14 febbraio 2013

Mi perdoni Santo Padre, ma non capisco...

di Alfredo De Matteo 
Il Santo Padre va amato e rispettato in quanto vicario di Cristo sulla Terra, sia che egli conduca bene o meno bene la barca di Pietro e su questo non vi può essere il minimo dubbio. Ciononostante i suoi gesti possono sollevare a volte delle perplessità e non è quindi necessario dar loro sempre e per forza una lettura positiva. Proviamo allora a mettere qualche punto fermo, così come ha pacatamente fatto il prof. de Mattei su Corrispondenza Romana, coscienti del fatto che solo il tempo e la storia potranno aiutarci a comprendere appieno la scelta del Pontefice.

Primo: la decisione di Papa Benedetto XVI (è ancora in carica, va bene?!) è legittima, ossia prevista dal Codice di Diritto Canonico, come ci ha opportunamente ricordato il nostro Marco Mancini, e non potrebbe essere altrimenti visto che in caso contrario ciò costituirebbe un limite all’autorità del Papa. In tal senso, la rinuncia di Papa Benedetto XVI è, paradossalmente, uno schiaffo ai progressisti e a i nemici della Chiesa in generale, i quali auspicano un Pontefice limitato nelle sue funzioni e nel suo ruolo, dunque nel suo potere. Tuttavia, la rinuncia all’incarico petrino deve essere considerata come una possibilità teorica, un dato di principio, e non un fatto normale né auspicabile. In effetti, non esiste una procedura standard e rodata attraverso cui la Chiesa possa affrontare una tale evenienza e questo spiega lo smarrimento palpabile tra il popolo di Dio in questi giorni.

In ogni caso, l’effetto principale di un evento straordinario, soprattutto se esso riguarda la Chiesa, è quello che viene veicolato dagli organi di informazione. La decisione di rinunciare al soglio pontificio è stata letta dai più, a torto o a ragione, come un segnale di discontinuità, un parziale ma significativo ripiegamento della Chiesa su logiche esclusivamente terrene, come sottolineato da Massimo Franco sul Corriere. A riprova di ciò, importanti personaggi pubblici, notoriamente molto lontani dalla Chiesa e dal Papa, hanno speso parole di approvazione e di vicinanza a Benedetto XVI: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il leader del Pd Bersani, Obama e tanti altri. Persino Vendola si è unito al coro degli insospettabili ammiratori del Papa! 

E qui veniamo al secondo punto fermo: trattasi di un fatto mai verificatosi nella storia bimillenaria della Chiesa, sebbene altri episodi simili ma non assimilabili a questo siano accaduti in precedenza. Il sentire comune, che spesso trova buona espressione nei detti popolari, da conto dell’enormità di ciò che è accaduto: “Morto un Papa se ne fa un altro” oppure “Ad ogni morte di Papa”. Cosa dovremo dire d’ora in poi? “Dimesso un Papa se ne nomina un altro” oppure “Ad ogni rinuncia di Papa”? Sta di fatto che il primato petrino sembra uscire ridimensionato agli occhi del mondo e dei fedeli e questo non può essere affatto un bene. Il beato Giovanni Paolo II – anche se, me ne rendo conto, il paragone può sembrare inopportuno – ha impreziosito il suo pontificato proprio rimanendo al suo posto fino all’ultimo, malgrado egli avesse ragioni più che valide per uscire di scena: un gesto che ha commosso e fortificato nella fede molte anime. 

Terzo punto fermo: le conseguenze della rinuncia di Papa Ratzinger non sono prevedibili ed espongono la Chiesa a non poche insidie, da cui solo lo Spirito Santo la può salvare. Ad esempio (ma mi rendo conto che di problemi ce ne sono molti altri), si potrebbe temere un forte rinvigorimento dell’ala progressista della Chiesa, proprio ora che il mondo tradizionale stava faticosamente ma inesorabilmente guadagnando terreno, grazie anche ai provvedimenti e all’esempio di Papa Benedetto XVI

Cristo poteva non morire sulla croce e compiere egualmente la Sua opera di redenzione dell’umanità? Certamente. Eppure il Signore ha riservato al Suo unico Figlio la morte più dolorosa e infamante proprio per dimostrarci il Suo amore infinito, nonché per indicarci il modello di vita da seguire. Sarò un sentimentalista o un idealista ma è proprio tale esempio che mi aspetto dal vicario di Cristo. Mi perdoni Santo Padre, ma proprio non capisco…
 

18 commenti :

  1. C'è una cosa che non consideri Alfredo:il Papa non gode di buona salute.

    Ora un Papa che dovesse cadere in coma e rimanerci per anni creerebbe alla chiesa molti più problemi che il fenomeno delle dimissioni.

