06 gennaio 2013

Un campari - vodka con... Aleksandr Dugin


a cura di Andrea Virga

Aleksandr Gel’evic Dugin (nato a Mosca nel 1962) è poco conosciuto in Italia, al di fuori di alcuni ambiti politici e di studio, ma si tratta di uno tra i più influenti filosofi russi contemporanei. È stato negli ultimi vent’anni il principale esponente intellettuale del nazionalbolscevismo e del neo-eurasiatismo, ma le sue teorie geopolitiche e filosofiche hanno trovato accoglienza anche presso le classi dirigenti dei Paesi ex-sovietici. Dopo aver insegnato all’Università di Stato di Mosca, è stato chiamato alla nuova Università Nazionale del Kazakistan, voluta dal Presidente Nursultan Nazarbaev nella nuova capitale di Astana e intitolata al filosofo eurasiatista Lev Gumilëv.

Prima di tutto, siccome il nostro blog è intitolato a De Maistre, volevo chiederle quale sia stata e se ci sia stata un’influenza di De Maistre sulla cultura russa, considerando anche che ha vissuto per diversi anni a San Pietroburgo.

È interessante notare come De Maistre fosse tradizionalista e conservatore, mentre il suo discepolo russo Pëtr Chaadaev fu occidentalista, liberale e fra i nemici principali degli Slavofili. Questo è molto interessante. Quali sono le ragioni per cui un controrivoluzionario come De Maistre ha potuto essere maestro dell’autore che era (ed è) considerato nella tradizione russa come l’esponente più conosciuto e radicale del liberalismo russofobo, un partigiano della modernizzazione e del progresso? Si tratta di una differenza di prospettive: De Maistre era un conservatore cattolico, un reazionario europeo; la Russia possiede invece una propria struttura sociale, dove l’occidentalismo non è accettabile né nella forma progressista, liberale, aperta, né nella forma reazionaria e conservatrice.

Può spiegare meglio questa reazione della Russia verso l’Europa?

La civiltà europea e la civiltà russa sono due civiltà diverse. E questa è l’unica ragione per cui il discepolo del reazionario era divenuto, tra i Russi, un progressista. Perché l’Europa, quando vuole entrare in dialogo con la Russia o con la società russa, è sempre universalista ed eurocentrica, sia dalla parte conservatrice che dalla parte progressista. Tratta la Russia nella maniera europea, presentandola come un Paese europeo, ma la Russia, come slavofili ed eurasiatisti affermavano, non è un Paese europeo, è una civiltà particolare, la civiltà eurasiatica. Se proprio vogliamo chiamarla Europa, è un’altra Europa, greco-bizantina e ortodossa, e, secondo gli eurasiatisti, non comprende solo l’Europa orientale ortodossa e slava, ma anche l’Asia turca e turanica.

Quindi il problema di De Maistre sta nel suo essere comunque un pensatore europeo?

Tutto questo spiega perché, in Russia, De Maistre non ha lasciato che quasi nessuna traccia. Non è considerato un personaggio importante nella nostra storia. Viveva a San Pietroburgo, era un cattolico reazionario, ma tutti i cattolici sono progressisti per noi, perché non sono ortodossi. L’identità russa ortodossa era basata e ancora oggi si basa su una certa distanza con il cattolicesimo, progressista, tradizionale o reazionario che sia. Questo è considerato come occidentalizzazione, modernizzazione ed europeizzazione della cultura russa.

Qual è invece il suo giudizio personale sulla figura di Joseph de Maistre?

Questo è un aspetto paradossale, ma personalmente, come guénoniano, io considero De Maistre come un personaggio molto positivo e molto interessante nel contesto occidentale ed europeo. C’è un progetto di organizzare una conferenza tradizionalista, “Le serate di San Pietroburgo”, in onore di De Maistre, invitando tradizionalisti e conservatori di Paesi diversi, europei ed asiatici, e anche autori conservatori russi, per ripensare la tradizione conservatrice in generale. Ma queste due cose sono diverse: un conto è il nostro interesse tradizionalista evoliano-guénoniano per un autore conservatore e reazionario, un altro è la tradizione culturale russa che è piuttosto indifferente di fronte a De Maistre, che in più ha l’aspetto negativo di essere stato maestro di Chaadaev, che per noi è una figura antislavofila, antipatriottica e antirussa. Chaadaev era come Trotzky, e il suo maestro non può essere molto bravo, in un certo senso. Ma per noi il personaggio di Joseph de Maistre è molto interessante e molto importante.
 

