01 gennaio 2013

La Chiesa Cattolica e la vera pace (una riflessione di Robert. H. Benson)

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, pubblichiamo un estratto dell'opera di Robert Hugh Benson (1871-1914) "Paradossi del Cattolicesimo", dedicato proprio al rapporto tra il Cattolicesimo e la vera pace.

di Robert Hugh Benson 

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. (Matteo 5, 9).

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada (Matteo 10, 34).

Abbiamo visto come la chiave per interpretare sia i Paradossi del Vangelo che quelli del Cattolicesimo sia la stessa e che la Vita che li produce sia al tempo stesso Divina e Umana. Andiamo ora a vedere come questa chiave risolverà i paradossi del Cattolicesimo, specialmente quelli che ci sono contestati dai nostri avversari. Ai nostri giorni il Cattolicesimo non è più ritenuto tanto assurdo, da parte degli uomini intelligenti, da non poterne discutere. Coloro che restano fuori dai confini della Chiesa giustificano la loro scelta con motivazioni ben argomentate, e fanno accuse precise che è nostro dovere confutare se non vogliamo riconoscerle fondate.
Non c’è dubbio che chi vive al di fuori delle mura della Città della Pace non può saper nulla della vita che vi si conduce, nulla dell’armonia e della consolazione che solo il Cattolicesimo può dare. Tuttavia ad un certo punto può darsi benissimo che questi osservatori esterni possano conoscere, di questa città che guarda verso il cielo, del posto che occupa nel mondo, della sua grande influenza sulla vita umana in genere, possano conoscere qualcosa di più dei credenti che vivono in pace al suo interno. Partiamo allora dalla considerazione che non necessariamente le loro valutazioni siano del tutto errate. Può darsi che essi abbiano colto degli indizi che a noi siano sfuggiti e delle relazioni che, o troppo facilmente diamo per scontate, oppure non riusciamo a vederle per niente. Ed è possibile che questi atti d’accusa vengano usati come prova della nostra falsità.

1 – Bisogna dire che l’obiettivo principale di tutte le religioni del mondo degne di questo nome è sempre stato quello di promuovere e stabilire la pace tra gli uomini. In modo superiore alle altre è stato fin dai primi tempi anche l’obiettivo del Cristianesimo. […] Possiamo allora dire che la pace fa parte della stessa essenza del Cristianesimo, e la suprema benedizione discende sugli operatori di pace che saranno chiamati figli di Dio.
Eppure, se ci rivolgiamo al Cattolicesimo, siamo costretti a vedere in esso non un elemento di aggregazione, ma di disgregazione, non la figlia della pace, ma la madre delle discordie: «Vi è forse oggi – ci vien fatto osservare con enfasi retorica – una sola fra le tormentate regioni d’Europa le cui miserie non dipendano almeno in parte dalle rivendicazioni del Cattolicesimo? […] Guardate indietro nella storia e scoprirete che fu sempre così. Che cosa perturbò tanto spesso la vita politica dell’Inghilterra dal dodicesimo al quindicesimo secolo e la divise poi nettamente in due parti nel sedicesimo, se non la resistenza deliberata di una nazione adolescente contro la tirannia di Roma? Che cosa determinò il periodo delle guerre religiose in Europa, l’incendio di Smithfield, gli strumenti di tortura di Elisabetta, lo spargimento di sangue della Notte di S. Bartolomeo, se non questa intollerabile ed intollerante religione che sempre rifiutò di venire a patti anche con i più ragionevoli dei suoi avversari? Se consideriamo bene le cose per definire con precisione le responsabilità, possiamo anche ammettere che, naturalmente, in questi esempi descritti non sia stata la Chiesa Cattolica ad aggredire; ma infine è giusto dire che fu lei l’infelice causa di questo inarrestabile diluvio di sofferenze umane. Quanto stranamente dissimile dalla religione di Gesù Cristo, dobbiamo allora dire, è questa religione della discordia, benché tutti questi diritti e opposizioni di natura dogmatica e morale poggino sulla mansuetudine del Pover’Uomo di Nazareth!
Se oggi il vero Cristianesimo nel suo nascondimento è ancora presente da qualche parte, non è certo nella Chiesa Cattolica che lo troviamo; possiamo invece trovarlo nel nostro stesso paese, o in ogni altro, tra le persone miti e misericordiose, tra uomini cioè che lottano per la pace ad ogni costo, uomini in cui rifulgono le virtù della tolleranza e della carità e che, ben più di altri, meritano di essere chiamati figli Dio come in una delle beatitudini».

