30 marzo 2013

Il mistero della Sindone

di Giuliano Guzzo

Un regalo per chi ha già potuto ammirarla, una sorpresa per chi la conosce poco: per tutti, in ogni caso, l’Ostensione televisiva della Sindone in programma per oggi sarà una forte emozione. Sì, perché comunque la si pensi è francamente impossibile fissare quel sudario senza sentirsi attraversare al tempo stesso da un brivido e da un dubbio; il brivido di chi scorge l’immagine di uomo crocifisso, passato quindi per chissà quali sofferenze, e il dubbio che quell’uomo, in fondo, possa essere proprio Lui, Gesù di Nazareth. Ma andiamo con ordine e – prima di iniziare una piccola indagine su questa incredibile reliquia – specifichiamo subito un fatto: nessuno, ad oggi, sa dire come si sia formata l’immagine della Sindone.

shapeimage_1In passato si sono formulate molte ipotesi senza che nessuna, però, abbia portato alle conclusioni sperate. Si è cioè partiti dalla teoria, ma una volta davanti alla Sindone si è riscontrata l’impossibilità di una spiegazione concreta. C’è anche chi, in questi anni, ha provato a realizzarne una copia, come il dottor Luigi Garlaschelli, chimico e docente di chimica organica all’Università di Pavia, il quale – pur non avendo mai studiato direttamente il celebre sudario – si è reso autore di un manufatto che però ha sollevato molte perplessità, a partire dalla mancata verifica del suo lavoro: sarebbe stato interessante farlo esaminare da altri per vedere, per esempio, se anche l’immagine da lui ricavata, al pari di quella della Sindone, resista a 25 solventi da laboratorio. Al momento, però, pare non siano ammessi controlli “esterni”. Peccato.
Tornando al Sacro Lino, se da un lato non sappiamo come sia stato realizzato, dall’altro possiamo serenamente affermare che è assai inverosimile che sia – come alcuni seguitano a ritenere – un falso medievale. Prima di vedere perché, ricordiamo che è provato come abbia ospitato un cadavere insanguinato. Lo provano le numerosissime ferite, il test positivo dell’emocromo, della bilirubina [1], della cianoemoglobina, dell’albumina, la dimostrazione dell’esistenza di proteine [2] nonché la verifica della fibrinolisi interrotta dopo 36-40 ore [3]. Del sangue rinvenuto abbiamo anche l’identificazione: gruppo AB [4]. Chiunque fosse, l’uomo della Sindone venne quindi torturato. Ragion per cui chi è per la datazione medievale del sudario non può che supporre che il suo autore si sia procurato il cadavere di un uomo crocifisso, impresa tutt’altro che scontata nel Medioevo, oppure che lo abbia crocifisso con le proprie mani.
Inoltre il misterioso uomo medievale – secondo questa teoria - avrebbe dovuto, anticipando l’invenzione del microscopio, aggiungere sul telo svariate decine di elementi invisibili a occhio nudo: pollini, terriccio, siero, aromi per la sepoltura, aragonite e altro ancora; avrebbe dovuto conoscere la fotografia, inventata nel XIX secolo – perché la Sindone è un’immagine in negativo; avrebbe dovuto pure saper distinguere tra circolazione venosa e arteriosa, studiata per la prima volta nel 1593, nonché essere in grado di macchiare il lenzuolo in alcuni punti con sangue uscito durante la vita e in altri con sangue post-mortale. Insomma, il falsario della Sindone avrebbe dovuto essere un gigante della scienza, un genio assoluto; un genio del quale, stranamente, non si ha la benché minima traccia storica. Una teoria, converrete, piuttosto curiosa.
Del resto la stessa datazione medievale –  la datazione al Carbonio 14 eseguita nel 1988 per la quale il sudario risalirebbe al periodo fra il 1290 e il 1360 – presenta non poche lacune. Al di là di numerose anomalie procedurali che non stiamo qui a ricordare, i “dati grezzi” degli esami, per esempio, vale a dire le cifre di base che sono servite a stilare il rapporto, a dispetto di numerose richieste non sono mai stati resi pubblici. Senza dimenticare quanto affermato dal chimico Raymond N. Rogers, uno dei maggiori esperti a livello internazionale in analisi termica, che ha individuato nella zona in cui è stato prelevato il campione per quella datazione delle inserzioni di rammendo invisibile con filo di cotone, probabilmente questo sì di origine medioevale, arrivando ad dire: «La data emersa dall’esame al radiocarbonio non è da considerarsi valida per determinare la vera età della Sindone».
Ma cosa sappiamo, allora, di questo lino di 4,4 x 1,13 metri? Anzitutto che è un prodotto filato a mano e che mostra le caratteristiche di tessuti antichissimi risalenti al I secolo d.C, come la torcitura «Z», tipica dell’area siro-palestinese dell’epoca di Cristo [5]. Grazie alle ricerche di Max Frei Sulzer [6], esperto in microtracce e criminologo di fama internazionale, sappiamo poi che il sudario contiene granuli di polline – come il Zygophyllum dumosum – assenti in Europa e abbondanti nei sedimenti del Lago di Genezareth e del Mar Morto. Dunque certamente la Sindone è stata sui luoghi dove visse Gesù. Sappiamo che il sudario – ne accennavamo poc’anzi – ha certamente avvolto il cadavere di un uomo le cui caratteristiche presentano impressionanti analogie con quella che è la cronaca evangelica della crocifissione e della sepoltura.
