22 maggio 2013

Morte a Notre-Dame: suicidio o martirio?

di Paolo Maria Filipazzi


Un fatto tremendo ha avuto luogo nella Cattedrale di Notre Dame: Dominique Venner, 78 anni, noto storico francese, si è suicidato, martedì 21 maggio 2013, con un colpo di pistola sull’altare del più importante luogo di culto francese. Venner era noto per la sua strenua opposizione all’approvazione dello pseudo-matrimonio omosessuale nel suo paese, una legge varata mentre le piazze si riempivano di folle che gridavano il proprio NO, venendo represse con la violenza dalle forze dell’ordine. «Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini. Entriamo in un tempo in cui le parole devono essere rese autentiche da azioni»: così aveva dichiarato Venner qualche giorno fa dalle pagine del suo blog. Ecco il gesto spettacolare.

Con questo atto drammatico arriva all’apice l’escalation iniziata da Hollande, dal suo Governo e dal Parlamento francese con l’approvazione a tappe forzate dello pseudo-matrimonio omosessuale. Una legge che, nelle menti fanatiche di chi governa la Francia, DOVEVA passare a tutti i costi, non importa a quale prezzo, a prescindere da qualunque cosa o persona andasse calpestata. Non è contato nulla il fatto che una fetta considerevole, forse maggioritaria, dei francesi fosse contraria. Le loro proteste sono state sedate a manganellate. Nulla ha contato la spaccatura, il clima di guerra civile che è stato generato. Ma del resto, una volta che si è spostata un’ideologia anti-umana come quella che fa dell’omosessualismo un dogma, nulla ha più valore e tutto è possibile, nel delirio di onnipotenza che si impadronisce di tali scellerati governanti. E così nasce il dramma: quello dei cittadini che si scoprono traditi ed abbandonati dalle istituzioni cosiddette democratiche, che si trovano talmente isolati, senza voce, da giungere ad atti estremi come quello di Venner. Il fatto che simili episodi, fino ad oggi, abbiano avuto luogo solo in paesi oppressi da regimi totalitari, la dice lunga sulla reale natura della strada verso l’Inferno imboccata dall’Occidente che continua a dirsi “mondo libero”, non si sa se per ipocrisia o per puro gusto luciferino della beffa.

Ma in tutto questo, non si può non provare sconcerto per il “gesto spettacolare” scelto da Venner. Citiamo un passaggio dal libro “Ortodossia” di Chesterton: “Il suicida, ovviamente, è l’opposto del martire. Un martire è qualcuno che ama così tanto qualcosa che sta fuori di lui da dimenticare la propria vita. Il suicida è un uomo che ama così poco qualsiasi cosa stia fuori di lui da desiderare di vedere la fine di tutto. Il primo vuole che qualcosa cominci, il secondo vuole che tutto finisca. In altre parole, il martire è nobile, proprio perché (per quanto rinunci al mondo o detesti tutta l’umanità) confessa questo estremo legame con la vita e pone il suo cuore fuori da se stesso: muore affinché qualcosa possa vivere. Il suicida è ignobile perché non possiede tale legame con l’esistenza: è un semplice distruttore, personalmente distrugge l’universo". Per protestare contro una legge anti-umana, Venner ha compiuto il gesto più radicalmente anti-umano in assoluto: un gesto di sommo disprezzo nei confronti dell’uomo e del creato. Un gesto molto diverso da quello compiuto dai martiri cristiani i quali non cercano né si procurano deliberatamente la morte, ma semplicemente la accettano. Per giunta, Venner ha compiuto un atto blasfemo, profanando un Altare dove quotidianamente si celebra il sacrificio di Cristo.

E’ bene però, ricordare anche come di fronte a gesti drammatici come quello di Jan Palach, datosi fuoco nel centro di Praga nel 1969 per protesta contro il regime comunista, o a quello di Bobby Sands, lasciatosi morire di fame nel carcere nordirlandese di Long Kesh, nel 1981, per protestare contro le condizioni disumane dei detenuti, la Chiesa cattolica riconobbe una dignità in quelle scelte, non meramente autodistruttive ma animate dalla speranza di richiamare al bene più grande della libertà. Nel caso di Palach, il teologo e dissidente anti-comunista Josef Zverina disse che “un suicida in certi casi non scende all’Inferno” e che “non sempre Dio è dispiaciuto quando un uomo si toglie il suo bene supremo, la vita”. E sorge un’interrogativo, a cui per ora non sappiamo dare risposta, ma che ci sentiamo in dovere di sottoporre alle coscienze di tutti: Dominique Venner, suicida o martire?

Non sta a noi emettere il Giudizio su Venner, che ora compete esclusivamente a Dio. Ma possiamo fare delle considerazioni meramente terrene: i fautori dello pseudo-matrimonio omosessuale così come di tutte le altre “conquiste di civiltà” sono animati dall’intenzione, apparentemente nobile, di costruire un “mondo migliore”, una sorta di Paradiso in terra. Peccato che a molti questo Paradiso ricordi fin troppo l’Inferno, un mondo da incubo talmente orribile che qualcuno, addirittura, sta iniziando a rifiutarsi di viverci. Sarebbe ora che tutti i governanti d’Occidente abbandonassero il proprio arrogante titanismo prometeico e riflettessero su questo. Sarebbe nel loro interesse: il Mito e la Storia concordano sul fatto che i Titani finiscono sempre incatenati nel Tartaro.
 