2 – Se dalla Vita della Chiesa Cattolica passiamo a considerare quella di Gesù Cristo, in un primo momento abbiamo l’impressione, in verità, che l’accusa che ci viene rivolta sia giustificata. Non possiamo smentire le accuse dei nostri critici: ognuna di quelle testimonianze storiche è vera; è certamente vero che il Cattolicesimo è stato occasione di spargimento di sangue ben più di quanto non lo siano state l’ambizione e la gelosia umane. Ed è vero anche che Gesù Cristo pronunciò quella benedizione sugli operatori di pace; che ingiunse ai suoi seguaci di aspirare alla pace; e che, nel momento più alto della sua glorificazione, diede loro quella Pace che solo Lui poteva concedere. Però, se guardiamo più da vicino, troviamo che il caso non è così semplice. Perché, innanzi tutto, quale fu l’effetto diretto e immediato della Vita e della Personalità di Gesù Cristo sulla società nella quale visse, se non la produzione degli stessi dissensi, dello stesso spargimento di sangue, delle stesse miserie di cui si fa colpa alla Sua Chiesa? Fu proprio per questo che fu consegnato nelle mani di Pilato: «Egli eccita il popolo. Egli pretende di essere Re. Egli è un demagogo polemico, un cittadino sleale, un pericolo per la Pace Romana».
Né in verità mancano i pretesti a sostegno di queste accuse. Non era certo il linguaggio di un pacifista moderno, del moderno “Cristiano” tollerante, che veniva fuori dalle Divine labbra di Gesù Cristo: “Andate a dire a quella volpe”, esclamava riferendosi al governatore del Suo popolo. “Voi sepolcri imbiancati, pieni di ossa di morti! Voi, vipere! Voi, ipocriti!”: questo era il linguaggio che usava rivolgendosi ai rappresentanti della religione d’Israele. È per caso lo stesso linguaggio che viene usato oggi tra i maggiori esponenti del pensiero religioso? Sarebbe tollerato oggi un linguaggio come questo dai pulpiti dei pacifisti Cristiani, anche solo per un istante? È possibile immaginare discorsi più infiammabili, sentimenti più “anticristiani” (come verrebbero definiti oggi) di questi che furono espressi dallo stesso Divino Fondatore del Cristianesimo? E che dire della scena stupefacente nella corte del tempio, quando Egli rovesciò i banchi dei cambiavalute? Il significato, poi, di queste parole e di questi sistemi, è piuttosto esplicito: “Non prendete abbagli” grida ai pacifisti moderni che pretendono di essere i soli a rappresentarlo, “Non prendete abbagli. Io non son venuto a portare pace ad ogni costo: vi sono cose assai peggiori della guerra e dello spargimento di sangue. Io sono venuto non a portare la pace ma la spada, sono venuto a dividere le famiglie, non ad unirle, a frantumare i regni, non a consolidarli; sono venuto a mettere la madre contro la figlia e la figlia contro la madre; non sono venuto a stabilire la tolleranza universale, ma la Verità universale”.
Come possiamo risolvere, allora, questo Paradosso? In che senso è possibile che il significato della Personalità del Principe della Pace, e conseguentemente il significato della Sua Chiesa, a dispetto della loro pretesa di essere amici della pace sarebbe invece non la pace ma la spada?

3 – Rispondiamo a queste domande.