Infatti, oltre a presentare le ferite su mani e piedi tipiche dei condannati alla crocifissione (come Gesù), l’uomo della Sindone deve aver subito – stando a quel che “racconta” il sudario – oltre cento colpi di flagello (come Gesù), presentava una ferita al costato (come Gesù: Gv. 19, 34), a giudicare dalle ferite al capo indossava una corona di spine (come Gesù), rimase disidratato (come Gesù: Mt. 27,48; Mc 15,36), e come appurarono gli scienziati americani dello STURP nel 1978 non rimase più di quaranta ore avvolto in quel sudario (come Gesù). E qui inizia un nuovo mistero: come uscì il cadavere dalla Sindone? Come venne estratto? Non vi sono segni di trascinamento, come se fosse scomparso, imploso, dissolto. Un mistero, questo, che rimarrebbe tale anche nell’ipotesi – piuttosto incerta, abbiamo visto – di una effettiva datazione medievale della reliquia.
Mistero che non può – sommato alle numerose analogie che abbiamo ricordato fra Sindone e cronaca evangelica – che portare anche lo scettico ad ammettere che «quando gli indizi si moltiplicano, concordano fra loro e confluiscono verso una conclusione, si fa strada una ragionevole certezza» [7]. Anche perché, allo stato, l’ipotesi che pare più accettabile per spiegare la formazione dell’immagine della Sindone è quella, impensabile nell’antichità, della radiazione ultravioletta (UV), la sola – ha spiegato il prof. Di Lazzaro dirigente presso il Centro Ricerche Enea di Frascati – in grado di colorare un tessuto di lino in modo similsindonico. Fermo restando, comunque, che un’immagine come quella della Sindone, specificano gli studiosi dell’Enea, rimane «ad oggi impossibile ottenere in laboratorio» [8].
Sindone
Per concludere, sappiamo che la Chiesa non si è mai pronunciata sull’autenticità della Sindone – anche se Papa Ratti (1857-1938), ad esempio, si disse persuaso «dell’autenticità» [9] -  e quindi a nessuno, nemmeno fra i cattolici, è chiesto di venerarla. Tuttavia ciò nulla toglie, soprattutto alla luce delle cose sopra ricordate e che fra l’altro rappresentano solo una parte delle curiosità della Sindone, al fascino di questa reliquia misteriosa. Misteriosa perché non sappiamo precisamente da dove venga. Perché non sappiamo chi, se non Gesù, possa aver avvolto. Misteriosa perché, per le caratteristiche che presenta, non dovrebbe neppure esistere. Lo studioso J.Jackson ha detto: «Sulla base dei processi fisico-chimici fino a oggi conosciuti, avremmo motivo di dire che l’immagine sindonica non può esistere, ma essa è reale» [10]. Come reale, e concreto, è il nostro stupore per quel volto sofferente. Che non parla, eppure ci dice tutto.
Note:
[1] Cfr. Adler A. Aspetti fisico chimici delle immagini sindoniche in Sindone, cento anni di ricerca, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, Roma 1998, pp. 165-184; 
[2] Cfr. Esame di Heller ed Adler, 1978; 
[3] Cfr. Esame di Brillante – Baima Bollone, 1982; 
[4] Cfr. Baima Bollone,Indagini identificative su fili della Sindone – Giornale dell’Accademia di Medicina di Torino, n. 1-12, 1982, pp. 228 – 239; 
[5] Cfr. Marinelli E. La Sindone. Il mistero di un’immagine, I Quaderni del Timone, Edizioni Art 2007, p. 15; 
[6] Cfr. Frei M. in La Sindone, Scienza e Fede. Atti del II Convegno Nazionale di Sindonologia, Bologna 1981, Clueb, pp. 277-281; 
[7] Moroni M. – Barbesino F.Apologia di un falsario, Maurizio Minchella, Milano 1997, p. 5; 
[8] Di Lazzaro P. – Murra D. – Santoni A. – Nichelatti E. – Baldacchini G. Riassunto dei risultati ottenuti presso il Centro ENEA di Frascati negli anni 2005 – 2010, RT/2011/14/ENEA; 
[9] Ratti A. cit in Fossati M. Pio XI e la Santa Sindone cit. in. Cappi M. Tutto sulla Sindone, Edizioni Messaggero Padova 1997, p. 319; 
[10] Jackson J. in «Famiglia Cristiana», 6/11/1983, n. 44
 

28 commenti :

  1. pollini, terriccio, tizio morto da avvolgere nel telo.,,

    tutte cose che un falsario medievale poteva fare
    solo una cosa non poteva falsificare: l'esame del c14. guarda caso, il c14 porta ad una datazione corrispondente al periodo da cui troviamo tracce storiche CERTE delle sindone.
    non 300 anni prima ne' 300 anni dopo: proprio quel periodo.

    vi è poi la bolla dell'antipapa clemente VII che impoteva ai sacerdoti al momento dell'ostensione di « ...dire ad alta e chiara voce, al fine di far cessare ogni frode, che la Sindone non era il vero sudario di Gesù Cristo ma una figura o una sua rappresentazione »

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    1. Caro Anonimo, ci dica, la preghiamo, come ha fatto a fare tutte quelle cose un uomo (e, perché no, magari acnhe una donna), o un gruppo di uomini del Medioevo!
      Secondo il metodo del rasoio di Ockham l'ipotessi del falsario medievale pone assai più problemi di quanti ne risolva, dunque, a rigor di logica, deve essere escluso. Non crede?
      Al contrario, per spiegare i risultati del C14 vi sono diverse ipotesi plausibili (il fatto che il campione è stato preso da un'area periferica toccato da decine e decine di vescovi, preti, religiosi e altre persone che nei secoli lo hanno maneggiato senza le cautele che oggi usiamo, i rammendi invisibili ecc.).

