11 dicembre 2012

I cattolici e il voto: qualche (utile) riflessione


di Giulia Tanel 

Nell’ultimo periodo mi è capitato più volte di discutere di politica con amici cattolici e la domanda di fondo era sempre la stessa: “Ma noi cattolici chi possiamo votare alle prossime elezioni?”.

Chiarisco subito che non conosco la risposta a questa domanda e che non ritengo di avere le competenze politiche per dare consigli a nessuno.
La cosa che mi interessa fare è solamente proporre alcune riflessioni.
In primo luogo, è doveroso evidenziare che la Chiesa non dà ai fedeli indicazioni vincolanti circa il partito da votare, anche se qualche giorno fa un amico sosteneva ironicamente che “da qualche parte ci dev'essere scritto che i cattolici non possono votare a sinistra, forse è nella Bibbia”.

Quali sono dunque i criteri che i fedeli devono seguire nell'apporre la propria croce sulla carta elettorale? Ebbene, i cattolici sono chiamati a propendere per le fazioni politiche che dimostrano di promuovere e difendere i cosiddetti “principi non negoziabili”, che Benedetto XVI ha mirabilmente dettagliato nel corso di un Convegno promosso dal PPE il 30 marzo del 2006. Riportiamo le parole del papa: «Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l’interesse principale dei suoi interventi nella vita pubblica si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili. Tra questi, oggi emergono chiaramente i seguenti: la protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale; il riconoscimento e promozione  della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme  radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile; la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figliQuesti principi non sono verità di fede, anche se sono illuminati e confermati dalla fede; sono insiti nella natura umana, e pertanto  sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nella loro promozione non è quindi di carattere professionale, ma si dirige a tutte le persone, indipendentemente dalla loro affiliazione religiosa. Questa azione è anzi ancor più necessaria nella misura in cui questi principi sono negati o fraintesi, perché in questo modo si compie un’offesa alla verità della persona umana, una grave ferita provocata alla giustizia stessa». 

A quanto detto fino ad ora vorrei aggiungere un’ulteriore riflessione. Spesso si sente, in riferimento alla classe politica nostrana: “Caio sarebbe bravo, ma è attaccato ai soldi”, “Sempronio si dice cattolico, ma poi non va a Messa”, e via discorrendo. Tutte cose giuste, ci mancherebbe. Tuttavia fare affermazioni di questo genere significa fermarsi al nudo giudizio riguardo le azioni dei nostri fratelli, atteggiamento che peraltro conferma pienamente l’immagine evangelica per cui la pagliuzza nell’occhio altrui risulta essere molto più evidente della trave presente nel nostro.
Sinceramente, chi di noi può anche solo pensare di elevarsi a modello, sia nella fede che nella coerenza di vita? Ecco quindi che anche con i politici occorre essere clementi, proprio perché sono uomini come noi, peccati e debolezze comprese. L’importante è che, nel loro agire quotidiano in politica, portino avanti la difesa dei valori non negoziabili. Poi a casa loro sono liberi di comportarsi come credono: nella sfera privata, infatti, il giudizio spetta solo a Dio.

In conclusione, lo ripeto: non so in quale partito possa riconoscersi un cattolico oggigiorno. L’importante è che, votando, si tengano a mente i valori non negoziabili sopra esposti e ci si ricordi – per dirla con uno slogan passato alla storia – che “nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!”.
 

8 commenti :

  1. Buona sintesi. C'è da correggere "professionale" con "confessionale".

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  2. Un ottimo intervento, complimenti.
    Si potrebbe discutere qualcosa della "ulteriore riflessione" perché spesso le azioni extrapolitiche sono indice della solidità dell'adesione ai valori, la stessa che si traduce nell'impegno pubblico.

    La mancanza di radicalità personale (fregiarsi di un'etichetta esteriore è più facile) è una delle cause dei disastri della situazione presente. Ovviamente non mi riferisco ad un partito o ad una persona in particolare: c'è proprio un clima di generale incoerenza.

