11 febbraio 2013

Il Papa abdica e i media impazziscono

di Riccardo Facchini
Non commenterò la decisione di Benedetto XVI di abdicare. Mentre scrivo sono le 18:30, devo ancora elaborare e forse non sono all'altezza. Una cosa è certa: occorre evitare a ogni costo ogni tentazione complottista, che ha già sedotto non poche mie conoscenze. Corvi, passerotti e DanBrowndeNoantri lasciamoli a Barbara d'Urso. 
Detto ciò, sento di dover spendere due paroline su come i media e la cultura italiana hanno reagito alla notizia. Preparatevi: tutte le vostre paure sono fondate.

Si inizia in mattinata, appena la notizia viene lanciata dalla agenzie: il termine più utilizzato è quello delle dimissioni invece del più appropriato abdicazione; "Aho, er Papa s'è dimesso", neanche fosse il boss di qualche azienducola. Certo, dimittere in latino sta a significare "rimettere, mandare via", ma onestamente non saprei dirvi all'Ansa come stanno messi col loro latinorum.

Dopo aver trattato il Pontefice come Berlusconi il 12 novembre 2011 (speriamo solo non ci aspetti un pontificato tecnico), molti giornalisti hanno quindi dato il meglio di loro in conferenza stampa, rivolgendo a padre Lombardi una serie di domande tipo "a BXVI saranno riservati funerali di Stato alla sua morte?" che, fossi nei panni del Santo Padre, una toccatina al ferro di cavallo l'avrei data. È però vero che sti poverini non sapevano mica come gestirla la notizia: senza un Papa morto da compiangere e da santificare in diretta c'era effettivamente poco da dire. Paola Saluzzi, ad esempio, aveva già messo su la faccia contrita (e anche lì un'altra toccatina al ferro l'avrei data), salvo poi però sollevarci ricordando che Benedetto, in vecchiaia, avrebbe curato i gattini che tanto ama. 

Potrei continuare così per ore, ma forse vincerei troppo facile. Qua non si tratta infatti di mettere alla berlina questo o quel personaggio, ma di denunciare la crassa ignoranza (nella migliore delle ipotesi) che serpeggia – non tanto tra gli italiani, ma tra i media che loro si rivolgono – quando si tratta di Cristianità, Chiesa e Cattolicesimo. Per non parlare dell'ostentato menefreghismo di molti che, mentre la storia gli passa sotto il naso, pensano bene di riderci sopra.

In chiusura vi basti quindi sapere che, tra un tweet della Carfagna di cui non potevamo fare a meno e un Melloni improvvisamente ratzingeriano a RaiNews24, non poteva mancare l'opinione di Roberto Savianodalla sua pagina Facebook, ci ha tenuto infatti a far sapere che, dietro le "dimissioni", ci potrebbe essere una precisa strategia "per la campagna elettorale: mostrare la fragilità della Chiesa per chiedere compattezza al voto cattolico". Ma l'unica compattezza da chiedere ai cattolici, ora, è quella nella preghiera.

Orémus pro Pontífice nostro Benedícto.


 

3 commenti :

  1. Il buon Pastore non abbandona mai il suo gregge ed e' pronto a dare la vita per esso, ce lo insegna il Vangelo; ora pero' capisco perche' ha avuto tanta fretta di ordinare vescovo il suo fedele segretario P. George. Oremus pro pontifice nostro et a periculis omnibus, ab haereticis Ecclesiaeque inimicis Deus eum defendat

    RispondiElimina
  2. l'abdicazione era stata non già solo prevista, bensì praticamente annunciata da un socci (nell'occasione molto bene informato) nel 2011
    non credo si possa parlare di precipitazione...

    RispondiElimina
  3. I giornalisti italiani hanno ampiamente dimostrato la loro ignoranza in ogni campo. Di una cosa hai perfettamente ragione: diventa disarmante quando accade pure "mentre la storia gli passa sotto il naso".

    RispondiElimina