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    2. caro Philosophus,

      come sai, i violini stradivari producono un suono tale da essere considerati da molti superiori a qualunque altro violino mai prodotto.

      purtroppo però, oltre ad esser "vecchi" sono anche rari e pertanto costosi.

      sarebbe pertanto molto bello riuscire a produrre strumenti moderni con una resa simile: il produttore otterrebbe ingenti profitti e tanti violinisti potrebbero avere uno stumento avente caratteristiche superiori

      Nessuno però purtroppo è ancora riuscito a produrre violini con caratteristiche paragonabili ad uno stradivari.

      Questo fa dei violini stradivari strumenti di origine divina?

      mi dispiace, ma la spiegazione "nessono è in grado di farlo uguale" non può vale come prova di autenticità divina.

      ps ripassati bene il rasoio di Occam. temo tu non lo abbia ben compreso se preferisci l'ipotesi all'esistenza di un dio che è risorto ed impresso un telo a quella di un falsario che utilizzava metodi che noi non conosciamo

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  2. @ filosofo minimo

    le "altre ipotesi plausibili" implicherebbero che la sindone avrebbe dovuto assorbire un quantitativo tale di carbonio "giovane" che dovrebbe pesare il doppio o il triplo, insomma sarebbe un panno impregnato di grasso.

    in verità, nei tre laboratori indipendenti si effettuò un lavaggio delle fibre per eliminare le sostanze organiche che si sarebbero potute accumulare e che, se avessero falsat in qualche modo l'esito dell'esame, si sarebbe trattato di qualche decennio, non millenni. inoltre, le fibre furono sottoposte ad un delicato processo di decorticazione superficiale, così da avere solo il nucleo interno della fibra.

    mille ipotetiche spiegazioni contrarie all'origine medievale non fanno una prova solida come quella del C14. non solo, ma se il C14 dice che il lenzuolo è medievale, l'ipotesi da abbandonare diventa quella che un artista medievale non avrebbe mai potuto fabbricare la sindone, perché questa ipotesi è assai meno corroborata (ci sono prove che un artista medievale non poteva assolutamente produrre quel telo? eppure ci sono molte prove di reliquie fasulle fabbricate a quel tempo).

    nel medioevo non dovevano per forza essere ignoranti in astuzie tecniche.

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  3. La prova del C14 non è così solida. Il campione è stato preso dalla parte più esterna del lenzuolo la quale è stata toccata da così tante persone che non solo si è sporcata del grasso delle mani, ma si è consunta e se ne è reso necessario anche il rammendo. Le monache che lo hanno restaturato, infatti, erano esperte nel rammendo invisibile, ossia nel far passare con un ago sottilissimo (per la sindone furono usati degli aghi d'oro) un filo nuovo dentro un altro filo vecchio. Dall'epoca di quei test, inoltre, la tecnica del C14 ha fatto molti passi avanti mostrandone anche i limiti. Per datare quel lino è assai più oggettivo analizzare la tecnica di tessitura (che era sconosciuta nel Medioevo) che non il C14.

    Per quanto riguarda i violini di Stradivari, il loro straordinario suono è dovuto, non solo alle vernici adoperate, ma soprattutto al legno usato che è quello di abeti della Val di Fiemme che crebbero nel particolare clima della piccola glaciazione che colpì l'Europa fra XVII e XVIII secolo, quindi essi oggi sono del tutto irriproducibili. Se continuano ad essere irriproducibili non significa che sia impossibile sapere come siano stati fabbricati.
    Per la Sindone, invece, è tutta un'altra storia, perché se prendiamo l'ipotesi del falsario medievale dovremmo fare anche l'ipotesi che essi abbiano costruito qualcosa di simile al laser per poter imprimere l'immagine in quel modo, quando invece, un vero falsario la avrebbe semplicemente dipinta. Egli, infatti, sarebbe stato interessato non ad avere una perfetta finta reliquia, ma soltanto ad un guadagno in denaro immediato. Per quanto riguarda le finte reliquie, infatti, era molto più semplice andare in un cimitero, prendere un paio d'ossa, stilare un certificato falso attestante che provenivano dalla Terra Santa o da qualche parte altra, che appartenevano a questo o quel santo, e il gioco era fatto. Perché complicarsi la vita in qesto modo?

