo, fatto di messaggi sessuali più o meno espliciti, che si fonda su un vocabolario volgare, che ha sostituito la Bibbia con il Kamasutra, la Chiesa sembra darci una lente d’ingrandimento con cui sondare il ruolo della donna. 

Paolo VI ha detto: «Nel cristianesimo, infatti, più che in ogni altra religione, la donna ha fin dalle origini uno speciale statuto di dignità, di cui il Nuovo Testamento ci attesta non pochi e non piccoli aspetti (...); appare all'evidenza che la donna è posta a far parte della struttura vivente ed operante del cristianesimo in modo così rilevante che non ne sono forse ancora state enucleate tutte le virtualità». Il Beato Giovanni Paolo II parla di genio femminile, rivitalizza l’essenza femminile, svilita dalle battaglie sessantottine: «Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita. Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita. Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza. Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità. […] Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.».  

Senza scadere nella polemica sterile, fatta di slogan e strumentalizzazioni ideologiche, bisogna entrare nel cuore della vita e guardarla con occhi nuovi, imparando ad amare. Alessandro D’Avenia ha scritto: «Se solo gli uomini sapessero che per amare una donna occorre amare la bambina che è in lei…».
 

2 commenti :

  1. C'è troppa lascivia!
    Questa è una società edonista.
    Ne ho parlato sul mio blog, http://italiaemondo.blogspot.it/2013/01/la-questione-della-donna.html.

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