22 febbraio 2013

Un Campari con... Magdi Cristiano Allam

a cura di Riccardo Facchini
Magdi Cristiano Allam (Il Cairo, 1952) è un giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano. Editoralista dal 2003 al 2008 del "Corriere della Sera" – di cui è stato anche vicedirettore ad personam – ed europarlamentare, si converte al cattolicesimo il 22 marzo del 2008, giorno in cui riceve il battesimo in San Pietro da Papa Benedetto XVI. Dal 2009 è leader del movimento politico "Io Amo l'Italia", di cui è il candidato Premier alle prossime elezioni politiche.


On. Allam, Rivendica la scelta di andare solo alle elezioni? Non avrebbe avuto ugualmente l'occasione di combattere le sue battaglie all'interno di una coalizione?

Pensiamo che oggi sia fondamentale presentare agli italiani dei contenuti nella loro integrità, senza andare a svilirli in dei contenitori in cui c'è tutto e il contrario di tutto. Prendiamo poi atto che questi contenitori sono formati da soggetti che hanno governato insieme per un anno e mezzo e che oggi, in campagna elettorale fanno finta di litigare, non offrendo però sicurezze sul dopo-voto.

Il prossimo governo dovrà avere una chiara politica relativa all'UE e alla moneta unica. Secondo lei sarebbe possibile uscire dall'Euro e dall'Europa delle banche?

Uno Stato sovrano, nel nome dell'interesse della nazione, può legittimamente – in deroga a un trattato internazionale – assumere dei provvedimenti che tutelino l'interesse nazionale. Lo Stato italiano potrebbe quindi tornare a emettere moneta a credito per affrancarsi dalle rigide regole europee. Altrimenti, per ottenere moneta dovrà continuare a emettere titoli di Stato che sono di debito e, successivamente, a pagare altri interessi (stimati in ottanta miliardi di euro all'anno) sul debito che viene contratto in modo forzoso nei confronti delle banche. Noi crediamo che questo sistema di signoraggio bancario sia un'ingiustizia non accettabile e che ha, più o meno direttamente, impoverito gli italiani, dimezzando il potere d'acquisto dei salari.
Uscire dall'euro non è quindi solo legittimo sul piano del diritto ma è doveroso e opportuno, per impedire che si consumi quel crimine che sta trasformando un'Italia ricca in un'Italia composta da italiani poveri.
Tra questi italiani vi sono ad esempio migliaia di imprese creditrici dello Stato: l'unico modo in cui si possano restituire questi soldi, senza essere costretti a contrarre nuovi debiti, è il riscatto della sovranità monetaria.

Ha avuto modo di ripensare il suo precedente sostegno alla politica americana in Medio Oriente, ala luce dell'appoggio garantito dall'Occidente ai ribelli islamisti nei Paesi travolti dalla cosiddetta "primavera araba"? Il prossimo governo come dovrebbe relazionarsi nei confronti dei governi di matrice islamista che si stanno insediando sull'altra sponda del Mediterraneo?


A suo tempo, sostenni l'intervento statunitense Afghanistan e in Iraq perché convinto che fosse una legittima risposta alla più sanguinosa impresa terrorista islamica della storia. L'Occidente era ormai il bersaglio principale del terrorismo islamico. Ho però preso atto che queste due guerre sono state promosse con una logica del tutto fallimentare. Innanzi tutto hanno comportato una spesa inaudita e in secondo luogo si è colpito fin troppo spesso indistantemente la popolazione civile, col risultato che anziché debellare il terrorismo islamico lo si è rafforzato. Per questo ho fatto pubblicamente "Mea Culpa", sottolineando che le guerre non sono lo strumento per risolvere tali conflitti. Sarebbe stato, ad esempio, più utile un importante investimento per mobilitare le coscienze nel mondo islamico, affinché potessero loro diventare i protagonisti di una vera e autentica riforma all'interno del mondo musulmano.

Per quanto riguarda le cosiddette "primavere arabe", i movimenti islamisti sono stati bravi nello strumentalizzare le elezioni per arrivare al potere. La democrazia, per loro, è il mezzo attraverso cui imporre la sharia e questo sta accadendo ovunque: dal Marocco, all'Egitto alla Tunisia, in Libia. Sono stati due gli errori madornali dell'Occidente al riguardo.
Il primo è stato concepire le libere elezioni come qualcosa che sostanzia ed esaurisce la democrazia (dimenticando che ne è solo uno strumento), e il secondo è stato quello di schierarsi dalla parte degli integralisti, così come sta avvenendo in Siria, dove i cristiani sono  ormai quotidianamente perseguitati. Speriamo che il prossimo governo capisca che, mentre con i musulmani si può e si deve dialogare e convivere, l'Islam come religione è incompatibile con i diritti fondamentali della persona, con lo stato di diritto e con la democrazia sostanziale. Prendere le distanze da questi nuovi regimi sarebbe un gesto lungimirante e coraggioso.

Il mondo del giornalismo italiano, di cui lei ha fatto parte per anni prima di dedicarsi alla politica, come ha reagito alla sua conversione? Ha compreso la sua scelta o si è sentito isolato? 

