27 aprile 2013

11 settembre 1683: l’ennesimo caso di film censurato

di Mandimartello

A prescindere dall’efficacia degli effetti speciali, a dir la verità non tanto speciali, da un montaggio non sempre riuscito e dalla realizzazione tecnica del film non perfetta, da un punto di vista di contenuti quello di Renzo Martinelli resta indubbiamente un film “scomodo”. D’altronde c’era d’aspettarselo: la dimostrazione storica della superiorità della religione e della morale cristiana e, in definitiva, del Vangelo di Cristo sul Libro sacro di Maometto è a dir poco “politicamente scorretto”. 

Ovviamente queste sono considerazioni partorite da una mente xenofoba e intollerante, frutto di un’ideologia aberrante che crede che il Bene e il Male esistano e possano essere additati. A nulla servono gli attentati, ormai innumerabili, sferrati dai gruppi islamici in tutto il mondo contro l’Occidente, l’ultimo dei quali alla maratona di Boston. I massacri dei cristiani in Nigeria ad opera – si dice – di “estremisti” islamici, gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, dell’11 marzo 2004 a Madrid, il commando di “donne” che presero in ostaggio 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca nel 2002; l’attentato all’aeroporto Domodedovo  (Mosca) il 24 gennaio 2011 in cui una donna kamikaze si fece esplodere provocando 35 morti e ferito più di 100 persone; Asia Bibi picchiata, stuprata e incarcerata in Pakistan per aver confessato la propria fede in Cristo; il 23enne franco-algerino, militante di al-Qaeda, che nel 2012 a Tolosa (Francia) uccise un insegnante di religione di 30 anni e le sue due figlie di 3 e 6 anni, oltre a un’altra bambina di 8 perché di religione ebraica; le numerose ragazze figlie di immigrati islamici che in Italia sono state uccise dai genitori perché fidanzate con italiani o perché si stavano integrando ai costumi occidentali, non ultima Hina Saleem, pachistana di Brescia decapitata e sepolta in giardino dal padre “perché si comportava da cristiana”; i continui rapimenti di occidentali in Africa e molti altri ancora che è impossibile enumerare, sono tutti opera - si dice - di frange di estremisti islamici e non si può dire per questo che l’Islam sia una religione “violenta”, o che legittimi tali scelleratezze. A questo punto però vien da chiedersi: ma non saranno un po’ troppo frequenti, numerosi e diffusi questi gruppi “estremisti”?

“L’Iran ha raggiunto un triste primato nelle esecuzioni. Amnesty International denuncia che almeno 630 persone sono state condannate alla pena capitale nel 2012. Ma secondo il rapporto pubblicato il 4 aprile dall’organizzazione per i diritti umani (Iran human rights) il numero potrebbe essere più alto: le persone messe a morte ufficialmente sono 580 (una sessantina in esecuzioni pubbliche) e almeno altre 85 esecuzioni potrebbero essere avvenute in segreto nella prigione Vakilabad di Mashhad.” (tratto da questo link) .
In tutto questo roseo, si far per dire, scenario di tolleranza e concordia, in Italia esce un film firmato Renzo Martinelli la cui locandina pubblicitaria sullo sfondo delle Torri Gemelle domanda “Sapevi che la data dell’11 settembre non è casuale?”. Già, un po’ provocatoria forse, ma soltanto perché a tale data è legata la più grande vittoria degli eserciti cattolici contro i Turchi Ottomani che avevano preso d’assedio Vienna, ultimo avamposto di difesa dell’Europa Cristiana. Il trionfo su Vienna avrebbe permesso all’esercito turco di marciare indisturbato attraverso gli ampi territori della Germania fino alla Francia. Il casus belli fu la vendetta della sconfitta navale dei turchi a Lepanto di un secolo prima, per cui il Gran Visir Kara Mustafà volle sferrare un colpo mortale al cuore dell’Europa convincendo il Sultano di Istanbul che era giunto il momento di far cadere Vienna, bastione della Cristianità ad est, per poi calare in Italia, impossessarsi di San Pietro, trasformandola in moschea e conquistando l'intero mondo alla fede di Allah.

Il film narra proprio quest’evento così importante per la sorte dell’Occidente, che ci permette ancor oggi di circolare liberamente con il crocifisso al collo (ancora per un po’). Per di più, ad aumentare l’avversione per la pellicola oscurata è l’eroe indiscusso della battaglia di Vienna, intorno al quale ruota la narrazione del film, il frate cappuccino Marco d’Aviano (nel film F. Murray Abraham) il quale, con la Croce in pugno, anima ed esorta gli eserciti austriaci e polacchi a difendere la loro Fede, la Verità e le loro tradizioni.