11 commenti :

  1. credo che il gesto di Dominique Venner sia simbolicamnete molto importante, e che dovrebbe essere emulato da tutti gli oppositori alle nozze gay.

    ps. naturalmente a Venner, in quanto suicida, non verranno amministrati i funerali cattolici. vero?

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    1. Non li avrebbe comunque voluti, non essendo cattolico, bensì neopagano.

      Questo anonimo non è solo vile (in quanto anonimo), ma anche disinformato. :D

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    2. poveri cattolici, costretti a raccattar martiri tra i neopagani...

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    3. poveri anonimi in cerca di autore e di cervello....

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    4. Venner non era neopagano ma politicamente vicino anche a quell'estrema destra celtico-nordica-vattelappesca. Era molto più vicino al tradizionalismo cattolico che alla destra neopagana.

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  2. "credo che il gesto di Dominique Venner sia simbolicamnete molto importante, e che dovrebbe essere emulato da tutti gli oppositori alle nozze gay"

    Se noi diciamo lo stesso per le checche suicide, ci mandi la boldrini a casa?

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  3. « Ci si può domandare se è ragionevole e morale – questi due termini sono inseparabili – uccidersi.

    No! Uccidersi è irragionevole, così come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morrà, crescerà irregolarmente, ecco tutto. La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. La morte non può che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo. Ma rinunciando alla vita in questo mondo, io non so se la forma che essa prenderà altrove, mi sarà più gradita e in secondo luogo io mi privo della possibilità di imparare e di acquisire a profitto del mio io, tutto ciò che avrei potuto apprendere in questo mondo. D'altra parte e soprattutto, il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio perfezionamento personale e dall'altro la cooperazione all'opera generale che si compie nel mondo.
    Ed è per questo che il suicidio è immorale. All'uomo che si uccide, la vita era stata data con la possibilità di vivere fino alla sua morte naturale, a condizione di essere utile all'opera generale della vita e lui, dopo aver goduto della vita, finché gli è parsa gradevole, ha rinunciato a metterla al servizio dell'utilità generale, appena gli è divenuta spiacevole; mentre verosimilmente egli cominciava a divenire utile nel preciso istante in cui la sua vita si incupiva, perché ogni lavoro comincia con travaglio. »
    {Lev Tolstoj}

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  4. Il suicidio è oggettivamente un peccato grave, ma le sue motivazioni ne possono attenuare la colpevolezza soggettiva: in guerra infatti è moralmente lecito, secondo auctres probati come il Prùmmer, uccidersi per colpire il nemico (kamikaze). Che contro la tirannia omosessualista ogni buon crociato debba essere in guerra è del tutto ovvio. Venner era dell'estrema destra laica, e non era cattolico dunque: il suo gesto coraggioso e incosciente se non potrà essere rivendicato da noi cattolici, comunque dovrà essere citato (e non cancellato o rimosso) come un esempio di ciò che la nomenkaltura laicista vuole ardentemente: spargere il sangue dei buoni e degli onesti.O con la forza e il gas dei poliziotti a pagamento (contro i pacifici manifestanti) o favorendo gesti inconsulti che nascono da una società malata ancora più inconsulta. Ma sangue chiama sangue... EMR

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  5. La domanda che mi faccio è, il fatto che due omosessuali possano formalizzare il loro rapporto, che male fa?
    Non mi chiedo se per una qualsiasi religione o filosofia questo possa essere moralmente riprovevole, ma concretamente in quale modo un rapporto omosessuale formalizzato da una legge tra persone libere e consenzienti può limitare la mia libertà di credere o di fare della mia vita ciò che ritengo più giusto?
    Detto questo nel caso in questione mi faccio pochi scrupoli, a me è sembrato, molto banalmente un atto estremamente stupido.
    qui: http://www.giornalettismo.com/archives/944177/dominique-venner/ una critica sufficentemente argomentata.

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  6. trovo avvilente che ci si ponga la domanda. Chiaramente questo signore non è un martire. E' solo un nostalgico del peggior colonianismo (molto probabilmente razzista) che ha scelto di togliersi la vita in un momento di depressione, ammantando il suo turpe gesto di nobili motivi, da brutta persona quale probabilmente era, profanando per giunta la cattedrale di Notre Dame.
    E' molto avvilente che ci si ponga la domanda.

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    1. Se porsi la domanda è cosí avvilente, come chiameremo il dare la risposta, come Lei fa:

      "ha scelto di togliersi la vita in un momento di depressione, ammantando il suo turpe gesto di nobili motivi, da brutta persona quale probabilmente era, profanando per giunta la cattedrale di Notre Dame".

      senza porsi almeno prima la domanda?

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