10 maggio 2013

Se pure Bagnasco sdogana l'immigrazionismo

di Paolo Maria Filipazzi


Apprendiamo da notizie di stampa che anche per Sua Eminenza il cardinal Bagnasco il voto ai figli degli immigrati «è uno dei diritti umani che certamente deve essere riconosciuto» e via discorrendo. Poiché le leggi italiane già prevedono la possibilità, al realizzarsi di una serie di condizioni, di ottenere la cittadinanza italiana con annesso diritto di voto, ed escludiamo che Sua Eminenza non lo sappia, non possiamo far altro che associare questa sua solerte uscita alla volontà di accodarsi ai delirii in materia già espressi dal Ministro Cecile Kyenge, esponente di un governo a cui Sua Eminenza non ha tardato a far pervenire il proprio apprezzamento (ettepareva…).

Insomma, siamo all’ennesimo omaggio delle alte gerarchie ecclesiastiche ad ideologie secolari (sedicenti) filantropiche ma ben poco evangeliche. In questo caso siamo a quella nuova forma di razzismo che il politologo francese Pierre-Andrè Taguieff chiama “immigrazionismo”. Quest’ideologia è stata ufficialmente istituzionalizzata dallo Stato italiano con la creazione del mirabolante “Ministero per l’Integrazione”, ed è ormai chiaro che sia un punto-cardine del governo Letta. Ciononostante si tratta di un’ideologia incompatibile con il Magistero, oltre ad essere una truffa volta a presentare come filantropia lo sfruttamento di milioni di esseri umani.

Nella lettera enciclica Caritas in Veritate Benedetto XVI ha individuato 3 principi basilari per gestire il fenomeno migratorio: il rispetto dei diritti fondamentali ed inalienabili dei migranti, che devono essere trattati come esseri umani e mai come una merce; ma anche quelli delle società di approdo e infine i diritti delle società di partenza, che non devono essere svuotate di risorse e di energia, fra cui anche le intelligenze ed i talenti di coloro che emigrano. Per fare un esempio a caso, un brillante medico congolese che vada ad esercitare in Italia è una preziosa risorsa sottratta al Congo, Paese ad alto tasso di malattie e con carenza di personale sanitario…

Ora, nessuno sembra ricordare che fra i diritti inalienabili della persona vi è anche quello di poter aspirare a costruirsi un futuro nella propria terra d’origine. Nessuno, a parte Benedetto XVI: “La soluzione fondamentale è che non ci sia più bisogno di emigrare, perché ci sono in Patria posti di lavoro sufficienti, un tessuto sociale sufficiente, così che nessuno abbia più bisogno di emigrare” (Intervista concessa dal Santo Padre ai giornalisti durante il volo negli Stati Uniti d’America del 15 aprile 2008). Il fenomeno migratorio, patologico per costituzione, è invece diventato addirittura un’“occasione” per gli ideologi dei nostri tempi. In realtà l’immigrazionismo è funzionale a logiche economiche che nulla hanno a che vedere con le ciance “umanitarie” con cui si criminalizza chi combatte questa ideologia. Spesso, infatti, si dice che gli immigrati fanno lavori che gli autoctoni non vogliono più fare. Nessuno dice che il più delle volte gli italiani non fanno determinati lavori perché sottopagati e privi delle garanzie dei diritti dei lavoratori, di quelli previdenziali e delle norme sulla sicurezza sul lavoro, mentre i disperati che vengono “accolti” nel nostro paese non fanno storie ad essere ridotti in schiavitù e trattati come merce. E quelli che se la passano meglio finiscono a pagare contributi per pensioni che non percepiranno mai, finendo i loro soldi a pagare le pensioni delle generazioni precedenti, secondo il folle sistema pensionistico italiano. Un sistema per cui i giovani italiani sono ormai troppo pochi, così che per coprire le pensioni di un paese dove gli anziani sono sempre di più serve l’importazione (a mò di merce, appunto), di contribuenti da altri continenti. Si fa anche il conto sul fatto che una buona parte degli immigrati potrebbero non considerare definitiva la propria permanenza in Italia, e quindi non tornare mai a richiedere i soldi versati. Ed è davvero paradossale che un’ideologia come quella immigrazionista, che esiste apposta per giustificare una nuova, sottile ed ipocrita modalità di sfruttamento da parte dei Paesi occidentali su quelli in via di sviluppo, venga giustificata chiamando in causa proprio le colpe del colonialismo!