    Rimane vero che mentre il giudizio politico (la scelta elettorale, insomma) è necessario e doveroso, il giudizio morale sul singolo non spetta certo agli uomini. Anche perché i programmi sono più o meno pubblici, così come le politiche del passato, mentre le vicende personali sono frequentemente inconoscibili.

    Aggiungo un riferimento a quello (assai pertinente) già citato: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20021124_politica_it.html

    Purtroppo è un testo lungo e complesso, ma tratta questioni capitali (ad esempio ribadisce, verso la fine, la coerenza del Magistero conciliare sulla libertà religiosa con la condanna ottocentesca dell'indifferentismo). Elenca fra i valori non negoziabili, oltre ai tre già richiamati (vita indisponibile, famiglia naturale, libertà educativa) che sono in assoluto i più importanti, anche la costruzione di una economia giusta e la lotta contro le moderne schiavitù (droga e prostituzione gli esempi citati al capo 4), fra le quali potremmo aggiungere il gioco d'azzardo che sta dilagando per calcoli economici e populistici irresponsabili.
    Ci sarebbero tutti gli orientamenti necessari per un programma a 360 gradi.

    Grazie ancora per l'utile spunto di riflessione.

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  3. votate a sinistra, Dio ti vede Berlusconi no!

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    1. Amen!
      Dal Catechismo Chiesa Cattolica:
      2355 La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo).

      Pensate alle 'serate eleganti' con escort a casa Berlusconi, pensate a Ruby, pensate alle suddette protagoniste delle serate eleganti messe in Parlamento e in Regione SOLO E SOLTANTO PERCHE' SONO STATE CON B., e che questa e' praticamente induzione alla prostituzione di massa. questa volta non ci si puo' raccontare che il B. e' un utile idiota che si frappone fra il mondo e i matrimoni gay, questa volta cattolico di destra non hai scuse, se voti Berlusconi commetti peccato mortale!

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  4. Chi glielo dice ai catto-liberisti (Dio li perdoni e li converta!) che se lo Stato combattesse il gioco d'azzardo, bisognerebbe alzare le tasse per compensare i mancati introiti? :D

    Riguardo alla prostituzione, essa era tollerata e regolamentata nello Stato della Chiesa, per cui mi sembra chiaro che non possa essere paragonata alla difesa della vita e della famiglia, quanto a importanza.

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    1. No, non e' chiaro proprio per niente. Anzi, catechismo alla mano, la prostituzione e' piu' grave degli atti omosessuali, in quanto la prostituzione degrada la dignita' della persona umana (valore non negoziabile) sia di chi 'pratica' sia di chi 'offre il servizio.e dato che ora come allora non sei riuscito a spiegarmi perche' e in che modo il riconoscimento civile delle unioni omosessuali disintegrerebbe la famiglia, direi che votare un conclamato pappone sia piu' grave di votare a sinistra.

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    2. Quindi, fammi capire: essere governati da un lussurioso è peggio che vivere in una società in cui siano sovvertiti i principi del diritto naturale?
      Sarebbe come dire che è meglio avere un Papa eretico che peccatore.

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  5. Non e' solo un 'lussurioso' il nostro eroe; uno degli aspetti 'cardine' dell'era berlusconiana e' la promozione della prostitzione di massa. Vuoi andare in Tv? Vai al Bunga Bunga. Vuoi andare in Regione-Parlamento? Idem. L'importante e' farsi smanacciare, le altre qualita' possono esserci o meno; questo il messaggio veicolato dal berlusconismo.
    Non si tratta neanche di 'tollerare'la prostituzione come nello Stato Pontificio che ricordava Virga; Berlusconi ha indicato la prostituzione come IL mezzo di promozione sociale.Un invito al peccato di massa, laddove la regolamentazione delle coppie di fatto estenderebbe solo dei diritti civili per dei cittadini, sicuramente non creerebbe omosessuali ne inviterebbe , o potrebbe invitare, a diventarlo
    ne abbiamo discusso qua; http://www.campariedemaistre.com/2012/11/i-pantaloni-rosa-lalienante.html

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