15 commenti :

  1. ma virga minima
    ma non ti sarari mica messo a cancellarmi i messagi, vero?
    Sarà stato un errore materiale, certamente.
    Comunque l'alleanza tra l'oscurantismo cattolico e quello ortodosso produce effetti esilaranti.

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  2. Paolo, se usassi dei termini non offensivi (inadatti sicuramente alla tua statura culturale e morale) non ti cancelleremmo. Grazie comunque dei commenti.

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  3. Non sono amministratore, dunque non sono responsabile di eventuali censure.

    Per il resto, l'articolo non parla né di alleanze né di oscurantismo. Forse è meglio se rileggi senza paraocchi. ;)

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  4. ma, darling, ti quoto
    "..... C’è un progetto di organizzare una conferenza tradizionalista, “Le serate di San Pietroburgo”, in onore di De Maistre, invitando tradizionalisti e conservatori di Paesi diversi, europei ed asiatici, e anche autori conservatori russi, per ripensare la tradizione conservatrice in generale..."
    io mi tolgo i paraocchi e tu quegli occhialono da sparviero, così queer.
    ciao, love.

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  5. E dopo "Campari e De Maistre" inizierà l'era di "Vodka e Dugin"?

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  6. Ma che c'azzecca Dughin?
    La visione di Dugin è un cristianesimo marcionita e gnostico, è lontano questo dalla "tradizione occidentale"? Meglio. E poi si è Euroasiatisti, ma non europei? Un conto infatti è criticare le istituzioni politiche come l'Ue, un altro le radici culturali dell'Europa.
    Inoltre Dugin non è esente da influenze esoteriche e massoniche (auspicate per l'"occidente"), lo dice lui stesso:
    "La Massoneria ha sempre contenuto una coesistenza di almeno due linee principali – quella “calda” della spiritualità e del misticismo, e quella “fredda” della razionalità, dello scetticismo e delle carriere. I punti caldi furono quelli che prepararono le rivoluzioni, quelli freddi collaborarono col sistema. In un periodo o nell’altro, la Massoneria ha incluso ogni tipo di spiritualità occidentale che non fosse connessa con il limitato Cattolicesimo papale. Potremmo dire lo stesso dei Cavalieri Templari, delle fratellanze ermetiche, dei circoli magici, e di tutti i gruppi similari che precedono la Massoneria...In altre parole, i circoli massonici europei hanno assorbito, dal 17esimo secolo in poi, l’intero spettro della spiritualità e del pensiero non-cattolici. Naturalmente, tale spettro è di dimensioni enormi. Non a caso molti fra i preti russi e greco-ortodossi che furono mandati a lavorare in Occidente furono più inclini ai contatti con i massoni e gli occultisti che non a quelli con i leader cattolici, limitati e intellettualmente totalitari." http://xoomer.virgilio.it/controvoce/duginrisponde.htm
    oppure l'esaltazione della via della mano sinistra, la via del vino (non del Campari)distruttiva e violenta, coerente tra l'altro con i suoi interessi su Crowley:
    http://openrevolt.info/2011/09/05/the-gnostic/

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  7. Se una conferenza è un'alleanza, paolopancio è un tipo sveglio (e alquanto umoristico)

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  8. Dugin NON critica le radici culturali dell'Europa occidentale: fa notare, piuttosto, che non sono le stesse della Russia, la quale ha avuto una genesi storica simile ma differente rispetto alla nostra.

    Riguardo alla massoneria, è un dato storico che siano esistite anche logge politicamente legittimiste, specie in Russia, in Austria e in Prussia. Vi appartennero anche cattolici come lo stesso De Maistre e l'Imperatore Giuseppe II d'Asburgo.

    Comunque, nessuno qui sostiene che Dugin sia cattolico, visto che non lo è. Sicuramente, però è un cristiano più devoto e osservante (l'ho visto osservare rigorosamente l'astinenza del venerdì) di un Vittorio Sgarbi, pure intervistato su questo sito.