    Fra l'altro io tutto questo stupore per la scelta del Papa non la capisco,visto che Benedetto aveva gia preannunciato che avrebbe evitato una situazione come quella che si era verificata negli ultimi giorni di Wojtila.

    Frank77

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  2. Questa è una notizia che ci dai in anteprima perché nessuno ne è a conoscenza. A meno che tu non intenda i normali acciacchi che si hanno a quell'età...

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    1. Non mi pare che aver avuto 3 ischemie celebrali possano definirsi normali acciacchi di quell'età.

      Frank77

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  3. Karol si è potuto permettere di rimanere perché aveva Joseph... Joseph non ha mai avuto un Karol su cui contare eppure ha lavorato e resistito per 8 micidiali anni

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  4. "Eppure il Signore ha riservato al Suo unico Figlio la morte più dolorosa e infamante proprio per dimostrarci il Suo amore infinito, nonché per indicarci il modello di vita da seguire. Sarò un sentimentalista o un idealista ma è proprio tale esempio che mi aspetto dal vicario di Cristo. Mi perdoni Santo Padre, ma proprio non capisco…"

    Siete sempre un po' acidi, come vostro solito: apprezzate la senilità da martire di woytila ma non la saggezza da da vecchio pastore di ratzinger; volete il sangue nell'arena, quello che altri volevano dai vostri correligionari molti secoli fa, e giustificate, non si sa se più comicamente o tragicamente, l'insipienza, il silenzio e l'accidia di pio xii di fronte al macello di milioni di cattolici e di fratelli di sangue di Gesù e di Sua Madre nell'ultimo conflitto mondiale.
    insomma il povero professore che non ce la fa più con la curia romana e le sue banche e le sue beghe e che non vuole proteggerle con il suo corpo, come fecero altri, è meglio di un principe romano che non si comportò diversamente da roosevelt, churchill o stalin di fronte ad auschwitz-birkenau, che tacquero senza esitazione sui milioni di morti del popolo in cui nacque Cristo, ma loro non erano vicari di nessuno, su questo pianeta.
    siete sempre, e un po' tristemente, prevedibili; sono curioso, però, di vedere dove vi spingerete nella difesa del vostro tradizionalismo: gente che contestava i papi da destra, cioè semza il coraggio di fondare una nuova setta o chiesa, ce n'è sempre stata e di solito veniva rapidamente dimenticata: proprio non vi ci vedo come scismatici. compratevi della epatosodina: pare funzioni con la cattiva digestione.

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    1. quoto tutto paolopancio a parte il giudizio su Pio Xii. Te che sei uno che ha studiato e che tralaltro avrai pure frequentato gli asili all'avanguardia che rendono Reggio emilia orgoglio d'Italia nel cosmo,ma mi vuoi dire che cosa esattamente avrebbe dovuto dire e fare Pio Xii contro i nazisti? Parlare urbis et orbis dei lager e poi? mandare contro le SS le guardie svizzere? Scomunicare Hitler, che 1) avrebbe detto sticazzi 2) se lo sarebbe preso e portato a casa se non mangiato vivo? Ha fatto quello che molto realpoliticamente puo' fare il capo di un micro-stato senza esercito circondato da nazifascisti ( e che hanno fatto tanti uomini di Chiesa a roma e in Italia), cercare di salvare piu' ebrei possibili in sordina, ospitandoli in conventi etc, e tramare con Ciano affinche' il tuo corregionario micromegalomane in fez fosse deposto. Curiosamente, viene idolatrato dai peggio cattofascisti, ma questa e' un'altra storia...

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    2. zuccherosissimo claudio
      io sono di Cavriago, l'unico posto in europa occidentale con una piazza ed un busto dedicato a V. I. Ulianov, comunque here are the answers
      1)"Parlare urbis et orbis dei lager e poi?"

      attendere il martirio

      2) "mandare contro le SS le guardie svizzere?"

      il martirio si può solo scegliere non ordinare

      3) "Scomunicare Hitler, che 1) avrebbe detto sticazzi 2) se lo sarebbe preso e portato a casa se non mangiato vivo?"

      lo ha fatto nel '48 con i komu, avrebbe potuto farlo 7 anni con i nazi

      4)"Ha fatto quello che molto realpoliticamente puo' fare il capo di un micro-stato senza esercito circondato da nazifascisti ( e che hanno fatto tanti uomini di Chiesa a roma e in Italia), cercare di salvare piu' ebrei possibili in sordina, ospitandoli in conventi etc, e tramare con Ciano affinche' il tuo corregionario micromegalomane in fez fosse deposto".

      si è comportato da uomo, ma ci osno momenti in cui il Vicario dovrebbe ispirarsi al Modello: la seconda guerra mondiale era uno di questi.