3.1 La Chiesa Cattolica è una Società Umana formata da esseri umani, che dipende, sotto l’aspetto umano, da circostanze umane; che può essere assalita, indebolita, disarmata da nemici umani. È situata all’interno della società umana ed è con questa che ha a che fare ogni giorno. Se essa non fosse umana; cioè, se fosse una società puramente Divina, una città situata nell’alto dei cieli, un ideale distante nel tempo e nello spazio verso il quale tenda l’umanità, non ci sarebbe alcun motivo di scontro. Essa non verrebbe mai a contatto diretto con le passioni e i contrasti degli uomini. […]
Così come non ci sarebbero conflitti se essa fosse una società puramente umana. Se fosse semplicemente il prodotto di un processo di elevazione morale avviato dal basso, la risultante della più squisita concezione religiosa del mondo, la più eminente rappresentante del massimo livello di preparazione spirituale, potrebbe ugualmente venire a compromessi, sospendere quelle Norme e restarsene in silenzio.
Ma essa è al tempo stesso Umana e Divina, e la sua conflittualità è indubbia e inevitabile in quanto la Chiesa risiede fra i regni di questa terra che sono, almeno ai nostri giorni, costituiti su basi esclusivamente umane. Gli uomini di Stato e i re, ai nostri giorni, non fondano la loro politica su concetti soprannaturali. […] Quando sono nelle loro vesti ufficiali essi si dichiarano né a favore né contro la religione: “La religione è una faccenda privata e il governo ne resta al di fuori”, essi dicono; o in ogni caso devono esprimersi in questi termini, anche quando non lo pensano. Ed è per abitare in questo tipo di mondo, in questo modello di società umana che la Chiesa Cattolica è stata costituita. Anch’essa è un regno che, anche se non di questo mondo, risiede tuttavia in esso.

3.2 La Chiesa Cattolica è anche Divina. Il suo messaggio contiene, occorre dirlo, verità soprannaturali rivelate direttamente da Dio; la sua costituzione è soprannaturale e soprannaturali sono le basi su cui poggia. Essa non è organizzata come se la realtà fosse racchiusa tutta in questo mondo. Al contrario: essa mette il regno di Dio indiscutibilmente al primo posto e il regno terreno al secondo; la Pace di Dio al primo e la concordia umana al secondo.
Perciò, ogni qualvolta i suoi princìpi soprannaturali vengono in conflitto con i princìpi naturali, essa è costretta a divenire motivo di discordia. La sua legge sul matrimonio – per limitarci ad un esempio – è in conflitto con quelle vigenti nella maggior parte degli Stati moderni, ed è di nessuna utilità cercare di convincerla a modificare i suoi princìpi: sarebbe come chiederle di cessare di essere soprannaturale, di cessare di essere se stessa. Come potrebbe modificare quello che ritiene essere il suo Messaggio Divino?
Ancora, poiché la Chiesa Cattolica è organizzata su basi soprannaturali, vi sono elementi soprannaturali nella sua stessa costituzione che, al pari dei dogmi, non possono assolutamente essere modificati. Recentemente in Francia avrebbe potuto ottenere, se solo avesse voluto, il regno di questo mondo. Le fu offerto infatti di conservare le sue stesse proprietà, le sue chiese e i suoi edifici, se avesse rinunciato al principio che la lega spiritualmente al Vicario di Cristo. Con quale facilità se fosse stata solo umana avrebbe potuto conservare i suoi beni! Come inevitabilmente avrebbe modificato – secondo i princìpi umani – la propria costituzione al fine di conservare intatte le sue stesse proprietà! Ma come del tutto impossibile, fu invece, che una tale Società, la quale oltre ad essere umana è anche divina, accettasse un tale mercanteggiamento!
Coraggio dunque! Noi desideriamo la pace sopra ogni cosa, ma – dobbiamo specificare – la Pace di Dio, non quella pace che il mondo, dal momento che può dare, può anche ritogliere; non la pace che dipende dall’armonia della natura con la natura, ma quella della natura con la grazia. Pertanto, fino a quando il mondo sarà diviso nella sua fede; e il mondo, o una contrada, una famiglia o anche una singola persona, agirà in questa discordanza dei princìpi naturali e divini, la religione Cattolica, che è soprannaturale, porterà non la pace ma la spada. E questo avverrà fino alla fine del mondo, fino alla catastrofe di Armageddon che lo distruggerà definitivamente.
 

0 commenti :

Posta un commento