La data di uscita del film in Italia era stata annunciata per l’11 aprile scorso, ma “stranamente” pochissime sale si sono azzardate a proiettarlo. Nell’intera regione Umbria esclusivamente una sala lo ha proiettato tenendolo solo per pochi giorni, e preoccupandosi di rimuoverlo rapidamente, forse per ordini dall’alto?
Fatto sta che come per Cristiada ed October Baby, 11 settembre 1683 è stato giudicato “pericoloso” e politicamente scorretto, poiché la verità è sempre scomoda e ci costringe a fare un riesame della nostra storia. Contrasta con la vulgata che ci ha nutrito fin dall’infanzia, ci mette in discussione e ci interroga, e la cosa più pericolosa è che ci fa pensare con la nostra testa. Magari ci spinge a rinnegare le nostre (?) convinzioni, sapientemente costruite e cuciteci addosso dalla cultura dominante e dai media. D’altra parte pare che il film di Martinelli sarà proiettato il prossimo anno sulla Rai in due puntate, a meno che non cambino idea prima. Fatto sta che qui i film appaiono e scompaiono, sarà il miracolo della prestigibilibil…
 

11 commenti :

  1. Dimentichi tra gli altri film scomodi: "Katyn" e lo sceneggiato (oggi si dice fiction) "Il sangue dei vinti"

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  2. Cuore Vandeano27 aprile 2013 13:10

    Ho avuto la fortuna di vederlo.Film impeccabile...dovremmo tornare a una fede cosi eroica,altro che ecumenismo.W CRISTO RE

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  3. Tiziano Torresi29 aprile 2013 17:39

    E io che mi domandavo che fine avesse fatto la Croce di Scorzelli...

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  4. "A prescindere dall’efficacia degli effetti speciali, a dir la verità non tanto speciali, da un montaggio non sempre riuscito e dalla realizzazione tecnica del film non perfetta"

    se vuoi vederti un film "da fans" allora puoi farlo scaricare (anche a pagamento), da internet. il gestore di una sala cinematografica vuole, giustamente, guadagnare ed evita di proettare film-ciofeche.

    inutile inventarsi complotti. il film fa, tecnicamente, schifo. punto.

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    1. aggiungo, visto che il regista Martinelli non è nuovo a far film con soldi pubblici (come non ricordare il "barbarossa", che ha il suo posto nell'olimpo cinematografico tra "troppo belli" ed "alex l'ariete"!) che il suddetto 11 settembre 1683 ha ricevuto dal governo 4,1 mln di EUR (quattrovirgolaunomilionidieuro) di finanziamento pubblico.

      non oso immaginare cosa ne pensa la Zecchi che si scaglia addirittura contro il welfare pubblico!

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    2. Accidenti, proprio non mi ero accorto che nelle sale passano solo film tecnicamente impeccabili! Guardati attorno, se vuoi vedere quante "ciofeche" affliggono la cinematografia, e ciò nonostante passano per le sale. I gestori c'entrano poco, sono i distributori, che decidono chi passa e chi no. Gilesofham

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    3. stella, forse (ripeto: forse) "11 settembre 1683" è tecnicamente migliore di "natale in india", ma il primo non fa incassare, il secondo sì.

      è il mercato, bellezza

      ps trovo ridicolo che si gridi alla censura: con internet è possibile diffondere capillarmente un quasiasi film ad un costo irrisorio.

      pps trovo altrettanto ridicolo che lo stato finanzi 'sta roba con oltre 4mln di EUR

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  5. martinelli è un regista noto più che per la bravura e dignità artistica per essere uno che ha preso soldi dallo stato e dalla lega per fare un infimo film marchetta su barbarossa. il film in questione è sciatto e banale, non ha nessun valore artistico. è solo una produzione costosa dove sono stati spesi soldi dei contribuenti in ragione degli agganci politici del regista e che non aggiunge nessun contributo alla comprensione dei fatti storici narrati. il fatto che non lo proiettino per paura che possa essere scomodo,dandogli un valore che non ha, mi fa solo ridere ed è sintomo dell'ignoranza che domina questo paese.

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  6. Ci vuol un bel coraggio a parlare di registi che prendono soldi dallo stato con films "ciofeche"! Il 90% dei contributi alla"pseudocultura" se li becca la sinistra con pellicole che per vederle per intero bisogna agganciare le palpebre al soffitto!

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  7. Il film l'ho visto. Non me lo ricordo bene, ma ricordo che non mi era affatto piaciuto. Uno dei motivi è che (come fa anche l'autore dell'articolo) propone l'aberrante equazione Occidente=Cristianità

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