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    1. Philosophus caro, perché qualunque falsario poteva avere una (delle numerose) teste di san giovanni, vista la facilità di dissotterrare un cranio ed avere un certificato

      vuoi mettere vendere il vero sudario di Cristo? cioè, altro che marketing è roba che si vende da sola!!
      e che mi dell'antipapa celestino 7?

      per gli stradivari, dato che gli abeti sono uguali per tutti sapresti spiegarmi perché solo i violini di stradivari sono famosi mentre quelli degli altri liutai (che usavan gli stessi materiali) no?
      ovviamente perché gli strumenti stradivari erano di origine divina: nessuno infatti è in gardo di riprodurli oggi ne' è stato in grado di riprodurli all'epoca.

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  4. filosofo minimo, le fiabe sui rammendi invisibili e altre sciocchezzuole inventate dai sindonologi autenticisti sono ampiamente destituite di fondamento dagli esperti di tessuti. La prova del C14 è solida, semmai non è precisissima, ma parliamo di un errore di qualche decennio, non di millenni. Sono state messe appunto delle tecniche per eliminare la contaminazione, che comunque non avrebbe potuto falsare la datazione di 1300 anni, perché ci vorrebbe una quantità tale di inquinante che la sindone apparirebbe come una stoffa completamente intrisa di grasso, cosa che non è.

    Nel 1988, quando fu eseguita la radiodatazione, era già disponibile la tecnica moderna AMS (spettrometria di massa con acceleratore) che permette di contare uno per uno gli atomi di C14 ed è stata proprio questa la tecnica usata nei tre laboratori. Non è credibile che tre laboratori indipendenti abbiano sbagliato di 1300 a causa di un metodo impreciso, perche gli errori non potevano essere strumentali (stessa tecnica ma strumenti differenti) e tanto meno casuali.

    Ciò che è certo è che il telo è del XIV secolo, anche se non si sa esattamente come è stato realizzato, questa lacuna non riabilita affatto le tesi autenticiste, perché si tratta di due questioni differenti.

    Inoltre, il vescovo di Lirey aveva avvisato l'antipapa Clemente che la falsa sindone era stata "subtili modo depicta" cioè fatta in modo non convenzionale, con qualche tecnica di raffigurazione assai diversa dalla pittura.

    Riguardo i laser, stai sostenendo una sciocchezza clamorosa: se io realizzo le piramidi con gru e automezzi non dimostro che gli antichi egizi ne disponevano. Quello studio dell'ENEA dice che col laser si può realizzare un'immagine simile, ma non che l'immagine della sindone è stata fatta col laser, perché sarebbe una deduzione ridicola.

    La sindone di Torino è un falso medievale, su questo non ci piove, le obiezioni tue e dei sindonologi sono autentiche, sì, autentiche arrampicate sugli specchi.

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  5. Allora ragioniamo in un altro modo.
    Se io oggi volessi fare una bella reliquia falsa, significa che vorrei ingannare le persone le quali, per verificare di non essere prese in giro, subito si rivolgerebbero presso persone esperte e scienziati che analizzerebbero prontamente il reperto usando le migliori tecnologie a disposizione. Per aggirare questi esami, allora, io appronterei la falsa reliquia per superare gli esami fatti con queste tecnologie nuove e, se sono proprio bravo, anche per aggirare gli esami che potrebbero essere effettuati attraverso altre tecnologie che io potrei prevedere che nei prossimi anni si sviluppino. Sicuramente, però, non potrei approntare la finta reliquia per resistere agli esami effettuati con tecnologie che non riesco a prevedere e che possono svilupparsi da scoperte scientifiche completamente imprevedibili. (Magari altri avrà doti così prevveggenti da immaginare gli sviluppi imprevedibili della scienza futura!)
    Passando ora al falsario medievale il discorso si fa davvero interessante. Questi, infatti, conosceva già la differenza fra sangue animale e umano, fra sangue maschile e femminile, fra sangue da vivo e da cadavere (intendo le differenze chimico-biologiche). Ma potremmo ammettere che, per avere quei risultati, abbia torturato e ucciso un uomo e che poi lo abbia avvolto nel telo (oltre che falsario sarebbe anche un crudele assassino). (Anche se l'immagine non è dovuta affatto al contatto, altrimenti sarebbe risutltata deformata.) Sapeva, inoltre, che ci sarebbe prima o poi stato qualcuno che avrebbe saputo distinguere la manifattura di un telo del primo secolo tessuto nell'area siro-palestinese. Ma, soprattutto, sapeva che prima o poi ci sarebbe stato qualche tizio che sarebbe andato in cerca con un microscopio di pollini invisibili ad occhio nudo (parlo di singoli grani, non del pulviscolo che si vede a occhio nudo) e perciò li abbia messi al posto giusto per risultare che il telo sia stato presente prorpio in quei posti. Sapeva, anche, che prima o poi qualcuno avrebbe avanzato l'ipotesi che il Mandylion di Edessa altro non fosse che la Sindone ripiegata in otto e inserita in un reliquiario, quindi ci dovevano essere anche i pollini di quella regione.
    Soprattutto sapeva che queste e molte altre capacità di indagine scientifica si sarebbero sviluppate e sarebbero state usate molti secoli dopo di lui.
    Chapeau! (al falsario, intendo!).

