23 aprile 2013

La Giornata Mondiale del libro

di Giulia Tanel

Il 23 aprile, dal 1995 a questa parte, si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autoreistituita dall'UNESCO al fine di promuovere la lettura e la pubblicazione di libri e salvaguardare il contribuito che gli autori forniscono per il progresso dell’umanità.

L’idea di istituire questa giornata ha la sua origine in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di san Giorgio, per ogni libro venduto viene offerta una rosa. La data ha inoltre un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero contemporaneamente a mancare tre scrittori: Cervantes, Shakespeare e Garcilaso de la Vega. Tale ricorrenza consente quindi di fare qualche riflessione sui libri e la lettura. Oggigiorno, entrando in una libreria, si trovano testi di tutte le fogge e scritti da chiunque: intellettuali, politici, consacrati, filosofi, calciatori, personaggi dello spettacolo… e chi più ne ha, più ne metta. Spetta dunque ai consumatori l’onere di orientarsi tra i diversi titoli proposti, in quanto – sosteneva Gómez Dávila – “forse non c’è scempiaggine pari a quella di passare la vita a leggere scrittori mediocri perché sono nostri contemporanei”. Saper selezionare è dunque doveroso.

Chiarito questo primo aspetto, emerge la constatazione che ognuno ha un rapporto personale con i libri. Vi è chi ne legge uno all'anno, e chi ne compra uno alla settimana; chi ama farci “le orecchiette”, e chi li fodera per non sciuparli; chi sottolinea solo a matita, chi con la penna rossa; chi vede nei libri un amico fidato, e chi un insieme di pagine noiose… e via discorrendo.
Personalmente ritengo che leggere sia un’attività indispensabile. Innanzitutto perché leggendo – a patto che il libro sia scritto bene, naturalmente – si impara meglio l’italiano: si apprendono parole nuove e si sperimenta l’uso della punteggiatura, grande sconosciuta della modernità. Inoltre, leggere apre gli orizzonti: culturali, ma non solo. Infine, i libri sanno essere dei grandi amici nell’avventura della vita, e per ogni fase dell’esistenza è possibile trovare quello adatto. Il fatto che oggi molte persone non sappiano più scrivere correttamente, oppure che non siano interessate ad approfondire nessun argomento o scoprire cose nuove non è un bel segnale. Ma d’altronde leggere costa fatica, richiede concentrazione, necessita di tempo, presuppone la capacità di rimanere soli e in silenzio: tutte cose che il mondo odierno sembra sempre più rifuggire.

Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima.
Cicerone

I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Fernando Pessoa

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

 

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