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    1. Già parlare di radici culturali dell'Europa occidentale è un grosso abbaglio. L'Euroasiatismo dovrebbe essere una visione imperiale dell'Europa e dell'Asia insieme, giusto? Bene allora non facciamo i separatismi nella stessa Europa, mi sembra molto contraddittorio. Come diceva bene Giovanni Paolo II, l'Europa deve imparare a respirare a due polmoni, è più Euroasiatista lui di Dugin. Poi strano questo tradizionalismo che si affratella con l'Islam e lascia da parte la Chiesa.
      Non voglio essere io a ricordare che ogni visione di Terza Roma presuppone un modello che è appunto "occidentale"; è proprio da questo punto di vista che non capisco le critiche all'universalismo europeo, ma naturalmente intendeva soprattutto della Chiesa.
      Per quanto riguarda l'ultima parte non capisco che c'entra il legittimismo; lo è Dugin? E Dugin è massone? No perchè non è un fatto di appartenenze, ma di idee; di un certo tradizionalismo relativista (sappiamo che il relativismo e la quint'essenza della massoneria) e volontarista che alla fine svuota il contenitore della devozione cristiana di qualsiasi riferimento a Cristo. Questo può riferirsi a chiunque a, anche ad un Meister Eckart, tanto per rimanere a casa nostra, quindi non è tanto chi si intervista, ma cosa si propone.

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  9. La cosa che più mi lascia perplesso è questo "eurasiatismo" che, ai miei occhi, ha il sapore di un certo relativismo.
    Personalmente, sono convinto che il frutto migliore della cultura di origine greco-romana, dunque occidentale, di cui noi siamo parte, è il cosmopolitismo che ha spinto la nostra cultura all'universalismo, cercando continuamente di mettere fra parentesi quelle che sono le variabili culturali dei diversi popoli e delle diverse regioni per sottolineare ciò che ci unisce in senso universale in quanto uomini. È una direzione profonda del pensiero occidentale che è stata fatta propria dal Cattolicesimo (che non a caso, etimologicamente, significa "universalismo"). Non solo, ma da credente dico che non a caso è proprio in Occidente che si è insediata la sede di Pietro e si è sviluppata la Chiesa Cattolica in cui "sussiste la Chiesa di Cristo" (come dice il CJC).
    Da questo punto di vista, sarebbe stato meglio se avesse criticato le radici cristiane dell'Europa, perché il suo discorso mi è sembrato una sorta di "la Russia è la Russia: non pestiamoci i piedi e fateci fare i cavoli nostri a casa nostra".

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  10. L'attacco dell'eurasiatismo all'universalismo occidentale riguarda in realtà non tanto il cattolicesimo, quanto la modernità liberale e illuminista, che vorrebbe esportare democrazia e diritti umani a suon di "rivoluzioni colorate" e "bombe intelligenti". In questo senso, dobbiamo giustamente anche noi distinguere tra l'universalismo dell'Ecumene cristiana, e il falso universalismo, ossia il mondialismo globalizzante del liberalcapitalismo (quello sì massonico e relativista al sommo grado, nel senso più deteriore del termine!)

    Altro discorso è invece quello di difendere le proprie specificità culturali, ammonendo che le varie Kulturen, sono sì tutte espressioni di una medesima natura umana, creata da Dio, e quindi trovano un terreno comune nella legge naturale e sono tutte destinate a trovare la salvezza in Cristo e la Sua Chiesa, ma sono anche molto differenti tra loro a livello culturale. Queste diversità la Chiesa le ha spesso e volentieri rispettate e promosse.

    É inutile quindi che certi teocon si affannino a parlare di Magna Europa (da Buenos Aires a Vladivostok, da Seattle ad Atene), mettendo insieme mondi anche piuttosto diversi, e calpestando le diverse identità, magari sotto l'egemonia occidentalista degli USA...

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  11. questo è molto condivisibile

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  12. Purtroppo la visione di Dugin è alquanto diversa da quanto hai scritto tu comuqnue. IN questo articolo ammette la simpatia per e logge anticattoliche polacche e giustifica l'anticlericalismo staliniano. Purtroppo è in polacco e la traduzione che offre google non è buona, se trovi di meglio metti pure:
    http://niniwa2.cba.pl/rosja10.htm
    Riguardo l'euroasiatismo ho trovato quetso dibattito tra il Prof. Dugin e il Prof. de Carvalho:
    http://www.theinteramerican.org/blogs/olavo-de-carvalho/402-the-usa-and-the-new-world-order-a-debate.html
    La posizione di quest'utlimo è estremamente condivisibili, soprattutto le posizione sul realismo filosofico, la critica al relativismo e anche un analisi che guardi dietro le quinte anche dei moviemnti socilisti, e analizza anche bene cosa sia l'Euroasitismo. Non concordo solo con la posizione filo-israeliana dell'autore che mi sembra contraddire le cifre portate nell'analisi del bolscevismo, ma concordo nel no ridurre l'azione politica ad uno sterile bipolarismo riedizione mitizzata della guerra fredda.

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