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  6. Filosofo minimo, ti ripeto, affastellare presunte anomalie del tutto discutibili (e molto spesso nemmeno provate ma solo congetturate) non fa del tuo ragionamento una prova di alcunché. Alcuni punti salienti:

    1) Nella sindone non è chiaro se è presente sangue: il test utilizzato dallo STURP è positivo per le porfirine, che si trovano sia nell'emoglobina sia in tante altre sostanze di varia natura (vegetali, muffe, batteri ecc.).
    1.1) Il sangue vecchio diventa nero, le presunte macchie ematiche sulla sindone sono troppo chiare per essere sangue.
    1.2) Non è stata rivelata alcuna differenza fra sangue maschile e femminile, dato che non è nemmeno chiaro se c'è effettivamente sangue, animale o umano che sia.
    1.3) Stesso discorso sul sangue da vivo e da cadavere.
    1.4) Nelle presunte macchie di sangue è stata rilevata la presenza di pigmenti rossi come cinabro e alizarina.
    1.5) Se anche fosse stato aggiunto del sangue, non è davvero possibile risalire al gruppo sanguigno (che alcuni ritengono di aver riconosciuto come AB), poiché è noto che la degradazione delle glicoproteine (tipica del sangue invecchiato) su cui si fa l'analisi porta a falsi positivi per il gruppo AB, si a partire da sangue di gruppo A che di gruppo B. Infatti, quasi tutti i reperti di sangue antico (anche di individui che nulla hanno a che vedere con reliquie o cose religiose), danno come risposta immunitaria il gruppo AB, il ché sarebbe ben strano se non fosse che l'azione dei batteri ubiquitari nell'ambiente fa sì che le glicoproteine subiscano processi di alterazione.

    2) Il telo di lino a spina di pesce con rapporto 1:3 non è affatto caratteristico dell'area siro-palestinese, tutt'altro, basta confrontarlo con i teli impiegati nelle sepolture ebraiche dell'epoca, di cui sono stati ritrovati reperti.
    2.1) Le sepolture ebraiche sono incompatibili con l'uso di un unico telo che avvolge il cadavere.

    3) Il criminologo Max Frei che sosteneva di aver trovato i pollini non era un esperto palinologo ma solo un amatore.
    3.1) Il suddetto è già stato implicato in un caso di falsificazione di prove.
    3.2) Su di un telo i pollini non si mantengono per secoli in condizioni tali da essere poi riconoscibili con certezza, poiché si decompongono con rapidità.
    3.3) I veri esperti palinologi affermano che la forma dei pollini può, al massimo far risalire al genere della pianta ma più spesso solo alla famiglia tassonomica, non alla specie esatta; le specie botaniche rilevate da Frei sono compatibili con piante diffuse in Francia e in Italia.
    3.4) Nelle ricerche di Frei appaiono immagini al microscopio dei pollini che egli avrebbe rilevato, ma si è scoperto che tali immagini non sono fotografie da egli realizzate, ma immagini di repertorio tratti da testi di botanica.

    4) Tutta le fiabe della Frale sul Mandylion e sui Templari sono state ampiamente smentite su pubblicazioni e libri, sia per mezzo di dati storici che di semplice ragionamento logico.

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  7. Potremmo andare avanti con le sciocchezze dei sindonologi. Ma analizzaimo invece il tuo pseudoragionamento.

    Secondo te, il falsario avrebbe previsto tutto, il che è irragionevole. In realtà, tutti quei dettagli sono stati congetturati dai sindonologi e solo loro gli hanno voluto attribuire significati probanti che non hanno (in quanto del tutto discutibili). Il falsario si è limitato a realizzare una raffigurazione con metodi insoliti, sono i sindonologi (tipicamente autenticisti) a isolare certi aspetti della sindone e a volergli dare un valore di prova.

    Per contro, il la raffigurazione della sindone presenta delle incompatibilità anatomiche evidenti rispetto a quelle di un vero corpo umano. Si sono visti eminenti anatomopatologi autenticisti affermare delle enormi sciocchezze solo perché erano troppo desiderosi di affermarne l'autenticità. Come Baima Bollone, che sostenne una strana ipotesi sul "pollice nascosto" come conseguenza della stimolazione di un nervo dovuta alla crocifissine, salvo che questa sua ipotesi è stata completamente smentita e si è trovata una spiegazione ben più ragionevole e che con la crocifissine a poco a che fare.

    Il falsario non doveva sapere tutte queste cose, perché tutte queste cose non sono probanti, sono i sindologi che ci pensano e le presentano come significative. Quando non sanno più che pesci pigliare, immaginano complotti e sostituzione di campioni, senza esibire una prova, anzi, assai spesso smentiti da prove contrarie. Si sono pure messi a fare le pulci all'analisi statistica dei risultati dei tre laboratori del C14, per poi essere smentiti da altrettante controanalisi. Peccato che gli autenticisti non dicano mai queste cose, e continuano a ripetere tesi destituite di fondamento come se nulla fosse.

    Comunque, i punti più importanti restano:

    1) Il telo è del XIV secolo.
    2) Nessun corpo umano lascerebbe quel tipo di figura geometrica, qualunque sia l'origine naturale del fenomeno (decomposizione, emissioni elettromagnetiche ecc.) L'immagine della sindone è fatta appositamente per avere una resa artistica tale da potersi esporre al pubblico.

