08 febbraio 2013

Fermare il Giannino?

di Isacco Tacconi


Il 7 febbraio a Terni, in Umbria, si è svolto uno dei numerosi incontri che il giornalista e aspirante premier Oscar Giannino, in vista delle imminenti elezioni, sta rivolgendo agli elettori su e giù per l’Italia.
La sua lista, “Fare per Fermare il Declino”, è nata ufficialmente l’8 dicembre 2012, quindi in tempi recentissimi, ma da subito è stata accolta con un certo entusiasmo da quella parte degli italiani (cattolici ovviamente) che, spaesati nell'arcipelago politico attuale, non sanno realmente a chi votare, o a quale santo votarsi. Uno scenario ben descritto dalla metafora utilizzata da San Basilio, di una battaglia navale notturna su un mare in tempesta, «dove nessuno più conosce l’altro, ma tutti sono contro tutti». 

La domanda oggi è la seguente: esiste davvero un partito politico che possa rappresentare i cattolici? La risposta sembrerebbe proprio negativa. Neanche la new entry Oscar Giannino, neo-promessa incensurata della politica italiana. Faccia pulita, un po’ eccentrico per il vestire ma certamente di stile e con un garbo che il “Gargamella” nazionale Pier Luigi Bersani se lo sogna. C’è da dire, però, che non è tutto oro quel che luccica: se lo stesso Giannino, il quale si pone come unica alternativa valida al bipolarismo PD-PDL, è certamente accattivante per quanto riguarda la politica economica (tagli delle tasse, tagli alle spese pubbliche, incentivi alle imprese e ai lavoratori autonomi), andando oltre il discorso economico le sue idee non sono proprio rose e fiori.

Nell'incontro ternano, infatti, Giannino ribadisce un’idea già espressa e certamente condivisibile: cambiare la classe politica e dirigenziale. “Vecchia destra e vecchia sinistra: – dice – noi nasciamo per mandarli a casa! Noi non ci metteremo mai con i vecchi partiti; Monti, invece, si è unito a questi due nuovi astri del futuro, Fini e Casini”. Impugna poi l’argomento, ultimamente sbandierato da destra e sinistra, dell’importanza del voto “utile”, da non disperdere votando un partito piccolo (come il suo) che probabilmente non raggiungerà la soglia del 4-8%. “Il tentativo di Berlusconi – afferma – è quello di escluderci dalla politica con lo spauracchio del voto utile, ma gli italiani possono ancora esprimere la loro preferenza, oppure se l’è comprata in eterno?”. Il leader di FiD poi, non lesina neanche su Grillo, un po’ accomodandoselo e un po’ respingendolo: “Ci sono solo due movimenti di protesta sociale FID e il M5S, e perciò io non parlerò mai male di chi vota Grillo. Però – dice – il programma di Grillo è una follia pura!”. E su questo, ovviamente, niente da dire, dato che il Grillo parlante nazionale va millantando l’abolizione dei sindacati, la statalizzazione delle banche, ponendo la Banca d’Italia alle dirette dipendenze del Capo dello Stato, per un accentramento del potere di stampo tipicamente sovietico. 


Insomma Giannino dice anche un sacco di cose interessanti riguardo alle ingerenze dello Stato onnipresente e strozzino, al cui confronto l’avaro principe Giovanni parrebbe un equo amministratore della cosa pubblica.  Ma quando il sottoscritto lo va a pizzicare sui temi scottanti dei principi non negoziabili, sui quali nessuna lista e nessun partito vuole apertamente prendere posizione (sul sito di Fid e M5S, per esempio, non se ne trova traccia), il simpatico Giannino rivela la sua anima iper-liberale e fortemente relativista. Alla domanda sull'eutanasia, l’astuto Giannino glissa abilmente ricordando la sua passata esperienza di malato di cancro, affermando che in merito “ha cambiato idea 2 volte in 3 anni, perché la scienza è andata avanti”, anche se preferisce non sbilanciarsi. In realtà però subito dopo afferma di essere un forte promotore della libertà di coscienza, sia per i malati che per i parenti, nel caso il malato non possa esprimere la propria volontà. Definendo in maniera chiara che “lo Stato non può emettere norme, in materia di bioetica, universali e durature nel tempo: la libertà ai singoli”. E questo, come direbbe Guzzanti nel ruolo di Quelo, "però è sbajato!": infatti, se lo Stato non legifera in maniera di bioetica, che cosa ci sta a fare? A reggere i conti soltanto? Evidentemente non ci siamo. 