Ma c’è un altro aspetto: un Paese in cui il figlio della turista straniera cui si rompono le acque mentre è in Italia diventa cittadino, e quello della turista italiana a cui si rompono le acque mentre è all’estero si vede pregiudicata un’intera esistenza, vedendosi negata la cittadinanza, è un Paese in cui ogni legame comunitario, ogni principio alla base dello “stare insieme” è spazzato via, è la sostituzione alla comunità di un’insieme informe di individui atomizzati giustapposti, privi di punti di riferimento e legami stabili. Ed individui in tale condizione di radicale solitudine sono molto più deboli e facilmente schiavizzabili.

Resta solo da capire perché tanta parte del clero, delle gerarchie, del mondo cattolico sia caduta nella trappola di tale aberrante ideale di schiavitù e sopraffazione. Forse si tratta della famosa faccenda dell’8 per mille. Ma forse, di fronte alla religione dell’Anticristo che avanza, sarebbe più furbo prepararsi a scendere nuovamente nelle catacombe, piuttosto che sacrificare sull’altare di false divinità. Sarebbe furbo, trattandosi della salvezza delle anime.
 

14 commenti :

  1. Vi segnalo che purtroppo anche il card. Scola ha sdoganato il blasfemismo impunito: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/08/Scola-eliminare-leggi-che-puniscono-blasfemia_8671263.html

    Saluti

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  2. Ottimo articolo. Si chiede l'autore: "Resta solo da capire perché tanta parte del clero, delle gerarchie, del mondo cattolico sia caduta nella trappola di tale aberrante ideale" La risposta sta nel trionfo del modernismo, anche, ma non solo, grazie al concilio. E' il venir meno della tradizionale visione cattolica di comunità, fatta di condivise radici religiose, di storia, di tradizioni, di una comune etnia. La Patria è la terra dei padri, o non è. E' il trionfo, nella Chiesa, dell'illuministico principio dei "diritti dell'uomo". E' l'ennesima dimostrazione del "fumo di Satana", denunciato da Paolo VI (proprio lui!) penetrato nella Chiesa. Ci vogliono meticci, dimentichi della nostra storia, sradicati, privati da ogni legame comunitario, perché così più dominabili. E se ci opponiamo, scattano le sanzioni.

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  3. Per i figli di genitori immigrati residenti in Italia da almeno 5 anni, nati in Italia, è riconosciuta la cittadinanza italiana alla nascita su richiesta dei genitori.
    Per i bambini giunti in Italia e per quelli, nati in Italia i cui genitori sono in Italia da meno di 5 anni, è riconosciuta la cittadinanza italiana, su richiesta dei genitori, al termine del primo ciclo scolastico.
    In entrambi i casi al compimento del 18° anno il giovane conferma la sua volontà di essere cittadino italiano

    La proposta sarebbe questa (in realtà) e sarebbe meglio informarsi prima di scrivere...

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  4. Qualsiasi sia il contenuto della legge, occorre riaffermare il principio che la "cittadinanza" (concetto che andrebbe depurato dalle sue ascendenze giacobine)non è un semplice "atto di volontà", ma discende dalla natura, dalla storia familiare, dalla condivisione incondizionata delle radici e delle tradizioni. Questo è il principio dello jus sanguinis, significativamente negato, nel mondo, solo dagli USA (entità ideologicamente costituita da sradicati) e dalla Francia, afflitta da quel "peccato originale sociale" che è la rivoluzione. Accade per la cittadinanza quello che accade con l' "ideologia di genere": la negazione della natura in nome di una impossibile "libera scelta" e in nome di "identità liquide" che, lungi da renderci più liberi, in realtà ci rendono più schiavi delle lobby tecnocratiche e usurocratiche. Se meticci, sradicati e immemori, per loro è più facile.

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    1. in tutta onestà sento di aver più radici e tradizioni in comune con un ragazzo cinese che parla con accento romano, tifa lazio ed a cui piace la pizza con.. boh... facciamo Broghezio.