    I discorsi dei sindologi sono come quelli di Giacobbo sull'archeologia misteriosa e gli ufo che costruiscono le piramidi, solo che Giacobbo non ha le spalle abbastanza larghe per potersi difendere dal ridicolo con il sussiego e il principio d'autorità che invece è invocato dai vari Vespa, Messori, Gaeta ecc. Per non parlare dell'avallo del Papa.

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  8. girb dal punto di vista scientífico la prova del carbonio 14 da un risultato indeterminato, y tre campioni non sono statisticamente uguali e non dovrebbero essere mai stati promediati. L´averlo fatto senza dire niente mostra almeno mancanza di professionismo da parte dei laboratori che hanno fatto gli studi. Per ora la mancanza di omogeneita dei tre pezzi sembrerebbe dovuta all`inquinamento delle mostre da fibre di una riparazione.

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    1. no, il c14 ha dato un risultato determinato e statisticamente significativo.

      CHI dice il contrario? sulla base di cosa?

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    2. Sulla base che i tre (o quattro) risultati danno tre intervalli di date diversi non sovrapponibili. Il test di omogeneitá dei campione (ben fatto) non permetterebbe considerarle un stess campione.

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    3. Zurigo e Tucson danno due finestre temporali perfettamente sovrapponibili entro il margine di 2ds; è la misurazione di Oxford a discostarsi. Ma questo può essere dovuto anche al fatto che i tre laboratori non hanno utilizzato un'identica apparecchiatura.

      Sbagli a dire che il risultato è indeterminato, semmai è da dire che non è noto con grandissima precisione. Se due laboratori su tre sono concordi e uno si scosta di un po', quanto meno si può concludere che il reperto è del XIII-XIV sec. e. v., non del 33 e. v., come ha assurdamente calcolato l'ineffabile Giulio Fanti (quello del Cristo che resuscita in un'esplosione di laser a eccimeri e impressiona la tela, ma solo in direzione perpendicolare...).

      In ogni caso, oggi la radiodazione è ancor più raffinata e i laboratori sono parecchi. Perché non ripetere la datazione? Magari affidandola a cinque, dieci laboratori.

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    4. Ah, la storiella della riparazione coi "rammendi invisibili" è un'altra delle strampalate leggende dei sindonologi. C'è un'immagine integrale della sindone ripresa con luce trasmessa ed è visibile l'angolo dove sarebbe stato eseguito il presunto rammendo. Se così fosse, in quell'area la trama avrebbe mostrato chiari elementi di discontinuità nella trasmissione della luce, cosa che invece non c'è.

      La sindonologia autenticista si è ridotta peggio dell'ufologia, di scientifico ha solo il fumo, gli scienziati seri per lo più non se ne occupano perché è francamente ridicolo dover avere a che fare con studiosi che si inventano le peggio assurdità.

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    5. questo lo dici tu.
      Statistici veri, invece, affermano che in base ai risultati, la sindone è datata 1262-1384 con livello di confidenza al 95%

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    6. Ernesto Brunati e Remi Van Haelst avrebbero rilevato degli errori nei calcoli statistici pubblicati nell'articolo di Nature[24][25][26]: rifacendo i calcoli corretti si otterrebbe un significance level dell'1% invece del già basso 5% pubblicato.

      Secondo Bryan J. Walsh, dai dati pubblicati risulterebbe un gradiente lineare della concentrazione di C14 nel campione, il che dimostrerebbe che i campioni fossero "inquinati" e di conseguenza invaliderebbe il risultato dell'esame[27].

      Tuttavia secondo Gian Marco Rinaldi queste anomalie statistiche non hanno conseguenze sostanziali ed è comunque evidente dalle misure "che la Sindone risale al basso Medioevo e non all'epoca di Cristo"[28] e che nessuna rielaborazione statistica dei dati potrebbe fornire come risultato il I secolo d.C.[29]

      Di parere opposto sono Riani, Fanti, Crosilla e Atkinson, che hanno riesaminato i dati disponibili con metodi di statistica robusta. Secondo la loro analisi, le 12 datazioni che sono state prodotte dai 3 laboratori non possono essere considerate come provenienti da un’unica ignota grandezza ed è quindi probabile la presenza di una contaminazione ambientale nel pezzetto di stoffa analizzato che ha agito in modo non uniforme, ma in modo lineare, aggiungendo un effetto sistematico non trascurabile. Essi calcolano che se questo effetto sistematico proseguisse in modo lineare su tutta la lunghezza della Sindone, potrebbe produrre una variazione della data radiocarbonica di ben 20000 anni[30]

      http://it.wikipedia.org/wiki/Esame_del_Carbonio_14_sulla_Sindone

      Non trovo la pubblicazione, ma son quasi sicuro che fosse il laboratorio di Tucson che aveva due campioni ed ottenne date non sovrapponibili ma non disse niente ed accetto la promediazione dei dati.

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    7. "In ogni caso, oggi la radiodazione è ancor più raffinata e i laboratori sono parecchi. Perché non ripetere la datazione? Magari affidandola a cinque, dieci laboratori."

      Da quel che sono dopo la raccolta dei campioni nel 78 il telo fu trattato per conservazione in maniera tale che fa impossibile ripetere lo studio. Comunque non dovrebbe mai essere stato fatto l´analisi di C14 é molto meno sapendo il laboratorio da dove veniva il campioni. Evidentemente é stata un po la fiducia cattolica nella "scienza" ha fare questo errore. Gli evangelisti americani sapevano bene che il C14 non é affidabile, si sono stancati di mandare mostre geologiche ai laboratori ed ottener dati completamente discordanti, finché questi si son stancati ed non hanno piú ammesso campioni senza la sua storia in maniera di solo informare i risultati "concordanti".