Lo stesso dicasi per ciò che concerne l’aborto, per il quale lascia intendere l’assioma suesposto “libertà per i singoli”. Ma se andiamo ancora oltre, in materia di matrimoni omosessuali, Giannino fa un’affermazione che rivela due opzioni fondamentali: o la sua ignoranza in merito, o la cauta intenzione alla liberalizzazione anche in quest’ambito. Afferma, infatti, di non volere una “piena equiparazione giuridica, ma sì ai diritti di successione patrimoniale e ai diritti della tutela dei conviventi”. Cosa già esistente e più che tutelata, come ha giustamente ricordato Ilaria Pisa in un recente post. Infine, per quanto riguarda le adozioni alle coppie omosessuali, egli ritiene, in maniera piuttosto contorta, che per un effettivo affidamento di figli occorrerebbe assicurare prima la stabilità dell’unione della coppia: in realtà si contraddice, poiché in tale materia lo Stato ci entra eccome! Dato che, almeno sulla carta, “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.” (art 29).

Insomma, cattolici, occhio a non cadere nell'inganno di un futuro politico ed economico roseo, nel miraggio di un ricambio della classe politica. Fumo negli occhi che cela una concezione politica e morale relativista e individualista. Come Alleanza Cattolica ha ricordato nel suo Manifesto per le elezioni 2013, “i principi non negoziabili sono la principale bussola per ogni scelta politica. Nulla è più importante, tanto più che — come la Francia dimostra — chiunque vinca nelle sue scelte economiche non potrà comunque discostarsi dalle indicazioni europee, e — quanto all'influenza della massoneria e di altre forze ostili alla Chiesa — esponenti di queste forze si trovano purtroppo in tutti i principali schieramenti.”
 

9 commenti :

  1. E pensare che sino a poco tempo fa scriveva, con successo, su Tempi.

    RispondiElimina
  2. «l’avaro principe Giovanni»

    Povero Giovanni Senza Terra, diffamato da Scott e Dumas per aver cercato di colmare i debiti contratti dal fratello per la partecipazione alla Crociata. :D

    RispondiElimina
  3. Due partiti cattolici ci sarebbero:

    Io amo l'Italia - Magdi Cristiano Allam
    https://www.facebook.com/pages/Magdi-Cristiano-Allam/388981637826431?fref=ts
    e
    Italia Cristiana
    https://www.facebook.com/ItaliaCristiana?fref=ts

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magdi mi piacerebbe per i valori... Ma diamine, propone il ritorno alla lira!

      Elimina
    2. Voterò Magdi. E propongo il ritorno al solidus! Quella sì è una moneta stabile.
      MD

      Elimina
  4. Purtroppo le idee di grillo sui valori nn sono così nascoste come credete: vedete qui: http://www.biella5stelle.it/?q=node/173 mentre la sua idea di statalizzazione della banca d'italia sarebbe un bel colpo alla massoneria internazionale che la controlla e ci indebita...nn vale sempre l'equazione statalizzazione=comunismo

    RispondiElimina
  5. signori miei è evidente che si deve votare il meno peggio io personalmente voterò Giannino con serenità.
    Da cattolico stufo di Berlusconi e di ministri come la Grafagna che sui gay ne han combinate un bel po'... questa volta si vota per protestare perchè NESSUNO avrà numeri per vincere
    A.A.

    RispondiElimina
  6. Sappiamo bene che alla Chiesa interessano i principi e non i comportamenti (nessun eretico e tutti peccatori).. In base alla religione che salvaguarda.
    Ma allo Stato devono interessare i comportamenti e non i principi.. In base al contratto sociale che lo prevede.
    Del resto la Costituzione non riconosce i due ambiti in cui le due Istituzioni sono libere e sovrane?..
    Quindi la Chiesa si occupi di etica e lo Stato di economia.. Senza reciproci ricatti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allo Stato... ma al cattolico interessano i principi, non si può servire due padroni.
      MD

      Elimina