      5) "Curiosamente, viene idolatrato dai peggio cattofascisti, ma questa e' un'altra storia..."

      non è affatto curioso

      a bientot

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    3. Se Pio XII avesse parlato urbi et orbis é atteso il martirio, oggi paolopancio & Co. starebbero dicendo: "Come questo Papa a messo in pericolo tutti gli ebrei e cattolici d´Europa? Solo per far l´eroe é martire a causato tantissime morti. Dovrebbe esser stato piú prudente é cercar di salvere la maggior quantitá di vite possibili"

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    4. Blas, cattolici e soprattutto ebrei erano già in pericolo.

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    5. Daccordissimo, allora Pio XII doveva fare una scelta o salvava discretamente il piu gente possibile o denunciava urbi et orbis quello che succedeva sperando di fermare il pazzo di Hitler e sopportava le consequenze. Pio XII scelze la prima alternativa ed oggi i paolopancio & Co lo criticano per non aver scelto la seconda. Se avrebbe scelto la seconda paolopancio & Co lo criticherebbe per non aver scelto la prima.

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    6. le proteste (anche) cattoliche contro il programma Aktion T4 ebbero effetti

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  5. Quanto all'essere acidi, non hai niente da imparare...
    Alfredo

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  6. il livello della discussione è altissimo e all'avanguardia, al pari dei mirabolanti asili nido di Reggio

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  7. io mi sto facendo l'idea che Ratzinger si stia facendo da parte per essere di nuovo il Joseph che era con Giovanni Paolo II: detto in altri termini, torna ad essere "l'uomo di fiducia" del (futuro) pontefice. Nuovo pontefice che dichiaratamente papa Ratzinger auspica sia giovane e, quindi, forte e fresco nel corpo così da avere le forze e il vigore straordinari per continuare l'opera di GPII. Quindi: il saggio e anziano papa, che fa da mentore al futuro e giovane papa: certi di potersi fidare l'uno dell'altro e di assicurare così alla Chiesa quello che, credo, Benedetto XVI abbia in mente.
    Mi spiace pensare che in Vaticano il pontefice possa avere sospetti circa la fedeltà dei propri collaboratori, oltreché essere il papa chiaramente provato nel corpo dall'età e da altre patologie, ma neppure posso illudermi che nel popolo di Dio, specie ai livelli alti, sia tutto santità e purezza: siamo tutti uomini e peccatori, solo che, appunto, da chi sta in cima (non sto parlando del papa, ma di Curia, cardinali, ecc) sono richieste fedeltà, obbedienza e disinteresse che, penso, l'attuale pontefice ha rilevato carenti..
    Ripeto: è una mia impressione

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    1. Obbedienza... questa sconosciuta!!!!!

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  9. Consiglio un libro che vale la pena di leggere: Giovanni Miccoli - I dilemmi e i silenzi di Pio XII - Mi - Rizzoli - 2000; chi e' di Roma puo' leggere la lapide sbiadita dal tempo che si trova vicino all'Opera romana pellegrinaggi ( a sinistra del colonnato di piazza san Pietro e all'inizio di via della conciliazione): vi si dice, se si riesce ancora a leggere, che Pio XII fu acclamato dalla folla romana come Servator Urbis: non basta? Anch'io non sono d'accordo con le dimissioni del Santo Pdre, ma quello che temo di piu' e' la compresenza di due Pontefici, di cui Benedetto mantiene il nome: c'e' pericolo di tentazione scismatiche. Per il caso di un eventuale coma,il Santo Padre avrebbe potuto scrivere le proprie dimissioni nunc pro tunc: Pio XII lo fece, nell'ipotesi in cui fosse stato imprigionato dai nazisti: ma la Storia, ammesso che la conosciamo, non ci insegna proprio niente? Cordialita'.

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  10. @campissimo Paolopancio (sorry for my late reply) . Io invece vengo da Bari, citta' pragmatica che non vanta statue di Lenin ma ha due santi patroni, di cui uno rubato. sara' per questo che del martirio per il martirio e della retorica eroica spicciola poco mi cale ( e credevo neanche a te,stando alle tue critiche sul cristianesimo 'lacrime e sangue dei Campari e de maistre).
    a me, a Pio XII (e probabilmente anche agli ebrei) interessava portare a casa il risultato, e il risultato era salvare quanti piu' ebrei possibili e non mettersi a fare gli scontri frontali,con la futura speranza di piacere all'incontentabile Paolopancio, che ha con la Chiesa lo stesso rapporto di elio con Rocco Tanica in Cara ti amo.

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