Diciamo che ho preso atto che in Italia è più difficile essere cattolici che essere musulmani. Ciò che dicevo da musulmano veniva apprezzato come espressione di una voce libera e coraggiosa. Le stesse cose, dette da cattolico, vengono contestatae come espressione di un integralismo cattolico. 

In conclusione: lei ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI, che ha recentemente comunicato al mondo intero la sua decisione di abdicare il prossimo 28 febbraio. Come commenta la scelta del Santo Padre?

Ho provato incredulità quando ho appreso la notizia: subito dopo è subentrato il rammarico. Joseph Ratzinger è il faro che più di altri mi ha illuminato dentro, un autentico testimone di fede e di ragione. Inoltre è il Papa che mi ha regalato il giorno più bello della mia vita. Sono piuttosto convinto che dietro le dimissioni ci sia un grido d'allarme: il Santo Padre ha voluto evidenzia evidenziare la divisione tra una Chiesa che si vuole attenere al Magistero, ai dogmi e alla Spiritualità e una Chiesa che si cala eccessivamente nella dimensione della ragion di Stato, del compromesso, incrinata da interessi del mondo della finanza e del potere politico. La sfida che la Chiesa ha di fronte è di fare una scelta tra queste due strade e prego affinché il prossimo Papa la possa compiere con serenità e decisione.

 

19 commenti :

  1. Ribadisco il mio voto per Magdi, poi ditemi voi se è possibile che non ci sia un italiano che difenda la nostra cultura meglio di un arabo.
    Vergogna

    MD

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  2. Io pure. Sicuramente a differenza della stragrande maggioranza del politicume italiano sedicente cattolico, ma maestro del compromesso al ribasso (viva la italica poltrona), Allam, persona di grande cultura proveniente dal mondo islamico, da convertito, ne percepisce lo straordinaria portata del messaggio, anche in relazione alle conseguenti scelte politiche.
    LM

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  3. Se ne torni da dove è venuto.

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  4. Persona straordinariamente pacata nei modi: l'ho sentito parlare due domeniche fa a Mestre. Eravamo in tutto una trentina di uditori: lui era accompagnato da il coordinatore della campagna elettorale, dal candidato al Senato per il Veneto (Carlo Nicoletti, imprenditore) e da altri 2 "di supporto" (dimentico la cospicua scorta di carabinieri che si porta dietro dal giorno del suo Battesimo). Persona umana e tranquilla, dice le cose come stanno ma senza sbraitare o offendere: semplicemente la verità.

    Interrogato circa alcune perplessità sull'allontanamento da euro e compagnia bella è riuscito a convincere il mio fidanzato, convinto sostenitore dell'UE e laureato con una tesi sul diritto del lavoro europeo, a cambiare idea.

    Interessante il punto (utopico) sugli stipendi alle mamme casalinghe.

    Vita, famiglia, comunità e sovranità: punti chiave di un programma affascinante e "a lungo termine". Prima bisogna cambiare la sensibilità con cui si fa politica, poi si otterranno i voti.

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  5. vediamo quanti voti prende il fondamentalista cattolico.
    Secondo me meno dello 0,5%. ci rivediamo martedì.

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  6. probabilmente anche meno, ma se avesse beneficiato dello stesso pompaggio mediatico degli altri, non ne sarei tanto sicuro!

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    1. "se avesse beneficiato dello stesso pompaggio mediatico" ne prenderebbe SICURAMENTE meno

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  7. lascio alla sua onniscienza queste certezze ..

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    1. quanti sono i voti dei fontamentalisti cattolici in italia? boh, 0,2% ad essere generosi.

      in quanto lista poco visibile, io amo l'italia prende una quota di quei voti dati "a casaccio" e ciò fa aumentare i suoi consensi.

      se avesse maggior visibilità mediatica potrebbe contare solo sullo 0,2% di voti "fondamentalisti" da spartirsi con altre liste di tupac amaru.

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  8. Purtroppo nella mia regione non è presente la sua lista.

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    1. A questo punto sto cercando un'alternativa che difenda i principi non negoziabili e il dilemma è se dare un voto a chi difende questi principi, ma che non supererà lo sbarramento o ripiegare sui partiti un po' più lontani da questi ma capaci di evitare il peggio. Datemi consigli e motivazioni in un senso o in un altro.

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    2. Un voto dato a chi non supera lo sbarramento è un voto perso. In questa legislatura, la situazione sarà molto difficile e le forze un minimo attente ai principi non negoziabili saranno comunque in minoranza, ma questa non è una buona ragione per indebolirle ulteriormente.

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    3. Secondo me invecevale la pena provare, infatti queste elezioni sono "di prova" nessun avrà la maggioranza quindi a settembre si torna a votare...

      MD

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  9. tua nonna in cariola22 febbraio 2013 22:30

    ve state a cacà sotto dei grillini, eh demestrì?!

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  10. In realtà alcuni demestrì hanno votato grillo, quindi no

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  11. magdi cristiano25 febbraio 2013 22:01

    ho preso una percentuale di voti OMEOPATICA vi rendete conto?

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  12. Ricordo un post di Allam su twitter in cui delirava contro il multiculturalismo. Tweet a cui subito veniva risposto: "E lo dici tu che sei mezzo negro?". Ho riso 20 minuti....

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