17 maggio 2013

Se c'è di mezzo il prete, sul Corriere ricompare la pedofilia


di Emidio Iorio
In un contributo di qualche giorno fa abbiamo osservato che il Corriere della Sera, dovendo dare la notizia di un politico dichiaratamente gay accusato di abusi sessuali su maschi giovani e forse minorenni all’epoca dei fatti, l'ha fatto in un modo omissivo e reticente. Seguivano pensieri malpensanti sui perché e percome di questa disparità di trattamento.
Siamo cattivi noi a malpensare? Forse. Magari ci abbiamo preso, però intanto abbiamo peccato. Non sta bene. Cartellino giallo. Chiniamo il capo in silenzio. 

Ecco però che, mancaffarlapposta, il Corriere della sera pubblica in rete un articolo su un altro uomo accusato di abusi su minori. Stavolta però il disgraziato (parola ambivalente a seconda se sia innocente o colpevole) non è un gay, ma un prete.
E indovina un po’, come tratta la notizia il quotidiano?

1. Garantismo zero. Il titolo è chiarissimo: “Padova, abusi nel seminario minore. Il rettore finisce a processo”. Altro che verbo al condizionale! Che ci siano stati gli abusi è presentato come un dato di fatto, anche se è ancora da dimostrare, visto che il processo è tutto da farsi. L’autore Nicola Munaro non si fa mancare i toni gotici: «quel luogo di preghiera e formazione in cui il tredicenne cercava una risposta si è rivelato la peggiore prigione possibile e lui, giovane seminarista, si è ritrovato vittima di chi doveva crescerlo e fargli capire la sua strada…». Come se la sentenza fosse già passata per tre gradi di giudizio!

2. Tanto per non sbagliare, l’articolo specifica con chiarezza che il giovane all’epoca dei fatti (2004) aveva tredici anni. Dunque, ma questo siamo noi a calcolarlo, adesso ne ha intorno ai ventidue. È malpensante allora chiedersi perché il Corriere non ha applicato gli stessi criteri con cui ha dato la notizia delle accuse pendenti su Nigel Evans? Perché non ha pudicamente scritto che il rettore del seminario “avrebbe abusato di un uomo ventiduenne”, lasciando alla matematica dei lettori che hanno voglia di star lì a farsi due calcoli – se ne esistono – l’onere di capire che stiamo parlando di abuso su minore?

3. Notiamo infine che il titolo dell’articolo nella sua pagina web NON è lo stesso con cui la notizia appare linkata nella home page nazionale del Corriere della sera. Ci siamo ben premurati di salvare e mettere a disposizione un pdf della home page del corriere.it così come appariva all’aggiornamento delle ore 14:30 di giovedì 9 maggio 2013. Andate a controllare a pagina 4, terzultima notizia: “Padova, abusi su minori in seminario. Il prete-rettore finisce a processo”.
Evidentemente il titolo della sezione veneta non era abbastanza caratterizzato: in redazione nazionale hanno deciso che la parola prete dovevano assolutamente mettercela, vicino agli abusi su minori (sempre presentati come un fatto e non come un’ipotesi processuale). Così stiamo sicuri che, nella memoria di quella fascia di lettori che si ferma al titolo in home page e non approfondisce, resterà la certezza che un prete ha stuprato un bambino. L’ha detto il Corriere…

Sia chiaro che non spetta a noi discutere se le accuse siano vere o false. Chi scrive spera che entrambi gli accusati, il gay e il prete, siano innocenti; ed augura a entrambi allo stesso modo, se sono innocenti di essere rapidamente assolti e risarciti nell’onore leso, se sono colpevoli di andare in galera e pagarla amaramente.
Il punto che qui interessa è un altro: far vedere quanto in basso è scesa la qualità dell’informazione del Corriere della Sera. E ci pare ormai dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio l’ipocrisia comunicativa, la differenza tra i proverbiali due pesi e due misure.

A pensar male si fa peccato. Ma a volte si fa più peccato ancora a voler pensare bene, quando l’evidenza dice il contrario.
 

9 commenti :

  1. "....Sia chiaro che non spetta a noi discutere se le accuse siano vere o false. Chi scrive spera che entrambi gli accusati, il gay e il prete, siano innocenti; ed augura a entrambi allo stesso modo, se sono innocenti di essere rapidamente assolti e risarciti nell’onore leso, se sono colpevoli di andare in galera e pagarla amaramente."

    beh, a Padova sembra che prete e gay ossero una persona sola: giusto per la precisione.

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  2. "beh, a Padova sembra che prete e gay ossero una persona sola: giusto per la precisione."

    Pancio, non vorrà micadire che anche i gay possono essere pedofili? Non sarà mica omofobo? :D

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  3. i due articoli sono scritti enrambi col culo.
    ma quello relativo al caso di padova è scritto decisamente meglio.

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  4. No no, solo una persona ha scritto l'articolo, ed è eterosessuale. Assumiamo solo etero.

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    1. Menomale. Ma state attenti, che il regime democratico non lo considera lecito. E' "discriminazione". Tra un po', oltre alle "quote rosa", avremo anche le "quote arcobaleno" (o "verdi", come i "balletti" di alcuni decenni or sono). E la lettura della Bibbia sarà reato: è un libro "omofobo", come, d'altronde, lo è anche il Corano. E' la democrazia, bellezza.
      Dovremo chiedere asilo politico in Iran dove, almeno, la legge naturale viene rispettata, il diritto di culto dei cristiani pure, e pochi lo sanno, gli stessi cristiani hanno anche diritto a una rappresentanza in Parlamento?. O sarà sufficiente andare in Russia, dove, nonostante gli sforzi delle "ong" finanziate dalle lobby occidentaliste e mondialiste, a introdurre leggi contro l' "omofobia" non ci pensano neppure (gli ortodossi, contrariamente ai cattolici post-conciliari, menano, beati loro...)?

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  5. @Silente
    e chi te lo impedisce?
    vai in Iran!
    ciao

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  6. Bah, vedo che lei non capisce le figure retoriche dell'iperbole e dell'ironia.
    Ennesima conferma: la canea omosessualista è tale o per viziosità, o per ignoranza. Scelga lei. Ma data la sua maleducazione (comprensibile: è connaturata allo stato) non si aspetti ulteriori repliche da me. E' una questione di buon gusto.

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  7. ahahahah
    troppo facile dire "come si sta bene in iran" o "come si sta bene in russia" seduti sul proprio divano!

    silente, siete proprio ridicolo!

    ps. soffrite pure della stessa sindrome del nano arcoriano? per quello lì tutti quelli che non la pensano come lui sono comunisti, mentre per voi, il vostro lume è così splendente, che chi non ne rimane affacinato deve esser per forza trullallerista[1]

    [1]trullallerista, cioè omosessualista. anche a me piace inventar parole

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