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    2. E' un problema suo: se non capisce l'importanza delle radici familiari, dei valori comunitari e delle identità, che sono per definizioni anche etniche, religiose e culturali, si goda il Bilderberg Group, la Goldman Sachs e la Trilateral. Con quel che ne consegue.
      Per restare sul suo piano tribale e da circolo ARCI di quartiere, come si rapporterebbe con un burino, romanista e a cui piace l'abbacchio, e magari disoccupato perché il suo posto di lavoro gli è stato sottratto dal dumping sociale dal cinese da lei tanto amato?
      Poi, si chiama Borghezio, Mario Borghezio.

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    3. "come si rapporterebbe con un burino, romanista e a cui piace l'abbacchio, e magari disoccupato perché il suo posto di lavoro gli è stato sottratto dal dumping sociale dal cinese da lei tanto amato?"

      facile: darei la colpa al Bilderberg Group, la Goldman Sachs e la Trilateral!

      con le Menti Semplici sono cose che hanno sempre presa.

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    4. aggiungo, non vi è alcuna ragione logica per cui un argentino che a come unico "merito" l'aver un nonno italiano possa avere cittadinanza del nostro paese senza mai avervi risieduto, conoscerne la lingua e la cultura mentre un ragazzo figlio di immigrati nato e cresciuto in italia debba subire una trafila burocratica assurda per esser cittadino.

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  5. La Chiesa Cattolica è sempre stata a favore dell'immigrazione,quindi Bagnasco non ha sdoganato un bel niente.

    frank77

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    1. Ho una discreta conoscenza dei documenti della Chiesa, ma non mi risulta alcun pronunciamento ufficiale che si dichiari a favore dell'immigrazione in quanto tale, né che la definisca un fenomeno positivo. Al più la Chiesa post-conciliare si è espressa a favore dell' "accoglienza", concetto peraltro ambiguo, come tutto il lessico del post-concilio. E comunque non si tratta di affermazioni dogmatiche e, quindi, sono lecitamente criticabili. La Carità va esercitata non solo nei confronti dei "migranti" che, entrando irregolarmente in Italia, commettono un atto illecito, ma anche nei confronti di chi, senza colpe, l'immigrazione la subisce come vittima, con la criminalità, i maggiori costi sociali, il parassitismo, la riduzione dei posti di lavoro e soprattutto la progressiva perdita dell'identità etnica, religiosa e culturale.
      Se lei è a conoscenza di documenti della Chiesa che si dichiarano a favore dell'immigrazione, in quanto tale e "a prescindere", me lo faccia sapere, per favore.

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    2. dimmi un po', come ti senti ad adorare come figlio di dio un palestinese?

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    3. Caro Anonimo guardi che la il concetto di Palestina come Nazione nasce negli 70,quindi non si vede come Dio potesse essere Palestinese :-)

      Frank77

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  6. Tiziano Torresi13 maggio 2013 16:15

    "La Chiesa e le varie realtà che ad essa si ispirano sono chiamate, nei confronti di migranti e rifugiati, ad evitare il rischio del mero assistenzialismo, per favorire l’autentica integrazione, in una società dove tutti siano membri attivi e responsabili ciascuno del benessere dell’altro, generosi nell’assicurare apporti originali, con pieno diritto di cittadinanza e partecipazione ai medesimi diritti e doveri". (Benedetto XVI, Messaggio per la giornata mondiale del migrante 2013)

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  7. "Spesso, infatti, si dice che gli immigrati fanno lavori che gli autoctoni non vogliono più fare. "Nessuno dice che il più delle volte gli italiani non fanno determinati lavori perché sottopagati e privi delle garanzie dei diritti dei lavoratori, di quelli previdenziali e delle norme sulla sicurezza sul lavoro, mentre i disperati che vengono “accolti” nel nostro paese non fanno storie ad essere ridotti in schiavitù e trattati come merce."

    Sono d'accordo su questo punto, ma il fatto di dare la cittadinanza agli immigrati darebbe loro diritti a cui appellarsi, in caso di sfruttamento come per esempio nei famosi campi di arance in Calabria, e doveri da rispettare (essere sottoposti alla legge italiana in caso di crimini, ad esempio).
    Spesso, inoltre, le persone che vengono in Italia a lavorare o studiare sono persone che rischierebbero la morte nel loro paese d'origine, e come Paese Cattolico abbiamo il dovere di proteggere chi ha bisogno, dargli una possibilità in più di realizzarsi come persona.
    Se non siamo noi ad accogliere i bisognosi, (dar da mangiare agli affamati etc etc) chi potrà farlo?

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