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    8. Blas, citi wikipedia? Vabbè va'.

      Fanti (quello del Cristo-laser) è da tempo che fa "correzioni" alle radiodatazioni, salvo che sbaglia sempre i calcoli (vedi il suo ultimo libro con Gaeta, dove magicamente ottiene il 33 d.C.). E' il meno credibile per eccesso di fantasy nelle sue congetture.

      Sull'analisi statistica "robusta" (ci sono tanti ignorantoni che si accontentano di questo aggettivo come se fosse risolutivo), quei sindonologi sono solo riuscita a dimostrare di non aver capito come hanno fatto i calcoli sul lavoro pubblicato da Nature. Vedi qui: http://sindone.weebly.com/uploads/1/2/2/0/1220953/nature_statistica.pdf

      Che la sindone abbia subito trattamenti di conservazione che impediscono l'analisi al C14 è una mera invenzione, perché è cosa assolutamente falsa.

      Il C14 è affidabile, sono i sindonologi che non sono studiosi seri*. La fiducia cattolica vale solo se i risultati sono d'accordo con le istanze della fede...

      * Gente come Baima Bollone, che nei suoi lavori ha spesso dimostrato non solo di non essere quel gran anatomopatologo che si dice, ma che non sa nemmeno come funziona una radiodatazione e tuttavia si concede critiche fantasiose: i presunti errori del C14 http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273768 .

      E non abbiamo ancora parlato della frode di Kuznetsov...

      La sindonologia è pseudoscienza dove gli appassionati dicono tutto e il contrario di tutto.

      Il telo è del XIV secolo della nostra era, qualunque errore statistico, se anche vi fosse, non riporterebbe la sindone al 33 d.C.

      Basta dire menzogne, quella è una patacca medievale.

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    9. girb ha detto:
      "Blas, citi wikipedia? Vabbè va'."

      Si siti piu anticattolici con informazione non ne ho trovato.

      "Fanti ...

      ci sono tanti ignorantoni che si accontentano di questo aggettivo ...

      "* Gente come Baima Bollone, ..."

      Giá, tutti quelli che sostengono la veridicitá sono ignoranti truffaldini é chi sostiene che é medievale é un puri e qualificato scientifico. A te non va propio Gesú dovresti provare con Mani.


      "http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273768 ."

      Tanto per ridurmi al tuo livello:
      girb, citi la cicap? Vabbè va'

      "Basta dire menzogne, quella è una patacca medievale."

      E una probabilitá, per la Chiesa lo é stata per circa 500 anni fin quando l´hanno fotograffata é si é capito che un immagine in negativo. Quel osservazione ha iniziato la ricerca di capire cosa veramente é. Purtroppo anche se fosse medievale la scienza ancora non é riuscita a dimostrare cosa sia.

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    10. @Blas

      "Giá, tutti quelli che sostengono la veridicitá sono ignoranti truffaldini é chi sostiene che é medievale é un puri e qualificato scientifico"

      non è poi tanto diverso dal comportamento di Guzzo:

      "Raymond N. Rogers, uno dei maggiori esperti a livello internazionale in analisi termica"

      "Max Frei Sulzer, esperto in microtracce e criminologo di fama internazionale"

      solo che la fama del secondo deriva (anche) dal vizietto di falsificar i dati...

      ps. il cicap fa Scienza, così giusto per la cronaca.

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  9. non capisco proprio perché alcuni dei c.d. "credenti" si affannino tanto nel dimostrare l'autenticità della sindone ne' tantomeno comprendo perché si scaldino così ogni volta che qualcuno afferma che sia opera di uno dei tanti falsari medioevali.

    la Fede non ha bisogno di sapere se uno straccio di almeno 800 anni è stato effettivamente utilizzato da gesù o meno. allo stesso modo se la sindone fosse autentica (intendo dire "scientificamente utilizzata come sudario di gesù il quale è risorto il terzo giorno"), la Fede non avrebbe ragione di esistere.

    come stanno i c.d. "credenti" a Fede?

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  10. Perché la datazione di Fanti è inaffidabile: http://www.queryonline.it/2013/04/04/sindone-le-datazioni-alternative-di-giulio-fanti/

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    1. Molto interessante il lavoro. isultano chiari alcuni punti utili per capire:

      -I campioni devono essere sottoposti ad un processo per eliminare il C contaminante recente.
      -Il risultato del test di Chi2 é stato positivo per la non omogeneitá dei campioni
      -Incoscientemente li é scapata questa affermazione:
      "Negli anni recenti i migliori laboratori, nella datazione di campioni di età nota (non troppo antica),
      arrivano spesso a ridurre lo scarto a meno di cinquanta anni, fino anche a circa trenta anni."

      É vero, sottoponendo i risultati ad altri test ottengono l´omogeneitá dei campioni e giustificano l´uso di questi test nel tipo di determinazione che é la datazione con carbonio C14, ma sorvolano altre cause che potrebbero aver fatto fallire il test Chi2. L´entusiasmo di aver ottenuto il risultato cercato li ha fatti sorvolare questo problema, in quel momento erano ancora in grado di eliminari ipotesi come questa:
      http://www.dim.unipd.it/fanti/C14.jpg

      Anche questo spiegherebbe i risultati ed il Chi quadrato. Perció dal punto di vista scientífico non possiamo affermare nessuna delle due.

      Il método radiométrico non é un buon método per datare oggetti, bisogna conoscere la storia del oggetto e quello che si ottiene é un dato in piú da valutare per la datazione di oggetti. Per esempio la necessaria rimozione di carbonio recente non é sempre controllabile.

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    2. Blas i metodi scientifici non si basano sulle scuse che riesci a trovare e sulle difficoltà che riesci ad esagerare. Sei patetico, basta così.

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  11. @Blas

    "Giá, tutti quelli che sostengono la veridicitá sono ignoranti truffaldini é chi sostiene che é medievale é un puri e qualificato scientifico. A te non va propio Gesú dovresti provare con Mani."

    Non ho mai detto che "tutti quelli che sostengono la veridicità", è una tua generalizzazione truffaldina. Ciò che conta sono le affermazioni e Baima Bollone, purtroppo per lui, ne ha sparate di grossissime. Le ipotesi di Fanti sono talmente sconclusionate che nemmeno il centro di Torino le prende in considerazione, pure il vescovo ha diramato un comunicato in cui le bolla come inattendibili.

    "citi la cicap?"

    E' un sito serio come serio è Rinaldi; i difetti di Wikipedia sono noti.

    "I campioni devono essere sottoposti ad un processo per eliminare il C contaminante recente."

    E' quel che ho detto fin dall'inizio. Ma in ogni caso si tratta di una procedura utile per avere una radiodatazione più precisa. Nel caso della sindone, l'eventuale contaminazione non sarebbe stata in grado di ringiovanire il tessuto di 1300 anni e questo lo sa chiunque abbia un'idea precisa di come funziona la radiodatazione AMS e conosca qual è la proporzione di C14 naturale rispetto al carbonio totale. Poiché il C14 è presente mediamente come una parte su mille miliardi di carbonio totale e poiché il C14 non si lega preferenzialmente a un substrato come la sindone ma, al più, nella stessa proporzione in cui si trova in natura, la quantità di carbonio totale in grado di ringiovanire la sindone sarebbe pari al peso di 2 o 3 volte il peso del lino, vale a dire che la sindone dovrebbe avere l'aspetto di un panno sporco di grasso di automobile.

    "Il risultato del test di Chi2 é stato positivo per la non omogeneitá dei campioni"

    Evidentemente non hai letto tutto lo studio, perché ci sono grosse obiezioni contro l'argomento di Brunati.

    "Incoscientemente li é scapata questa affermazione"

    E quindi? Spiega dove e perché, secondo te, starebbe il problema, vediamo fin dove arrivi con la fantasia. E perché dici inconsciamente? Cosa sei, un telepata?

    "Il método radiométrico non é un buon método per datare oggetti, bisogna conoscere la storia del oggetto e quello che si ottiene é un dato in piú da valutare per la datazione di oggetti. Per esempio la necessaria rimozione di carbonio recente non é sempre controllabile."

    Sono obiezioni talmente generiche che sfiorano il ridicolo:

    1) La rimozione del carbonio recente non è sempre "necessaria", dipende dal reperto. Nel caso delle fibre della sindone, si operò una drastica ripulitura della superficie delle fibre, potendo così ottenere il nucleo interno della fibra, non contaminabile.
    1.1) Ripeto per l'ennesima volta che il grado di contaminazione necessaro per far datare al 1300 un manufatto del 33 richiederebbe una quantità tale di sporco che la sindone dovrebbe apparire come un panno unto di grasso, cosa che non è, quindi la sindone è abbastanza contaminata.

    2) L'esame del C14, contrariamente a quanto dici, è un ottimo metodo indipendente mentre le informazioni storiche non sempre lo sono e si prestano a interpretazioni contrastanti più di quanto possa accadere col metodo del C14.
    2.1) In ogni caso, l'esame del C14 è appunto compatibile con l'unica informazione storica nota circa la sindone: la sua comparsa nel XIV secolo.

    3) Anche a voler accettare le non proprio ragionevoli obiezioni all'esame del C14, si può solo concludere che la radiodatazione non è precisissima ma comunque indicativa. Non si può assolutamente sostenere che, se ci sono stati errori, allora sindone può essere anche del I secolo o del 30.000 a. C. Il dato della radiodatazione andrebbe affinato, ma non è possibile che la sindone sia più vecchia di 1300 anni.

    Smettila di arrampicarti sugli specchi.

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  12. Il genio si è spesso manifestato nella storia attraverso procedimenti ricorsivi e giochi di specchi. I principali geni in questo senso sono stati Gesù di Nazaret, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti che oltre ad avere una intelligenza simile hanno anche avuto verso il termine della loro vita un volto simile. Il volto sindonico assomiglia all'autoritratto di Leonardo. La ricorsività è il sigillo del genio. La religione cattolica (e forse anche la realtà del mondo) è ricorsiva nei suoi dogmi principali, a partire dai due misteri principali della fede. Cfr. Ebook(amazon) di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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